Illegale Alice ADSL

Lo sostiene un ampio schieramento di provider che attacca l'offerta di Telecom Italia e chiede alle istituzioni di garantire la concorrenza nel broad band. In gioco i destini ADSL degli utenti. Chiesto il blocco di Alice Mega


Roma – Un attacco ad alzo zero contro Telecom Italia e la iper-pubblicizzata Alice ADSL viene portato dai provider delle associazioni AIIP e Assoprovider , Atlanet, Albacom, COLT, INet, KPNQwest, Mc-Link e Tiscali.

Questi operatori, che rappresentano una parte decisamente consistente della concorrenza a Telecom Italia, hanno nuovamente e con maggior forza richiesto un immediato intervento delle istituzioni preposte a garantire la concorrenza sul mercato della banda larga, necessario tanto alla difesa delle alternative a Telecom quanto alle tutele per il consumatore.

All’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, al Ministero delle Comunicazioni e all’Antitrust ieri i provider hanno chiesto un intervento “in relazione alle diverse violazioni della regolamentazione delle telecomunicazioni realizzate da Telecom mediante le offerte “Alice Lite” (offerta di servizi di accesso ad Internet ADSL a 256 kbit/s a condizioni forfetarie) “Alice Time” (come al precedente, ma tariffata a tempo di collegamento) e “Alice Mega” (offerta di servizi di accesso ad Internet ADSL a 1,28 Mbit/s)”.

Secondo gli operatori concorrenti, quelle di Telecom sono offerte che possono essere avanzate esclusivamente dall’ incumbent e dunque destabilizzano il mercato, con il caso clamoroso di Alice Mega “venduta a prezzi inferiori ai costi medi variabili” e con l’assenza di una corrispondente offerta wholesale per gli operatori (come accade con Alice Time).

Gli operatori hanno affermato di condividere appieno le preoccupazioni che proprio sul broad band aveva espresso Mario Monti, commissario europeo alla concorrenza: “La quota di mercato che gli operatori storici hanno conquistato nei mercati emergenti, rilevanti in particolare per il fenomeno della convergenza, – aveva detto Monti – supera significativamente quella che mantengono nelle attività di telefonia fissa che precedentemente esercitavano in regime di monopolio. E questo è motivo di particolare preoccupazione in Stati membri come l’Italia, la Francia o la Spagna dove la penetrazione del cavo è ancora bassa”

Ma ecco i dettagli delle pressanti richieste rivolte dagli operatori agli enti regolamentari.


A sanare quella che viene definita una situazione illegale che compromette il mercato e la concorrenza, alle Autorità TLC e Antitrust nonché al Ministero TLC gli operatori chiedono di imporre a Telecom Italia una serie di operazioni che dovrebbero anche riverberarsi favorevolmente sulle possibilità di scelta dell’utenza:

“- l’obbligo di fornire anche un’offerta wholesale di accessi singoli, svincolati dall’obbligo di acquisto di un lotto minimo;

– una drastica ed immediata riduzione dei prezzi dell’offerta wholesale ADSL 1,28 Mb/s a 40 kbit/s medi per cliente (sulla quale si basa l’offerta Alice Mega) o, in alternativa, l’immediata sospensione dell’offerta al pubblico “Alice Mega”;

– la revisione della struttura dei prezzi wholesale che devono consentire di replicare le offerte “Alice Time” e “Alice Lite”, che attualmente risultano assolutamente non coerenti con quelli della nuova offerta retail “Alice Mega”;

– un’offerta Wholesale con tariffazione a tempo, simmetrica all’offerta “Alice Time” rivolta all’utenza finale;

– la commercializzazione delle offerte retail di accesso ad Internet via xDSL che presentano condizioni tecniche ed economiche innovative rispetto alle precedenti, solo dopo il decorso di 30 gg. dalla autorizzazione di corrispondenti offerte wholesale rispondenti ai requisiti sopra indicati nonchè, di intraprendere ogni altra azione necessaria al fine di salvaguardare un significativo livello di concorrenza sul mercato della Larga Banda, quale l’imposizione a Telecom Italia della pubblicazione di un’offerta xDSL disaggregata e la verifica dell’assenza di predazioni sul mercato retail da parte di Telecom Italia.”

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