In Danimarca il passaporto biometrico

Lo strumento che presto si diffonderà in mezzo mondo, Europa compresa, troverà le prime applicazioni in Danimarca, dove ne è stata appena lanciata la produzione. Ma è solo il primo passo di una rivoluzione
Lo strumento che presto si diffonderà in mezzo mondo, Europa compresa, troverà le prime applicazioni in Danimarca, dove ne è stata appena lanciata la produzione. Ma è solo il primo passo di una rivoluzione


Roma – Un passaporto biometrico, capace cioè di contenere non solo tutti i dati personali dell’intestatario ma anche i riferimenti digitali di alcune sue peculiari caratteristiche fisiche, è quanto si appresta a produrre in tre milioni di esemplari la società finlandese Setec .

E’ infatti Setec ad essersi aggiudicata la gara indetta dal governo danese che intende realizzare al più presto quanto previsto dalla International Civil Aviation Organization (ICAO) e richiesto anche dalle autorità federali degli Stati Uniti. Un obiettivo che qualcuno interpreta come il primo passo della rivoluzione biometrica .

Il prodotto finale punterà sulla sicurezza, sulla durabilità e sulla possibilità di essere letto da una pluralità di macchine, hardware che verrà via via installato negli aeroporti e più in generale nelle stazioni di frontiera, naturalmente non solo in Danimarca. Nel passaporto viene integrato un chip che contiene le informazioni biometriche. La prima funzionalità biometrica prevista è il riconoscimento della geometria del volto ma, evidentemente, sono diverse le opzioni di identificazione possibili, dalle impronte digitali alla scansione dell’iride.

Setec produrrà sia il software per la gestione del chip sia le pagine del passaporto in policarbonato. Secondo i boss dell’azienda entro pochi anni la maggioranza dei passaporti sarà dotata del nuovo chip. Questo si deve anche al fatto che molti paesi europei, tanto per le richieste di ICAO e USA quanto per una generale attenzione alla questione del terrorismo, stanno lavorando a progetti di passaporto biometrico.

Va detto che i sistemi biometrici proprio in ambito aeroportuale stanno conoscendo un autentico boom. Basti considerare il recentissimo varo dei primi scanner dell’iride già installati nell’aerostazione di Francoforte , in Germania. Negli USA una rete di controllo biometrico da 7 miliardi di dollari è al centro di un progetto per il controllo di chi giunge sul suolo americano.

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18 02 2004
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