In galera per il furto di un dominio

In galera per il furto di un dominio

In quello che viene considerato il primo caso del genere, uno statunitense dedito alla bella vita finisce in carcere per aver sottratto un nome di dominio ai suoi legittimi proprietari
In quello che viene considerato il primo caso del genere, uno statunitense dedito alla bella vita finisce in carcere per aver sottratto un nome di dominio ai suoi legittimi proprietari

Tempi duri per i professionisti del domain hijacking , la ben poco nobile pratica di impossessarsi illecitamente di un nome di dominio sottraendolo ai suoi legittimi proprietari. Uno di questi “esperti” cyber-ladri, il venticinquenne Daniel Goncalves residente nello stato USA del New Jersey, ha forse abusato troppo della sua “arte” ed è finito in galera , braccato prima da una causa civile e infine da un'indagine di tipo penale che ne sta valutando la colpevolezza.

Goncalves, che di mestiere farebbe il tecnico di computer presso una società legale del New Jersey, si è impossessato del dominio “p2p.com” nel 2006, rubandolo ai coniugi Albert e Lesli Angel che lo avevano ottenuto nel 2005 pagandolo 160mila dollari. Il “furto” è avvenuto attraverso un hack nella mailbox degli Angel, grazie al quale Goncalves è riuscito a ottenere le credenziali di accesso per l'account su Godaddy da cui veniva gestito il dominio incriminato.

Il cyber-ladro era evidentemente piuttosto consapevole di quel che faceva , visto che oltre a trasferire il dominio verso un account Godaddy fasullo da lui controllato ha anche falsificato una transazione su PayPal in modo che risultasse il pagamento di 900 dollari per l'acquisto (in realtà mai avvenuto) di “p2p.com”. Il colpo si è concluso con la cessione del suddetto p2p.com a Mark Madsen, giocatore dei Los Angeles Clippers e investitore part-time nel attivo nel business dei domini.

Sfortunatamente per Goncalves – che pare avesse messo a frutto i suoi guadagni illeciti installandosi una piscina in casa, guidando una Lotus o una Mercedes e vantandosi dei suoi frequenti viaggi – i coniugi Angel hanno provato in più riprese a capire che fine avesse fatto la proprietà di “p2p.com”, rivolgendosi prima alla polizia della Florida (caso poi archiviato per mancanza di prove), poi avviando una causa civile e infine, grazie proprio alle prove raccolte attraverso quest'ultimo procedimento, arrivando a un'incriminazione dell'hacker di domini presso il Procuratore Distrettuale del New Jersey.

Il caso non è ancora concluso ma in attesa del processo Goncalves è stato prelevato in casa sua e arrestato, i suoi computer sequestrati. Attualmente l'uomo è fuori dopo aver pagato una cauzione di 60mila dollari, ma i guai per lui sono tutto fuorché conclusi visto che l'ufficio del Procuratore è intenzionato a ottenere una sua condanna in tribunale e gli Angel stanno contemporaneamente portando avanti la loro causa civile.

Alfonso Maruccia

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04 08 2009
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