Il virus che penetra nel JPEG

Le immagini jpg, uno dei formati più diffusi sulla rete, possono essere vittima di un nuovo virus che assomiglia più ad un concetto che ad un problema


Roma – Gli esperti lo considerano il primo virus di questo tipo ed è un codice malevolo capace in certe condizioni di infettare i file prodotti in JPEG (.jpg), uno standard che ha enorme diffusione in rete perché consente di comprimere, in un pugno di byte, file grafici di grandi dimensioni.

W32/Perrun, come l’ha chiamato McAfee , viene però considerato più alla stregua di un “concept virus” che di un pericolo vero e proprio. Quello che interessa, cioè, è come funziona e perché è nato più che la sua peraltro minima capacità di creare danni o infettare i sistemi Windows a cui è “dedicato”.

“Riteniamo che si tratti del primo della sua specie – ha dichiarato Vincent Gullotto, esperto di Network Associates – non è un pericolo ma dimostra come chi scrive virus stia cercando nuovi metodi di infezione”.

Perrun è un file eseguibile infetto che, se fatto partire, è capace di inserire in un sistema Windows un’applicazione che viene eseguita ad ogni reboot di Windows. Questo applicativo deposto all’interno è in grado di infilare il virus alla fine di ogni file.jpg ogni volta che l’utente ne apre uno.

Il virus non si diffonde, perché se un’immagine infetta passa da un computer ad un altro il virus contenuto dal file non è in grado di colpire la macchina se nel sistema non è già stato deposto il secondo applicativo. Tutto questo può sì tradursi in un rallentamento dovuto alle immagini più grandi e soprattutto alla scansione antivirus delle stesse, ma non certo in una epidemia incontrollata.

Secondo Sophos , un altro produttore di software antivirus, dietro Perrun potrebbe esserci l’autore di W32/Alcop, un worm che prende di mira gli utenti di Microsoft Outlook spacciandosi come filmato piccante dell’attrice a luci rosse Aria Giovanni.

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