Il terrorismo che arriva dalle profondità

Si riparla di sommozzatori suicidi che, bombole e bombe in spalla, potrebbero devastare porti e calette facendosi esplodere. Una minaccia che richiede tecnologie dedicate. Contro il terrore anche la fantascienza

Roma – Prevenire devastanti azioni di terrorismo internazionale: questo il must della ricerca militare americana che ora si va focalizzando sui pericoli che possono arrivare dal mare, in particolare dalle profondità dalle quali nugoli di sommozzatori suicidi ricolmi di esplosivo potrebbero giocare brutti scherzi ai porti statunitensi. Ed è proprio contro questi pericoli che si muovono nuove soluzioni tecnologiche , che verranno esposte nel corso del meeting della Acoustic Society of America (ASA), che si tiene dal 4 all’8 giugno a Salt Lake City, Utah.

Anticipate da Wired , le nuove frontiere sono tutte basate sull’ analisi e l’identificazione delle onde acustiche sotto il livello del mare . Al meeting della ASA ci sarà tra gli altri il ricercatore Karim Sabra, dello Scripps Institution of Oceanography , che presenterà i risultati finora ottenuti con un sistema di sorveglianza subacquea basato su “attivatori acustici”, grazie al quale è in teoria possibile scoprire la presenza di eventuali intrusi non attesi nelle acque costiere .

Attualmente poco più che un proof of concept , la tecnologia è progettata per individuare le minacce che si nascondono nelle acque poco profonde – non più di 20 metri – dei punti di accesso ai porti, tradizionalmente più esposti ad alti livelli di rumore ambientale. Ancora più sofisticato si presenta poi lo Swimmer Detection Sonar Network (SDSN), introdotto al meeting da Peter J. Stein della società commerciale Science Solutions, Inc., con sede nel New Hampshire.

Il network di SDSN è una soluzione dai costi abbordabili pensata per proteggere una vasta zona di acque costiere dall’azione di potenziali terroristi e non solo. Il sistema consta di una serie di dispositivi sonar sottomarini in grado di identificare e trasmettere a distanza le onde acustiche. Tali onde verranno poi elaborate da algoritmi avanzati appositamente progettati per individuare, tracciare e classificare il movimento di oggetti marini come anche eventuali sommozzatori . Al contrario del progetto di attivatori acustici, SDSN è già disponibile per la distribuzione commerciale su vasta scala per le istituzioni o le società che ne facessero richiesta.

Ma il meeting ASA sarà anche l’occasione per fare il punto sulle misurazioni acustiche sott’acqua: scienziati presenteranno studi sui rilevamenti nel fiume Hudson dello stato di New York e sui rumori sottomarini prodotti dal traffico di navi. Informazioni in prospettiva preziose per lo sviluppo ulteriore delle tecnologie in grado, in futuro, di scovare eventuali terroristi con la muta.

Che il pericolo possa provenire dagli abissi non è una novità poi tanto recente : Wired segnala ad esempio una interessante presentazione della Guardia Costiera americana (in formato PDF) contenente descrizioni di armi, sensori e quant’altro progettato per contrastare la suddetta minaccia. E chi come il security guru Bruce Schneier parla di “minacce da copione cinematografico” ci vede evidentemente molto lungo: è notizia di queste ore l’ arruolamento degli scrittori di fantascienza del “gruppo Sigma” da parte della Homeland Security americana: l’idea è arrivare a “prevedere l’inaspettato”.

In un mondo in cui i terroristi sono soliti agire in maniera spettacolare ed inusuale, questo il ragionamento dei funzionari di sicurezza, le “idee pazze” degli autori fantascientifici, che hanno comunque dimostrato di saper spesso prevedere in maniera sorprendentemente esatta il futuro – vedi i “comunicatori tascabili senza filo” ovverosia gli onnipresenti cellulari – possono fornire spunti preziosi alla perdurante lotta al terrorismo anti-occidentale. O almeno così sperano gli uomini dell’amministrazione Bush.

Alfonso Maruccia

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  • smart scrive:
    sciopero della musica
    Su questo tema ho pubblicato un post nel mio blog: http://tungsteno.splinder.com/post/12748486/Sciopero%2C+nuovevecchie+organizzazioni+%26+buona+musicaLe quote, oltre alla decisione di non scegliere la tutela SIAE, sono un passo avanti da seguire in parallelo.ciaosmart
  • Dok - RockCast Italia scrive:
    Il modello di business
    Ovviamente non è la licenza CC a proporre un modello di business, quello se lo studia ogni artista a seconda delle sue esigenze/aspirazioni. Se le motivazioni ideologiche o comunque personali dell'artista lo portano a desiderare il massimo della circolazione della sua arte, senza la necessità di un ritorno economico a breve termine, il rilasciare l'intera produzione come CC è un'ottima strada. Ma anche per chi è alla ricerca di una monetizzazione del proprio lavoro le licenze CC e podsafe offrono grandi possibilità.La strategia che personalmente consiglio agli artisti che mi chiedono delucidazioni è quella di rilasciare come CC una parte della propria produzione, per vendere poi la produzione completa con sistemi online quali cd-baby, vendita diretta dal proprio sito con pay-pal, iTunes Store.E' una strategia che ha analogie con quella della distribuzione mainstream. I pezzi rilasciati con CC o licenza podsafe servono per la promozione attraverso podcast, webradio, passaparola; la funzione è la stessa che hanno i "singoli" nel mainstream, danno poco/niente ritorno economico ma aumentano la visibilità e la possibilità di vendere l'album intero o il biglietto di un concerto.
  • stargazer scrive:
    Modello di business
    Il modello di business è distribuire la musica gratuitamente (mantenendone i diritti commerciali) per farsi conoscere a più non posso e guadagnare con concerti e performance di vario genere.La vendita di CD fa guadagnare solo le grandissime star e le case discografiche.
    • Ezemio Filospocca scrive:
      Re: Modello di business
      Non a caso gran parte degli artisti più famosi (-
      ricchi) presto o tardi creano la propria casa discografica e pubblicano con essa.
  • PI non profilerai mai! scrive:
    A questo punto
    Potevano intervistare pure Gigi er Puzzone, il livello e' questo.
  • FIGA-PELOSA scrive:
    mah
    gai imparato in temrine evince, e adesso lo usi a sporsito, e' la 3 volta che succede ;)
  • MeX scrive:
    CC... e i proffesionisti?
    Bell articolo... però si evince che non c'è nessun modello di business legato alle CC... e se parliamo di professionisti... cioè di chi ci lavora facendo musica... non mi sembra che si tratti di una valida alternativa... poi se parliamo di "amatoriali" allora ok :)
    • MeX scrive:
      Re: CC... e i proffesionisti?
      OTma come vengono i dentate le risposte?
    • antonio sacco scrive:
      Re: CC... e i proffesionisti?
      Ciao, io sono un professionista dal 1981, sono anche iscritto alla siae da svariati anni, mi sono sbattuto per tanti anni fra discografici che non mi hanno mai preso in considerazione, amo la musica, faccio musica, propongo musica, e sono dell'avviso che farsi conoscere dal mondo intero, distribuendo le proprie cose sotto licenza creative commons, sia una delle tante soluzioni che un buon professionista può avere. Se ami la musica ti invito ad ascoltarmi ed a darmi un tuo personale giudizio, oggi posso dire che in 5 giorni oltre 100 persone in tutto il mondo, che non avrei potuto raggiungere con la mia musica, mi ascoltano e mi apprezzano. SalutiAntonio Sacco
    • Zio Elwood scrive:
      Re: CC... e i proffesionisti?
      Io credo che, per il futuro, i professionisti della musica potranno guadagnare sopratutto con le esibizioni live e con nuovi prodotti multimediali (il "vecchio" CD non garantisce più alti utili).Visto che si è dimostrato quasi impossibile sconfiggere la distribuzione illegale dei files musicali, i musicisti dovrebbero permettere il download delle loro canzoni da siti che praticano un prezzo basso (es. 50 cent. a canzone).Io stesso ho acquistato un paio di albums musicali da "Alice" a 9,90 euro cad. invece di spendere 20,00 euro e mi è venuto molto comodo.Per quanto riguarda il CC, è un mezzo che serve ai musicisti non ancora noti per farsi conoscere, poi penseranno a forme di guadagno (senza parlare delle esibizioni live).Cordiali saluti.
    • Francesco Tamagni scrive:
      Re: CC... e i proffesionisti?
      Antonio, sei iscritto alla siae? ma la siae ti impone la sua licenza, in teoria tu distribuendo la musica con licenze creative commons stai violando il contratto che hai con la siae. Spero di sbagliarmi, ma il regolamento sembra abbastanza chiaro su questo punto... mi sbaglio (vero che mi sbaglio?) ?citando dalle FAQ siae :Se sono stato autorizzato direttamente dagli autori ad utilizzare on line le loro opere, devo comunque rivolgermi alla SIAE per le autorizzazioni?In questo caso si distingue: 1. se lautore non è associato o mandante della SIAE o delle Società dautori estere ad essa collegate, lautorizzazione può essere concessa direttamente dallo stesso autore; 2. se lautore è rappresentato dalla SIAE lautorizzazione va richiesta alla SIAE stessa, cui è stata affidata in esclusiva la tutela delle opere.
    • antonio sacco scrive:
      Re: CC... e i proffesionisti?
      Sono iscritto alla siae, ma le opere che ho licenziato in creative commons non sono ancora depositate. Rimane il fatto che essendo io l'autore, sono anche l'unico titolare dei diritti di sfruttamento dell'opera. Quello che eventualmente io posso delegare alla siae è la tutela del mio diritto, non il diritto stesso. Per altro, i brani in oggetto, saranno distribuiti, in versioni alternative, anche in regolari CD Audio, con tanto di bollino siae, il che chiude il cerchio dalla promozione alla distribuzione (lo stesso jamendo, dove le mie musiche sono liberamente disponibili, permette, anzi agevola, la vendita in CD delle opere messe on-line). In ogni caso, rimane il fatto che in quanto autore, l'unico proprietario dei brani sono io, e non la SIAE, alla quale verso una quota annuale di iscrizione in cambio di un servizio.
  • Gervasio Lamazza scrive:
    OT sono tornati i nick meraviglia!!!
    Io vi amo, perché sono tornati i nick-anonimo che permettono di digitare un nome! :)Per l'iconetta dell'anonimo chiamate il vecchio LucaS che sicuramente creerà un capolavoro, lo sento, lo credo, lo affermo!!!
  • Aloisio Cuniberti scrive:
    Ma chi sono quei tre?
    Mai sentiti in vita mia.Importa? non tanto, ma volevo provare i forum in un contesto normale :)
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