Imparare la scienza divertendosi

dal CNR


Roma – 10 incontri con “Scienziati e studenti all’Auditorium”: è un’iniziativa del CNR, realizzata in collaborazione con “Musica per Roma”, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche della Scuola della Provincia di Roma, pensato per portare “ricercatori e divulgatori con i loro esperimenti, le loro teorie e i loro racconti in mezzo agli studenti”.

Recita una nota: “Produrre melodie in assenza di strumenti musicali, attraverso computer e sensori che si attivano senza che l’artista li sfiori; entrare in luoghi virtuali grazie a dispositivi robotici che consentono di “sentire” ed esplorare l’ambiente; scoprire le leggi fisiche sul moto spingendo un pendolo, che, invece di oscillare come ci si aspetterebbe, compie strane traiettorie. Sono solo alcune delle possibilità offerte ai partecipanti alla manifestazione”.

L’iniziativa prende l’avvio sabato 4 febbraio, alle ore 11.00, presso il Note-book, la libreria dell’Auditorium di Roma, con gli interventi dell’Assessore alle Politiche della Scuola Daniela Monteforte, del Direttore Generale del Cnr, Angelo Guerrini e dell’Amministratore delegato dell’Auditorium Carlo Fuortes. “A dare inizio al ciclo di incontri – continua la nota – è l’astronauta Umberto Guidoni, che spiega con accattivante semplicità come ci si prepara per un viaggio spaziale, come si vive in uno Shuttle e cosa si prova quando si è in orbita”.

Gli incontri proseguiranno fino all’8 aprile, ogni sabato.

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  • Anonimo scrive:
    LA CULTURA NON È COMMERCIO
    Brutta risposta quella di Google. Certo, le leggi liberticide della diffusione della cultura, tra cui quelle francesi, che la riducono ad una semplice forma di commercio sono vergognose, ma addirittura che la pubblicazione degli estratti abbia come scopo principale quello dell'incremento delle vendite è a dir poco squallido.Quelli di Google avrebbero potuto rispondere in modo più nobile: "lo facciamo per diffondere stralci della cultura mondiale" sarebbe stato molto meglio.Ma se anche la parola di dio ha un costo, ( http://punto-informatico.it/p.asp?i=57453&r=PI ), mi sa che stiamo scendendo sempre più in basso.
    • Anonimo scrive:
      Re: LA CULTURA NON È COMMERCIO
      - Scritto da: Anonimo
      della cultura, tra cui quelle francesi, che la
      riducono ad una semplice forma di commercio Come no, gli scrittori scrivono per la gloria.Fortunatamente esistono persone come Grillo e Fo che lavorano gratis.
      • Anonimo scrive:
        Re: LA CULTURA NON È COMMERCIO
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        della cultura, tra cui quelle francesi, che la

        riducono ad una semplice forma di commercio

        Come no, gli scrittori scrivono per la gloria.

        Fortunatamente esistono persone come Grillo e Fo
        che lavorano gratis.E campano di aria?
      • Anonimo scrive:
        Re: LA CULTURA NON È COMMERCIO


        della cultura, tra cui quelle francesi, che la

        riducono ad una semplice forma di commercio
        Come no, gli scrittori scrivono per la gloria.gli artisti non credo dovrebbero abbassarsi a fare del guadagno lo scopo principale del proprio lavoro.ma purtroppo non tutti quelli che scrivono sono artisti.
        Fortunatamente esistono persone come Grillo e Fo
        che lavorano gratis.gratis no, semplicemente non campano di abusi d'autore
  • Anonimo scrive:
    Credo dovrebbero cambiare posizione.
    I francesi.Se si tratta del *solo* principio, credo, dovrebbero assolutamente vincere e Google capitolare, rimuvere tutto e alla svelta, anche, perchè devono rispettare la legge e la volontà degli autori, secondo l'attuale visione di tutto il diritto d'autore.Certo è che, secondo me, Google gli offre uno strumento potentissimo di promozione, un po' come il p2p ma senza il pericolo del download totale (a meno che qualcuno non si inventi una ricostruzione dei chunks via web) per materiali anche sconosciuti ai più dopo l'uscita dalle vetrine. Certo è anche che Google si serve di contenuti altrui per il proprio business. Un motore di ricerca senza l'esistenza del "qualcosa" da cercare, non esiste. Questi contenuti però Google - e qualsiasi altro motore o indice - li indica solamente, dando poche righe per capire se si tratta di qualcosa di pertinente.Converrebbe ai produttori, mollare, questa volta, finchè non ci sia vero pericolo di diffusione dei contenuti; questo sarebbe logico, ragionevole. Vi fanno pubblicità gratis, vi indicizzano! Nessun catalogo online fa altrettanto bene questo ... mollate!!!
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