Il pozzo senza fondo delle nigeriane

Il classico del cybercrimine colpisce ancora: una donna americana ha perso l'intero patrimonio nella speranza di guadagnarci milioni di dollari. Tutto falso, i suoi soldi sono sfumati e i colpevoli rimangono a piede libero
Il classico del cybercrimine colpisce ancora: una donna americana ha perso l'intero patrimonio nella speranza di guadagnarci milioni di dollari. Tutto falso, i suoi soldi sono sfumati e i colpevoli rimangono a piede libero

Janella Spears fa l’infermiera, insegna rianimazione cardiopolmonare, può parlare con il marito non udente grazie alla lingua dei segni e la domenica sposa le coppie in chiesa. Janella Spears è l’ultima vittima delle truffe nigeriane , strumento privilegiato di raggiro ai danni dei netizen .

Spears, come tanti prima di lei, è stata ingannata dalla possibilità di un guadagno sostanzioso, addirittura milioni di dollari di un presunto lascito da parte del nonno, con cui da tempo la famiglia aveva perso i contatti diretti. Mossa da un’avidità via via più insistente, la donna ha cominciato inviando 100 dollari per “agevolare” l’arrivo del denaro nel suo paese, naturalmente attraverso sistemi di trasferimento fondi non rintracciabili, come richiestole dagli ignoti truffatori.

Dopo quei 100 dollari è stato un crescendo di richieste sempre più consistenti, centinaia, migliaia di dollari, al punto da costringere Spears a bruciare la pensione del marito, ipotecare la casa e l’auto di famiglia. Gli errori grammaticali delle varie missive non hanno impedito alla donna di persistere negli invii di denaro e l’avidità col tempo si è trasformata in disperazione e nel tentativo di recuperare quanto investito per la fantomatica eredità dell’altrettanto fantomatico nonno capitato chissà come in Nigeria.

A Spears col tempo sono state inviate false missive firmate dal presidente nigeriano, da George W. Bush e dal direttore dell’FBI, tutte con l’obiettivo di convincere la donna a non interrompere il flusso di denaro facile dalle sue sostanze ai conti controllati dai truffatori.

Dopo due anni il conto finale è salato: l’infermiera ci ha rimesso quasi mezzo milione di dollari , e chi l’ha così platealmente raggirata è fuggito via col bottino senza rimetterci un’unghia. La spirale perversa si è interrotta solo grazie all’intervento di un investigatore sotto copertura che ha aiutato Spears a rendersi conto del pozzo nero in cui era precipitata in quello che lui ha definito come il peggior esempio di truffa mai incontrato nella sua carriera.

La donna ha deciso infine di rendere pubblica la sua storia nella speranza di convincere gli altri a non farsi ingannare, a non cadere nel tranello dell’avidità e del fascino malsano delle grandi somme in cambio di prezzi modici. Per uscire dai debiti, dice ora Spears, ci vorranno almeno tre anni mentre i “nigeriani” festeggiano da qualche parte con spumante e caviale.

Alfonso Maruccia

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16 11 2008
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