Il Web ha la forma di un papillon

Il Web ha la forma di un papillon

I siti pubblicati su internet appartengono a quattro regioni differenti. Diverse perché diverse sono le modalità di accesso e i link incrociati. Uno studio di Altavista, Compaq e IBM
I siti pubblicati su internet appartengono a quattro regioni differenti. Diverse perché diverse sono le modalità di accesso e i link incrociati. Uno studio di Altavista, Compaq e IBM


Web – Nello studio che AltaVista , IBM e Compaq hanno appena presentato sembrano trovarsi alcune delle considerazioni più importanti finora formulate sulla “forma del Web”.

Secondo i ricercatori delle tre aziende, il Web è composto da quattro grandi “regioni” di siti, classificati per le diverse modalità di accesso e interrelazione (link) tra di loro. Il “papillon” con la sua forma caratteristica è, secondo i ricercatori, la migliore allegoria per spiegare i risultati dello studio.

Secondo studi precedenti, i siti del web erano collegati l’uno all’altro e richiedevano fino ad un massimo di 19 clic per arrivare da un sito ad un altro. La teoria del papillon invece rivoluziona questa visione e inserisce in ogni “regione” un numero simile di siti Web.

In particolare la prima regione, il nodo del papillon, contiene un terzo di tutti i siti web. Si tratta di siti connessi tra di loro che consentono quindi una facile navigazione.

Un’ala del papillon contiene invece le “origination pages”, ovvero pagine che formano circa un quarto del Web e che consentono agli utenti di raggiungere i siti del nodo del papillon anche se ad esse non si può accedere dal nodo stesso.

La terza regione è rappresentata dall’altra “ala” del papillon, quella che contiene un altro quarto del web con le “termination pages”, ovvero pagine a cui si può accedere dal nodo ma che non consentono di tornarvi.

La quarta regione, che comprende circa il 22 per cento dell’intera rete, contiene le pagine web che non sono linkate, cioè non possono essere raggiunte passando per il nodo centrale. Si tratta, in altre parole, di pagine disconnesse, per lo più raggiungibili conoscendone la URL completa.

I risultati dello studio saranno presentati in contemporanea ad Amsterdam, alla International World Wide Web Conference , e a Dallas, alla conferenza ACM PODS 2000.

Aver “catturato” la forma del Web, secondo le aziende, consentirà a chi produce e realizza attività online di muoversi in un contesto più facilmente comprensibile, che può quindi essere approcciato con maggiore organizzazione e solidità, che permetterà la creazione di indici e motori più efficienti e che aprirà le porte a nuove possibili previsioni sull’evoluzione della rete.

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Pubblicato il
12 mag 2000
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