In Europa reti UMTS condivise

Questa la proposta della Commissione Europea per velocizzare la diffusione del 3G


Roma – La vendita delle licenze UMTS e la condivisione delle infrastrutture UMTS tra più operatori, pur senza variare le licenze assegnate nei paesi della UE agli operatori interessati, non è un tabù, anzi. La Commissione Europea intende infatti favorire questo genere di sviluppo al fine di rendere meno onerosa e più veloce la diffusione dei servizi di telefonia mobile di terza generazione.

In Italia e altrove l’installazione delle infrastrutture UMTS è però spesso un problema, soprattutto per le procedure e la burocrazia richieste da queste operazioni. Anche per questo la Commissione Europea ha già sottolineato che sta studiando la situazione ed intende spingere i paesi membri a semplificare e incentivare la realizzazione delle reti UMTS.

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  • Anonimo scrive:
    fosse la volta buona
    "nasce un NUOVO quadro di riferimento per la certificazione delle competenze di informatica per studenti, lavoratori e imprese"Sarebbe l'occasione per i praticoni di avere almeno un attestato di qualche valore per essere inquadrati e difesi dai sindacati.
    • Anonimo scrive:
      Re: fosse la volta buona
      Certo, ma spero che non pretendano poi che un laureato debba prendere la certificazione... se no basta, passo a pasticceria! :)
    • Anonimo scrive:
      Re: fosse la volta buona
      Certo, ma spero che non pretendano poi che un laureato debba prendere la certificazione... se no basta, passo a pasticceria! :)
      • Anonimo scrive:
        Re: fosse la volta buona
        Io mi occupo da anni di formazione informatica e vi dico che la concorrenza si sta attrezzando parecchio in questo senso con ECDL e AICA. Io e i miei soci abbiamo deciso di non accettare questa cosa per diversi motivi:1) Il nome: ECDL, in italiano Patente Europea di Guida del Computer; vi risulta che un computer si guidi?2) In Italia è un pezzo di carta che ufficialmente non vale assolutamente niente;3) E' una ladrata chiedere alle persone di pagare 350000 delle vecchie lire per avere un tesserino sul quale appicicare dei bollini (7) una volta superati gli esami (50000 lire cadauno per l'iscrizione): insomma, 700000 lire per un pezzo di carta che non è riconosciuto... (scusate se non ho i prezzi aggiornati in euro, magari sono pure aumentati nel frattempo!)4) Una certificazione seria esiste già, sia per Microsoft (avete mai fatto un esame Microsoft? Da provare, poi, la comparazione dei testi Microsoft con quelli dell'AICA...) che per Unix/Linux.Che dire? Fate attenzione alle vostre scelte e documentatevi bene! Ciao!
        • Anonimo scrive:
          Re: fosse la volta buona
          Hai mai dato un'occhiata alla certificazione x java "Sun Certified Java Programmer"?? Io mi sto facendo un mazzo tanto x prenderla...Altrochè excel e word dei miei stivali.P.S. Inoltre la patente europea è basata solo su prodotti microzozz, è 1 vergogna.
        • Anonimo scrive:
          Re: fosse la volta buona
          Prima di aprire la bocca controlla se hai collegato il cervello...1)Il tesserino Skill Card costa 60 ? ed ogni esame 15,50 ?...in tutto 168,5 ? 2)Se trovate prezzi maggiori potete informare AICA all'indirizzo www.aicanet.it3)AICA è sostenitrice dei programmi open source...ogni esame può essere sostenuto anche su Linux, Eudora, Netscape e StarOffice4) I prezzi in euro sono stai arrotondati per difetto5) Prima di criticare informiamoci
          • Anonimo scrive:
            Re: fosse la volta buona
            Ho collegato il cervello...Esattamente 2 anni fa ho stampato alcune pagine del sito che allora era www.aica.iol.it1)Il tesserino Skill Card costava 350.000 lire ed ogni esame 50.000 ...in tutto 700.000 lire: probabilmente si sono accorti che nessuno ci cascava e hanno dovuto abbassare i prezzi...2)AICA è sostenitrice dei programmi open source...forse! In ogni caso i testi che ho comprato a suo tempo (e pagato profumatamente, 36.000 lire cadauno, visti i contenuti non all'altezza...) erano tutti incentrati sul mondo Microsoft3)Rimane il fatto che un loro "diploma" non ha alcun valore in Italia (quanti prendono il diploma in Italia per farlo valere all'estero?)5)Ammetto di non essermi aggiornato sull'evoluzione di queste tariffe, rimane il fatto che quando la prima impressione è molto negativa è difficile tornarci su...Ciao
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