Indagati per pedoporno a causa di carte clonate

Cresce nel Regno Unito la polemica attorno ad una inchiesta del 2002 sul pedoporno online. Ma sotto accusa finisce anche il metamondo in cui calano contenuti proibiti, facendolo assomigliare ancor più al mondo reale
Cresce nel Regno Unito la polemica attorno ad una inchiesta del 2002 sul pedoporno online. Ma sotto accusa finisce anche il metamondo in cui calano contenuti proibiti, facendolo assomigliare ancor più al mondo reale

Una inchiesta della BBC ha svelato che alcuni tra gli indagati nella più grande operazione contro la pedofilia online del Regno Unito sarebbero in realtà cittadini innocenti , la cui carta di credito sarebbe stata clonata e usata per acquistare pornografia infantile su un sito americano.

La notizia è emersa da una nota trasmissione radiofonica dell’emittente britannica, che cita non meglio precisate fonti legali ed esperti del settore. Anche la polizia avrebbe ammesso questa possibilità, negando tuttavia che cittadini innocenti possano essere stati accusati ingiustamente.

L’ Operazione Ore ebbe inizio nel 2002, quando la polizia ricevette un elenco di possibili acquirenti di pornografia infantile sul famigerato sito texano Landslide Inc : oltre 7.000 i nomi di cittadini britannici, di cui circa 2.300 oggi risulterebbero condannati per reati di pedofilia su web.

Altri 2.000 indagati avrebbero tuttavia subìto il peso di mesi di indagini, prima di essere scagionati dalle terribili accuse. Viene citato il caso di Simon Bunce, arrestato poiché il suo nome figurava nel database di Landslide ed in seguito liberato: le perquisizioni non rivelarono traccia di materiale illegale nel suo computer, e Bunce afferma di essere tra le vittime delle carte di credito clonate e del furto di identità .

Ross Anderson , professore di security engineering presso la Cambridge University , si dice certo che molti degli indagati siano appunto vittime di furto di identità e clonazione della carta di credito. ” La polizia semplicemente non ha controllato e non ha compreso l’entità della frode”, ha detto l’accademico ai microfoni della BBC: “Il risultato è che centinaia di persone, forse migliaia, sono state sottoposte ad una terribile pressione con l’accusa di pornografia infantile”.

A difendere l’Operazione Ore intervengono Petere Sommer e Jim Gamble . Il primo, ricercatore presso la London School of Economics , pur ammettendo che in una operazione di queste dimensioni possano esserci delle sbavature, la giudica un successo anche perché ha permesso di individuare bambini sottoposti ad abusi. Gamble, in passato a capo della squadra anticrimine nazionale, parla invece di oltre il 90% di colpevoli tra gli indagati con centinaia di reo-confessi .

Tuttavia dubbi sulla bontà del lavoro della polizia sono stati sollevati molte volte in questi anni, tanto che qualcuno l’ha definita ” il peggiore scandalo di sempre per la polizia britannica”. Molti gli articoli critici sulla condotta degli inquirenti, mentre qualcun altro addirittura si spinge ad ipotizzare complotti e cospirazioni al riguardo.

La pornografia infantile resta in ogni caso un problema molto serio per la rete, soprattutto viste le dimensioni che ha raggiunto e il risalto che viene dato a fenomeni come Second Life . Proprio il metamondo Linden Labs sarebbe infatti al centro di una indagine della polizia tedesca, in seguito alla segnalazione di attività sospetta da parte di un giornalista che avrebbe scovato contenuti pedopornografici durante una sua inchiesta .

L’ ultima novità sarebbe quella di pagare per fare sesso con avatar modificati per assomigliare ad adolescenti o bambini: sarebbero coinvolti anche videogiocatori minorenni, mentre pare che una intensa attività di vendita di materiale pedopornografico fiorisca tra le mura virtuali di Second Life.

Il sesso non è certo una novità per i frequentatori della realtà virtuale: lo scorso mese si era guadagnato gli onori delle cronache anche un caso di violenza sessuale virtuale , che sarebbe ora al vaglio delle autorità belghe.

Sebbene la definizione di un reato di questo tipo sfugga ancora ad una definizione precisa, gli sviluppatori di Second Life stanno pensando di correre ai ripari: verrà probabilmente istituita una verifica sull’età del videogiocatore per permettere la realizzazione di aree riservate ai minorenni, e di altre pensate per gli adulti in cerca di sensazioni forti.

Luca Annunziata

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10 05 2007
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