In Senato la discussione sul software libero

In Senato la discussione sul software libero

Da oggi i senatori inizieranno ad occuparsi della proposta di legge che mira ad introdurre i sistemi open nell'ambito della Pubblica Amministrazione. Soddisfatto il primo firmatario, Cortiana
Da oggi i senatori inizieranno ad occuparsi della proposta di legge che mira ad introdurre i sistemi open nell'ambito della Pubblica Amministrazione. Soddisfatto il primo firmatario, Cortiana


Roma – Dopo aver suscitato non poco clamore negli ambienti del software italiano, la proposta (ddl 1188) che mira ad introdurre il software libero nella Pubblica Amministrazione italiana inizia il suo cammino, giungendo oggi sul tavolo della commissione Affari Costituzionali del Senato.

Il primo firmatario della proposta, il senatore verde Fiorello Cortiana, ha applaudito all'impegno preso dalla Commissione spiegando che “quel disegno di legge cambierebbe profondamente il modello di sviluppo e il grado di innovazione della Pubblica Amministrazione italiana, tanto che lo stesso ministro Stanca si è sentito in dovere di istituire una apposita commissione che sta studiando l'adozione di software libero e opensource nella Pubblica Amministrazione.”

Come noto, infatti, lo scorso novembre il ministero all'Innovazione aveva annunciato il varo di un organismo consultivo con il compito di valutare l'impatto e le conseguenze dell'introduzione del software aperto sulle strutture informatiche e sulle spese della PA.

Facendo un esplicito riferimento alle recenti iniziative di Microsoft per venire incontro alle esigenze di sicurezza del software delle istituzioni, Cortiana ha poi affermato che “l'approvazione di questo DDL sarebbe la migliore risposta alla proposta di shared source promossa da Microsoft, che si dimostra assolutamente inadeguata, visto che fornisce l'accesso al codice sorgente solo ad alcuni privilegiati, ma non consente la modificabilità e la libera distribuzione.”

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20 01 2003
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