Iniziare un'attività su internet: gli adempimenti fiscali

Lo Studio Lopes traccia una prima base su come è opportuno muoversi e su cosa c'è da sapere per fare tutto


Uno dei motivi che spingono una persona o un gruppo di persone ad aprire un sito internet è quello di, un domani, riuscire a creare una qualche sorta di attività collegata al web.

Nei quesiti che, tramite il mio sito , mi vengono sottoposti un discreto numero riguarda informazioni su come avviare un?attività su internet, beninteso non in termini tecnici ma, su quali sono le procedure per poter lavorare ed essere in regola con il fisco italiano.

Innanzitutto bisogna analizzare che cosa internet, o meglio, la propria attività pubblicizzata sul web significhi; ovviamente chi crea e gestisce un sito solo per scopi personali oppure non profit (solo nell?intento di fornire informazioni gratuite senza l?obbiettivo di guadagnare qualcosa) non ha nulla da temere, diverso è il discorso per chi invece vuole creare un?attività.

Nel caso si voglia guadagnare con internet bisogna per prima cosa stabilire se la creazione di un sito è avvenuta per ?gioco? e in seguito si sia trasformata in una fonte di reddito oppure se sia stato creato direttamente per scopo di lucro; in entrambi i casi non cambia nulla nei confronti del fisco ma, può significare un discreto risparmio in termini di spese, tasse e costi fissi. Mi spiego meglio: supponiamo che la nostra iniziativa nasca da subito con lo scopo di creare profitto, in questo caso bisognerà immediatamente provvedere a instaurare una serie di operazioni (quali iscrizione all?Ufficio Iva, Camera di Commercio e Inps) che anche se per alcuni mesi non si guadagnerà nulla, comporteranno delle spese fisse, dandoci però la possibilità di scaricare dagli utili ?futuri? le spese sostenute.

Nell?altro caso, come consiglio personale, direi che fino a che l?attività svolta non può più essere gestita come non profit si può benissimo evitare di andare incontro a spese fisse iscrizioni ecc., fermo restando l?obbligo di provvedervi non appena si crea una fonte di reddito.


Così come nelle attività ?classiche? esiste una notevole differenza di trattamento e obblighi contabili, previdenziali e fiscali tra un commerciante e un?artigiano oppure tra un consulente e un professionista, anche nell?apertura di un sito commerciale è opportuno stabilire in che categoria identificarsi; per il fisco non fa differenza se come commercianti apriamo una vetrina in una via del centro oppure ne apriamo una su un sito specializzato nell? e-commerce, pertanto chi vorrà commercializzare prodotti altrui oppure offrirà servizi di ogni tipo sarà considerato commerciante, mentre chi venderà tramite internet i propri prodotti verrà considerato artigiano.

In sostanza l?uso di internet viene equiparato ad un mezzo pubblicitario qualsiasi e perciò la categoria di appartenenza di ogni singolo contribuente/net-imprenditore viene stabilita in base alle caratteristiche del prodotto o servizio offerto.
Di conseguenza chi volesse intraprendere un?attività economica su internet dovrà sottostare a tutti gli adempimenti che caratterizzano una ?normale? attività non telematica.

Nei prossimi interventi analizzeremo il tipo di contabilità e inquadramento fiscale più consono a questo tipo di attività.

Rag. Francesco Lopes

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