Il Web come biblioteca del 3D

Questo l'obiettivo di un consorzio di importanti player dell'hi-tech, che sperano in uno standard per consentire la trasposizione su Web delle realizzazioni CAD


Roma – Se fino ad oggi una serie di tentativi sono andati a vuoto, ora le cose potrebbero cambiare e presto si dovrebbe poter contare su uno standard per il 3D su web. Questo almeno è quanto sperano i grossi nomi che si stanno associando dietro la sigla CAD 3D Working Group.

L’idea del consorzio di aziende, tra le quali spiccano Intel, Microsoft, ATI ed altri, è quella di pervenire ad uno standard che consenta di trasportare su Web e rendere di facile accesso le immagini prodotte utilizzando tecnologia CAD (Computer-aided design).

Si tratta, naturalmente, di immagini perlopiù legate alla progettazione, al design, alla realizzazione di tutto quello che va dalle automobili alla componentistica industriale fino agli oggetti di uso comune e altro ancora. Appare quindi del tutto evidente l’enorme potenzialità che scaturisce dall’iniziativa del CAD 3D Working Group.

Lo standard è pensato per consentire a chi sviluppa browser (da qui anche l’interesse di Microsoft), di realizzare delle tecnologie che consentano di visualizzare e utilizzare questo genere di immagini.

Per il momento al consorzio non si è ancora associata la regina del CAD, Autodesk, ma secondo quanto affermato da esponenti delle industrie del Working Group, l’adesione di Autodesk è solo una questione di tempo. Anche General Motors, che in passato si è più volte dedicata al problema, dovrebbe presto entrare ufficialmente nell’iniziativa.

Entro il 2003 il consorzio spera di varare lo standard, al quale non saranno applicati costi di licenza per consentire una rapida diffusione e implementazione.

La realizzazione dello standard viene vista come essenziale per ridurre il più possibile i costi del “trasporto” del 3D su web, costi ritenuti tradizionalmente elevati. Ancora non è disponibile un sito dedicato all’iniziativa.

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  • Anonimo scrive:
    Re: ecco un esempio !
    Non credo sia il caso di non rendere pubblico l'indirizzo di questo sito, anzi.Quindi sarebbe bene metterne a conoscenza tutti. In questo modo si ottengono almeno 2 risultati, il primo e' denunciare chi fa uso illecito della rete, compromettendo l'onesta' e la serieta' di quelli che invece lavorano per rendere internet piu' sicura ed affidabile, e il secondo evitare che utenti meno smaliziati spendano i propri soldi per servizi inesistenti, soldi che molto difficilmente potranno essere recuperati.Non ti pare?
    • Anonimo scrive:
      Re: ecco un esempio !

      Non credo sia il caso di non rendere
      pubblico l'indirizzo di questo sito, anzi.da it.news.net-abuse di ieri:Return-Path: Received: (from root@localhost)Message-Id: From: "CONSULTINGWEB" Novità nomini .EU:con www.consultingweb.it e' ora possibile pre-registrare a soli 13 euro +iva il nome della vostra compagnia e il vostro marchio con il dominio:www.tuonome.eu .Ma che bravi ragazzi! Ma come dicono loro?Internet funziona così! Ahiahiahi...
  • Anonimo scrive:
    Re: ecco un esempio !
    Ho ricevuto anch'io questa email su un indirizzo che uso pubblicamente (sul mio sito web) ma non ho mai autorizzato questi signori a spedirmi pubblicità. Voglio verificare se ci sono gli estremi per agire presso il garante della privacy come descritto nella seguente paginahttp://www.maxkava.com/spam.htm
    • Anonimo scrive:
      Re: ecco un esempio !
      Gli estrepi ci sono eccome, se poi aggiungiamo che tali preregistrazioni non hanno valore ci aggiungerei la truffa!
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