Meta ha comunicato che non supporterà più la crittografia end-to-end per i messaggi diretti (DM) su Instagram. A partire dall’8 maggio, le chat potrebbero essere lette dall’azienda di Menlo Park e soprattutto dalle forze dell’ordine. La decisione è sicuramente inattesa, in quanto Mark Zuckerberg aveva promesso la protezione delle comunicazioni private in tutte le app.
Poche persone scelgono la crittografia end-to-end
WhatsApp offre la crittografia end-to-end per messaggi, chiamate e contenuti multimediali da aprile 2016 (inizialmente era solo per i messaggi). Su Messenger è arrivata all’inizio di dicembre 2023. Anche Instagram supporta la funzionalità, ma non è disponibile in tutti i paesi e deve essere attivata dagli utenti.
In un post pubblicato ad agosto 2022, Meta aveva promesso che la crittografia end-to-end sarebbe stata attivata per impostazione predefinita anche su Instagram. Il post è stato aggiornato lo scorso 9 marzo (praticamente di nascosto) per comunicare che la funzionalità verrà rimossa nei prossimi mesi.
Diversi utenti hanno ricevuto una notifica sulla novità, confermata da Meta nelle pagine di supporto. La crittografia end-to-end per i messaggi diretti non verrà più supportata dall’8 maggio. Gli utenti interessati possono seguire le istruzioni per scaricare messaggi e contenuti multimediali. Una portavoce di Meta ha dichiarato:
Pochissime persone avevano attivato la crittografia end-to-end per i messaggi diretti, quindi nei prossimi mesi rimuoveremo questa opzione da Instagram. Chiunque desideri continuare a inviare messaggi con crittografia end-to-end può farlo facilmente su WhatsApp.
In pratica, la funzionalità verrà rimossa per scarso utilizzo. La giustificazione sembra ovvia visto che doveva essere attivata manualmente e non è stata mantenuta la promessa di attivarla per default come su WhatsApp e Messenger. Qualcuno ipotizza che la decisione sia una conseguenza delle pressioni ricevute da diversi governi.
La crittografia end-to-end è stata spesso criticata perché impedisce la ricerca dei contenuti pedopornografici e altro materiale illegale. In Europa era stato proposto un regolamento che imponeva l’obbligo della scansione (noto come Chat Control 2.0). Ora non serve più perché è sufficiente una richiesta a Meta da parte delle autorità.
L’eliminazione della funzionalità semplificherà anche le attività di spionaggio dei cybercriminali. Matthew Green, esperto di crittografia, teme che le chat private verranno utilizzate da Meta per addestrare i suoi modelli AI. Potrebbero essere anche usate per le inserzioni personalizzate. A questo punto sorge spontanea una domanda: fino a quando rimarrà la crittografia end-to-end su WhatsApp?