Indirettamente, la democrazia diretta

Il partito australiano Senator On-Line promette di agire in parlamento come un neutrale ambasciatore degli iscritti al suo sito: difenderà in Senato le opinioni della maggioranza di coloro che si sono espressi attraverso sondaggi online
Il partito australiano Senator On-Line promette di agire in parlamento come un neutrale ambasciatore degli iscritti al suo sito: difenderà in Senato le opinioni della maggioranza di coloro che si sono espressi attraverso sondaggi online

Sydney – Lo si potrebbe chiamare “il partito dei sondaggi non rappresentativi”, lo si potrebbe definire un esperimento di democrazia indirettamente diretta. L’ha concepito un estroso australiano , spiega The Age , e l’ Australian Electoral Commission l’ha approvato in vista delle prossime elezioni: Senator On-Line , il simbolo con il quale correranno; agire in Senato come mercenari rappresentanti dei netizen il loro unico programma elettorale.

Il Senato australiano è incapace di rappresentare i cittadini, irrigidito nelle dinamiche di partito? I rappresentanti di Senator On-Line, punta di diamante, un sindaco fan sfegatato di Elvis, intendono delegare ogni loro scelta ai cittadini, agendo come intermediari amorfi, difendendo in Senato le proposte emerse dai sondaggi condotti attraverso il loro sito web .

Smembreranno e decostruiranno le proposte che passeranno per la camera alta, ne sviscereranno ogni aspetto con l’aiuto di esperti, tenteranno di tradurre il legalese in un linguaggio accessibile a chiunque. Offriranno online uno spazio di discussione e chiederanno agli iscritti al sito di votare e ancora votare, per plasmare la posizione che i Senator On-Line dovranno assumere nel corso del dibattito parlamentare.

Fulcro del meccanismo, il loro website ancora in costruzione che, promettono, garantirà la privacy dei suoi utenti – sia per quanto riguarda i dati personali, sia per quanto riguarda le posizioni assunte dai votanti – e avrà la priorità di impedire che i sondaggi vengono falsati. Unico dettaglio svelato finora: per assicurare che il cittadino voti una volta sola si confronteranno indirizzo IP, dati personali, numero di tessera elettorale.

Non un esperimento di superdemocrazia , di democrazia diretta a mezzo internet,
non una trovata come l’improbabile e godereccio Partito di Internet che in Italia ha fatto discutere negli anni scorsi, ma piuttosto una proposta simile a quella di Internetcrazia , volta a introdurre nel sistema politico degli strumenti di democrazia diretta, sfruttando le opportunità di coordinamento offerte dalla rete.

Se non mancano commentatori incuriositi ed entusiasti, sono però in molti a diffidare dall’iniziativa di Senator On-Line. Gli strumenti di democrazia diretta possono funzionare solo qualora cultura civica e politica siano fortemente radicate, e la democrazia rappresentativa sembra essere un adeguato strumento politico proprio per la sua capacità di alleggerire i cittadini da incombenze alle quali non saprebbero fare fronte, sostengono numerosi utenti di Slashdot , convinti che l’esperimento di democrazia diretta a mezzo neutrali mediatori sia uno stratagemma architettato dagli aspiranti Senator per accaparrarsi uno scranno in parlamento.

Interviene a riguardo anche Gizmodo Australia : quale netizen affiderebbe il proprio voto a un partito che appesantisce l'” online ” di un vetusto trattino?

Gaia Bottà

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18 10 2007
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