Ingegnere vuole ricostruire le Torri Gemelle come data center AI

Ingegnere vuole ricostruire le Torri Gemelle come data center AI

Un ingegnere aerospaziale inglese propone di ricostruire le Torri Gemelle come data center AI, con un sistema antimissile sul tetto.
Ingegnere vuole ricostruire le Torri Gemelle come data center AI
Un ingegnere aerospaziale inglese propone di ricostruire le Torri Gemelle come data center AI, con un sistema antimissile sul tetto.

Nove edifici su un campus di 14 ettari nel centro di Chicago. Due torri gemelle nuove di zecca come laboratori STEM e data center AI. Un nucleo centrale in cemento ultra-performante spesso un metro. Travi in acciaio ignifughe. Smorzatori di massa con 1.000 tonnellate d’acqua ciascuno. Droni antincendio. Scale pressurizzate. Un dipartimento dei vigili del fuoco dedicato all’interno dell’edificio. E sul tetto, missili terra-aria e un laser difensivo da multipli megawatt come “ultima risorsa” contro le minacce aeree.

Se sembra il progetto di un film di fantascienza, è perché lo è quasi. Si chiama World Tech Center, e l’uomo dietro il progetto è Raphael Chryslar, un ingegnere aerospaziale che vive a Hatfield, in Inghilterra, e che aveva due anni quando le Torri Gemelle originali caddero nel 2001. Ha un tatuaggio delle Torri sul braccio.

Il progetto: le Torri Gemelle del XXI secolo

La torre nord ospiterebbe laboratori di informatica, data center AI, aule e spazi per ingegneri software e sviluppatori di videogiochi. La torre sud sarebbe dedicata alle scienze, con laboratori, uffici universitari e camere bianche per la ricerca.

Il campus includerebbe anche un mega-laboratorio di fisica e ingegneria, un laboratorio di chimica e scienze biologiche con attici, un centro per le arti performative, un atrio enorme, un’officina NASA di dieci piani, un hotel a 4 stelle e un centro commerciale sotterraneo ispirato a “2001: Odissea nello spazio.”

Il sistema di difesa aerea

La sezione più surreale del progetto è il sistema di rilevamento e neutralizzazione delle minacce aeree: radar, sensori radio e di comunicazione, e come ultima risorsa missili superficie-aria o un laser difensivo da multipli megawatt. Chryslar vuole che le nuove torri siano a prova di qualsiasi cosa, incluso un attacco aereo.

Un edificio civile in una città americana con un sistema di difesa aerea sul tetto non esiste nella realtà attuale, e i permessi necessari per installare missili in centro a Chicago sarebbero probabilmente più complessi di qualsiasi sfida ingegneristica.

Quanto è realistico?

Chryslar ha delineato una strategia in otto fasi con apertura prevista nel 2050. Al momento il progetto è nella “fase 2”: raccolta di feedback dalla community e costituzione di una coalizione. Non è stato annunciato alcun finanziamento, non c’è alcun terreno disponibile da acquistare, non c’è coinvolgimento ufficiale della città di Chicago o di qualsiasi istituzione.

La nostra visione reincarna quel simbolo americano di pace e forza che ci è stato ingiustamente sottratto quasi 25 anni fa, dichiara il sito del progetto. Il sentimento è comprensibile. La fattibilità è un altro discorso.

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Pubblicato il
23 mar 2026
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