In Cambogia vietati i cellulari 3G

Decisione drastica quella delle autorità locali che annunciano la messa al bando dei cellulari di terza generazione perché, dicono, veicolano contenuti pornografici
Decisione drastica quella delle autorità locali che annunciano la messa al bando dei cellulari di terza generazione perché, dicono, veicolano contenuti pornografici

Phnom Penh (Cambogia) – La Cambogia ha confermato in questi giorni di essere pronta a vietare l’uso e la diffusione delle nuove tecnologie laddove queste comportino una maggiore circolazione di contenuti giudicati “inappropriati”. Sono stati infatti messi la bando i telefonini 3G , che consentono di trasferire facilmente da un cellulare all’altro materiali multimediali.

A stupire gli osservatori non è solo la drastica decisione che nei prossimi giorni sarà formalizzata in un decreto del Governo, ma anche la genesi del provvedimento. Narrano le cronache, infatti, che a decidere la messa al bando dei nuovi cellulari sia stato il primo ministro cambogiano, Hun Sen, su richiesta della moglie (i due nella foto).

Primo ministro e signora Reuters infatti spiega che quest’ultima avrebbe ricevuto un messaggio pornografico che, in più, si faceva beffe del marito e della sua passata appartenenza ai Khmer Rossi , autori di un regime di violenze e soprusi che tra il 1975 e il 1980 terrorizzò il paese e provocò un numero di morti a tutt’oggi difficile da stabilire. Secondo la donna, e con lei un gruppo di mogli dei più alti funzionari cambogiani, queste immagini possono avere “un effetto altamente negativo per la moralità” e condurre “allo sfruttamento sessuale di donne e bambini nonché ad altri vizi che caratterizzerebbero la nostra società come un paese oscuro”.

Nel corso di una riunione dei monaci buddisti nella capitale, Hun ha dichiarato: “Ho scritto al Ministro delle Comunicazioni per rinviare l’uso di certi telefonini mobili. Possiamo aspettare almeno una decina d’anni, fino a quando saremo riusciti a migliorare la moralità della nostra società”. Hun è peraltro abituato a governare in questo modo: agisce con polso di ferro da vent’anni in quella che è formalmente una monarchia costituzionale ma che secondo molti osservatori internazionali si configura come una vera e propria dittatura.

Va detto che il network di terza generazione cambogiano è molto giovane – è stato lanciato nei mesi scorsi – e le tariffe non sono alla portata della gente comune, così come i prezzi dei cellulari, decisamente elevati rispetto al reddito del cambogiano medio. Persino la telefonia fissa , che pure ha costi più abbordabili, non è oggi ancora diffusa su tutto il territorio e viene utilizzata soltanto da alcune decine di migliaia di persone.

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28 05 2006
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