Il robot Alice chatta meglio di tutti

Il chatterbot sviluppato con la filosofia del FreeSoftware vince ancora una volta il concorsone
Il chatterbot sviluppato con la filosofia del FreeSoftware vince ancora una volta il concorsone

Londra – Il Loebner Contest , per la prima volta aperto al pubblico, si è svolto quest’anno nella terra natale del grande matematico Alan Turing , a cui si deve il test che determina il vincitore del concorso. È un appuntamento annuale studiato per mettere alla prova programmi e computer nati da progetti di intelligenza artificale che cercano di convincere giudici umani che il software con cui “chattano” è in realtà una persona.

ALICE (Entità artificiale linguistica computerizzata) è stata premiata con la medaglia Loebner di bronzo per il secondo anno di fila presso il Museo delle Scienze di Londra.

Le storiche mura del Museo contengono tra l’altro la macchina differenziale di Babbage, l’ACE computer di Turing e uno dei primi robot mobili: la tartaruga di Gray Walter. Un aspetto inusuale del contest di quest’anno è stata la presenza di un giudice davvero “particolare”: lo stesso Hugh Loebner, che nel 1990 fondò il Loebner contest.

Alice, classificato come “il computer più umano”, ha vinto con notevole distacco rispetto gli altri concorrenti.

Il Dottor Richard Wallace, ha iniziato a sviluppare Alice sin dal 1995, fondando poi un’organizzazione No-profit: A.L.I.C.E. AI Foundation , nata per promuovere l’adozione e lo sviluppo del Chat robot Alice e il linguaggio XML-compliant denominato AIML (Artificial Intelligence Markup anguage), seguendo la filosofia Free Software.

Oltre 400 individui di tutto il mondo hanno partecipato contribuendo a realizzare, di fatto, la più grande comunità di sviluppo di chatterbot nella storia.

Sandro Pons

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17 10 2001
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