In Florida la città del controllo

Se ci passi in automobile una telecamera prenderà il numero di targa e prima ancora di superare i confini cittadini avranno anche la tua foto. In tempo reale i dati sono confrontati con quelli della polizia


Manalapan (USA) – E’ la concretizzazione dei sogni di molti e degli incubi di molti altri: la sorveglianza altamente tecnologica on the road messa a punto in una ricca cittadina della Florida sta dando nuovi spunti su quale siano i possibili sviluppi della disseminazione di telecamere nei luoghi pubblici.

Stando a quanto dichiarato ai reporter dallo sceriffo di Manalapan, tale Clay Walker, a breve verranno concluse le installazioni di una fitta rete di telecamere intelligenti, capaci di interfacciarsi con i database informatici delle forze dell’ordine, di fornire servizi di riconoscimento in tempo reale, di identificare passanti, anche se in automobile, ed eventualmente avvertire la polizia in caso di bisogno.

Walker ha spiegato che, come già stabilito dai tribunali, “quando ci si trova in un luogo pubblico non si possono avere aspettative di privacy”.

La cittadina di Manalapan è piccola, si tratta di un luogo dove vivono non più di 320 residenti dal reddito molto elevato, ma l’idea che sia identificato dalle telecamere chiunque ci arrivi e si trattenga il minuto necessario per percorrerla in automobile è di certo intrigante per le forze dell’ordine di mezza America.

Il funzionamento della ragnatela di controllo è relativamente semplice: quando un’automobile si affaccia nella vie cittadine una prima fotografia rileva il suo numero di targa. Questo numero viene confrontato con i dati della polizia e viene inviato un allarme nel caso in cui corrisponda ad un numero “sospetto”. Allo stesso tempo altre cam catturano la foto del guidatore.

Tutto questo costerà circa 60mila dollari in aggiornamenti alle strutture esistenti. La decisione di spendere è stata presa dopo una rapina da 400mila dollari in una gioielleria locale. Ma ogni anno sarebbero due o tre le rapine in città e la speranza è che, con il nuovo sistema, i delinquenti vengano dissuasi e le reazioni delle forze dell’ordine siano più efficaci.

Walker non ha spiegato in che termini e con che mezzi verranno trattati i dati catturati dalle cam.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    lo Stato che "educa"... è PEGGIO
    lo Stato che "educa"... è PEGGIO
  • Anonimo scrive:
    Re: Qualcosa si muove finalmente
    In un paese come l'Italia, notoriamente "mammone" dovele mamme (ma anche i papà) non lasciano ai figli nemmeno attraversare la strada da soli per andare a comprare il gelato poi li lasciano da soli di fronte allo schermo del PC
  • shevathas scrive:
    Qualcosa si muove finalmente
    Apprezzo molto l'articolo, finalmente qualcosa si muove seriamente sul fronte minori e rete.Finalmente invece di lanciarsi in filippiche su mostri e mani che escono dal web e incolpare di tutto i "pedofili" cerca di contrastare l'adescamento e le molestie ai minori in questo modo: "L'obbiettivo primario di questo progetto di ricerca e di intervento - ha spiegato Marco Strano, presidente ICAA - è costituito dallo studio dei comportamenti pericolosi e dalla valutazione della reale percezione dei rischi sulla rete Internet e dei loro atteggiamenti rispetto al rischio da parte dei bambini, nonché della percezione del rischio da parte di coloro che sono istituzionalmente deputati al loro controllo ed educazione, genitori ed insegnanti". C'è da auspicare che l'educazione dei genitori e degli insegnanti, sono loro che devono educare i pargoli non TIN o Libero, venga affidata a personale preparato che conosca sia la pedagogia, sia internet. La campagna Pollicino nella Rete: educare i minori a una navigazione sicura in Internet prevede, nel prossimo futuro, la pianificazione di azioni di formazione e sensibilizzazione nei confronti di tutti gli "attori in campo". Quoto, finalmente non si richiede ai provider di moralizzare, abellire e trasformare internet in un giardino d'infanzia
Chiudi i commenti