Il sito della Pelota Basca

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di M. Mantellini. New Economy: un termine che un anno fa non esisteva. Lo citano tutti, dal Primo Ministro al benzinaio dell'angolo. Persino Clemente Mastella ne conosce a grandi linee il significato
di M. Mantellini. New Economy: un termine che un anno fa non esisteva. Lo citano tutti, dal Primo Ministro al benzinaio dell'angolo. Persino Clemente Mastella ne conosce a grandi linee il significato


Web – Sono passati pochi anni dalla nostra condiscendente resa alla terminologia oscura dell’informatica (RAM, ROM, DVD, Mbyte, Motherboard, TCP, Firewall, etc. etc.) della quale abbiamo con fatica imparato gli acronimi, gli inglesismi e le abbreviazioni ed ecco che una nuova (piccola) rivoluzione semantica si rovescia su di noi. Lo sviluppo di un linguaggio tecnico-economico applicato al mondo delle reti è forse il miglior segnale dell’impazzimento che sta attraversando le menti di tanti ai tempi di Internet. Vediamo scherzosamente qualcuno di questi termini che troppi declinano con serietà eccessiva.

NEW ECONOMY: un successo travolgente per un termine che un anno fa non esisteva. Lo citano tutti, dal Primo Ministro al benzinaio dell’angolo. Persino Clemente Mastella ne conosce a grandi linee il significato. Da contrapporre alla OLD economy, per definire un nuovo canone economico nel quale si può anche non vendere alcunché, purchè lo si faccia attraverso enormi inserzioni sui quotidiani e in TV. Le facce della new economy sono facce giovani, spesso scravattate, non raramente acneiche. Il succo del loro comunicare risiede nel concetto che oggi è tutto nuovo e tutto diverso e che l’importante è andare veloci. Le loro foto sono pertanto spesso un po ‘ mosse.

START-UP: se per sfiga, nella new economy ti viene una idea qualunque per una iniziativa su Internet (dalla homepage condominiale alla community degli amanti della pelota basca) diventi subito il CEO di una start-up. Sembra il nome della leva di accensione di una vecchia moto Ducati ma è, in realtà, il sogno di ogni quindicenne che si rispetti. Aprire una start-up e quotarla in borsa. Se a diciotto anni non hai ancora la tua start-up dentro il Nuovo Mercato puoi tranquillamente andare a lavorare in banca o dedicarti alla meditazione trascendentale, tanto è ormai troppo tardi. Per definizione le start up tendono a rimanere tali per massimizzare la capitalizzazione azionaria. Appena escono dalla fase prepuberale per diventare normali società per azioni e il tipo di attività che svolgono si chiarisce un po ‘, come per miracolo, la loro quotazione in borsa precipita.

BUSINESS PLAN/ MISSION: perché la start-up possa presentarsi agli eventuali investitori è necessario un business plan e soprattutto una mission che è poi una moderna dichiarazione di fede nei confronti di una idea qualsiasi. Dire mission ingentilisce con sfumature quasi religiose un concetto fin troppo chiaro: voglio fare i soldi, non mi interessa (anzi meglio) se non ho alcuna idea su come farli. A quanti pensano che Mission sia invece un film di Martin Scorsese ci sentiamo di consigliare l’acquisto di azioni Freedomland, l’unica start up intelligente che, il giorno della quotazione in borsa, ha perso il 15%.

ACCELERATOR/INCUBATORI: con questa terminologia, affine a quella degli allevamenti di polli, si vuole indicare una nuova fondamentale figura nel processo di trasformazione dell’acqua calda in denaro, tipica della new economy. Come forse suggerisce il termine INCUBATORI, con esso si definiscono quelli che sopraggiungono nei pressi della start-up quando la mission è stata decisa e il business plan a grandi linee accennato. Gli Incubatori sono quella forza intellettuale fondamentale che dimezza il potenziale azionario del quindicenne CEO della start-up incamerandolo silenziosamente. In cambio di questo piccolo contributo alla loro intelligenza essi consentono il passaggio alla fase successiva: l’accesso al VC.

VENTURE CAPITAL: l’accesso al VC (sembra una battuta ma purtroppo non lo è) della start-up, come abbiamo visto è consentito dagli incubatori. Con i soldi delle Venture CapitaI il quindicenne CEO potrà finalmente sbarcare sui quotidiani, sui cartelloni delle autostrade e infine, a circa 5 anni dal teorico primo guadagno effettivo, in borsa. I capitalisti di ventura (mai nome fu più azzeccato) sono infatti una specie di incubatori, solo con più soldi e maggiori contatti. Sono il punto di unione fra la old e la new economy: in alcune delle loro stanze anzi, la vecchia e la nuova economia, a causa della dotazione di enormi pareti specchiate, si incontrano in un’unica persona. In questi santuari, nei quali menti raffinate hanno truccato i propri documenti per farsi credere qualcun altro, il giovane imprenditore quindicenne viene accolto con tutti gli onori fra drink e salatini e complimentato per la brillante idea che gli ha consentito, alla sua giovane età, di essere l’Amministratore delegato della sua società Internet. Al momento della stretta di mano con i capitalisti di ventura, in genere, il controllo azionario del giovane in questione sulla “sua” web community degli amanti della pelota basca, non supera l’1%.

Massimo Mantellini

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Pubblicato il
26 mag 2000
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