Il pirata pentito diventa testimonial

Condannato a tre anni di libertà vigilata per aver gestito un hub Direct Connect frequentato da pirati, apparirà come protagonista in alcuni spot cinematografici antipirateria


Los Angeles (USA) – I giudici californiani hanno emesso una condanna definitiva per Jed Frederick Kobles, recentemente arrestato per furto di contenuti digitali protetti. La pena, inizialmente pari a 180 giorni di reclusione , è stata immediatamente commutata in tre anni di libertà vigilata. Kobles, 34 anni, reo confesso, potrà utilizzare strumenti informatici solo per motivi di lavoro.

L’uomo sarà inoltre costretto a prestare la propria immagine per una campagna pubblicitaria mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica sulle conseguenze penali della pirateria. Un progetto di comunicazione istituzionale, parzialmente finanziato dagli studios della MPAA , destinato alla proiezione sul grande schermo.

“Un duro verdetto”, commenta il giudice Jeffrey McGrath, “ed una buona lezione che farà sicuramente riflettere l’imputato”. McGrath è convinto che il caso servirà da monito per le folte schiere di pirati che popolano Internet: “La pirateria non è un crimine senza vittime e non paga”. Nel caso di Kobles, proprio gli spot lo salvano dalla galera che era stata richiesta dall’accusa ma che il magistrato ha ritenuto “non pertinente”, almeno nel suo caso.

Kobles, impiegato presso una grande catena di supermercati, aveva creato uno dei più frequentati server utilizzati dagli utenti di Direct Connect , popolare sistema per lo scambio di file. Durante le indagini, gli inquirenti sono giunti alla conclusione che l’hub di Kobles fosse uno dei nodi più conosciuti dedicati alla diffusione abusiva delle ultimissime novità cinematografiche.

Tommaso Lombardi

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