Indymedia/ Cortiana: censura troppo facile


Roma – “Sono molto preoccupato da quanto è avvenuto in questi giorni rispetto alla rete di informazione mondiale rappresentato da IndyMedia: non mi riferisco solo alla questione della libertà dell’informazione, che come osservato da Serventi Longhi è messa sotto censura da questo atto, ma da due questioni più profonde: da un lato perché si continua, rispetto all’informazione sul web, a non capire gli strumenti di cui si parla: se su un quotidiano fosse pubblicata una notizia illecita, cosa succede? Forse si sequestrano tutti i numeri pubblicati negli ultimi quattro anni, le rotative, la carta e i computer della redazione? Perché – ed è tutto da dimostrare che ci fossero contenuti illeciti – con IndyMedia è successo proprio questo: alcuni sostengono che la causa del sequestro siano le indagini di Bologna su Nassyria e il vilipendio alla nazione, altri le foto di alcuni poliziotti svizzeri; ma questo giustifica forse il sequestro di quattro anni di lavoro di 21 Paesi diversi? Mi sembra assurdo”.

Così si è espresso poco fa il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, presidente dell’Intergruppo Bicamerale per l’Innovazione Tecnologica, a proposito del sequestro ai danni di Indymedia avvenuto in questi giorni.

“Spero – ha continuato il senatore – che il ministro Stanca sia consapevole della complessità di Internet: è sbagliato dichiarare che il web non è una zona franca, se si usa un cannone per sparare contro una mosca. E mi sembra grave che alcuni esponenti di AN già da mesi rivendicassero il sequestro come una misura necessaria, in barba alla libertà d’espressione e d’informazione. Il Governo deve assolutamente e celermente fare luce su questa vicenda, altrimenti impossibile affermare serenamente che la libertà d’informazione è garantita nei tre Paesi coinvolti. Tanto più visto che i materiali sequestrati contengono filmati su Genova”.

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10 10 2004
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