Infopovertà, caccia alle soluzioni

Conferenza a Milano


Roma – Venerdì 20 giugno 2003 alle ore 11:00 presso l?Aula Pio XI dell?Università Cattolica del Sacro Cuore, Largo Gemelli 1, a Milano, si terrà una conferenza stampa sul tema: lo stato attuale nella lotta all?Infopovertà e l?individuazione di concrete soluzioni.

Verrà illustrato in particolare il progetto dell?Onu e di Occam sulla creazione dei “Villaggi Digitali nel Libano del Sud”. “L?attuale evoluzione delle tecnologie e delle telecomunicazioni – si legge in una nota – rendono ancora maggiore il gap tra le popolazioni che possono utilizzare la rivoluzione digitale per lo sviluppo della propria società e quelle che ne sono private. Compito delle Nazioni Unite, dell?Unesco, di Occam e della Fao è di combattere questo fenomeno dell?Infopovertà, attivando tutte le risorse possibili, mobilitando i governi e gli enti per soluzioni che possano ridurre questo divario”.

Alle 15:00 seguirà il Convegno: “Infopoverty: New Tools and Best Practices for Development”, presso l?Aula Magna dell?Università Cattolica.

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  • Anonimo scrive:
    Mi serve aiuto
    :$ Mi chiamo Enzo sono un giovane musicista vorrei sapere come iscrivermi alla SIAI per depositare i miei brani musicaliSe c'è qualcuno che mi può aiutare l'indirizzo è:kerigma1984@libero.itgrazie per la collaborazione
  • Anonimo scrive:
    Perché esiste la Siae?
    La Siae è certamente un caso unico in Italia in cui una associazione raccoglie in un unicum due entità che sono in fin dei conti l'una la controparte dell'altra. Due interessi diversi unificati nella difesa di un diritto che è solo ed esclusivamente il diritto degli editori al profitto. O sbaglio?
  • Anonimo scrive:
    Sbaglio o D'Ammassa...
    ... è stato appena eletto nel consiglio della SIAE? E questo sarebbe essere super partes?Ma fatemi il piacere...Paguro
  • vacuum scrive:
    Se si arriva realmente ad affermare ciò
    Da una news su Libero.it:... La lettura da parte di un programma di sintesi vocale, utile ai non vedenti che altrimenti non potrebbero beneficiare delle opere in formato elettronico, richiede la decodifica dell'e-book e quindi viola la legge.Ritengo che la misura sia vicina ad essere colma. Piuttosto che ad aggirare l'ostacolo, penso che sia il caso per gli onesti e per i benpensanti di cominciare a immaginare seriamente azioni di palese boicottaggio dell'editoria elettronica.
    • Emilio scrive:
      Re: Se si arriva realmente ad affermare ciò

      Ritengo che la misura sia vicina ad essere
      colma. Piuttosto che ad aggirare l'ostacolo,
      penso che sia il caso per gli onesti e per i
      benpensanti di cominciare a immaginare
      seriamente azioni di palese boicottaggio
      dell'editoria elettronica.Leggiti questo piuttostohttp://punto-informatico.it/p.asp?i=44442
      • vacuum scrive:
        Re: Se si arriva realmente ad affermare ciò
        Questa come molte altre iniziative radicali mi sembra a prima vista sacrosanta. Trovo leggermente ipocrita quel: "al 6 per cento del prezzo di copertina in modo tale da poter compensare gli autori delle opere, e solo loro". E poi perché le opere del premio Strega? Per regalare un'ulteriore pubblicità agli editori che quel premio gratifica già oltremisura?Perché non creare nell'ambito delle biblioteche pubbliche delle sezioni dedicate ai non vedenti alle quali gli editori siano costretti per diritto di stampa, si chiama così?, cosa che già oggi vale per le biblioteche statali, a fornire una copia digitale oltre che cartacea del testo? Sarebbe più sensato e sociale.
  • vacuum scrive:
    Diritto d'autore mostruosità giuridica
    Ho trovato molto interessanti e stimolanti alcuni aspetti sul dibattito sul diritto d?autore nell?era digitale, tanto che alla fine ho deciso di inviarvi queste note. Non sono né un giurista né un lobbista, sono essenzialmente un matematico e programmatore che si occupa di questioni di teoria dei numeri e crittografia.La prima osservazione scontata è questa: il dibattito generalmente mostra un errore di fondo sostanziale che, se non dovuto sostanzialmente all?ignoranza del problema digitale in sé, è attribuibile ad una sorta di galattica ipocrisia. Ciò, che i contendenti nascondono dietro il cosiddetto diritto d?autore dell?opera, è banalmente ed esclusivamente venale interesse e diritto al profitto. Mi spiego.L?oggetto digitale, sia esso un?immagine, un filmato, una musica, un programma, un testo o qualunque altra cosa possa essere codificato, è sostanzialmente un file. Come ormai anche i neonati sanno, un file è una sequenza di byte e un byte è un?insieme generalmente di otto bit, cioè di otto cifre binarie 0 e 1. Dunque un file non è niente altro che un numero binario caratterizzato dalla sua lunghezza, cioè dal numero di cifre che lo compongono. L?unicità di un particolare file è data solo ed esclusivamente dal fatto che è unico il numero binario che lo costituisce. Vantare dei diritti su di un numero è, per un benpensante, assurda. Sarebbe come se uno pretendesse un pagamento di royalties su un numero qualunque, che ne so 323521, reclamandolo per una sua opera d?ingegno. In un mondo normale lo prenderebbero semplicemente per matto.La legge sul diritto d?autore prevede come delitto la copia. Ma io posso generare qualunque file senza copiarlo, posso generare anche la Divina Commedia: ci vorrà del tempo, magari una vita ma posso farlo e farlo con un banalissimo algoritmo. Non solo, posso anche generare tutto quanto finora è stato digitalizzato e quello che lo sarà domani senza averlo ancora visto, sentito, letto. E ciò è possibile perché il file che rappresenta l?oggetto digitalizzato è un numero.Faccio un esempio: ?M?illumino d?immenso? è una brevissima poesia di Ungaretti, per quanto ne so sottoposta ai vincoli del diritto d?autore. Il file che la contiene ha lunghezza 20 byte. Bene, io posso predisporre un banale programmino che incrementa un numero binario di 160 cifre binarie da tutte 0 a tutte 1 e memorizza i numeri generati sottoforma di file. Uno di questi file sarà il file contenente la poesia di Ungaretti. Il procedimento con cui lo ho ottenuto non è assolutamente assimilabile alla ?copiatura?, dunque potrei dire che quella poesia, per il modo con cui è stata generata è mia. E, cosa importantissima, posso oggettivamente dimostrare che non ho copiato!Una legge che voglia imporre nel mondo digitale il cosiddetto diritto d?autore è un non-senso ed una mostruosità giuridica. Tutti gli spiriti liberi e, ripeto, benpensanti cioè intellettualmente onesti, dovrebbero rivoltarsi contro un qualunque tentativo di imporre restrizioni all?uso dei prodotti digitali.Gli stessi autori, che operano in campi dove la digitalizzazione è possibile, dovrebbero rendersi conto che non sono altro che dei ?cercatori d?oro? molto fortunati, e dunque che possono vantare eventualmente soltanto diritti di scoperta. Come diceva Pitagora, tutto è numero, e nell?era digitale nessun?altra affermazione può essere più vera di questa. E i numeri, grazie a Dio, come si dice, sono ?di tutti e di nessuno?.
    • WK scrive:
      Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
      Probabilmente non te ne importa + di tanto, ma sei appena ufficialmente entrato tra i miei IDOLI personali.Un grande.Ti stimo oltremodo. :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
      Vacuum, comprendo il tuo punto di vista...probabilmente tra qualche anno, grazie alle nuove scoperte della tecnica sarà effettivamente applicabile. Ma oggi mi sembra assurdo pensare che un file musicale di 4.000.000 di byte sia replicabile semplicemente variando la sequenza dei bit ed affidando questa replica ad un algoritmo. Eventi con probabilità troppo alta o troppo bassa vengono in genere scartati...Inoltre anche il diritto al profitto di un autore è fondamentale; perchè se un autore fa quello per vivere, senza il diritto al profitto non potrebbe vivere... si ritornerebbe indietro di almeno 2 secoli, quando cioè gli artisti dovevano imbuonirsi qualche nobile che li foraggiasse e si potevano esibire solo nelle corti...Il problema però è che oggi siamo finiti nell'eccesso opposto: veniamo puniti tutti per garantire il diritto al profitto ad una società che con una delega del 1941 vorrebbe far credere di redistribuire quei proventi a tutti, oltretutto secondo delle logiche arbitrarie e parziali. E quando parlo di 1941, non parlo solamente di 60 anni fa, parlo anche di fascismo, che non è propriamente stato un periodo felice per l'equilibrio e la libertà (Religione di Stato?)... ho evitato di nominarlo nei testi pubblicati perchè oggi fascismo e comunismo sono parole vietate, appena le nomini sei tu automaticamente o fascista o comunista e si rischia così di distrarre il lettore dai contenuti.L'EUCD recepita in italia è solo l'ultimo dei tanti soprusi che stiamo subendo da 60 anni e, negli ultimi anni, credimi, stanno subendo gli artisti insieme a noi tutti. Quando ho scritto quel commento sull'eucd, ho separato artisti dalle società loro rappresentanti perchè forte di infinite lamentele da parte degli artisti stessi...in televisione...alle radio...su internet...nelle loro stesse canzoni e film.Io sono dell'avviso che si deve cercare gli artisti e rinnegare in tronco tutto il resto che gli ronza attorno.Visto che oramai mi sono sentito tirato in causa, sto preparando un'iniziativa senza precedenti...devo solo controllare gli aspetti legali della cosa. Spero che arrivi a compimento e, nel realizzarla, raggiunga l'obiettivo.ciaoMichele F.P.- Scritto da: vacuum
      Ho trovato molto interessanti e stimolanti
      alcuni aspetti sul dibattito sul diritto
      d?autore nell?era digitale, tanto che alla
      fine ho deciso di inviarvi queste note. Non
      sono né un giurista né un lobbista, sono
      essenzialmente un matematico e programmatore
      che si occupa di questioni di teoria dei
      numeri e crittografia.
      La prima osservazione scontata è questa: il
      dibattito generalmente mostra un errore di
      fondo sostanziale che, se non dovuto
      sostanzialmente all?ignoranza del problema
      digitale in sé, è attribuibile ad una sorta
      di galattica ipocrisia. Ciò, che i
      contendenti nascondono dietro il cosiddetto
      diritto d?autore dell?opera, è banalmente ed
      esclusivamente venale interesse e diritto al
      profitto. Mi spiego.
      L?oggetto digitale, sia esso un?immagine, un
      filmato, una musica, un programma, un testo
      o qualunque altra cosa possa essere
      codificato, è sostanzialmente un file. Come
      ormai anche i neonati sanno, un file è una
      sequenza di byte e un byte è un?insieme
      generalmente di otto bit, cioè di otto cifre
      binarie 0 e 1. Dunque un file non è niente
      altro che un numero binario caratterizzato
      dalla sua lunghezza, cioè dal numero di
      cifre che lo compongono. L?unicità di un
      particolare file è data solo ed
      esclusivamente dal fatto che è unico il
      numero binario che lo costituisce. Vantare
      dei diritti su di un numero è, per un
      benpensante, assurda. Sarebbe come se uno
      pretendesse un pagamento di royalties su un
      numero qualunque, che ne so 323521,
      reclamandolo per una sua opera d?ingegno. In
      un mondo normale lo prenderebbero
      semplicemente per matto.
      La legge sul diritto d?autore prevede come
      delitto la copia. Ma io posso generare
      qualunque file senza copiarlo, posso
      generare anche la Divina Commedia: ci vorrà
      del tempo, magari una vita ma posso farlo e
      farlo con un banalissimo algoritmo. Non
      solo, posso anche generare tutto quanto
      finora è stato digitalizzato e quello che lo
      sarà domani senza averlo ancora visto,
      sentito, letto. E ciò è possibile perché il
      file che rappresenta l?oggetto digitalizzato
      è un numero.
      Faccio un esempio: ?M?illumino d?immenso? è
      una brevissima poesia di Ungaretti, per
      quanto ne so sottoposta ai vincoli del
      diritto d?autore. Il file che la contiene ha
      lunghezza 20 byte. Bene, io posso
      predisporre un banale programmino che
      incrementa un numero binario di 160 cifre
      binarie da tutte 0 a tutte 1 e memorizza i
      numeri generati sottoforma di file. Uno di
      questi file sarà il file contenente la
      poesia di Ungaretti. Il procedimento con cui
      lo ho ottenuto non è assolutamente
      assimilabile alla ?copiatura?, dunque potrei
      dire che quella poesia, per il modo con cui
      è stata generata è mia. E, cosa
      importantissima, posso oggettivamente
      dimostrare che non ho copiato!
      Una legge che voglia imporre nel mondo
      digitale il cosiddetto diritto d?autore è un
      non-senso ed una mostruosità giuridica.
      Tutti gli spiriti liberi e, ripeto,
      benpensanti cioè intellettualmente onesti,
      dovrebbero rivoltarsi contro un qualunque
      tentativo di imporre restrizioni all?uso dei
      prodotti digitali.
      Gli stessi autori, che operano in campi dove
      la digitalizzazione è possibile, dovrebbero
      rendersi conto che non sono altro che dei
      ?cercatori d?oro? molto fortunati, e dunque
      che possono vantare eventualmente soltanto
      diritti di scoperta. Come diceva Pitagora,
      tutto è numero, e nell?era digitale
      nessun?altra affermazione può essere più
      vera di questa. E i numeri, grazie a Dio,
      come si dice, sono ?di tutti e di nessuno?.
      • vacuum scrive:
        Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
        Caro Michele,ho letto con attenzione la tua risposta, interessante per me da due punti di vista, uno quello di persona che per vivere tenta di insegnare agli altri il modo di usare con intelligenza e creatività la tecnologia informatica, l?altro quello di autore, perché anch?io ho scritto e pubblicato, cosa che continuo del resto a fare.La via di rendere coscienti gli autori che il diritto d?autore è cosa loro e non degli editori e che esistono oggi società o meglio enti parassitari, che succhiano a loro nome quel poco di possibili proventi loro destinati, è una possibile azione per contribuire, quanto meno, a ristabilire in questa fase almeno una sorta di buon senso. E va lodata e sostenuta.Ma ripeto sono un tecnico e dunque ritorno sull?aspetto tecnico cercando di togliere il velo d?incredulità su quanto ho affermato.Tu parli di mp3 di 4 mega dicendo che ti sembra oggi difficile riprodurli con un banale algoritmo. Il reale problema dell?utenza informatica è che molti usano il calcolatore come una sorta di scatola magica e non riflettono sulle sue modalità di funzionamento. E questo non è poi un gran danno finché qualcuno dei tanti poi non voglia legiferare sull?argomento senza conoscere le problematiche, ma fidandosi di quanto dicono i responsabili delle associazioni dei produttori.Bene, prendiamo l?esempio che hai fatto, un?mp3 di 4 mega esatti, cioè 4.194.304 byte, moltiplichiamo la sua lunghezza in byte per 8 e otteniamo 33.554.432 bit. I numeri rappresentabili con una tale quantità di bit sono ovviamente 2 elevato a 33.554.432, un numero effettivamente enorme. Ma questo non ci deve spaventare. L?algoritmo da usare è un banale incrementatore che ci porti da 33.554.432 zero a 33.554.432 uno, un programmino che ritengo sia in grado di scrivere uno studente alle prime armi quanto a programmazione. Ogni volta che la nuova sequenza binaria è stata realizzata dal programma, la cosa più semplice da fare è far sì che il programma la salvi sul disco dopodiché possiamo provarla con un programma che legga gli mp3. Se suona, bene, se dà errore continuiamo. Tutto qua.Il tutto ovviamente può essere ottimizzato, perché se ricerchiamo file con una struttura particolare e non tutti i tipi di file, possiamo restringere le configurazioni possibili dei 33.554.432 bit. Ma questo è secondario.L?obiezione è il tempo necessario per scandagliare le 2 elevato a 33.554.432 combinazioni binarie che corrispondono a tutti i possibili file di 4 mega. Ma anche questo ostacolo può essere superato. Mai sentito parlare dei progetti di ricerca di grandi numeri primi? O di altri progetti analoghi, anche in altri campi, che richiedono grandissima capacità elaborativa? Bene, possiamo mutuare dalla struttura organizzativa di tali ricerche una struttura organizzativa per generare tutti i possibili mp3 di 4 mega. In verità sarebbe più utile che le major rinsavissero prima di scatenare su Internet la nascita di tali simili possibili progetti. Comunque, la cosa è fattibilissima e, vista la gran mole di patiti di mp3, il tempo necessario per ottenerli tutti non stimo sia poi così grande. Queste considerazioni hanno enormi implicazioni, e mi piacerebbe che ci si ragionasse sopra. Tenete presente che conoscendo la struttura di un mp3 o di un qualunque altro file, niente mi vieta di sprecare il mio tempo a costruire tutti i file del tipo scelto per lunghezze determinate. È così, anche se al neofita può apparire una sorta di favola.Come ho già detto non sono un giurista, ma ritengo che la materia della giurisprudenza, come in altri campi, sia il possibile. È possibile, non solo, è fattibile costruire un qualunque file binario, proprio perché numero, senza necessariamente copiarlo. Questo significa che non vi può essere diritto di alcun genere sul file binario, sul numero insomma, in quanto tale. Sono altri i campi in cui il diritto d?autore può realizzarsi.
        • Anonimo scrive:
          Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
          A me piacciono queste elugubrazioni...sono un informatico anche io. Però ritengo sia di scarsa rilevanza.Anche se tecnicamente siamo abbastanza lontano (è un sistema con problematiche enormi; "esponenziali" ! Non ho fatto il conto ma quanto spazio serve per tenere 33.554.432 files da 4Mbyte, e quanto tempo serve per ascoltarli tutti o per realizzare un software psicoacustico che possa identificare un brano interessante in mezzo ai tanti fruscii che il sistema tirerebbe fuori? Senza contare la potenza di calcolo necessaria...) è vero quello che dici.Però dobbiamo rendere giustizia a chi non produce con algoritmi (i giapponesi :P ) ma piuttosto crea arte. Quindi, anche se di fondo c'e' a livello teorico la difficoltà che hai esposto di inquadrare efficientemente la materia in un ambito giuridico, si deve essere prima di tutto concreti e giusti. Chi fa arte va salvaguardato. Non credi?Se qualcuno trova quel file con un processo meccanico, io non mi sento di definirlo artista... è come quando accuso l'industria musicale di replicare in maniera sterile piuttosto che investire nella creatività dell'artista.E' poi sul "come" che ci perdiamo un po' tutti; basterebbe essere un pò più onesti da entrambe le parti per trovare dei compromessi accettabili...ed invece questo non accade. Ma di John Lennon ce n'e' già stato uno...Imagine...Quindi bisogna mettersi qui e rimboccarsi le maniche; tirare le orecchie a chi esagera da un lato e chi esagera dall'altro e dopo la tirata d'orecchie proporre un'alternativa positiva... altrimenti la tirata d'orecchie diventa sterile ed anzi aumenta le difficoltà. In questo momento vedo la situazione enormemente sbilanciata ed ingiusta per gli autori, ma soprattutto per i consumatori e mi fa rabbia che questa situazione si sia creata perchè ci si ostina ad inseguire l'economia, solo ed esclusivamente l'economia. Credo che andrebbero invece seguiti gli ideali di giustizia ed equilibrio, come modelli da raggiungere, per quanto lontani essi siano... purtroppo, sempre e solo da come la vedo io, le persone hanno smesso di guardare così lontano e quando gli ricordi questi ideali, ti tacciano di mancanza di contatto con la realtà: il mondo è duro, e tu sei solo un povero sognatore.Lungi da me negare l'importanza dell'economia... quella cosa che ha permesso di portare tutto a tutti (se per tutti intendiamo l'1/3 della popolazione mondiale, la parte ricca; comunque di più della manciata di nobili che prima erano gli unici a potersi godere le cose belle del mondo); ma non può essere il solo dio, il solo mezzo, il solo obiettivo, la sola cosa importante.Io la penso così; non ho la presunzione di spacciare perle di saggezza, sto solo cercando di contribuire positivamente al problema...e non è detto che ci sia riuscito..anzi...ho i miei dubbi. (Possibile che in italiano non ci sia qualcosa che renda tanto quanto "IMHO"?)E mi rammarico di non avere le soluzioni in tasca per tutte queste cose...ciaoMichele- Scritto da: vacuum
          Caro Michele,
          ho letto con attenzione la tua risposta,
          interessante per me da due punti di vista,
          uno quello di persona che per vivere tenta
          di insegnare agli altri il modo di usare con
          intelligenza e creatività la tecnologia
          informatica, l?altro quello di autore,
          perché anch?io ho scritto e pubblicato, cosa
          che continuo del resto a fare.
          La via di rendere coscienti gli autori che
          il diritto d?autore è cosa loro e non degli
          editori e che esistono oggi società o meglio
          enti parassitari, che succhiano a loro nome
          quel poco di possibili proventi loro
          destinati, è una possibile azione per
          contribuire, quanto meno, a ristabilire in
          questa fase almeno una sorta di buon senso.
          E va lodata e sostenuta.
          Ma ripeto sono un tecnico e dunque ritorno
          sull?aspetto tecnico cercando di togliere il
          velo d?incredulità su quanto ho affermato.
          Tu parli di mp3 di 4 mega dicendo che ti
          sembra oggi difficile riprodurli con un
          banale algoritmo. Il reale problema
          dell?utenza informatica è che molti usano il
          calcolatore come una sorta di scatola magica
          e non riflettono sulle sue modalità di
          funzionamento. E questo non è poi un gran
          danno finché qualcuno dei tanti poi non
          voglia legiferare sull?argomento senza
          conoscere le problematiche, ma fidandosi di
          quanto dicono i responsabili delle
          associazioni dei produttori.
          Bene, prendiamo l?esempio che hai fatto,
          un?mp3 di 4 mega esatti, cioè 4.194.304
          byte, moltiplichiamo la sua lunghezza in
          byte per 8 e otteniamo 33.554.432 bit. I
          numeri rappresentabili con una tale quantità
          di bit sono ovviamente 2 elevato a
          33.554.432, un numero effettivamente enorme.
          Ma questo non ci deve spaventare.
          L?algoritmo da usare è un banale
          incrementatore che ci porti da 33.554.432
          zero a 33.554.432 uno, un programmino che
          ritengo sia in grado di scrivere uno
          studente alle prime armi quanto a
          programmazione. Ogni volta che la nuova
          sequenza binaria è stata realizzata dal
          programma, la cosa più semplice da fare è
          far sì che il programma la salvi sul disco
          dopodiché possiamo provarla con un programma
          che legga gli mp3. Se suona, bene, se dà
          errore continuiamo. Tutto qua.
          Il tutto ovviamente può essere ottimizzato,
          perché se ricerchiamo file con una struttura
          particolare e non tutti i tipi di file,
          possiamo restringere le configurazioni
          possibili dei 33.554.432 bit. Ma questo è
          secondario.
          L?obiezione è il tempo necessario per
          scandagliare le 2 elevato a 33.554.432
          combinazioni binarie che corrispondono a
          tutti i possibili file di 4 mega. Ma anche
          questo ostacolo può essere superato. Mai
          sentito parlare dei progetti di ricerca di
          grandi numeri primi? O di altri progetti
          analoghi, anche in altri campi, che
          richiedono grandissima capacità elaborativa?
          Bene, possiamo mutuare dalla struttura
          organizzativa di tali ricerche una struttura
          organizzativa per generare tutti i possibili
          mp3 di 4 mega. In verità sarebbe più utile
          che le major rinsavissero prima di scatenare
          su Internet la nascita di tali simili
          possibili progetti. Comunque, la cosa è
          fattibilissima e, vista la gran mole di
          patiti di mp3, il tempo necessario per
          ottenerli tutti non stimo sia poi così
          grande. Queste considerazioni hanno enormi
          implicazioni, e mi piacerebbe che ci si
          ragionasse sopra. Tenete presente che
          conoscendo la struttura di un mp3 o di un
          qualunque altro file, niente mi vieta di
          sprecare il mio tempo a costruire tutti i
          file del tipo scelto per lunghezze
          determinate. È così, anche se al neofita può
          apparire una sorta di favola.
          Come ho già detto non sono un giurista, ma
          ritengo che la materia della giurisprudenza,
          come in altri campi, sia il possibile. È
          possibile, non solo, è fatti
    • Africano scrive:
      Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
      Non condivido il tuo ragionamento perché comunque un'opera diventa tale quando selezionata da un autore in mezzo a tutto quel brodo, facile a posteriori dire ma quell'opera io già l'avevo in mezzo ai miei numeri, sì, ma solo dopo che è diventata opera l'avresti riconosciuta e senza autori ti sarebbe rimasto solo un insipido brodo.L'aberazione è invece, imho, che il digitale offre la possibilità di non porre limiti alla sua riproduzione e questo è più di quanto ci si poteva augurare e invece si vorrebbe che solo alcuni possano sfruttare le sue opportunità. Da sempre l'economia premia chi vende meglio e un sistema economico è efficiente se premia chi più produce e meglio. Oggi i produttori di contenuto digitale non trovano altro sistema di vendita che produrre meno e questo è contrario allo sviluppo e al progresso. Il diritto d'autore è nato colla stampa e tutti i soggetti coinvolti, stampa autori e lettori hanno avuto vantaggi dall'invenzione e non sarebbe stato possibile commerciare libri allo stesso prezzo di prima. Qualunque sistema si troverà per ricopensare gli autori non sarà accettato se non sarà conveniente a tutti e non solo ai produttori, hanno perso l'esclusiva sulla riproduzione e se per i loro occhi miopi questo va combattuto non hanno possibilità di vincere contro gli interessi di tutti.
    • WK scrive:
      Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
      Scusa Africano, magari ho capito male (già sono tanardo di mio, poi a quest'ora dopo una giornata in ufficio non ne parliamo...) ma da come ho letto io quello che ha scritto vacuum, quando dice che può dimostrare di non aver copiato intende dire che sfida chiunque a dimostrare al di là di qualunque ragionevole dubbio che lui non sia stato tanto folle da scriversi un programma che genera tutte le possibili combinazioni di numeri fino ad ottenere quello particolare che corrisponde all'mp3 in questione, e per far questo non serve in nessun modo utilizzare alcun originale...(avrò fumato nuovamente troppo?) :| :)
      • vacuum scrive:
        Re: Proprio così
        Sei un interprete perfetto. Ciao
      • WK scrive:
        Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
        - Scritto da: Africano
        Non mi sono spiegato, io non contesto la
        realizzazione di un programma che scriva
        tutti gli mp3, stiamo suppononendo che si
        possa fare, contesto che sia altrettanto
        "semplice" farne un altro che da quel
        frastuono tiri fuori un mp3 buono senza
        ricorrere all'orginale.Uhm... decisamente sono io che mi esprimo da cani (come mio solito... arf arf... ) :)Metti di avere un mp3 di Cristina D'Avena (e già saresti da galera solo per questo).Metti che sia grosso, che so, 3.42MbIo scrivo un programma che mi generi in automatico tutti i possibili files di 3.42Mb, filtrando tutti quelli che non possono essere interpretati come mp3.Al termine dell'esecuzione del programma, serva quanto serva, avrò ottenuto tutti i possibili mp3 di 3.42Mb.Uno di questi sarà obbligatoriamente e senza ombra di dubbio quello di Cristina D'Avena, non servono altri programmi....A questo punto, non avendo in alcun modo utilizzato alcunchè di originale, come possono dire che io abbia copiato qualcosa?(Spero, con questo, di aver interpretato correttamente in tutto il pensiero di vacuum, certamente molto più ferrato di me sull'argomento)
        • Africano scrive:
          Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
          - Scritto da: WK

          - Scritto da: Africano

          Non mi sono spiegato, io non contesto la

          realizzazione di un programma che scriva

          tutti gli mp3, stiamo suppononendo che si

          possa fare, contesto che sia altrettanto

          "semplice" farne un altro che da quel

          frastuono tiri fuori un mp3 buono senza

          ricorrere all'orginale.

          Uhm... decisamente sono io che mi esprimo da
          cani (come mio solito... arf arf... ) :)

          Metti di avere un mp3 di Cristina D'Avena (e
          già saresti da galera solo per questo).
          Metti che sia grosso, che so, 3.42Mb
          Io scrivo un programma che mi generi in
          automatico tutti i possibili files di
          3.42Mb, filtrando tutti quelli che non
          possono essere interpretati come mp3.
          Al termine dell'esecuzione del programma,
          serva quanto serva, avrò ottenuto tutti i
          possibili mp3 di 3.42Mb.
          Uno di questi sarà obbligatoriamente e senza
          ombra di dubbio quello di Cristina D'Avena,
          non servono altri programmi....
          A questo punto, non avendo in alcun modo
          utilizzato alcunchè di originale, come
          possono dire che io abbia copiato qualcosa?

          (Spero, con questo, di aver interpretato
          correttamente in tutto il pensiero di
          vacuum, certamente molto più ferrato di me
          sull'argomento)è singolare che discutendo di mp3 ci si sia infilati in un dialogo tra sordi. :DVuoi che ti scriva che non l'hai copiato? Non l'hai copiato. Però nemmeno ce l'hai. Non lo puoi materialmente ascoltare, non ti possono contestare nulla perché non hai nulla. Cosi è più chiaro? Per averlo devi separarlo dai suoi cacofonici compagni e per farlo o sei un super fanta extra multi genio o usi l'originale, dimostra di saperlo fare senza originale e lasciartelo ascoltare in pace sarà il minimo.
          • vacuum scrive:
            Re: È solo un problema di tempo
            Africano, capisco che ti possa sembrare impossibile realizzare un mp3 senza partire dall'originale. Ma quello che io ho detto non è né un sogno né qualche cosa di irrealizzabile, e sbaglia anche l'amico informatico: non ci sono problemi di memoria, è solo ed esclusivamente questione di tempo. Ti ripeto, basterebbe un banale programma capace di incrementare i byte che costituiscono il file come se fosse un unico numero ( cioè che trasmetta al byte successivo il riporto ogni volta che il valore del byte passa da FFh a 00h). E per verificare che sia un vero mp3 ad ogni incremento basterebbe farlo leggere da un programma lettore di mp3. Se quella sequenza, quel file, ha la struttura di un mp3 il lettore lo interpreta e ti fa sentire la musica codificata, altrimenti non fa niente altro che visualizzarti un messaggio di errore che ti dice che il file non ha un formato valido. Tutto qua. Certamente prima di trovare Ufo Robot c'è da farsi due palle, ma se il tempo fosse un optional non avremo problemi a mettere in piedi una tale ricerca.Non so se riesci a concretizzare, ma in quei numeri binari, che tu chiami brodo, c'è tutto lo scibile umano e in tutte le lingue del mondo, quello che è stato detto e scritto e quello che ancora non è stato detto né scritto, quello che è stato visto e quello che non è stato ancora visto, quello che è stato ascoltato e quello che ancora non si è udito. Lo so che queste ti possano sembrare le parole di un folle esaltato, ma, credimi, è così.Tornando agli mp3, ti sei mai chiesto perché ci sia tanta mobilitazione per impedire il loro scambio, un attivismo spinto che non si riscontra invece per le immagini e per i testi? Questo avviene non perché le foto o i testi siano figli di un dio minore, ma per precisi motivi commerciali, di qualità della copia e delle possibilità della sua fruizione.La lettura al computer per cominciare è estremamente scomoda, va bene per le notizie, per scambi di opinioni, per la comunicazione in tempo reale, per il lavoro non per il piacere. E poi bisogna avere un computer e, per non avere limiti, una presa di corrente. Ed un computer è un oggetto ingombrante, anche il più piccolo notebook. E non ha l'odore della carta, non ti dà quelle impressioni tattili che ti dà la carta e le tante altre piccole sensazioni che un libro ti regala. Romanticismi? Non credo. E poi c'è un mercato relativamente ristretto per la carta stampata che ha il suo peso, nel senso che una campagna proibizionista comunque non porterebbe grandi risultati.Per la fotografia, oltre ad altre questioni, interviene il grosso problema della qualità, nel senso che se non hai veramente l'originale e non scambi quello, la bassa qualità di una copia compressa toglie ogni possibilità di utilizzo commerciale di qualità. La compressione ad esempio di un'immagine dal formato bmp in formato jpg comporta un prezzo espresso in perdita di qualità. Ed il processo è irreversibile.Anche la musica, come la scrittura e la fotografia non nasce per il computer. E nessun disco potrà mai ripetere le condizioni reali di un concerto in teatro. Tuttavia la musica quotidiana ci arriva e la fruiamo attraverso apparecchiature che hanno la stessa natura del computer. La musica quotidiana è il prodotto di una riproduzione attraverso mezzi elettronici. La digitalizzazione della musica, così come la digitalizzazione dell'immagine comporta la necessità di una grande quantità di memoria. Fino a poco tempo fa questo era il limite per uno scambio di pezzi musicali. L'unica soluzione era la duplicazione del supporto. Ma poi qualcuno ha avuto l'idea geniale. La sensibilità di un apparato di registrazione è più raffinata della nostra capacità auditiva. Quando si registra, si registrano anche frequenze che il nostro orecchio non è in grado di percepire, e queste incrementano lo spazio di memoria necessario. Se si eliminano tali frequenze, si attua praticamente una compressione del file senza sostanzialmente modificare la qualità della musica riprodotta relativamente a quanto l'orecchio percepisce. Ma la compressione è tale da ridurre la dimensione del file contenente il singolo pezzo musicale ad una lunghezza che rende sufficientemente agevole e conveniente lo scambio con le attuali velocità e costi di trasmissione. Da qui la levata degli scudi da parte delle major, che non deve stupire tenendo conto che il mercato musicale, al contrario di quello librario, è un mercato molto consistente.Quando io prelevo una traccia da un CD musicale e la trasformo in mp3 o in un altro degli stardard di compressione esistenti equivalenti, compio un'operazione del genere descritto. Il risultato finale è un file binario che ha una dimensione ridotta rispetto alla traccia musicale, tutto qua. Non c'è niente di magico in tutto questo. E per tornare all'inizio di questa annotazione anche quel file binario è una sequenza di byte che io potrei ottenere anche per altra via con modalità euristiche banali se il tempo per me fosse un optional.
          • Africano scrive:
            Re: È solo un problema di tempo
            - Scritto da: vacuum
            Africano, capisco che ti possa sembrare
            impossibile realizzare un mp3 senza partire
            dall'originale.cut
            è solo ed esclusivamente questione
            di tempo. Ti ripeto, basterebbe un banale
            programma capace di incrementare i bytecut
            ad ogni
            incremento basterebbe farlo leggere da un
            programma lettore di mp3. Se quella
            sequenza, quel file, ha la struttura di un
            mp3 il lettore lo interpreta e ti fa sentire
            la musica codificata, altrimenti non fa
            niente altro che visualizzarti un messaggio
            di errore che ti dice che il file non ha un
            formato valido. Tutto qua. Certamente prima
            di trovare Ufo Robot c'è da farsi due palle,
            ma se il tempo fosse un optional non avremo
            problemi a mettere in piedi una tale
            ricerca.Non ritengo impossibile fare un mp3 senza partire dall'originale, ritengo impossibile poterlo poi usare visto che si trova in mezzo a una miriade di mp3 inutili. Dal conto che hai fatto in un altro post risulta che tutti gli mp3 di un dato numero di bit (quindi per un qualsiasi numero di bit il conto lievita che una bellezza) è 2 elevato a parecchi miliardi, credo che nemmeno tutti gli umani mai esistiti impegnati 24 ore al giorno a scartare quelli buoni riuscirebbero nell'impresa di scovarlo. Il calcolatore potrebbe riuscirci facilmente solo se potesse confrontarlo coll'originale ma a questo punto equivarrebbe a copiare. Tu scrivi se il tempo fosse un optional, ma cosa significa? Che volendo puoi non tenerne conto? Tu non te ne accorgi, ma qui l?asino fa un bel ruzzolone, perché puoi pensare di aumentare la capacità di calcolo degli elaboratori fino ad avere tutti gli mp3 che ti pare in pochi istanti ma se poi devi impegnare umani e allora il tempo è un fattore imprescindibile, non c'è né tempo né ci sono umani quindi di fatto nelle condizioni attuali è impossibile. Poi potrà succedere pure che un super calcolatore simuli gli umani e impieghi uominibit a scovare capolavori inediti ma ho idea non sia questioni di anni o decenni e se mai sarà possibile dubito fortemente ci sia qualcuno che sappia ora abbastanza per valutarne le conseguenze.
            Non so se riesci a concretizzare, ma in quei
            numeri binari, che tu chiami brodo, c'è
            tutto lo scibile umano e in tutte le lingue
            del mondo, quello che è stato detto e
            scritto e quello che ancora non è stato
            detto né scritto, quello che è stato visto e
            quello che non è stato ancora visto, quello
            che è stato ascoltato e quello che ancora
            non si è udito. Lo so che queste ti possano
            sembrare le parole di un folle esaltato, ma,
            credimi, è così.Non è che non ti creda, lo so, se dovessi fidarmi la cosa mi sembrerebbe talmente fantastica da non credere né a te né a nessun'altro, hai trovato il tutto però non è un campo di pomodori che ti chini e riempi la cesta è una distesa interminata e nessun super satellite è in grado di individuare un po' di rosso e rimane lo stesso più facile scrivere un poema al modo di Dante o Virgilio che andarlo a scovare lì in mezzo che è quanto dire.
            Tornando agli mp3, ti sei mai chiesto perché
            ci sia tanta mobilitazione per impedire il
            loro scambio, un attivismo spinto che non si
            riscontra invece per le immagini e per i
            testi? Questo avviene non perché le foto o i
            testi siano figli di un dio minore, ma per
            precisi motivi commerciali, di qualità della
            copia e delle possibilità della sua
            fruizione.Che c?è di strano?
            La lettura al computer per cominciare è
            estremamente scomoda,cut
            E non ha l'odore della carta, non ti dà
            quelle impressioni tattili che ti dà la
            carta e le tante altre piccole sensazioni
            che un libro ti regala. Romanticismi? Non
            credo. E poi c'è un mercato relativamente
            ristretto per la carta stampata che ha il
            suo peso, nel senso che una campagna
            proibizionista comunque non porterebbe
            grandi risultati.Molto più semplicemente la musica comunque sono onde nell'etere e un personal non ha difficoltà a riprodurle mentre un libro è ben diverso da un display.
            Per la fotografia, oltre ad altre questioni,
            interviene il grosso problema della qualità,
            nel senso che se non hai veramente
            l'originale e non scambi quello, la bassa
            qualità di una copia compressa toglie ogni
            possibilità di utilizzo commerciale di
            qualità. Guarda che questo è vero per la fotografia classica mentre sul web si ripropongono le stesse questioni.
            La compressione ad esempio di
            un'immagine dal formato bmp in formato jpg
            comporta un prezzo espresso in perdita di
            qualità. Ed il processo è irreversibile.Il jpg consente la compressione con perdita di qualità ma non è obbligatorio usarla, un jpg al 100% di qualità è indistinguibile dal bmp e così i png che comprimono senza perdere qualità semplicemente il bmp non usa nessun artificio per sfruttare caratteristiche particolari dell'immagine per pesare meno e mentre da un negativo ci puoi tirare fuori pure un poster per vedere un poster a una definizione accettabile per la stampa usando la risoluzione dei monitor non basterebbe un video wall con conseguenti problemi di peso.
            Anche la musica, come la scrittura e la
            fotografia non nasce per il computer. E
            nessun disco potrà mai ripetere le
            condizioni reali di un concerto in teatro.
            Tuttavia la musica quotidiana ci arriva e la
            fruiamo attraverso apparecchiature che hanno
            la stessa natura del computer. La musica
            quotidiana è il prodotto di una riproduzione
            attraverso mezzi elettronici. La
            digitalizzazione della musica, così come la
            digitalizzazione dell'immagine comporta la
            necessità di una grande quantità di memoria.
            Fino a poco tempo fa questo era il limite
            per uno scambio di pezzi musicali. L'unica
            soluzione era la duplicazione del supporto.
            Ma poi qualcuno ha avuto l'idea geniale. La
            sensibilità di un apparato di registrazione
            è più raffinata della nostra capacità
            auditiva. Quando si registra, si registrano
            anche frequenze che il nostro orecchio non è
            in grado di percepire, e queste incrementano
            lo spazio di memoria necessario. Se si
            eliminano tali frequenze, si attua
            praticamente una compressione del file senza
            sostanzialmente modificare la qualità della
            musica riprodotta relativamente a quanto
            l'orecchio percepisce. Ma la compressione è
            tale da ridurre la dimensione del file
            contenente il singolo pezzo musicale ad una
            lunghezza che rende sufficientemente agevole
            e conveniente lo scambio con le attuali
            velocità e costi di trasmissione. Da qui la
            levata degli scudi da parte delle major, che
            non deve stupire tenendo conto che il
            mercato musicale, al contrario di quello
            librario, è un mercato molto consistente.Non è che il mercato librario sia irrilevante, solo per i libri non esistono gli mp3libri e gli ebook sono bel
          • Africano scrive:
            post serie post lungo
            Non voglio dire molo altro ma questo post lo sto scrivendo con un word processor. Che neanche so bene come si dice. Avrei anche timore che succeda come in altro post che non è bastato il limite di lunghezza dei post. Per cui per sintetizzare dovrei almeno indicare post precedenti che chiariscono le mie idee su molte questioni informatiche. In ogni caso non dovrebbe nemmeno essere un problema non citare post precedenti, anche se avendo espresso spesso molto idee non del tutto acquisite e considerate dovrei per forza citare i post. Già si preannunciano i prodromi tipici dei post lunghi. Però parto avvantaggiato so già quello che avevo intenzione di scrivere e per questo lo scrivo. Sempre tenendo presente che senza pratica legale ho espresso giudizi su questioni di licenze nella causa tra sistemi operativi. Che ci sia una causa tra sistemi operativi è di per sé un fatto spettacolare. Puro spettacolo informatico di controversie legali sul codice dei sistemi operativi. Una massa di interessi economici neanche quantificabile lontamente ai prezzi dei sistemi operativi oggi. L?economia dei bit è fuori ogni norma conosciuta, industrie che ammassano materiale che ha in se la possibilità di replicarsi in numero infinito di copie anzi essere la riproducibilità il suo pregio speciale. Trovato il limite cito un solo post così si mettono a tacere le voci, mie per ora, di nascondere o non mettere a conoscenza di post per i miei ragionamenti essenziali a interpretare correttamente i miei ragionamenti. Limite allargato per a due, per sicurezza. Bene qui vado a cercare nel forum box lo dovrei trovare i vantaggi della registrazione altrimenti cose complicati come mettere nei segnalibri i 3d per recuperare le discussioni. Essenziale per uso agevole dei forum. Quindi due soli post. Uno sul p2p http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=368891 (trovato anche il secondo) e un altro se mi ricordo la notizia precisa sul digitale e copie e limiti alla diffusione http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=368507(trovato il primo).Citazioni esaurite.I tuoi ragionamenti sono interessanti anzi essenziali per una corretta interpretazione del fenomeno informatica digitale telecomunicazioni. È il tema filosofico moderno sull?uso della tecnica. Si considera che la tecnica più evoluta dalla civiltà essere la comunicazione, il trasferimento di informazione e comunicazioni prima diffuso su carta e voce e ora replicabili in numero illimitato di copie come incisione in lastre di solidità mai creduta in pratica scolpite sui bit. Non si poteva prevedere che le capacità tecniche si potessero espandere così rapidamente nello sviluppo dello strumento più evoluto mai posseduto dall?uomo, conoscenza e comunicazione. È inimmaginabile la quantità di informazioni pregiate accumulabile nei sistemi informatici e trasferibili a distanza su altri sistemi. In realtà l?informatica è stata a lungo pensata colle implicazioni in sistemi chiusi che non comunicavano direttamente ma che tutto al loro interno costituivano un sistema chiuso di elaborazioni di dati dedicati a uno scopo. La comunicazione cambia radicalmente lo scenario delle possibilità dello strumento informatico non solo moltiplicando le capacità di calcolo dei sistemi informatici ma soprattutto per aver messo in comunicazione una folla di umani che prima frequentemente si sarebbero conosciuti e avrebbero potuto comunicare solo magari se si fossero incontrati per strada nel loro mondo quotidiano a voce e carta.Il fattore calcolo è sì importante ma non è la sola caratteristica speciale dell?informatica che come strumento diventa fondamentale perché espande a limiti impensati le possibilità di comunicazione tra persone che prima mai avrebbero potuto conoscersi. Tutto è speciale in un campo in cui ogni pregiudizio atavico sui limiti di produzione è semplicemente superato. Chiunque discuta di informatica e economia dei prezzi e delle licenze dovrebbe profondamente conoscere tutti i calcoli che si fanno ragionando a bit. I bit non si trovano per strada. I bit secondo molti sono la cosa più preziosa trovato dalla tecnica per moltiplicare le capacità di comunicazione di una civiltà evoluta in una storia di natura ostile. L?uomo sarebbe per molti soprattutto il concentrato della sua lotta ,,,continua raggiunto il limite...
          • Africano scrive:
            Re: post serie post lungo
            L'uomo sarebbe per molti sopratutto il concentrato della sua lotta colla natura, lotta diventata tragedia nella lotta contro i propri simili. Dolore assoluto è la conoscenza del dolore del mondo, tanto che essere evoluto non dovrebbe poter sopportare il ricordo della scoperta della conoscenza del dolore. Un bagno di sangue e sciagure insopportabili. Una civiltà che ha pagato un prezzo altissimo in tragedie per uso in massa di eserciti. Considerato questo si può chiudere il discorso della storia. Ogni azione che ha come risultato lo spostamento di capacità militari in territori armati è giudicato secondo l?esperienza della storia. Nessun capo tribù potrebbe mai disconoscere la storia.Ma il discorso era informatico mi riprendo.In effetti dovrei proprio aver finito serve solo il motivo per cui ti rispondo.Allora, intanto, non è da escludere a priori che si possano usare i bit per scoprire cose nascoste nei bit a prima vista. E considerato che a prima vista molte cose sono nascoste nei bit su molte cose non si può avere mai la sicurezza che non siano nascoste nei bit. La mia opinione è che una delle cose più nascoste di pregio nei bit è la comunicazione.C?è ancora l?intanto, intanto anche pensando di selezionare su selezioni accurate sempre che questo sia possibile un materiale molto filtrato, intanto si deve considerare che un ascoltatore casuale non ascolti quanto di più brutto si fosse mai potuto registrare. Il discorso è pieno di complicazioni poco considerate. E siamo solo nel campo della musica, e se ci mettiamo pure le parole? Non dovrebbe essere certamente il sistema migliore ma molti mp3 potrebbero anche essere solo voce. Casualmente in tutto quell?oceano di brodo ci sono anche gli mp3 di parole. Insomma uno dei soliti eventi impensati nascosti nei bit anche se indubbiamente l?evento ancora più speciale è la comunicazione di testo. L?evoluzione di un sistema di comunicazione evoluto e limitato dalla carta dei libri e dai lettori in ogni caso con passaggi obbligati di editoria che consentivano la scrittura pubblicata solo a professionisti della carta. Si certo mischiando le parole del vocabolario si può pensare di tirare fuori tutti gli haiku e se si può fare cogli haiku non è escludibile che si possa fare anche con altro. Per chiarire la questione, tu in questo momento potresti non stare leggendo un testo scritto dal mio nick su questo forum ma un elaborato di calcolatori e filtri che hanno diffuso questo testo mai scritto da nessuno.In effetti è assodato che informatica digitale telecomunicazioni offrono prospettive impensate e che molti nulla conoscono sui bit e sui loro numeri. Mi è stato dato del pedante per aver corretto molto meno in infinitamente meno, mi si è rimproverato che non era necessario perché non cambiava il concetto che una cosa che costava meno costasse o molto o infinitamente meno, come ex studente di materie matematiche questo è l?equivalente di una bestemmia, nessun ex studente di materie matematiche è stato mai esentato dal correggere un molto meno con un infinitamente meno. Ora io ho studiato materie matematiche e venendo a conoscenza di calcoli che non credevo avrei dovuto conoscere se avessi cambiato interesse sulle materie da studiare, per me è un accidente che conosco qualcosa di matematica che non mi può lasciare impassibile di fronte a un infinitamente meno scambiato con un molto meno, credo che il quel periodo avrei potuto studiare di tutto come del resto avevo sempre fatto. Ora non sono né un matematico né un informatico certificato né un economista né un avvocato ma un post in un forum assegna un valore di nick. Assurdità impensabili in un mondo di gerarchie di ogni genere. Il motivo. Allora, ah l?altro giorno ho giocato ha mister mind in un sito che ne aveva uno in forma quasi testule, ci giocavo al liceo ma coi numeri su carta, mai trovato prima in rete o meglio mai imbattuto perché mai cercato, in locale mi ricordo ma online mai. Di diverso con quello che giocavo i colori al posto dei numeri e che i colori si potevano ripetere e che il modo migliore di giocare con un computer è sfruttare il computer stesso se si può sfruttare il sistema per vincere presto. Effettivamente il discorso sta deviando un di un bel po?, infatti che cosa dovrebbe mai entrarci mister mind in questo discorso, nulla se non che dopo aver fatto esperienza di materie matematiche e fisiche e chimiche fui sfiorato da lontano dall?informatica tanto che non posso nemmeno dire di aver visto veramente un computer molto da vicino, tanto che mi ricordo di un programma in basic che scrivevamo solo il codice in pratica il listato senza computer. Quindi matematica e fisica senza computer e senza informatica. Il computer me lo sono ritrovato molto dopo in un tempo in cui usavo se usavo le mie nozioni matematiche in campi distantissimi dall?informatica, il computer l?avrei avuto per caso e dopo la casualità visto che non era mio non avrei più neanche dovuto usarlo. Di rete si discuteva solo da lontano in posti sperduti. Accidente uso del computer concluso computer smontato ci trovo dei giochi, ho passato molte settimane a giocare ai suoi giochi, intanto c?è la meraviglia se si riescono a fare molte cose, perché tipicamente forse l?unico vantaggio dei modelli vecchi è che hanno bisogno di sviluppare conoscenze a volte anche di codice che in ogni caso mette di fronte al confronto con matematica e logica. Una materia che si approfondisce usandola e che allo stesso tempo uno strumento e un insegnante di nozioni necessarie per usarlo.Il motivo, dovresti fare come tutti gli scopritori che provano di persona le loro scoperte e quantomeno far generare a un computer tutti gli haiku dalla lettera a all?ultima che puoi o se vuoi fare sperimentazioni casuali con particolari tipi di lettere. .... continua poco ora ....
          • Africano scrive:
            parte oltre ancora la lunghezza
            Sai che potresti beccarti gli haiku più brutti che possono capitare ma sai anche nessun filtro mai ti permetterà di intercettare proprio tutti gli haiku che non avresti mai voluto intercettare. In effetti è un rischio non da poco. Io non lo farei, non per il rischio, ho altri interessi speculativi in questo momento e il terreno di ricerca non mi pare a me congeniale. Ultima cosa, quell?haiku che ti ho fatto prima l?ho beccato al computer, pensa non crederesti mai che quell?haiku te l?abbia fatto con un programma, perché? Perché credi davvero parecchio difficile e comunque poco o mai fatto in tutti modi che si potrebbe fare. Quell?haiku mette fuorilegge la tua raccolta di haiku, perché si può dimostrare che quell?haiku in quella forma è stato scritto prima del tuo generatore di haiku, e questo forum ne conserva la memoria se mai prima non è stato scritto o detto quell?haiku, in questo caso tu chiederesti licenza per materiale di cui non puoi chiedere nulla perché è stato già scritto da altri, tu hai il sistema diverso e sicuramente qualunque sia il tuo filtro ha un funzionamento interessante se ha selezionato dei buoni haiku, non perdere di vista poi completamente e questo potrebbe bloccarti in haiku per mesi su questo sistema, che potresti sempre imbatterti in haiku inediti meravigliosi che leggi male o non riconosci e che invece sono la perla più preziosa che circola dentro tutti i tuoi dati. Considera che colle parole non è come coi bit che non hanno consistenza reale ma parole che sono significati formati da fatti e pensiero e comunicazione, tipicamente, una parola o gruppo di parole potrebbero assumere significati nuovi in rapporto colla evoluzione della realtà e della lingua che scambia significati colla realtà, e prima che storicamente quelle parole assumessero quel significato erano prive di quel senso a ogni essere umano che non conoscesse il futuro. Oggi scarti un haiku, fra cinque anni un gruppo di parole che non avevano significato o ne avevano un altro o ne prendono uno nuovo inconoscibile prima del fatto stesso, un testo scritto trovato quasi casualmente da un sistema di filtri e controlli e revisioni umane, è escludibile possa assumere rilevanza? In conclusione essendo il mio haiku per quanto riguarda ogni diritto che potessi mai vantare, essendo copyleft, ho diritto di rilasciarlo in copyleft per quanto è a mia conoscenza, non potrei rilasciarlo, avendone i diritti, sotto altro tipo di licenza per adesione obbligata alle licenze dei poeti di kaiku.QuindiSe in qualunque modo rintracci il mio haiku dentro il tuo generatore ricorda che in ogni caso per la mia parte è copyleft e lo puoi tenere come ti pare per l?altra essendo copyleft non puoi in alcum modo modificarne il tipo senza violare i diritti storici dei poeti di haiku e non è tanto semplice immaginare affronto peggiore al diritto delle licenze che violare quella dei poeti di haiku.Non saprei come valutare lo scenario, raccolte di documenti generati in automatico con filtri che vengono visti e controllati da umani che accettano la casualità delle varianti. Ad esempio, altra questione non secondaria, che sarebbe un testo con certe parole diverse che capovolgono il senso di uno scritto in un certo periodo interpretativo? insomma scritto non umano guai di qualunque natura vista.In ogni caso la questione delle licenze mi sembra risolto, non si può dire ehi bello la tua musichetta di quattro soldi ce l?ho nell?hard disk da molti anni, anzi a dire il vero ce le ho tutte le tue musichette. Eh no bello tu furbetto, la mia musichetta da quattro soldi l?ho trovata io, se tu l?avevi nel tuo hard disk non conta proprio nulla prima di averla scovata e diffusa, altrimenti dovremmo affidare alle capacità dei tuoi filtri sperimentali la raccolta delle migliori possibilità di comunicazione e generazioni di senso e significato. Se è un buon filtro che tiri fuori roba buona, ma non certo voglia per sé quello che è stato trovato da altri.Stop mi pare proprio manchi una rilettura più fortunata delle volte precedenti che allungavano a dismisura il post.CiaoRiletto e corretto poco e lasciato pure imperfezioni meno male meglio dell?altra volta ora rimane il limite dei post e inserire i link se mi ricordo.
          • vacuum scrive:
            Re: Tempo e organizzazione
            Caro Africano,ribadisco che non voglio convincere nessuno né fare proseliti per ricerche insensate. Per di più credo che abbiamo perso di vista il tema principale da cui questa discussione è nata. Nonostante ciò, per un'ultima volta permettimi di fare alcune sottolineature.Cominciamo da una tua affermazione sulla grafica: "Guarda che questo è vero per la fotografia classica mentre sul web si ripropongono le stesse questioni". Non so che mestiere tu faccia, se sviluppi siti web e a che livello professionale li sviluppi. Comunque mi risulta che i costi per la grafica sono forse il costo più alto nella realizzazione del sito. Quando si sviluppa un sito per un cliente seriamente, di solito gli si presenta un progetto grafico che è carta, non bit, e carta di livello fotografico e fotografie con una risoluzione più alta dei 72 pixel per inch bastante per un monitor normale. Fotografie, che se non fatte fare ad hoc da un fotografo, sono comperate tramite costosissimi cataloghi su supporto CD. C'è poi un altro aspetto, l'unicità, nel senso che generalmente si propongono fotografie e elementi grafici originali per lo meno per l'ambito di visibilità del sito. Uno potrebbe anche usare fotografie public domain (se hai la pazienza di cercarle in Internet le trovi anche in formato bmp), ma c'è il rischio che il cliente le abbia già viste, e la stessa cosa vale per le immagini royalty free, che vanno bene per dei prodotti di distribuzione, ma generalmente non per un sito. Però, quando ho usato delle fotografie mie per un certo numero di realizzazioni, le posso considerare bruciate, e a questo punto che senso ha intentare cause per reclamare una royalty che non paga il costo della causa. Teniamo poi conto che le foto inserite in una pagina web sono, come hai detto tu, per il web. Non sono utilizzabili per altri scopi di qualità e la stampa (tipograficamente seria). Non è così con la musica per i motivi che ho detto altrove. Ah, ancora una cosa sulle fotografie, le uniche che pagano sul web sono quelle pornografiche, se il tuo discorso si riferiva a quelle? Anche se dubito che anche in questo caso per ovvi motivi qualcuno intenti una causa. C'era stata qualche tempo fa una levata di scudi da parte delle naked star, che non volevano essere considerate porno star, per la pubblicazione di loro foto osé in siti di "malaffare", ma mi sembra che tutto sia finito lì, in fin dei conti era ed è pubblicità gratuita.Parlando invece del mercato librario, mi riferivo implicitamente a quello di letteratura. Lasciando da parte fenomeni di isterismo letterario collettivo come i libri del maghetto inglese, un autore non può pensare di campare sui proventi letterari. Molto spesso anche i numeri forniti dalle case editrici non sono la fotografia di una situazione reale. Per esempio, non sono rare presentazioni di un libro con pranzo o cena a pagamento e il libro poi viene offerto in omaggio, ma incluso nel numero dei venduti. Per non dire poi dei libri di poesia che non hanno assolutamente mercato.E veniamo al nostro discorso sull'onnipotenza. :-)Puntualizziamo, innanzitutto, che ci siamo allontanati di un bel po' dal problema iniziale. L'idea era quella di dimostrare l'infondatezza di certe pretese. Va però detto che così facendo ci siamo scordati di dire che quello di cui si discute, gli mp3, non sono per niente il prodotto che le major ci vendono nei loro CD musicali. Sono un'altra cosa, una sorta di fotocopia che però, per i motivi detti altrove, riproduce "troppo" bene l'originale. E che questo e solo questo è il motivo della caccia alle streghe su Internet. È una guerra non a copie dell'originale ma a una sorta di fotocopie dell'originale.Diciamo poi che ci sono altri standard di compressione equivalenti a mp3, e per quanto ho potuto constatarlo di persona almeno uno forse addirittura migliore, se dire questo ha un senso. Ma di guerra a questi non si sentono notizie. Perché? Le risposte ci sono. E potrebbero essere un buon argomento di discussione. Ma torniamo invece all'onnipotenza.Ciò che importa è concretizzare che quel brodo primordiale binario rappresenta, per quanto sia incredibile, tutto il nostro sapere. Fatto questo, cavarci fuori qualcosa, senza essere Dio che, se non gioca a dadi, come diceva Einstein, certamente non ha tempo per le nostre umane sciocchezze binarie, è solo questione di organizzazione. Pensa al progetto genoma, pensa ai diversi progetti di ricerca sui grandi numeri primi, prova a navigare in Internet cercandone traccia, ripeto è solo questione di organizzazione. Forse avrai sentito più banalmente parlare del progetto Seti@home. È un progetto che usa i dati raccolti dal radiotelescopio di Arecibo come parte del progetto SERENDIP per analizzare una varietà di tipi di segnale che attualmente SERENDIP non copre. Come funziona? Semplicemente usa la capacità di elaborazione dei computer di chi aderisce al progetto, quando sono idle cioè nello stato in cui normalmente viene mandato in funzione un salvaschermo se attivato, e proprio il software necessario è una sorta di salvaschermo. Il pc scarica i dati da elaborare e una volta elaborati li invia al team del progetto SERENDIP. Gli ostacoli, dunque, si possono superare, basta solo sapere che cosa si vuol fare e che cosa si sta cercando.Ma venendo al problema della ricerca degli mp3, così come lo poni tu è sbagliato. L'assunto era che si poteva ricreare un qualunque mp3 senza servirsi né dell'originale né della traccia audio che lo ha generato. Nel momento che io ti dimostro la possibilità di trovarne uno concretamente, questo dovrebbe essere sufficiente per un ragionevole dubbio sulle modalità di possesso di una sequenza di bit, cosa che del resto mi sembra tu stesso hai convenuto. Se poi vogliamo dar vita ad un progetto MP3, anche quelli che ci sembrano rumore o suoni insensati, una volta trovati, non sarebbero da buttare, potrebbero essere un esempio di qualche moda musicale del futuro. :-)
          • Africano scrive:
            Re: Tempo e organizzazione
            Abbiamo postato praticamente assieme, come se due che si parlassero comtemporaneamente pronunciassero degli interi post! Comunque io ho un po' esagerato in lunghezza e così tu hai bisogno di più tempo per leggere.Rispondo io per primo allora su quello che ricordo del tuo post per non fare un altro post lungo ancora.Fotografia fuori dal web non ha molto a che fare col web, il web per ora ha formati con qualità diversa che la fotografia per carta. Quindi altro discorso.Editoria, come in tutte le cose di questo tipo è la diffusione che fa la differenza e per assurdo consente ancora oggi guadagni anche nello stesso campo informatico in cui riviste d'informatica esistono su carta ma non per il web e questo è un bell'assurdo davvero.Costo della grafica in un sito.Ti stupirà forse sapere che personalmente produco quantità non irrilevanti di grafica per siti e che il costo è più caro di quanto mai potresti immaginare, infatti non potrei proprio venderla a peso e l'unico modo per farmela fare è saperlo chiedere e nasce e rimane copyleft a parte che il nocopy è sempre ipotetico. Questo con che avrebbe a che fare? Ah colla storia del costo della grafica.Rimangono solo questi famosi mp3, credo che per il formato ti riferisca a ogg vorbis? comunque mp3 è molto rilevante perchè è anche napster e p2p, il formato è proprietario e negli stessi laboratori da cui è uscito studiano sistemi di controllo della diffusione facilmente in passato violati, quindi ho dovuto rileggere la parte sugli mp3 e taglio corto.Seti è interessante per l'uso di calcolo distribuito ma molto meno per la ricerca che compie, genoma sicuramente è un campo di sfruttamento del calcolo computazionale importantissimo per la ricerca. In finale codici su cui accampare diritti rimangono al sicuro da pretese di legittimita in quanto già scritto in un modello ideale trasferibile su bit, no, se trovi un qualsiasi contenuto digitale pregiato l'impresa è la scoperta valida con qualsiasi sistema tu l'abbia realizzata forse ma sicuramente l'esistenza ideale o concreta di un brodo (primordiale ce la hai messo tu perché potrebbe non avere nulla di primordiale) non può avere peso nell'assegnare meriti e diritti a chi scopre, perché il brodo è tutto e niente se non si trova e opporre niente anche solo a qualcosa non è possibile.Fatto salvo che la sola licenza sicuramente lecita in informatica è copyleft, quindi nessuna major mai potrà impedire preventivamente di diffondere materiale che riitiene di avere nel suo brodo, per gli impedimenti che frappone a dare sapore al brodo è, ma chiaro non solo per gli mp3, solo questione di banda e la banda sembra essere già adesso capace a sufficienza per far lievitare il digitale e la comunicazione con esso.Mi fermo in tempo prima di un altro post lungo e sarebbero davvero troppi nella stessa seranottata.Cronolagia, posto post lungo quindi altro post posti tu il tuo post posto il finale del post lungo multiplo e leggo e rispondo al tuo. In ogni caso tutto si è svolto nel giro di pochi minuti anche se coi miei post ho perso tempo a spedirli per suddivisioni e ricerca dei link.ciao
          • vacuum scrive:
            Re: Dedicata a ovviamente a te
            FORUMPuro spettacolo informatico di controversieil limite di lunghezza il suo pregio specialei miei ragionamenti citazioni esauriteil tema filosofico prima diffuso su carta e vocee ora scolpite sui bitin lastre di solidità mai credutaconoscenza e comunicazioneuna folla di umani nel loro mondo quotidianocome strumento semplicemente superato--------Che te ne pare di questa poesia? Intuisci come è stata costruita? Penso proprio che adesso posso andare a dormire. Buonanotte
          • vacuum scrive:
            Re: L'ultimo non era OT :-(
            Comprendo che il moderatore di un forum non possa seguire con l'attenzione dovuta quanto i partecipanti stanno postando. Mi riferisco all'ultimo mio messaggio relativo al thread "Diritto d'autore mostruosità giuridica" http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=384999 intitolato "Dedicato a ovviamente a te". Il testo inserito non era frutto di un improvviso desiderio di andare a sognare prati fioriti o altro, ma era strettamente legato a quanto in quel momento era oggetto di discussione. La poesia inserita non è un testo a caso, ma un testo realizzato estrapolando parole o meglio frammenti di periodo di un precedente messaggio di Africano, per fargli capire che creare "arte" è possibile anche fuori dai canoni tradizionali che la scuola tristamente tramanda. Non averlo colto da parte di chi il mondo informatico lo mastica come pane, fa capire quanto sia difficile dimostrare le potenzialità del mezzo a chi è profano o è abituato a masticare di tanto in tanto qualche caramella.Comunque complimenti per l'opera meritoria ed un saluto.
          • Africano scrive:
            Re: L'ultimo non era OT :-(
            - Scritto da: vacuum
            Comprendo che il moderatore di un forum non
            possa seguire con l'attenzione dovuta quanto
            i partecipanti stanno postando. Mi riferisco
            all'ultimo mio messaggio relativo al thread
            "Diritto d'autore mostruosità giuridica"
            http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid
            Comunque complimenti per l'opera meritoria
            ed un saluto.Prima che ti mettano l'ot pure a questo mi affretto a risponderti, comunque il moderatore è giustificato perché l'estrapolazione è avvenuta su frasi in un altro fork del 3d.In ogni caso il precedente tuo post finiva con una buonanotte e sperando ne abbia avuto una buonissima ti offro qualcosa di adatto alla sveglia.http://www.mycgiserver.com/~mondoquarto/Espresso/cafe.html
          • vacuum scrive:
            Re: L'ultimo non era OT :-(
            certo impossibile capire il caffè ma quando si tira tardino equando il sonno ti prende basso e sei zero ti rende meno muto velenoso mormorioNon sei d'accordo, Africano? Comunque, avrei una proposta alle major, visto che il problema mp3 è irrisolvibile come l'uso di alcool durante il proibizionismo. Distribuirli loro inserendovi dei messaggi pubblicitari. Mi ricordo, credo ai tempi del Musichiere, che una nota fabbrica di formaggini distribuiva con un concorso a punti dei 45 giri di plastica contenenti canzoni in voga allora. In testa e in coda al blocco musicale c'era della pubblicità che faceva "tolon tolon eh op" e lo slogan di un noto formaggio. Forse è meglio cavalcare la tigre che cercare di ammazzarla. Credo che il numero di CD acquistati aumenterebbe immediatamente.
          • WK scrive:
            Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
            - Scritto da: Africano
            è singolare che discutendo di mp3 ci si sia
            infilati in un dialogo tra sordi. :D
            Vuoi che ti scriva che non l'hai copiato?
            Non l'hai copiato. Però nemmeno ce l'hai.
            Non lo puoi materialmente ascoltare, non ti
            possono contestare nulla perché non hai
            nulla. Cosi è più chiaro? Per averlo devi
            separarlo dai suoi cacofonici compagni e per
            farlo o sei un super fanta extra multi genio
            o usi l'originale, dimostra di saperlo fare
            senza originale e lasciartelo ascoltare in
            pace sarà il minimo.Scusami, ma su questo non sono d'accordo.... qualcuno potrebbe forse dimostrare che non mi sono messo (da pazzo furioso, d'accordo) ad ascoltare UNO PER UNO tutto ciò che è stato prodotto dal programmino sopradescritto e ho deciso di tenermi quello che più mi piaceva? :)(Occhio, avevo detto e ripeto, sto parlando per ipotesi estreme e per assurdo, tuttavia.......)
          • vacuum scrive:
            Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
            - Scritto da: WK
            (Occhio, avevo detto e ripeto, sto parlando
            per ipotesi estreme e per assurdo,
            tuttavia.......)L?assurdo è il sale della vita. C?è chi ci campa con l?assurdo, anche persone rispettabili come avvocati, politici e giornalisti. Bisogna, come dice una nota pubblicità televisiva, essere ottimisti e dare da mangiare agli uccelli di legno. Potrebbero realmente prendere il volo.Ciao
          • WK scrive:
            Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
            - Scritto da: vacuum

            L?assurdo è il sale della vita. C?è chi ci
            campa con l?assurdo, anche persone
            rispettabili come avvocati, politici e
            giornalisti. Bisogna, come dice una nota
            pubblicità televisiva, essere ottimisti e
            dare da mangiare agli uccelli di legno.
            Potrebbero realmente prendere il volo.
            Infatti :)Concordo al 2000% (esagerato? no, non credo) :)
    • vacuum scrive:
      Re: Difendere l'indifendibile... perché?
      Caro Africano,tu scrivi: ?Non condivido il tuo ragionamento perché comunque un'opera diventa tale quando selezionata da un autore in mezzo a tutto quel brodo, facile a posteriori dire ma quell'opera io già l'avevo in mezzo ai miei numeri, sì, ma solo dopo che è diventata opera l'avresti riconosciuta e senza autori ti sarebbe rimasto solo un insipido brodo?. È molto vero quanto dici e infatti ho detto nel mio primo intervento che l?autore dovrebbe essere considerato alla stregua di un abile e fortunato ?cercatore d?oro?. Tuttavia, permettimi delle piccole osservazioni che non vogliono convincere nessuno, ma soltanto porre ulteriori spunti di riflessione. Ricordi i versi de l?Allegria di Giuseppe Ungaretti che dicono ?Balaustrata di brezza / per appoggiare stasera / la mia malinconia?. Come Ungaretti racconta in ?Vita d?un uomo?, un libro di cui tanti hanno discusso a suo tempo l?opportunità, la forma finale della poesia è stata il frutto di un lavoro certosino su un certo numero di varianti e la riuscita scelta finale è un vero miracolo estetico. Questo per annotare soltanto che la poesia Stasera della silloge l?Allegria avrebbe potuto anche essere diversa. Bene, noi oggi siamo in grado di generare, rimanendo dell?ambito della lunghezza di quella poesia tutte le possibili varianti, anche varianti che Ungaretti non ha saputo prendere in considerazione, per il semplice fatto che le sue modalità di elaborazione non erano quelle di un calcolatore. Ciò non vuol affatto sminuire il genio poetico di Ungaretti, semplicemente vuol dire che il problema è altro.Facciamo un parallelo, si pensi alle modalità d?approccio ad una partita a scacchi da parte d?un giocatore in carne ed ossa e a quelle di un programma di computer. In genere, il primo basa le sue scelte su considerazioni legate per lo più alla struttura della posizione dei pezzi in quel momento sulla scacchiera, il secondo prende decisioni dopo aver sciorinato tutte le mosse possibili fino ad una certa profondità. Entrambi possono creare e gestire sequenze di mosse di grande complessità e di grande godibilità estetica. Comunque resta il fatto che, qualunque sia la modalità di elaborazione del gioco, ciò che conta è vincere la partita, cioè, pur essendo cosa che fa parte del gioco, altra cosa rispetto alla partita in sé, al suo svolgimento. E a questo riguardo credo che Fisher con le sue bizze abbia chiarito per primo bene il concetto: l?estetica può servire a vendere, ma ciò che conta è vendere.Credo che con questo abbiamo chiarito il problema. Un problema che non avevano evidentemente ad esempio gli autori giapponesi di haiku, che anzi ritenevano un grande onore e segno di notorietà il fatto che la loro composizione fosse presa a modello e variata.L?haiku, forma di poesia di derivazione giapponese è costituita, secondo la tradizione, da diciassette sillabe, secondo lo schema 5-7-5. Poniamoci il problema di scrivere tutti gli haiku possibili usando la lingua italiana. Rendiamoci conto che il problema è solo un problema combinatorio che non ha niente a che vedere con la creatività. Anche qui sarà necessario una struttura organizzativa per risolvere eventualmente il problema tempo e un programmatore che scriva il programma, ancora un programma di minima complessità. Seguendo la falsariga di quanto detto in un altro intervento basterà individuare l?insieme di tutte le possibili sillabe ammesse dalla lingua italiana, cosa che sicuramente qualcuno ha già fatto, e, nel modo più pedestre, supposto che N sia il numero delle possibili sillabe, costruire le N elevato a 17 possibili loro combinazioni. Possiamo tralasciare il problema degli spazi e degli altri separatori, come virgole o punti, demandandolo ad un lavoro di post-edizione. Man mano che otteniamo le sequenze possiamo scartare quelle incongrue con le regole di formazione delle parole (cosa che già un software raffinato può fare) e quelle che presentano scorrettezze o inesistenze rispetto alla lingua italiana (a meno di non considerarle espressione di genialità poetica). Ciò che resta sono tutti i possibili haiku. Teniamo conto che, mentre un progetto Internet mp3 per quanto possibile, può benevolmente far sorridere, un progetto haiku Internet potrebbe essere realizzabile.Dove va a finire la genialità, allora? Il giocattolo è rotto e il re è nudo. Se sono un editore posso permettermi di pubblicare questa sorta di summa di haiku, tutti, sia quelli che fanno letteralmente e letterariamente schifo, sia quelli che sono di una genialità divina. L?estetica non c?entra. Ma pensaci, tu dopo non potrai più scrivere un haiku che sia uno, perché ti potrò sempre accusare di aver copiato e, se addirittura tu osassi pubblicare i tuoi haiku, a citarti in giudizio. Pur non immaginando nulla dei computer gli antichi poeti giapponesi erano certamente dei saggi.
      • Africano scrive:
        Re: Difendere l'indifendibile... perché?
        I poeti sono la saggezza.Per ordineUngarettiSì un calcolatore può elaborare tutte le varianti possibili ma considerando che la lingua italiana, escludiamo i neologismi e le parole straniere e le lingue antiche, conta decine di migliaia di parole moltiplicate per le possibili combinazioni tutte le varianti possibili sono troppe per rappresentare qualcosa, il calcolatore scriverà anche quella scelta dal poeta e anche molte altre poesie ma confuse in un ammasso informe inservibile.ScacchiQui il discorso è diverso perché i programmi di scacchi non sono stupidi, si servono della forza bruta del calcolatore per valutare più mosse possibili ma alla fine ne scelgono una, non obbligano il suo avversario a rispondere a tutte le mosse, volendo si tratta di un umano contro altri umani col calcolatore e il tutto è semplificato dall'esserci una partita con regole molto semplici per un calcolatore. Con le parole è immensamente diverso, per dare senso compiuto a una frase bisogna conoscere il significato delle parole e ogni parola al di là del significato banale ha una sua storia letteraria che gli conferisce altri significati ancora, ad esempio un colle è diverso da una collina anche perché richiama Leopardi o la sede del presidente della repubblica, che ne può sapere un calcolatore dei significati? E una parola ha anche un suono che il calcolatore può pure riprodurre ma non ha orecchi per ascoltarla.Haiku.Selva edenica svelibrami sbranar tuttofissi desinar gramoEffettivamente gli haiku si potrebbe pure pensare di registrarli tutti, ma è un caso troppo particolare per essere preso in considerazione, il rumore di fondo aumenta esponenzialmente colla lunghezza del testo e la brevità e semplicità degli haiku soffre meno per questo i disturbi. Poi se qualcuno vuole sfidare il ridicolo di pubblicare anche:azoto bussare pulce, si accomodi pure, può darsi che almeno ci scappi qualche risata.
    • vacuum scrive:
      Re: Il problema è capire il problema
      Vedo che il dibattito prosegue, annuncio già un mio prossimo contributo che potrebbe essere intitolato: ?Diritto d?autore, una mostruosità giuridica atto secondo?, che si collega appieno ad alcuni spunti polemici usciti finora.Per il momento voglio chiosare alcune sottolineature di Africano nella speranza che arrivi la sospirata illuminazione sulla strada di Damasco.Africano dice: ?Copi nel momento in cui usi l'originale per tirare fuori appunto la tua copia altrimenti saresti Ungaretti. Inoltre, il tuo conto è sbagliato perché lo hai semplificato basando il tuo calcolo sulla conoscenza delle dimensioni della poesia?.Premetto un aneddoto personale. Qualche tempo fa frequentavo un salotto letterario. Una sera, per bontà di una gentile amica che ha mi ha sempre dimostrato la sua ammirazione per le piccole cose che a quel tempo davo forma, mi hanno messo al centro della discussione, chiedendomi tra le altre cose di raccontare le modalità e gli strumenti che usavo per le mie opere creative. Non solo ho descritto la puntigliosità dei miei ghirigori che riempivano moltissime pagine di vecchie agende, che poi si sono tramutate in carta stampata, ma ho aggiunto che per le ultime cose, quelle che pubblicavo in quel periodo usavo il calcolatore. Immediatamente ho avuto l?impressione di non essere capito. Sicuramente i miei interlocutori pensavano semplicemente che usassi il calcolatore come penna, non come strumento per creare, non come estensione del mio cervello.Vedi Africano, per ottenere ?M?illumino d?immenso? non ho bisogno di conoscere la poesia e la sua lunghezza. Pur mantenendo lo stesso metodo accennato posso arrivarci per passi successivi, e soprattutto senza sapere che voglio arrivarci. Ciò che ha importanza non sono quei 20 caratteri disposti in quel modo, ma l?attribuirvi valenza poetica tanto da pubblicarli come poesia in un libro attaccandoci un titolo. Questo è il ?lavoro? che ha fatto Ungaretti e per il quale è da ascrivergli il merito. Ma avrebbe potuto farlo chiunque altro se quella frase gli fosse passata sotto gli occhi, ad esempio nel contesto di un altro scritto, magari di un reportage su di un giornale, o un romanzo rosa o un fotoromanzo o un fumetto o un messaggio pubblicitario, e ci avesse riflettuto sopra. Prova a pensarci: ti sembra possibile che nell?oceano d?inchiostro che è stato versato finora sulla carta nessun testo contenga quella frase? No, vero? E allora vogliamo dare a Ungaretti del copione??Verrà la morte e avrà i tuoi occhi? è un abusato verso di Cesare Pavese. ?Verrà la sfiga e avrà il tuo nome?, Cuper. Nel mondo letterario attuale si parla di ?citazioni?, per una sorta di inutile pudicizia che serve a nascondere con un eufemismo quello che per la maggior parte delle persone, autore compreso, suona come una banale copiatura. Questo perché non si ha ben chiaro dove stia il valore di un atto poetico e, dunque, generalmente lo si attribuisce al testo in quanto tale. Supponiamo che il sonetto di Dante, quello ?Tanto gentil e tanto onesta pare?, non sia mai stato scritto e che, oggi, il primo che in questo momento passa per strada qui sotto, per ispirazione divina, lo concretizzi nella sua testa, lo scriva e infine lo pubblichi. Domanda: andrebbe ad occupare nell?empireo poetico lo stesso posto che oggi occupa quello di Dante? Non credo proprio, anzi molto probabilmente farebbe la fine di tanta poesia contemporanea che, quando non finisce nella polvere e nella muffa di qualche pietoso scaffale di biblioteca, ed è un caso fortunato, finisce al macero.C?è stato un movimento artistico e letterario che ha chiarito il nocciolo della questione, ma è finito ai margini anche se riscoperto più volte successivamente da singoli autori e avanguardie, parlo del movimento dadaista. La filosofia dadaista non è mai stata grandemente reclamizzata perché svuota di significato accademie e major nei diversi campi, se vogliamo chiamare così tutto quanto è costruito attorno ad un?opera d?arte. Eppure esperimenti di composizione ispirati al dada, che chiunque facilmente può attuare, danno, quasi sempre, risultati sorprendenti.Ancora una cosa e per il momento chiudo. Mi sembra che nelle tue obiezioni aleggi una figura irreale di autore che è un retaggio, almeno in Italia, frutto di una tradizione scolastica, mi si passi la parola, nefanda, che Moretti nel Portaborse ha evidenziato. Un?idea romantica dura a morire, come conseguentemente l?idea sulla sua modalità creativa. Leopardi, per citare un esempio autorevole, è un prototipo che va per la maggiore ma è decisamente legato al suo tempo. Molto probabilmente oggi lascerebbe il compito ad un computer di fare ?A Silvia? e nel contempo, il moderatore mi perdoni la battuta, si farebbe la Tiziana, la Giovanna, la Maria e chi più ne ha più ne metta.
      • Africano scrive:
        Re: Il problema è capire il problema
        Guarda che io contesto solamente che ammassare tutte le combinazioni possibili che produce un calcolatore possa essere di una qualche utilità semplicemente perchè la percentuale di materiale utile risulterebbe insignificante e il problema non sarebbe ammassare ma andarlo a pescare.Non affermo per niente che non si possa usare un calcolatore o qualunque altro artificio per inventare, non sarebbe l'artificio a inventare ma chi lo ha messo a punto e alla fine sceglie e quell'atto imprime all'invenzione il suo carattere speciale, può anche darsi che si sia abili cogl artifici poi però può pure capitare che chi seleziona sia una schiappa e si lasci sfuggire un capolavoro e raccolga solo spazzatura. E comunque il tuo discorso iniziale non era l'uso di artifici per fare arte ma l'uso di un calcolatore per dimostrare di non copiare e questo credo non sia esatto, perché il calcolatore ti produce pure quello che non vorresti copiare ma è una goccia nell'oceano.
      • regisele scrive:
        Re: Il problema è capire il problema
        - Scritto da: vacuum
        Vedo che il dibattito prosegue, annuncio già un
        mio prossimo contributo che potrebbe essere
        intitolato: ?Diritto d?autore, una mostruosità
        giuridica atto secondo?, che si collega appieno
        ad alcuni spunti polemici usciti finora.
        Per il momento voglio chiosare alcune
        sottolineature di Africano nella speranza che
        arrivi la sospirata illuminazione sulla strada di
        Damasco.
        Africano dice: ?Copi nel momento in cui usi
        l'originale per tirare fuori appunto la tua copia
        altrimenti saresti Ungaretti. Inoltre, il tuo
        conto è sbagliato perché lo hai semplificato
        basando il tuo calcolo sulla conoscenza delle
        dimensioni della poesia?.
        Premetto un aneddoto personale. Qualche tempo fa
        frequentavo un salotto letterario. Una sera, per
        bontà di una gentile amica che ha mi ha sempre
        dimostrato la sua ammirazione per le piccole cose
        che a quel tempo davo forma, mi hanno messo al
        centro della discussione, chiedendomi tra le
        altre cose di raccontare le modalità e gli
        strumenti che usavo per le mie opere creative.
        Non solo ho descritto la puntigliosità dei miei
        ghirigori che riempivano moltissime pagine di
        vecchie agende, che poi si sono tramutate in
        carta stampata, ma ho aggiunto che per le ultime
        cose, quelle che pubblicavo in quel periodo usavo
        il calcolatore. Immediatamente ho avuto
        l?impressione di non essere capito. Sicuramente i
        miei interlocutori pensavano semplicemente che
        usassi il calcolatore come penna, non come
        strumento per creare, non come estensione del mio
        cervello.
        Vedi Africano, per ottenere ?M?illumino
        d?immenso? non ho bisogno di conoscere la poesia
        e la sua lunghezza. Pur mantenendo lo stesso
        metodo accennato posso arrivarci per passi
        successivi, e soprattutto senza sapere che voglio
        arrivarci. Ciò che ha importanza non sono quei 20
        caratteri disposti in quel modo, ma l?attribuirvi
        valenza poetica tanto da pubblicarli come poesia
        in un libro attaccandoci un titolo. Questo è il
        ?lavoro? che ha fatto Ungaretti e per il quale è
        da ascrivergli il merito. Ma avrebbe potuto farlo
        chiunque altro se quella frase gli fosse passata
        sotto gli occhi, ad esempio nel contesto di un
        altro scritto, magari di un reportage su di un
        giornale, o un romanzo rosa o un fotoromanzo o un
        fumetto o un messaggio pubblicitario, e ci avesse
        riflettuto sopra. Prova a pensarci: ti sembra
        possibile che nell?oceano d?inchiostro che è
        stato versato finora sulla carta nessun testo
        contenga quella frase? No, vero? E allora
        vogliamo dare a Ungaretti del copione?
        ?Verrà la morte e avrà i tuoi occhi? è un abusato
        verso di Cesare Pavese. ?Verrà la sfiga e avrà il
        tuo nome?, Cuper. Nel mondo letterario attuale si
        parla di ?citazioni?, per una sorta di inutile
        pudicizia che serve a nascondere con un eufemismo
        quello che per la maggior parte delle persone,
        autore compreso, suona come una banale copiatura.
        Questo perché non si ha ben chiaro dove stia il
        valore di un atto poetico e, dunque, generalmente
        lo si attribuisce al testo in quanto tale.
        Supponiamo che il sonetto di Dante, quello ?Tanto
        gentil e tanto onesta pare?, non sia mai stato
        scritto e che, oggi, il primo che in questo
        momento passa per strada qui sotto, per
        ispirazione divina, lo concretizzi nella sua
        testa, lo scriva e infine lo pubblichi. Domanda:
        andrebbe ad occupare nell?empireo poetico lo
        stesso posto che oggi occupa quello di Dante? Non
        credo proprio, anzi molto probabilmente farebbe
        la fine di tanta poesia contemporanea che, quando
        non finisce nella polvere e nella muffa di
        qualche pietoso scaffale di biblioteca, ed è un
        caso fortunato, finisce al macero.
        C?è stato un movimento artistico e letterario che
        ha chiarito il nocciolo della questione, ma è
        finito ai margini anche se riscoperto più volte
        successivamente da singoli autori e avanguardie,
        parlo del movimento dadaista. La filosofia
        dadaista non è mai stata grandemente reclamizzata
        perché svuota di significato accademie e major
        nei diversi campi, se vogliamo chiamare così
        tutto quanto è costruito attorno ad un?opera
        d?arte. Eppure esperimenti di composizione
        ispirati al dada, che chiunque facilmente può
        attuare, danno, quasi sempre, risultati
        sorprendenti.
        Ancora una cosa e per il momento chiudo. Mi
        sembra che nelle tue obiezioni aleggi una figura
        irreale di autore che è un retaggio, almeno in
        Italia, frutto di una tradizione scolastica, mi
        si passi la parola, nefanda, che Moretti nel
        Portaborse ha evidenziato. Un?idea romantica dura
        a morire, come conseguentemente l?idea sulla sua
        modalità creativa. Leopardi, per citare un
        esempio autorevole, è un prototipo che va per la
        maggiore ma è decisamente legato al suo tempo.
        Molto probabilmente oggi lascerebbe il compito ad
        un computer di fare ?A Silvia? e nel contempo, il
        moderatore mi perdoni la battuta, si farebbe la
        Tiziana, la Giovanna, la Maria e chi più ne ha
        più ne metta.
    • Anonimo scrive:
      Re: Diritto d'autore mostruosità giuridica
      Io sono d'accordo con te ma cercati in rete anche nocopyright e scoprirai che ci sono anche altri pareri!
  • Anonimo scrive:
    Una buona idea dagli USA
    http://www.cnn.com/2003/TECH/internet/06/18/download.music.ap/index.htmlBasta poco a risolvere il problema pirateria :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Una buona idea dagli USA
      - Scritto da: Anonimo
      http://www.cnn.com/2003/TECH/internet/06/18/d

      Basta poco a risolvere il problema pirateria
      :)Un modo come un altro per cercare di risollevare l'economia americana.Se hanno potuto ammazzare migliaia di persone per il petrolio possono fare anche questo per far lavorare Intel e AMD.
      • Anonimo scrive:
        Re: Una buona idea dagli USA


        Basta poco a risolvere il problema
        pirateria

        :)Direi che e' piu' che alro una provocazione...
        Un modo come un altro per cercare di
        risollevare l'economia americana.Leggenda vuole che sia in crisi ma realta' vuole che non sia in crisi.
  • Anonimo scrive:
    grande proposta!
    Siccome anche internet viene utilizzata come mezzo per fare copie pirata propongo la tassazione (un tanto a Byte) dei dati.Si potrebbe in questo modo rifondere i danni subiti e dare un nuovo impulso alla creatività degli autori e degli editori.L'applicazione dell' EUCD sarebbe così più completa e consona coi sui obbiettivi.
  • Anonimo scrive:
    il principio è rischioso
    le iniquità solleticano altre iniquità: mi sembra giusto, a questo punto, che sui vari accessori moda venduti regolarmente venga messa una bella tassettina per ripagare i danni delle contraffazioni e piraterie varie. a questo punto sarebbe cosa assolutamente logica, sacrosanta e doverosa.ah, già, qualcuno parla di supporti e mezzi atti a duplicare...allora mettiamo la tassa sulle macchine da cucire, su aghi e fili, e su qualsiasi altra attrezzatura atta a riprodurre occhiali, borse, orologi, ....sarebbe meglio applicare le leggi e farle rispettare, da paese serio per una volta, non da paese che sembra esistere solo come riserva per proteggere i soliti furbi, non spalmare gabelle inique. responsabilizzare i fruitori in generale e reprimere i furbi, solo così non si generano malumori fra le persone civili che le leggi invece le rispettano.
  • Anonimo scrive:
    Entrambi logorroici
    Tra (futuro) ingegnere e consulente giurista-editore-presidente, grande e noioso sfoggio di eloquenza(yawn)cordialmentearzigogolo
  • Straha scrive:
    [OT] Caro Ekleptical....
    ... ma non hai proprio altro da fare che sputare sentenze (peraltro non richieste e di indubbio cattivo gusto)??guarda che se continui così, resti un quasi ingegnere per tutta la vita, torna a studiare, che ti ci vorranno ANNI per laurearti, se continui a cazzeggiare sui forum di PI...ciao caro, e NON scomodarti a rispondere, che non ho nessuna intenzione di leggere i tuoi post, nè ora nè mai più.... cosa che consiglio di fare anche agli altri lettori.a mai più risentirci.....
  • Anonimo scrive:
    Caro d'Ammassa e le mie foto su CD?
    Caro Giovanni d'Ammassa, ci puo' citare tutte le leggi e regolamenti di questo pianeta, pero' una cosa e' palese, non sono leggi corrette.Ho fatto 500 foto con una macchina digitale pagata con regolare ricevuta, con tanto di IVA.Le ho masterizzate con il mio computer regolarmente acquistato e con il masterizzatore tassato per rifondere gli editori per le copie abusive, il tutto ivato.Ho masterizzato le mie (mie) foto su di un CD, di cui una parte del prezzo va a rifondere ancora una volta gli editori per le copie abusive, quota del prezzo che concorre anche a far aumentare l'IVA.In tutto questo processo, non ho commesso illeciti.Sono contento che una parte dell'IVA serva allo stato per strade, ospedali, pensioni, amministrazione, sicurezza, servizi.Pero' pago anche le societa' di autori ed editori, con una aggiunta speciale che dovrebbe esistere in funzione di una violazione. Se e' vero che nella vita tutti si ammalano e usano gli ospedali e le strade, non e' vero che tutti nella vita violino il copyright di terzi.Eppure pago. Per foto che sono mie.Comprende adesso il malcontento?Grazie, grazie di cuore a chi ha creato e chi ha favorito leggi come l'EDUC e chi sostiene come lei che viviamo circondati da leggi valide e giuste.Sono sicuro che i miei soldi (ribadisco miei, che io ho guadagnato vendendo il mio tempo prezioso), sono ben spesi grazie alle solenni giustificazioni di diritto che ci propone.Paghiamo piu' volte le stesse tasse, paghiamo le tasse ivate, paghiamo anche se siamo onesti.Ma questo e' davvero cosi' giusto?Piu' che cittadino italiano mi sento un maiale di cui non si butta via niente: si sfrutta tutto, sempre, e per giunta a piu' riprese.
    • Anonimo scrive:
      Re: Caro d'Ammassa e le mie foto su CD?
      - Scritto da: Anonimo
      con il
      masterizzatore tassato per rifondere gli
      editori per le copie abusive

      un
      CD, di cui una parte del prezzo va a
      rifondere ancora una volta gli editori per
      le copie abusive

      pago anche le societa' di autori ed
      editori
      Appunto caro amico. Ritengo che la cosa dovrebbe essere vista in positivo e come tale sbattuta sotto il naso della Siae, delle major e di quant'altri. Nel senso che se lo stato ti tassa masterizzatore e CD, non come tassa in quanto tale, ma come prelievo sostitutivo di royalties relative a diritti di autore/editore, ti autorizza nel contempo legalmente a copiare, sottolineo legalmente.E' vero, siamo circondati da strozzini parassiti che stravivono grazie al loro coalizzarsi fondato sul profitto a spese dell'inerme, onesto, ingenuo e credulone cittadino.
  • Anonimo scrive:
    dirittodautore.it ha solo da vergognarsi
    vergogna per aver appoggiato il recepimento dell'eucd...e sarebbe logico pensare che ci guadagneranno loro insieme alla siae, altrimenti non si vedrebbe il motivo di quella pietosa leccata di deretano... :(:(:(Se non vogliono che la gente se la prenda anche con loro, poverini che sono indipendenti e non ci guadagnano nulla, invece di citare in modo davvero miope tutti quegli articoli e regolamenti (che se li rileggano pure loro se gli va, ma nessuno qui ha del tempo da perdere!!) per nascondercisi dietro, siano ONESTI con sè stessi e ammettano che i balzelli sui supporti vergini sono iniqui e ingiustificati...Nessuno in coscienza che non sia mentalmente insano o che non ci guadagni qualcosa può applaudirli, via...
    • Anonimo scrive:
      Re: dirittodautore.it ha solo da vergogn
      - Scritto da: Anonimo
      vergogna per aver appoggiato il recepimento
      dell'eucd...
      e sarebbe logico pensare che ci
      guadagneranno loro insieme alla siae,
      altrimenti non si vedrebbe il motivo di
      quella pietosa leccata di deretano... :(:(:(
      Se non vogliono che la gente se la prenda
      anche con loro, poverini che sono
      indipendenti e non ci guadagnano nulla,
      invece di citare in modo davvero miope tutti
      quegli articoli e regolamenti (che se li
      rileggano pure loro se gli va, ma nessuno
      qui ha del tempo da perdere!!) per
      nascondercisi dietro, siano ONESTI con sè
      stessi e ammettano che i balzelli sui
      supporti vergini sono iniqui e
      ingiustificati...
      Nessuno in coscienza che non sia mentalmente
      insano o che non ci guadagni qualcosa può
      applaudirli, via...Ineccepibile...
  • Anonimo scrive:
    beneficienza
    Vorrei contribuire a questo dotto dibattito ricordando e ringraziando tutti quegli artisti che fanno musica e spettacolo per beneficienza.Mi viene in mente http://www.soulsingers.it e il recente 100° concerto Gospel all'Auditorium di Roma, il cui ricavato è andato tutto alle associazioni umanitarie come LumbeLumbe.Ha, dimenticavo, un loro CD costa 5 ? !e anche su questi CD incombe la recente gabella SIAE, complimenti (ironici) a chi sostiene questa assurda gabella, perchè ha ridotto i margini per la beneficienza.gr8wings
  • Anonimo scrive:
    le invenzioni durano 20 anni, i modelli
    registrati 25, i modelli d'utilità solo 10 anni.Il diritto d'autore da 50 dall'esecuzione a 70 anni dalla morte dell'autore (praticamente si possono avere casi di durata della privativa di 150 anni..)Non sarebbe il caso di armonizzare la durata di questi diritti di proprietà intellettuale, dare una bella stretta generale a TUTTE le forme di contraffazione e pirateria, includendo anche responsabilità per gli acquirenti (come in Francia, ad esempio) ed evitare di spargere gabelle su chi compra un cd x fare dei back-up di suoi dati.Sempre per inciso, comunque, non ritengoche la copia personale sia un diritto: nessun prodotto al mondo che viene acquistato dà diritto ad averne una copia personale.
    • Anonimo scrive:
      Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli

      Sempre per inciso, comunque, non ritengoche
      la copia personale sia un diritto: nessun
      prodotto al mondo che viene acquistato dà
      diritto ad averne una copia personale.Hai ragioneSe io compro un paio di pantaloni non ho diritto a farmene una copia personale da tenere sotto naftalina.
      • Anonimo scrive:
        Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli

        Hai ragione
        Se io compro un paio di pantaloni non ho
        diritto a farmene una copia personale da
        tenere sotto naftalina.come no?..nulla ti vieta di portarli da una sarta e farteli fare uguali...pensa un po' se ti dicessero che è vietato fare il sarto perche' potresti copiare i 'gins' della Levi's
      • WK scrive:
        Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli

        Se io compro un paio di pantaloni non ho
        diritto a farmene una copia personale da
        tenere sotto naftalina.Ma se tu sai fare il sarto, ti compri la stoffa e copi per filo e per segno il modello dei pantaloni nessuno ti denuncerà mai... non mi pare un paragone troppo CALZONante... :D :D
        • Anonimo scrive:
          Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
          - Scritto da: WK


          Se io compro un paio di pantaloni non ho

          diritto a farmene una copia personale da

          tenere sotto naftalina.

          Ma se tu sai fare il sarto, ti compri la
          stoffa e copi per filo e per segno il
          modello dei pantaloni nessuno ti denuncerà
          mai... non mi pare un paragone troppo
          CALZONante... :D :Dche la legge ora stia così, lo sappiamo benissimo, ma secondo me il diritto di copiare non dovrebbe esserci fintanto che la privativa è ancora in vigore e non è scaduta. sempre di copiare il lavoro altrui si tratta. punto. che il diritto attualmente dica ancora qualcosa di diverso lo sappiamo, ma fortunatamente il fermento in questo settore è notevole e di cambiamenti se ne fanno tanti.
          • WK scrive:
            Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
            - Scritto da: Anonimo

            che la legge ora stia così, lo sappiamo
            benissimo, ma secondo me il diritto di
            copiare non dovrebbe esserci fintanto che la
            privativa è ancora in vigore e non è
            scaduta. sempre di copiare il lavoro altrui
            si tratta. punto. che il diritto attualmente
            dica ancora qualcosa di diverso lo sappiamo,
            ma fortunatamente il fermento in questo
            settore è notevole e di cambiamenti se ne
            fanno tanti.Bisognerebbe però fare una qualche distinzione... (al di fuori del mio commento di prima che era, per me, una palese battuta, e mi scuso se non si capiva...)Se al ragazzino di 14 anni che magari che magari ha la madre casalinga e il padre con uno stipendio da 1000? al mese vengono chieste cifre a mio avviso assurde per l'ultimo cd, che so, di madonna, glielo vogliamo dare il permesso di farsene una copia cosicchè se per sfiga la mamma glielo lascia al sole mentre fa le pulizie e glielo squaglia non debba poi spendere un altra cifra oscena per sentirlo? (tanto più che, come diceva poco fa qualcun'altro, col cd tu acquisti il diritto di ascoltarlo, non il supporto in sè stesso e basta...)Non guardiamo solo le leggi, proviamo anche a vedere, a volte, una parte più "umana" della questione....
          • Anonimo scrive:
            Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli

            ma fortunatamente il fermento in questo
            settore è notevole e di cambiamenti se ne
            fanno tanti.Per ora in peggio.Fortunatamente il settore è in fermento e potrebbe - inaspettatamente - girare anche nel senso giusto.Ovvio che anch'io penso che ciò che è giusto è diverso da ciò che è legale... incredibile pensare che però la penso completamente al contrario di te!!! :-D
      • Anonimo scrive:
        Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
        comprando un disco non si compra il supporto ma il diritto d'ascolto e si ha il diritto di proteggere tale diritto contro i danni del supporto (come si mette la naftalina nei pantaloni per proteggerli dalle tarme) tale diritto e' sancito dalla legge e percio' e' effettivoi talk show e le autodifese televisive di imputati o sodali (anche non illustri, avrete visto, che so, la madre di un pluriomicida ripreso mentre trucida che sostiene la sua innocenza al tg) ci fanno dimenticare che il diritto NON E' questione di opinione , tuttalpiu' d'interpretazione ma SOLO DA PARTE DI UN COLLEGIO GIUDICANTE
      • webalex scrive:
        Re: le invenzioni durano 20 anni, i mode

        Hai ragione
        Se io compro un paio di pantaloni non ho
        diritto a farmene una copia personale da
        tenere sotto naftalina.???? ma per piacereeeee..........
    • Anonimo scrive:
      Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
      - Scritto da: Anonimo
      Sempre per inciso, comunque, non ritengoche
      la copia personale sia un diritto: nessun
      prodotto al mondo che viene acquistato dà
      diritto ad averne una copia personale.Quello che ritieni tu e' errato. Si paga il contenuto, non il supporto, Paghi la canzone, non il CD.
      • Anonimo scrive:
        Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo


        Sempre per inciso, comunque, non
        ritengoche

        la copia personale sia un diritto: nessun

        prodotto al mondo che viene acquistato dà

        diritto ad averne una copia personale.

        Quello che ritieni tu e' errato. Si paga il
        contenuto, non il supporto, Paghi la
        canzone, non il CD.ho scritto "ritengo" e "per inciso" proprio per esprimere un parere personale, non secondo diritto: lo conosco benissimo il diritto, non ho bisogno che me lo insegni tu.
        • Anonimo scrive:
          Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Anonimo




          Sempre per inciso, comunque, non

          ritengoche


          la copia personale sia un diritto:
          nessun


          prodotto al mondo che viene acquistato



          diritto ad averne una copia personale.



          Quello che ritieni tu e' errato. Si paga
          il

          contenuto, non il supporto, Paghi la

          canzone, non il CD.

          ho scritto "ritengo" e "per inciso" proprio
          per esprimere un parere personale, non
          secondo diritto: lo conosco benissimo il
          diritto, non ho bisogno che me lo insegni
          tu.comunque, se ti può aiutare, aggiungo anche il condizionale, diciamo allora: "...non ritengo che la copia personale dovrebbe essere un diritto....": si tratta sempre e comunque di copiare un contenuto inventivo che non è "farina del proprio sacco" (il mio discorso vale in generale: invenzioni, modelli registrati, ecc.ecc.)
        • Anonimo scrive:
          Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
          - Scritto da: Anonimo

          - Scritto da: Anonimo



          - Scritto da: Anonimo




          Sempre per inciso, comunque, non

          ritengoche


          la copia personale sia un diritto:
          nessun


          prodotto al mondo che viene acquistato



          diritto ad averne una copia personale.



          Quello che ritieni tu e' errato. Si paga
          il

          contenuto, non il supporto, Paghi la

          canzone, non il CD.

          ho scritto "ritengo" e "per inciso" proprio
          per esprimere un parere personale, non
          secondo diritto: lo conosco benissimo il
          diritto, non ho bisogno che me lo insegni
          tu.Non sembra affatto...
          • Anonimo scrive:
            Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo





            - Scritto da: Anonimo






            Sempre per inciso, comunque, non


            ritengoche



            la copia personale sia un diritto:

            nessun



            prodotto al mondo che viene
            acquistato





            diritto ad averne una copia
            personale.





            Quello che ritieni tu e' errato. Si
            paga

            il


            contenuto, non il supporto, Paghi la


            canzone, non il CD.



            ho scritto "ritengo" e "per inciso"
            proprio

            per esprimere un parere personale, non

            secondo diritto: lo conosco benissimo il

            diritto, non ho bisogno che me lo insegni

            tu.

            Non sembra affatto...mi fai proprio ridere.rispondi magari al mio post "il principio è rischioso" (per prenderne solo uno a caso, visto che oggi, ma non credo proprio che lo farò mai più, avrò perso mezz'ora a postare su p.i.). mi interessa il tuo parere di esperto, visto che sembri ritenerti tale (mi arrogo comunque sin d'ora il diritto di rispondere solo se riconoscerò la risposta di un esperto, come ti definisci, vista la tua velata strafottenza).
          • Anonimo scrive:
            Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo



            - Scritto da: Anonimo





            - Scritto da: Anonimo







            - Scritto da: Anonimo








            Sempre per inciso, comunque, non



            ritengoche




            la copia personale sia un
            diritto:


            nessun




            prodotto al mondo che viene

            acquistato







            diritto ad averne una copia

            personale.







            Quello che ritieni tu e' errato. Si

            paga


            il



            contenuto, non il supporto, Paghi la



            canzone, non il CD.





            ho scritto "ritengo" e "per inciso"

            proprio


            per esprimere un parere personale, non


            secondo diritto: lo conosco benissimo
            il


            diritto, non ho bisogno che me lo
            insegni


            tu.



            Non sembra affatto...

            mi fai proprio ridere.
            rispondi magari al mio post "il principio è
            rischioso" (per prenderne solo uno a caso,
            visto che oggi, ma non credo proprio che lo
            farò mai più, avrò perso mezz'ora a postare
            su p.i.). mi interessa il tuo parere di
            esperto, visto che sembri ritenerti tale (mi
            arrogo comunque sin d'ora il diritto di
            rispondere solo se riconoscerò la risposta
            di un esperto, come ti definisci, vista la
            tua velata strafottenza).anzi no, visto che tu parlavi di diritto alla copia allora parliamo di un altro concetto. ipotizziamo che tu abbia comprato una mercedes clk,quella cabrio con il tettuccio rigido. se non ricordso male quello è un brevetto daimler dato in licenza anche a peuget (o viceversa, mi scusi l'azienda titolare del brevetto). Ora, tu hai acquistato assiemna all'auto anche un concetto inventivo. se dopo 5 anni ti si rompe il trovato rivendicato dal brevetto, che conteneva il suddetto concetto inventivo, tu che fai, protesti con la daimler (o con peugeot)perchè ritieni di aver diritto ad usufruire del concetto inventivo che hai acquistato vita natural durante? o dovresti accettare invece di aver acquistato il concetto inventivo (che ritengo in tutto e per tutto paragonabile ad un'opera musicale, ad esempio, non a caso si parla in entrambi i casi di proprietà intellettuale - la distinzione con l'industriale la facciamo ormai solo noi italiani e comunque sempre di opere dell'intelletto si tratta) nella forma fisica propostati e basta?!
    • gerry scrive:
      Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
      - Scritto da: Anonimo
      Sempre per inciso, comunque, non ritengoche
      la copia personale sia un diritto: nessun
      prodotto al mondo che viene acquistato dà
      diritto ad averne una copia personale.Ci sono tipologie di prodotti diversi, non sono paragonabili. Certo che se compro una macchina non posso pretendere di averne una di scorta, ma un opera dell'intelligenza non è un prodotto fisico e non va considerato come tale.almeno a mio parere.
    • Anonimo scrive:
      Re: le invenzioni durano 20 anni, i modelli
      - Scritto da: Anonimo
      registrati 25, i modelli d'utilità solo 10
      anni.
      Il diritto d'autore da 50 dall'esecuzione a
      70 anni dalla morte dell'autore
      (praticamente si possono avere casi di
      durata della privativa di 150 anni..)
      Non sarebbe il caso di armonizzare la durata
      di questi diritti di proprietà
      intellettuale, dare una bella stretta
      generale a TUTTE le forme di contraffazione
      e pirateria, includendo anche responsabilità
      per gli acquirenti (come in Francia, ad
      esempio) ed evitare di spargere gabelle su
      chi compra un cd x fare dei back-up di suoi
      dati.
      Sempre per inciso, comunque, non ritengoche
      la copia personale sia un diritto: nessun
      prodotto al mondo che viene acquistato dà
      diritto ad averne una copia personale.Le piante germogliano e da un rametto o d aun semino puoi avere una foresta.Il lievito si rigenera.Cani gatti e cavalli si riproducono se ne compri maschio e femmina.Le poesie si comperano e le puoi imparare a memoria.La pizza con le nespole la puoi comperare oppure una vlta a casa te la puoi fare da te.Se comperi un cestino in vimini, nulla ti vieta, eccezion fatta la tua abilita' manuale, di farne uno uguale.Un corso scolastico ti permette di imparare una materia che puoi in seguito a tua volta insegnare.Una musica la puoi canticchiare fischettare e cantare a squarciagola e registrarti pure.Un software lo puoi duplicare a piacimento se l'autore te lo consente.Un libro elettronico freeware lo puoi duplicare quanto ti pare.Gli oggetti vivventi si duplicano per loro natura.Gli oggetti materiali non li puoi duplicare fisicamente, ma li puoi imitare.Le informazioni, quelle le puoi duplicare se hai pagato il diritto ad usarle per te o se l'autore te lo accorda.Quindi quando dici "nessun prodotto al mondo" e' una affermazione scritta con leggerezza o ben ponderata e inattaccabile?
  • Anonimo scrive:
    2 mondi troppo distanti..
    ho letto entrambe le lettere e mi sono sentitocome proiettato in due mondi diversi, ognuno con le proprie ragione e ognuno con la sua "verità"..come in una novella pirandelliana.è ovvio che come cosumatore mi sento dalla parte di favara, è vergognoso pagare un cd originale, avere il diritto ex lege difarne copia ad uso personale e di non poterlo fare perchèil titolare dei diritti me lo impedisce.vergognoso è che bisogna pagare un equo compenso (oraho capito perchè si chiama equo, perchè l'hanno ridotto del 50 per cento) per un cd che potrebbe essere usato per le copie di backup di programmi freeware o di documenti personali (per quanto mi riguarda è così nel 90% dei casi).quindi come sempre, in una economia dove il più potente schiaccia e legifera sulle spalle (e le tasche) di un consumatore sempre più impotente, prenderà sempre più piede l'egemonia dei grandi, che completeranno l'opera di blindatura dell'utente con il nuovo sistema Palladium (da poco ribattezzato ndr).carlo
  • Ekleptical scrive:
    Ignorante e se ne vanta
    Rinnovo i "complimenti" all'autore, già esrpessi ieri!Se il futuro è in mano a gente così, che non sa nemmeno di cosa parla e si permette di pontificare sul nulla della sua ignoranza, siamo messi bene!Ci aspetta un futuro solo di disgrazia!Torna a fare l'ingegnere e lascia stare cose che non capisci e non puoi capire, va là!E te lo dice un quasi ingegnere, che si è preso la briga di capire come stanno le cose e che è da smepre culturalmente dalla parte dell'autore e dell'arte e non limita il suo mond a quelle 4 idiozie del modo di pensare ingegneristico!Ma ormai la cafonaggine, l'ignoranza e la limitatezza mentale del vedere le cose solo dal punto di vista che ci fa comodo sono una virtù, in questo mondo. Sei un perfetto esempio dei tempi, bravo!
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      Ignori a piè pari che dall'altra parte (autori & c.) stanno anche peggio come futuro....E fai finta di non sapere che dall'altra parte stanno commettendo un errore fondamentale: sfornano prodotti di qualsiasi qualità pensando che il consumatore compri sempre, a prescindere. E se non compra non è colpa del prodotto che fa schifo, ma della pirateria o del consumatore.Quindi, al di fuori di una qualsiasi logica di mercato, invece di diminuire i prezzi li aumentano o impongono gabelle su altri prodotti.È solo questione di tempo, ma come dice Bowie, ma tutte queste "industrie" sono rivolte al suicidio
      • Anonimo scrive:
        bowie

        È solo questione di tempo, ma come dice
        Bowie, ma tutte queste "industrie" sono
        rivolte al suicidioconcordo assolutamentetanto piu' hanno bisogno di arroccarsi sulla difensiva, stringendosi a leggi che fanno arrossire, tanto piu' vuol dire che sono alla fruttaa meno che qualcuno non si beva il fatto che la musica industriale o il cinema industriale sia davvero arte da proteggere :D
        • Anonimo scrive:
          Re: bowie

          tanto piu' hanno bisogno di arroccarsi sulla
          difensiva, stringendosi a leggi che fanno
          arrossire, tanto piu' vuol dire che sono
          alla frutta
          a meno che qualcuno non si beva il fatto che
          la musica industriale o il cinema
          industriale sia davvero arte da proteggere
          :DTieni conto che Bowie parlava se non ricordo male anche del copyright
      • Anonimo scrive:
        Re: Ignorante e se ne vanta
        - Scritto da: Anonimo
        Ignori a piè pari che dall'altra parte
        (autori & c.) stanno anche peggio come
        futuro....
        E fai finta di non sapere che dall'altra
        parte stanno commettendo un errore
        fondamentale: sfornano prodotti di qualsiasi
        qualità pensando che il consumatore compri
        sempre, a prescindere.
        E se non compra non è colpa del prodotto che
        fa schifo, ma della pirateria o del
        consumatore.
        Quindi, al di fuori di una qualsiasi logica
        di mercato, invece di diminuire i prezzi li
        aumentano o impongono gabelle su altri
        prodotti.la logica di mercato presume libertà: chi produce è libero di fare il prezzo che vuole, sarà peggio per lui se è troppo alto xchè non venderà nulla. se non sta bene il prezzo, perchè lo si giuduca troppo alto, non si compra: si fa così su tutte le cose (tanto più che qui non si sta parlando del pane)
        È solo questione di tempo, ma come dice
        Bowie, ma tutte queste "industrie" sono
        rivolte al suicidioprobabile, ma omicidio e suicidio sono 2 cose diverse.
        • Anonimo scrive:
          Re: Ignorante e se ne vanta

          la logica di mercato presume libertà: chi
          produce è libero di fare il prezzo che
          vuole, sarà peggio per lui se è troppo alto
          xchè non venderà nulla. se non sta bene il
          prezzo, perchè lo si giuduca troppo alto,
          non si compra: si fa così su tutte le cose
          (tanto più che qui non si sta parlando del
          pane)Appunto, ma come risolvono il "problema", invece di rifondare marketing e catena distributiva? Imponendo gabelle (su altri prodotti, oltretutto: una azienda non ha bisogno di comprare cd musicali, cd vergini sì).In poche parole non sono capaci di ristrutturarsi e la loro incapacità, invece di lasciar essere penalizzata dal mercato, viene "premiata" tassando anche chi non dovrebbe esserlo.

          È solo questione di tempo, ma come dice

          Bowie, ma tutte queste "industrie" sono

          rivolte al suicidio

          probabile, ma omicidio e suicidio sono 2
          cose diverse. Ehm, ricaschiamo sul concetto "non è colpa mia che sforno prodotti improponibile, ma sono loro cattivi che non li comprano". Se lo consideri un omicidio vuol dire che tu consideri il prodotto adeguato al mercato ed il consumatore "cattivo" perchè non lo compra......
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      autori?artisti?dove sono?esistono ancora?Chi si vuol chiamare autore? non si vergogna un po'?Dove sono le sue opere di ingegno?forse oggi si chiama ingegno ispirarsi all'intro di un brano del tale, l'inciso invece lo modifichiamo così e poi il finale lo facciamo colà.Artisti, vedi sanremo ultime vicende.Se ne trovano di più negli angoli delle piazze delle località turistiche...Gli artisti sono una categoria in estinzione da quando hanno inventato le "pianole" con i "rumori". La fine di molte orchestre, di gruppi e complessi che suonavano in localacci ma che "suonavano". La fine anche di sale di registrazione, oggi si può fare tutto in casa con una buona attrezzatura. Strana la musica oggi. E pensare che qualcuno studia ancora in conservatorio e magari spera di campare facendo concerti.Che disastro, che lordume, che vergogna per la Musica.Il "pensiero comune" l'ha capito da tempo: ci volete vendere della paccottiglia, l'arte non è di casa tra voi che pensate a lucrare sull'arte, suonate e cantate a casa vostra, tenetevi le vostre canzoni, non le compreremo più, preferiamo suonare noi stessi la nostra musica e venderla al "giusto prezzo" per altri canali.
      • Ekleptical scrive:
        Re: Ignorante e se ne vanta

        autori?
        artisti?
        dove sono?
        esistono ancora?Per chi non è ignorante e aspetta la pappina pronta dalla radio e dalla major (strano caso di drogati che si ribellano al loro spacciatore), di artisti è piena la musica contemporanea!Il problema è che gli ignoranti come voi e l'autore non li conoscono, perchè siete VOI schiavi dell major e dei meccanismi commerciali!Siete il massimo del patetico! Schiavi che si ribellano al padrone perchè non li tratta bene come vorrebbero, ma che non sono minimamente capaci di camminare con le loro gambe!Vuoi un po' di artisti?Radiohead, Flaming Lips, Autechre, Aphex Twin, Lamb, Bjork, Tortoise, Sonic Youth, Ken Ishii, Cornelius, Beck, Luke Vibert, Mogwai, Oval, Stereolab, Afterhours, Marlene Kuntz, ecc..ecc..ecc....Tutta gente che fa una musica estremamente personale e non scopiazza proprio nessuno.Ma che ne sapete voi di musica?Vi fate vanto della vostra ignoranza, come l'autore del commento originale! Bravi, sguazzateci!Io me ne tengo alla larga! E me ne vanto!
        • Anonimo scrive:
          Re: Ignorante e se ne vanta

          Il problema è che gli ignoranti come voi e
          l'autore non li conoscono, perchè siete VOI
          schiavi dell major e dei meccanismi
          commerciali!Meno male che c'è eklè l'illuminato!! :-D
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      "quasi ingegnere".. forse è meglio che torni a studiare su qualche esame... che un fantastico esempio di cafonaggine ce l'hai appena dato..
    • ghost scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      - Scritto da: Ekleptical
      Rinnovo i "complimenti" all'autore, già
      esrpessi ieri!
      Se il futuro è in mano a gente così, che non
      sa nemmeno di cosa parla e si permette di
      pontificare sul nulla della sua ignoranza,
      siamo messi bene!
      Ci aspetta un futuro solo di disgrazia!

      Torna a fare l'ingegnere e lascia stare cose
      che non capisci e non puoi capire, va là!

      E te lo dice un quasi ingegnere, che si è
      preso la briga di capire come stanno le cose
      e che è da smepre culturalmente dalla parte
      dell'autore e dell'arte e non limita il suo
      mond a quelle 4 idiozie del modo di pensare
      ingegneristico!

      Ma ormai la cafonaggine, l'ignoranza e la
      limitatezza mentale del vedere le cose solo
      dal punto di vista che ci fa comodo sono una
      virtù, in questo mondo. Sei un perfetto
      esempio dei tempi, bravo!In realtà, purtroppo, sei tu un esempio dei tempi: egoista, ed ignorante, attacchi con rabbia un intervento civile e pacato.Nessuno ha la capacità di essere sempre nel giusto, di conoscere tutto, etc... Ma Michele Favara Pedarsi ci ha esposto un punto di vista intelligente, colto, ragionevole.Ha esposto le sue idee senza bisogno di insultare nessuno.E tu invece, come al solito, attacchi con frasi vuote, piccola demagogia.Bah... non vali neanche il tempo di questa risposta!ciao
    • ghost scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      - Scritto da: Ekleptical
      Rinnovo i "complimenti" all'autore, già
      esrpessi ieri!
      Se il futuro è in mano a gente così, che non
      sa nemmeno di cosa parla e si permette di
      pontificare sul nulla della sua ignoranza,
      siamo messi bene!
      Ci aspetta un futuro solo di disgrazia!

      Torna a fare l'ingegnere e lascia stare cose
      che non capisci e non puoi capire, va là!

      E te lo dice un quasi ingegnere, che si è
      preso la briga di capire come stanno le cose
      e che è da smepre culturalmente dalla parte
      dell'autore e dell'arte e non limita il suo
      mond a quelle 4 idiozie del modo di pensare
      ingegneristico!

      Ma ormai la cafonaggine, l'ignoranza e la
      limitatezza mentale del vedere le cose solo
      dal punto di vista che ci fa comodo sono una
      virtù, in questo mondo. Sei un perfetto
      esempio dei tempi, bravo!In realtà, purtroppo, sei tu un esempio dei tempi: egoista, ed ignorante, attacchi con rabbia un intervento civile e pacato.Nessuno ha la capacità di essere sempre nel giusto, di conoscere tutto, etc... Ma Michele Favara Pedarsi ci ha esposto un punto di vista intelligente, colto, ragionevole.Ha esposto le sue idee senza bisogno di insultare nessuno.E tu invece, come al solito, attacchi con frasi vuote, piccola demagogia.Bah... non vali neanche il tempo di questa risposta!ciao
      • Ekleptical scrive:
        Re: Ignorante e se ne vanta

        In realtà, purtroppo, sei tu un esempio dei
        tempi: egoista, ed ignorante, attacchi con
        rabbia un intervento civile e pacato.
        Nessuno ha la capacità di essere sempre nel
        giusto, di conoscere tutto, etc... Ma
        Michele Favara Pedarsi ci ha esposto un
        punto di vista intelligente, colto,
        ragionevole.A me non sembra nè intelligente, nè colto nè ragionevole, cè tantomeno civile dire, come il Favara, (riassumendo all'osso): "gli autori? chissensefrega. 'zzi loro. il loro punto di vista non mi interessa nemmeno. io son ingegnere"Puoi infiocchettarlo come vuoi e infarcirlo di citazione colte come ha già fatto lui, ma questo è il sunto del'articolo.Ed è un sunto, gretto, meschino e limitato mentalmente e come ampiezza d'analisi.Molto ingegneristico, ti dirò, per ampia conoscenza del settore (mio padre è ingegnere! gli ingegneri li conosco da quando son nato! Al 90% rientrano nel peggio del peggio della specie umana. Il 10% reggono alto il nome della categoria. questi ultimi nel 90% dei casi finiscono in posti di alto livello..che non c'entrano niente con ingegneria!)
        • Anonimo scrive:
          Re: Ignorante e se ne vanta

          quando son nato! Al 90% rientrano nel peggio
          del peggio della specie umana. Ah...quindi tu aspiri a diventare questo....bè mi sembra che ci sei già arrivato! :-DE:Bè, se tuo padre ha voluto farti fare l'ingegnere e tu non volevi... sono affari tuoi...devi sfogarti qui?------------------------------------------------------------------------------Uno che si sforza di appartenere al 10% e in quel caso apparterrebbe al 10%------------------------------------------------------------------------------
        • Anonimo scrive:
          Re: Ignorante e se ne vanta

          A me non sembra nè intelligente, nè colto nè
          ragionevole, cè tantomeno civile dire, come
          il Favara, (riassumendo all'osso): "gli
          autori? chissensefrega. 'zzi loro. il loro
          punto di vista non mi interessa nemmeno. io
          son ingegnere"Forse mi sbagliavo. Potrai anche avere qualcosa di interessante da dire, ma prima devi leggere l'articolo per poter rispondere...è lì il problema.Se fosse per me gli autori non percepirebbero il 3% del costo di un cd, te lo assicuro. Il problema non è l'autore, è tutta la massa di gente che lo sfrutta o che si vende per una legge che non fa giustizia ma che gli fa guadagnare soldi, come dirittodautore.it .ciaoMFP
        • Elwood_ scrive:
          Re: Ignorante e se ne vanta

          Molto ingegneristico, ti dirò, per ampia
          conoscenza del settore (mio padre è
          ingegnere! gli ingegneri li conosco da
          quando son nato! Al 90% rientrano nel peggio
          del peggio della specie umana. Il 10%
          reggono alto il nome della categoria. questi
          ultimi nel 90% dei casi finiscono in posti
          di alto livello..che non c'entrano niente
          con ingegneria!)Inanzitutto cosa centra l'ingegneria col diritto d'autore?Poi in effetti mi sembra che ti scagli senza effettive risorse intellettuali, nelle risposte.ahIo ancora aspetto che quelli della SIAE mi rimborsino i soldi per i faraglioni di zio peppino :-DElwood
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      Lascia stare Ekleptical che abbiamo modo ogni santo giorno di saggiare la tua incompetenza e la tua scandalosa tendenza al lecchinaggio nei confronti di qualsiasi potere costituito.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      Ekleptical, sono due volte che commenti qualcosa che ho scritto senza dire qualcosa di interessante per commentare od anche giudicare. Ti sei limitato a darmi dell'ignorante ed ad ironizzare sui complimenti.Ho intravisto tuoi messaggi analoghi in giro per i forum di PI.Inizio a pensare che non hai nulla di buono da dire.ciaoMichele F.P.- Scritto da: Ekleptical
      Rinnovo i "complimenti" all'autore, già
      esrpessi ieri!
      Se il futuro è in mano a gente così, che non
      sa nemmeno di cosa parla e si permette di
      pontificare sul nulla della sua ignoranza,
      siamo messi bene!
      Ci aspetta un futuro solo di disgrazia!

      Torna a fare l'ingegnere e lascia stare cose
      che non capisci e non puoi capire, va là!

      E te lo dice un quasi ingegnere, che si è
      preso la briga di capire come stanno le cose
      e che è da smepre culturalmente dalla parte
      dell'autore e dell'arte e non limita il suo
      mond a quelle 4 idiozie del modo di pensare
      ingegneristico!

      Ma ormai la cafonaggine, l'ignoranza e la
      limitatezza mentale del vedere le cose solo
      dal punto di vista che ci fa comodo sono una
      virtù, in questo mondo. Sei un perfetto
      esempio dei tempi, bravo!
      • Ekleptical scrive:
        Re: Ignorante e se ne vanta

        Ekleptical, sono due volte che commenti
        qualcosa che ho scritto senza dire qualcosa
        di interessante per commentare od anche
        giudicare. Ti sei limitato a darmi
        dell'ignorante ed ad ironizzare sui
        complimenti.Guarda che ti sei dato dell'ignorante da solo.Nonchè del chiuso mentalmente, senza neppure la voglia, non dico di capire, ma nemmeno di sentire il punto di vista altrui.L'hai scritto tu stesso.Questo dovrebbe rendere la tua opinione autorevole, fammi capire?
        Inizio a pensare che non hai nulla di buono
        da dire.Per il tuo punto di vista NO di certo! E me ne vanto!
        • Anonimo scrive:
          Re: Ignorante e se ne vanta


          Inizio a pensare che non hai nulla di
          buono

          da dire.

          Per il tuo punto di vista NO di certo! E me
          ne vanto!E ALLORA perchè stai ancora qua a blaterare come un santone?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta

      E te lo dice un quasi ingegnere, che si è
      preso la briga di capire come stanno le cose
      e che è da smepre culturalmente dalla parte
      dell'autore e dell'arte e non limita il suo
      mond a quelle 4 idiozie del modo di pensare
      ingegneristico!A me limitato sembri tu.Forse, nel prenderti la briga di capire "come stanno le cose" altrove, del "pensiero ingegneristico" A TE sono rimaste solo 4 idiozie... forse quello che eri in grado di comprendere?Peccato: sarai sempre un quasi ingegnere..(anche se un giorno o l'altro avrai un pezzo di carta che dice il contrario).Forse hai sbagliato università.Non mi sembra il caso di vantarsene.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ignorante e se ne vanta
      tutto molto bello ma io devo ancora capire perche' devo pagare una tassa sulla presunta copia illegale di materiali protetti da diritto d'autore ogni volta che masterizzo una iso di un distribuzione GNU/Linux, faccio un backup dei MIEI dati, ecc..??propongo che d'ora in poi ogni italiano si faccia un paio d'anni di galera per scontare le pene dei criminali che la legge non riesce a punire.
  • Anonimo scrive:
    Grande Michele Favara !
    Una sana lezione di etica a chi, usando il classico linguaggio prolisso e lezioso tipico degli avvocati, si nasconde dietro leggi vergognose per difendere i propri privilegi.
    • Anonimo scrive:
      Re: Grande Michele Favara !
      - Scritto da: Anonimo
      Una sana lezione di etica a chi, usando il
      classico linguaggio prolisso e lezioso
      tipico degli avvocati, si nasconde dietro
      leggi vergognose per difendere i propri
      privilegi.Piu' che altro una spiegazione con una mano sul cuore e una sul portafoglio.Pagare ok, estorsione no.
      • Anonimo scrive:
        Re: Grande Michele Favara !

        Piu' che altro una spiegazione con una mano
        sul cuore e una sul portafoglio.

        Pagare ok, estorsione no.
        Ma io non credo che gli autori vogliano l'estorsione. Ma quando si dice che un artista non e' un autore e si ci richiama alla legge per spiegarlo significa che si e' perso completamente il senso della realta'
    • webalex scrive:
      Re: Grande Michele Favara !
      - Scritto da: Anonimo
      Una sana lezione di etica a chi, usando il
      classico linguaggio prolisso e lezioso
      tipico degli avvocati, si nasconde dietro
      leggi vergognose per difendere i propri
      privilegi.Infatti! Sembra di leggere un testo dell'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Faccio il figo, intorto i lettori citando un po' di leggi e mi difendo dietro un dito.
      • Anonimo scrive:
        Re: Grande Michele Favara !
        ecco, quando non si ha voglia di studiare si dice che i testi sono complessi e chi scrive è un'azzeccagarbugli.Invece fareste bene a capire di più le questioni legate alla proprietà intellettuale perchè diventeranno sempre più importanti nei prossimi anni
        • Anonimo scrive:
          Re: Grande Michele Favara !
          - Scritto da: Anonimo
          ecco, quando non si ha voglia di studiare si
          dice che i testi sono complessi e chi scrive
          è un'azzeccagarbugli.
          Invece fareste bene a capire di più le
          questioni legate alla proprietà
          intellettuale perchè diventeranno sempre più
          importanti nei prossimi anniNon hai torto, intendo, le leggi vanno studiate, ma non ha neanche torto Favara quando dice che quando le leggi sono percepite come inique e puniscono gli onesti, nasce il rifiuto per queste norme e il dissenso.Quidni cosa e' meglio, studiare anni per osservare delle leggi che tutelano i privilegi altrui, o impiegare i medesimi anni per proporre una soluzione piu' equa?Lascio a te la risposta.
          • Anonimo scrive:
            Re: Grande Michele Favara !

            Quidni cosa e' meglio, studiare anni per
            osservare delle leggi che tutelano i
            privilegi altrui, o impiegare i medesimi
            anni per proporre una soluzione piu' equa?
            Lascio a te la risposta.beh forse se non si consoce bene la legge non si può dire a priori che non è equa (non ti pare?) a volte si percepisce uan elgge come iniqua perchè non la si consoce e la si giudica superficialmente. Detto questo beh ha le sue grandi ragioni ma il diritto di autore è giusto per l'autore, l'artista e la casa discografica, certo gli autori dovrebbero essere più accorti quando firmano un contratto ma in italia tutti noi mai li leggiamo i contratti e i manager beh non mi stupirebbe se avessero accordi con le case.
          • Anonimo scrive:
            Re: Grande Michele Favara !
            torno a ripetere che per me farsi pagare per un software non è una aberrazione, se io faccio un lavoro volgio essere pagato, linus il papà di linux torna a lavora a linux e lo farà gratis? no perchè pur essendo no profit l'organizzazione per cui lavorerà lo pagherà, quindi lui sarà pagato per sviluppare il suo linux. e coem lui tanti altri e se io scrivo un software o lo traduco ho diritto a essere pagato perchè a differenza sua che già potrebbe vivere di rendita se accettasse un livello di vita da comune mortale io non ho altri lavori che questo e quindi ci devo vivere e la vita e cara e allora perchè dovrei apssar emesi del mio tempo a sviluppare software poi darlo gratis?
          • gerry scrive:
            Re: Grande Michele Favara !
            - Scritto da: Anonimo
            torno a ripetere che per me farsi pagare per
            un software non è una aberrazione, se io
            faccio un lavoro volgio essere pagato, Ma il problema non è tanto l'esser pagato, ma quanto esser pagato. Chi può dire quanto vale un programma o in genere un'opera dell'ingegno?quali sono i meccanismi che livellano il prezzo di queste opere?
          • Anonimo scrive:
            Re: Grande Michele Favara !
            - Scritto da: Anonimo


            Quidni cosa e' meglio, studiare anni per

            osservare delle leggi che tutelano i

            privilegi altrui, o impiegare i medesimi

            anni per proporre una soluzione piu' equa?

            Lascio a te la risposta.

            beh forse se non si consoce bene la legge
            non si può dire a priori che non è equa (non
            ti pare?)Per produrre una soluzione piu' equa, le leggi le devi conoscere, mi pareva implicito. E' l'impiego del tempo che contesto. Meglio usarlo per asservirsi a imparare leggi inguste (nota che aumentano e cambiano nel corso degli anni, anche abbastanza rapidamente da costituire un impegno costante) o usare il tempo per produrre una alternativa migliore?
            a volte si percepisce uan elgge
            come iniqua perchè non la si consoce e la si
            giudica superficialmente.Un balzello che serve per punire gli onesti, poi per giunta ivata, potrebbe avere tutte le giustificazioni del mondo e i soldi potrebbero anche finire agli orfanelli, ma il principio e' iniquo.
            Detto questo beh
            ha le sue grandi ragioni ma il diritto di
            autore è giusto per l'autore, l'artista e la
            casa discografica,Cosa divolo c'entra? Non si mette in discussione questo, ma COME i soldi vengono raccolti facendomi pagare per le MIE foto delle mie vacanze messe su CD.Si paga a priori un crimine non commesso.Se non ti sembra iniquo, vai nel tuo comune a proprorre una sanzione da pagare all'inizio dell'anno per tutte le multe che potresti prendere.
            certo gli autori
            dovrebbero essere più accorti quando firmano
            un contratto ma in italia tutti noi mai li
            leggiamo i contrattiBeh, parla per te... :)
            e i manager beh non mi
            stupirebbe se avessero accordi con le case.chissa'... quelli onesti no, quelli meno onesti si, ma comunque non e' questo il problema del nostro paese, il nostro problema e' che siamo trattati come sudditi. E che nel nostro paese si fanno leggi sempre piu' rigide ma non si risolvono i problemi, perche' si legifera piu' di quanto si intervenga. L'esempio della guida in stato di ubriachezza dell'articolo, e della differenza ocn i paesi del nord Europa e' l'esempio piu' facile.
        • DuDe scrive:
          Re: Grande Michele Favara !
          - Scritto da: Anonimo
          ecco, quando non si ha voglia di studiare si
          dice che i testi sono complessi e chi scrive
          è un'azzeccagarbugli.
          Invece fareste bene a capire di più le
          questioni legate alla proprietà
          intellettuale perchè diventeranno sempre più
          importanti nei prossimi annime lo paghi tu i quinquennio di giurisprudenza? se si, dimmi dove sei che vengo a riscuotere ;-)IL favara, ha fatto un commento come da lui stesso ribadito, da uomo della strada, ed argomentando.Non dubito del fatto che piu' andiamo avanti e piu' la legge sul diritto d'autore diverra' sempre piu' importante, ed e' proprio questo che si vuole evitare, che tale legge imbrigli il prgresso, poiche' nessuno si mettera' piu' a fare ricerca perche' non conviene, se voglio studiare un modo nuovo di produrre i mattoni, dovro' pagare un fottio di pizzo a chi ha registrato la parola mattone, a chi lìargilla e cosi' via.A me pure uomo della strada rode non poco di pagare il pizzo alla siae, che tra le altre cose, e' staat dichiarata inutile dall'intera comunita' europea, o almeno nei termini in cui essa opera, ti invito a leggerti l'intervista alla siae di report http://www.report.rai.it/servizio.asp?s=82 e vedi che gente c'e' in quel ritrovo cosi' come e' il diritto d'autore, e' un grosso ostacolo al progredire, ma si vede che ci vogliono sempre piu' ignoranti, cosi' da dirci quando andare a defecare, e cose simili
          • Ekleptical scrive:
            Re: Grande Michele Favara !

            cosi' come e' il diritto d'autore, e' un
            grosso ostacolo al progredire, ma si vede
            che ci vogliono sempre piu' ignoranti, cosi'
            da dirci quando andare a defecare, e cose
            similiDio mio quanto siete ignoranti.Gente, vi propongo un bel progettone. Invece di perdere tempo con Linux, coinvolgete tutta la comunità open source in un bel progettone di costruzione della macchina del tempo (OS, of course). Una votla costruita la usate in massa per tornare nell'URSS comunista.E' la perfezione per voi. Brevetti? Eh? Mai sentiti!Diritti d'autore? Diritti de che?Il vostro mondo ideale (ed è finito com'è finito, mentre gli USA, alfieri del copyright e del brevetto sono la prima potenza mondiale da ormai non ci si ricorda neppure quando! che sia una coincidenza, che dite?).Chiudete i lbiri di ingegneria e di infomratica e aprite qualche bel libro di economia e sociologia, gente, che vi fa bene!Magari imparate a capire come funziona il mondo in cui vivete (e per vostra fortuna, immeritata!!!)!
          • Anonimo scrive:
            Re: Grande Michele Favara !

            Dio mio quanto siete ignoranti.Mio Dio, ma quanti complessi hai?
            Il vostro mondo ideale (ed è finito com'è
            finito, mentre gli USA, alfieri del
            copyright e del brevetto sono la prima
            potenza mondiale da ormai non ci si ricorda
            neppure quando! che sia una coincidenza, che
            dite?).Il più forte vince.Sottomettiti al più forte, popolo bue!!
            Chiudete i lbiri di ingegneria e di
            infomratica e aprite qualche bel libro di
            economia e sociologia, gente, che vi fa
            bene!Mi sembra che a te abbia fatto male.
            Magari imparate a capire come funziona il
            mondo in cui vivete (e per vostra fortuna,
            immeritata!!!)!Chissà, forse poi qualcuno dopo averlo capito potrebbe venirtelo a spiegare? Naaaaaaaaaa! Fatica sprecata!
          • Anonimo scrive:
            Re: Grande Michele Favara !
            Ma nessuno può bannare sto Ekleptical dal forum? non fa altro che dare a tutti dell'ignorante....Mah...Paolo
          • Elwood_ scrive:
            Re: Grande Michele Favara !
            - Scritto da: Ekleptical

            cosi' come e' il diritto d'autore, e' un

            grosso ostacolo al progredire, ma si vede

            che ci vogliono sempre piu' ignoranti,
            cosi'

            da dirci quando andare a defecare, e cose

            simili

            Dio mio quanto siete ignoranti.
            Gente, vi propongo un bel progettone. Invece
            di perdere tempo con Linux, coinvolgete
            tutta la comunità open source in un bel
            progettone di costruzione della macchina del
            tempo (OS, of course). Una votla costruita
            la usate in massa per tornare nell'URSS
            comunista.Innanzitutto stai calmino, voglio vedere quanto ne sai di linux tu, e soprattutto la tua formidabile esperienza in OSLa macchina del tempo la dovremmo costruire per farti vedere che hai tempi del medio evo, mica ci stava la siae che rifilava il MULTONE, perchè il menestrello cantava le gesta dell'orlando, davanti ad un pubblico. e l'uomo delle caverne per la pittografia non doveva certo mettersi a fare la fila per mettere sotto diritto d'autore il mammuth che aveva disegnato!
            Il vostro mondo ideale (ed è finito com'è
            finito, mentre gli USA, alfieri del
            copyright e del brevetto sono la prima
            potenza mondiale da ormai non ci si ricorda
            neppure quando! che sia una coincidenza, che
            dite?).Bravo è anche qui dai prova della tua conoscenza della macroeconomia. Gli usa sono così potenti perchè è una dei maggiori paesi industria del mondo, con il maggior numero di materie prime sfruttate in modo egregio.I brevetti sono carta se non hai i soldi per usarli, Von Braun è un esempio, ha brevettato il razzo, col brevetto ci si puliva se gli americani non gli davano i fondi necessari.L'america è ricca perchè ha fondi e gli sfrutta, non per i brevetti
            Chiudete i lbiri di ingegneria e di
            infomratica e aprite qualche bel libro di
            economia e sociologia, gente, che vi fa
            bene!
            Magari imparate a capire come funziona il
            mondo in cui vivete (e per vostra fortuna,
            immeritata!!!)!Pure tu apri qualche bel libro ti consiglio gli uomini di peenemunde.Macroeconomicamente tuoElwood
  • Anonimo scrive:
    a proposito..
    ..degli aumenti dei prezzi dei supporti digitali io devo ancora capire perche' io che masterizzo una iso di una debian devo pagare una tassa sulla presunta copia illegale di materiale protetto da diritto d'autore, perche??? Visto che la polizia non riesce ad arrestare tutti gli assassini d'ora in poi ogni cittadino italiano si fa 2 anni di galera per scontare le pene degli assassini impuniti.
  • Anonimo scrive:
    Secondo me ha ragione Diritto d'autore
    Ha ragione per quello che di oggettivo c'è in questa diatriba. Ossia al fatto che l'autore dell'articolo si è permesso di citare il sito di diritto d'autore alla rinfusa insieme con gli altri (lo ammette lui stesso) senza i necessari distinguo. Opportuni, per lo meno, per chiarire ai lettori il quadro della situazione e a non invitarli a fare di tutta l'erba un fascio. Per la questione più generale- ma è un fatto di opinioni- anche io credo che la musica costi troppo. E che il potere di Riaa sia asfissiante.Alex
    • Anonimo scrive:
      Re: Secondo me ha ragione Diritto d'autore

      Per la questione più generale- ma è un fatto
      di opinioni- mi sa che questo e' il punto di questi articoli pero' ;)
      anche io credo che la musica
      costi troppo. E che il potere di Riaa sia
      asfissiante.io credo che stiano per crollare. tempo qualche anno (qualcuno piu' su parla di Bowie.... lui lo ha previsto il collasso generale)diamo tempo al tempo
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