Il VoIP fa paura alle aziende?

Un sondaggio di Compuware rivela analisi prestazionali insoddisfacenti pre- e post-implementazione delle applicazioni VoIP
Un sondaggio di Compuware rivela analisi prestazionali insoddisfacenti pre- e post-implementazione delle applicazioni VoIP

Milano – L’implementazione del VoIP è fonte di preoccupazione da parte dei responsabili IT europei. Da un’indagine condotta da Compuware emerge infatti che il 73% di loro sarebbe preoccupato della qualità e affidabilità della tecnologia VoIP. Una sorta di “ansia da prestazione VoIP” che rallenterebbe la diffusione della telefonia su Internet anche in ambito business.

La società di consulenza Frost & Sullivan prevede che, entro il prossimo anno, circa il 75% del traffico vocale mondiale si baserà su VoIP. Un dato che deve fare i conti con i pregiudizi sull’effettiva affidabilità della tecnologia. Per quale motivo? Dal sondaggio Compuware si desume che il 39% delle aziende “non realizza un profilo delle prestazioni delle applicazioni vocali prima dell’implementazione” e non sarebbe quindi in grado di prevedere l’impatto che avranno sulla rete e, di conseguenza, di essere rassicurate circa la qualità e l’affidabilità.

Massimo Zompetta, Country Manager di Compuware Italia ha commentato: “Qualcuno potrebbe essere sorpreso che qualità e affidabilità siano ancora un problema così importante per molti, quando invece la tecnologia VoIP è di così grande attualità per la maggior parte delle aziende. Da un’analisi più ravvicinata, questo atteggiamento non è del tutto imprevisto, in quanto molte aziende non adottano le procedure appropriate prima dell’implementazione di VoIP. È un po’ come guidare una macchina nuova prima che il produttore abbia controllato che tutti i componenti siano stati assemblati correttamente e che siano stati completati i controlli di sicurezza. È necessario che le aziende realizzino un profilo prestazionale prima dell’implementazione, diversamente non avranno modo di sapere se si presenteranno effetti collaterali negativi causati da fattori quale la struttura della rete o eventuali conflitti tra applicazioni. Considerato l’alto profilo delle applicazioni vocali, le organizzazioni non possono permettersi di correre questi rischi”.

Il sondaggio evidenzia però che solo l’8% delle organizzazioni gestisce e controlla le chiamate a livello individuale o è disposto ad adottare queste misure, che consentono alle aziende di ottenere la necessaria visibilità della rete e delle chiamate VoIP basate sulla rete.

Il 37% dei responsabili IT si affida al feedback retrospettivo degli utenti e, di conseguenza, i problemi possono essere risolti solo in seguito al loro verificarsi. Il 29% delle aziende utilizza occasionalmente sistemi di test artificiali che, oltre a sovraccaricare ulteriormente la rete, si traducono nell’impossibilità di tenere traccia dei problemi che si verificano a orari inconsueti del giorno o durante la notte, quando i tecnici IT non sono in servizio. E tutto questo porterebbe ad un approccio superficiale nell’affrontare le situazioni di difficoltà: il 46% degli intervistati ha ammesso di avere semplicemente aumentato l’ampiezza di banda per risolvere i problemi di utilizzo della rete, piuttosto che analizzare più a fondo i dettagli per giungere al cuore del problema.

“Da quando sono state introdotte nella rete applicazioni in real-time, come VoIP, le aziende devono modificare la modalità di monitoraggio e gestione della rete e delle prestazioni applicative. Non possono più permettersi di reagire dopo che si è verificato un problema e di monitorare semplicemente l’utilizzo della rete. Molte organizzazioni continuano purtroppo a utilizzare queste tecniche semplicistiche e per questo hanno ragione di preoccuparsi della qualità e dell’affidabilità”, ha continuato Zompetta. “Se applicassero tecniche di monitoraggio più adeguate e capillari, non dovrebbero più far fronte ai reclami degli utenti aziendali che lamentano problemi di qualità delle chiamate telefoniche”.

D.B.

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26 11 2006
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