In Cina carcere per il pornoweb

Un giovane gestiva un servizio internet a luci rosse con 1.500 abbonati: avrà un anno per pensare a quel che ha fatto tra le mura di un carcere. A qualcuno è andata peggio
Un giovane gestiva un servizio internet a luci rosse con 1.500 abbonati: avrà un anno per pensare a quel che ha fatto tra le mura di un carcere. A qualcuno è andata peggio


Pechino – La crociata voluta dal regime cinese contro la pornografia su Internet ha appena prodotto l’ennesima vittima: si tratta di uno studente di 22 anni messo agli arresti, processato e condannato ad un anno di carcere per aver avviato un servizio commerciale pornografico sulla rete.

Stando a quanto riferito dalle fonti ufficiali, il giovane della provincia di Zhegiang era riuscito in poco più di un anno a mettere in piedi un servizio capace di rendere fino a 6mila euro l’anno e di spingere all’abbonamento più di 1.500 utenti internet. Utenti che, in quanto registrati sul server usato dall’uomo, potrebbero finire nel mirino delle autorità.

La sentenza, oltre al carcere, ha previsto anche il sequestro di tutti i guadagni accumulati dall’uomo nonché imposto una multa equivalente a circa 4mila euro .

Le attività antiporno del regime pechinese, condite da delazioni di massa e da filtri di stato , si stanno dunque confermando severe come molti avevano previsto dopo il primo megablitz contro 67 siti a luci rosse dello scorso luglio. Un’operazione di sequestri e arresti a cui ne sono già seguite altre. E ora iniziano a piovere le condanne.

Va detto che a Xie, questo il nome del neocondannato, è andata meglio che ad altri suoi colleghi. Nelle scorse settimane nella stessa provincia un altro operatore del pornoweb, Dong Haibin, è stato condannato a passare cinque anni dietro le sbarre .

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29 09 2004
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