In morte di un indirizzo email

Un lettore segnala come a causa dello spam debba cambiare indirizzo di posta elettronica, per non trovarsi a pagare sistemi di filtro antispam


Roma – Gentile redazione di Punto Informatico, da ormai 5 anni possiedo una casella di posta elettronica su Hotmail e, orgoglioso della sua longevità, l’ho sempre utilizzata fino ad oggi senza cambiarla. Purtroppo pero’, da circa un anno, ho iniziato a trovare nella mia posta vari messaggi pubblicitari, per lo più in lingua inglese.

Grazie alla “Bulk mail”, sistema che dovrebbe distinguere e mettere da parte le email contenenti spam, per un certo periodo sono riuscito a contenere il problema. Ultimamente pero’ gli invii di posta indesiderata sono aumentati esponenzialmente. In questi giorni ricevo quotidianamente almeno 30 email indesiderate nella bulk mail e almeno 10 nel mio inbox.

La situazione è ormai ingovernabile, non posso permettermi di sprecare tempo giorno dopo giorno per eliminare la pubblicità e se non apro la posta per una settimana inevitabilmente la mia casella si riempie e perdo quindi i nuovi messaggi in arrivo.

Esistono sistemi di protezione gratuiti, che raccolgono solo le email dei mittenti inseriti nella mia rubrica, ma così comunque rischierei di perdere messaggi importanti, dato che non posso conoscere sempre in anticipo chi mi vuole scrivere. Preciso che non ho mai fatto un uso sconsiderato del mio indirizzo email al punto da renderlo estremamente visibile agli spammer.

Ormai ho deciso: abbandonare questo indirizzo e aprirne un altro diverso, in modo da non essere raggiungibile dallo spam almeno finchè è possibile. Sarà questo il nostro futuro per fuggire dallo spam elettronico? Migrare da un indirizzo email ad un altro o passare ai presunti sistemi antispam a pagamento?
Spero proprio di no!

Saluti
Fabio Melchiori

Caro Fabio, per un servizio di posta elettronica gratuito impedire che lo spam ti giunga in casella è difficile, perché i servizi di filtro, che peraltro possono funzionare, sono costosi, richiedono continuo aggiornamento e un monitoraggio costante. E neppure è giusto che costi seppur minimi ricadano su chi fornisce un servizio gratuito.
I sistemi utilizzati dagli spammer, invece, spesso e volentieri fanno ricorso a milioni di indirizzi creati da software specializzati proprio su estensioni email molto note, come Hotmail appunto, e non occorre aver fatto girare il proprio indirizzo per ritrovarsi la casella piena di posta. Non è detto quindi che cambiando address la tua situazione si risolva.
Per questo è importante combattere giorno dopo giorno lo spam, gli spammer e chi dà loro supporto, come certi provider legati a doppio filo a queste “imprese”.
In bocca al lupo, la redazione

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  • Anonimo scrive:
    non raccontiamo favolette
    Io penso che sia giusto che un'azienda possa controllare la posta è il computer del dipendente.Iniziamo col dire che il computer non è del dipendenta ma lo sua solo per lavorare,Il computer è dell'azienda.Se io permetto ad un mio amico di stare su internet dal mio pc, ho il diritto di controllare che non faccia cose illecite.Il dipendente deve solo lavorare con il computer quini,oltre a controllare che non perda tempo controlla anche che non faccia cose illecite.
  • Anonimo scrive:
    da noi da dopo il fascismo non si fa più, giusto?
    "Hanno il diritto di leggere i messaggi email e osservare le attività dei propri impiegati quando questi sono al lavoro"è vietato e considerato un atteggiamento fascista o sbaglio?
    • Anonimo scrive:
      Re: da noi da dopo il fascismo non si fa più, giusto?
      - Scritto da: ingrid

      "Hanno il diritto di leggere i messaggi
      email e osservare le attività dei propri
      impiegati quando questi sono al lavoro"


      è vietato e considerato un atteggiamento
      fascista o sbaglio?Bhe, con i contratti di lavoro che propongono oggi legati al raggiungimento deglio obbiettivi e senza la garanzia del posto di lavoro non penso che abbiano nessun diritto di controllare quello che facciamo ma solo di discuterne i risultati:-
    • Anonimo scrive:
      Re: da noi da dopo il fascismo non si fa più, gius
      Non mi sembra che durante il fascismo esistessero già l 'e-mail.Seconda cosa, come potrebbe tutelarsi il titolare di una azienda alla quale vengono contestati reati infamanti come la pedofilia ecc. commessi da un suo dipendente ?
    • Anonimo scrive:
      Re: da noi da dopo il fascismo non si fa più, gius
      Il bene deve essere utilizzato per raggiungere scopi leciti lavorando seriamente; come pensa il dipendente di poterne fare un uso , durante le ore lavorative; inviando posta che nulla ha a che fare con lo scopo dell'assunzione, il lavoratore non pensa di ledere i diritti del datore di lavoro, mettendolo pure a rischio di denunce di vario tipo.Una tipica mentalità, associa il servizio o l'oggetto di uso gratuito a servizio od oggetto di cui si possa disporre come si vuole senza il rispetto delle regole e dell'intelligenza.Basta vedere il degrado di certe città: scritte sui muri, cabine telefoniche distrutte, giardini adibiti a dicariche di ogni genere di rifiuti, ecc.Questa teoria di poter fare, sul posto di lavoro, tutto quello che pare al dipendente, senza che il datore di lavoro possa indirizzare, mi pare fascista al contrario.In Inghilterra hanno proibito l'uso dei telefoni cellulari sul posto di lavoro, per usi personali, tranne casi di comprovata gravità. Non capisco come si possa considerare il diritto del datore di lavoro, di vedere i propri dipendenti invece di scambiarsi SMS o e-mail, le quali nulla hanno a che vedere con l'impiego svolto.L'italia, recita la nostra costituzione, è una repubblica fondata sul lavoro, non sull'invio di e-mail private o SMS personali, durante il normale orario lavorativo.
  • Anonimo scrive:
    Con la SCUSA della pedofilia -

    "Le imprese [...] Hanno il diritto di leggere i messaggi email e osservare le attività dei propri impiegati quando questi sono al lavoro".Ecco qual e' il punto!!
    • Anonimo scrive:
      Re: Con la SCUSA della pedofilia -

      - Scritto da: NoSpam
      "Le imprese [...] Hanno il diritto di
      leggere i messaggi email e osservare le
      attività dei propri impiegati quando questi
      sono al lavoro".

      Ecco qual e' il punto!!Secondo me le aziende hanno il diritto di leggere le email e le convenienza ad archiviarle.Tutto quello che viene messo a disposizione dall'azienda non puo' essere utilizzato per uso privato a meno di particolari accordi.Comunque tutto quello spam pornografico che arriva ogni giorno fa si che, sulla base delle email ricevute, ogni impiegato possa essere considerato perlomeno un depravato. :-D
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