Il Vietnam spera nelle tecnologie USA

Il Governo di Hanoi incoraggia le imprese americane ad investire in joint-venture hi-tech con aziende vietnamite. Un ostacolo è il controllo governativo


Hanoi (Vietnam) – Investite e entrerete in un mercato emergente e di grande interesse. Questo il messaggio che il governo vietnamita invia alle imprese statunitensi da mesi e soprattutto nelle ultime settimane, in concomitanza con la visita negli States di Dang Dinh Lam, CEO e presidente della VNPT, l’azienda di telecomunicazioni controllata dallo stato.

Proprio la VNPT sta spingendo per convincere le aziende americane ad imbarcarsi in alcuni importanti progetti di sviluppo nel settore delle TLC e più in generale delle nuove tecnologie attraverso joint-venture a capitale misto. Sebbene la stessa VNPT ammetta che nel 2005 la maggioranza dei servizi telefonici fissi e mobili e di quelli internet sarà ancora appannaggio di imprese controllate da Hanoi, l’idea è di introdurre almeno una parziale apertura del mercato. In particolare, VNPT vede entro il 2005 uno scenario che comprende il controllo statale sul 95 per cento dei servizi di telefonia locale, sull’80 per cento per quelli mobili, sul 70 per cento di quelli telefonici internazionali e sul 50 per cento di quelli internet.

Secondo i dati dei ministeri economici vietnamiti, oggi gli investimenti americani in Vietnam nei settori delle TLC e dei trasporti non superano i 41 milioni di dollari. E i progetti messi in campo per possibili partner americani riguardano Vinasat, una rete satellitare, un backbone in fibra ottica capace di supportare fino a 650mila abbonati, un sistema di servizi internet, una fornitura di attrezzature di comunicazione e una serie di programmi di sviluppo nel settore dell’Information Technology.

Oggi, l’unica joint-venture realizzata da VNPT con una impresa americana nel settore delle TLC riguarda una fornitura da 8 milioni di dollari da parte della Corning, azienda specializzata in cablatura in fibra ottica.

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  • Anonimo scrive:
    non è questione di hacker...
    Io un po' di crittografia applicata al voto elettronico me la sono studiata, e rimango dell'opinione che non sia quello il problema.Gli algoritmi ed i protocolli sicuri (ai fini pratici) esistono, basta un po' di attenzione nel realizzarli.Troverei veramente preoccupante, invece, far sparire a cuor leggero LA garanzia di elezioni libere e democratiche, cioè il seggio elettorale. Finchè si usa la rete per disseminare seggi in modo più capillare, per consentire a chi vuole votare di farlo senza "migrazioni" verso il paese di residenza anagrafica (che davvero ricordano Maria e Giuseppe 2002 anni fa), tutto va bene, però in luoghi pubblici, sorvegliati, dove un mafioso o semplicemente un coniuge violento non trovi banale costringere una persona a votare per chi vuole lui.Che ne pensate?
    • Anonimo scrive:
      Re: non è questione di hacker...
      Sono perfettamente daccordo sul fatto che il voto deve essere svolto in assenza di pressioni esterne. Temo però che altri problemi possano sorgere sul fronte della privacy. Come si potrà sapere (a meno di implementazioni opensource a disposizione di TUTTI, smanettoni compresi) se il sistema software non contenga backdoor & co ? In caso di soluzioni closed-source, più che i craker mi preoccupano le società che produrranno il programma... Potrebbe anche accadere che qualche black-hat trovasse un bug passato "inosservato" al produttore. In questo caso potrebbe sfruttarlo a suo piacimento...Naturalmente in caso di soluzioni opensource sarà più facile trovare buchi sfruttabili da tutti, ma sarà anche + facile impedire che accada quanto detto sopra...
      • Anonimo scrive:
        Re: non è questione di hacker...
        Sono ssolutamente d'accordo sui vantaggi dell'open source. Purtroppo, il problema della fiducia da porre nel software di questo genere rimane uno dei peggiori.Io per esempio uso abitualmente un sistema di firma digitale: secondo la legge italiana, quando 1) leggo sul video il testo che sto firmando (quindi prendo atto del testo)2) sono sano di mente (quindi ne comprendo il significato)3) batto il PIN della mia smart card e premo il bottone "firma" (quindi esercito una precisa volontà)allora sono legalmente responsabile della mia firma senza poterla disconoscere. E se il SW visualizza un testo e ne firma uno diverso? Con rammarico, devo pensare che sarò vecchio prima di poter fare questa operazione su un sistema completamente open source (S.O., interfaccia grafica, driver per la smart card)Nel frattempo tento di sensibilizzare colleghi utenti, responsabili dell'acquisizione degli strumenti SW, ecc..., e soprattutto incrocio le dita :-(
  • Anonimo scrive:
    ottimo!
    fantastico.con la privacy a zero (in gran bretagna come diceva PI possono persino pretendere di avere da te la password per la crittografia)quindi NO voto segretoe la sicurezza inesistente PERFETTO.FINALMENTE GLI HACKER ANDRANNO AL POTERECOME E' GIUSTO CHE SIA, in una società dominata da questo strumento, deve essere chi detiene la conoscenza ad avere il maggior potere.E se lo daranno da soli.UGH
    • Anonimo scrive:
      Re: ottimo!
      - Scritto da: Pomodadamus

      fantastico.
      con la privacy a zero (in gran bretagna come
      diceva PI possono persino pretendere di
      avere da te la password per la crittografia)

      quindi NO voto segreto

      e la sicurezza inesistente

      PERFETTO.
      FINALMENTE GLI HACKER ANDRANNO AL POTERE
      COME E' GIUSTO CHE SIA, in una società
      dominata da questo strumento, deve essere
      chi detiene la conoscenza ad avere il
      maggior potere.
      E se lo daranno da soli.

      UGHne interpreto un significato ironico, e forse geniale allo stesso tempo, anche nei dettagli, in particolare il "da soli" finale.E` possibile che hacker, e con questo termine intendo profondi e ampi conoscitori consapevoli delle logiche e tecnologie che coproducono, aumentino il loro potere nei prossimi anni, magari non truccando i voti o usando iperspazi di comunicazione, ma semplicemente perche`c'e` chi comincia a fare considerazioni come le tue.Peggio sarebbe se si facessero usare.La conoscenza non e` completa, quanto ne siamo consapevoli?Con la capacita` di ottimizzare di un hacker (benintenzionato, ci mancherebbe...) potremmo avere una societa` ottimizzata, ma l'umanita` e` tutta compatibile? ci avvicinaremo al baricentro perche` cosi` girarereremo piu' in fretta?Saluti,marGi.am
  • Anonimo scrive:
    PAZZI!
    secondo me avvicineranno solo degli hacker e valanghe di lamer...comunque non mi sembra responsabile voler attirare nuovi elettori tirandogli qualche bananaIl voto dev'essere una scelta libera e responsabile e se per esercirare questo diritto dobbiamo uscire di casa e fare qualche coda amen.Dopotutto non possiamo pensare di far valere i nostri diritti SOLO se sono a portata di mouse.
    • Anonimo scrive:
      Re: PAZZI!
      non hai capito...sanno tutto della nostra vita, perche non vedere come votiamo anche ???;-0)- Scritto da: GodSaveTheQueen
      secondo me avvicineranno solo degli hacker e
      valanghe di lamer...

      comunque non mi sembra responsabile voler
      attirare nuovi elettori tirandogli qualche
      banana

      Il voto dev'essere una scelta libera e
      responsabile e se per esercirare questo
      diritto dobbiamo uscire di casa e fare
      qualche coda amen.

      Dopotutto non possiamo pensare di far valere
      i nostri diritti SOLO se sono a portata di
      mouse.
    • Anonimo scrive:
      Re: PAZZI!
      Sono d'accordo con te.Al massimo si potrebbe istituire qualcosa del genere solo per chi è realmente impossibilitato ad andare a votare.Di questo passo gli occidentali staranno 24 su 24 in casa, perchè potranno fare tutto via Internet...
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