Intel contro Psion per il netbook

Il chipmaker non ci sta, e rivendica il diritto di usare quella parola come e quando serva. Dalle prime schermaglie si è passati alle denunce

Roma – Intel è decisa a schiacciare Psion con tutto il peso del suo esercito di avvocati. Con una dettagliata denuncia di 13 pagine presentata presso una corte della California, il chipmaker di Santa Clara tenta di cancellare qualsiasi pretesa dell’azienda che nel lontano 2000 aveva lanciato il primo prodotto denominato netbook : quella parola, oggi, identifica prodotti simili ma non lo sfortunato palmare evoluto ritirato dopo pochi mesi dal commercio a causa delle vendite insufficienti. Dunque, è la tesi di Intel, il marchio registrato detenuto da Psion va cancellato.

Tanto più che, questa la tesi dei legali di Intel, il marchio registrato nel 1996 da Psion è stato rinnovato nel 2006 “truccando” le carte: per legge, non è possibile rinnovare la registrazione di un brand che non sia stato utilizzato con costanza nei cinque anni precedenti, e l’uscita di scena prematura dell’hardware Psion avrebbe impedito a questa circostanza di verificarsi. Dunque, in un colpo solo vanno spazzate via sia le lettere di diffida che Psion sta inviando a diverse aziende che utilizzano il marchio netbook, e che hanno già causato la reazione legale di Dell , sia la registrazione stessa di quel termine.

Oggi, prosegue Intel, la parola netbook può essere associata a decine di prodotti di quasi 40 diverse aziende . “I consumatori – si legge – hanno già adottato netbook come il termine generico per indicare una categoria di notebook piccoli, poco costosi, e che mettono a disposizione capacità di calcolo ridotta, ottimi per collegarsi ad Internet”. Con netbook, insomma, non si identifica un prodotto specifico bensì una sottocategoria dei laptop, quelli piccoli e costruiti con in mente principalmente la navigazione in Rete.

C’è solo un piccolo tallone d’Achille in tutta questa faccenda, il classico dilemma su chi sia nato prima tra uovo e gallina . Le tesi di Intel appaiono solide, capaci di reggere il vaglio di un giudice con una sola possibile eccezione : se Psion dovesse dimostrare che Intel abbia iniziato a promuovere i netbook con questo nome prima che il termine divenisse davvero d’uso comune, allora la truppa di avvocati di BigI potrebbe trovarsi con una gatta da pelare più grossa del previsto. ( L.A. )

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  • laura contratti scrive:
    video
    (c64)
  • brontolo scrive:
    ma che bravo il grandeG
    avete visto cosa succede iscrivendosi a gmail? vengono carpiti tutti i dati sensibili poi con heart dove si col cellulare cosa fai e con internet cosa comperi ,i tuoi hobby con youtube i tuoi interessi in fatto di filmati le tue lettere sono pure lette ,i tuoi conti ,sanno dove spendi i tuoi denari con docs ed anche i tuoi appuntamenti concalendar,praticamente sanno tutto delle persone che sono iscritte, e dicono che c'è la massima riservatezzama pero tutti i dati sono a disposizione dei servizi segreti americani ciò e anche scritto in una rivista abbastanza informata dei fatti.....Quindi......meditate gente......meditate
  • errora scrive:
    ve l'avevo detto io
    - Scritto da: errora
    http://www.bcs.org/server.php?show=conWebDoc.24695

    secondo me per impedire un furto di dati hanno
    bloccato tutto per bloccare l'attacco e
    verificare quanti avevano
    cliccato...
    un incidente software è sicuramente più banale di
    una "fuga" di dati e meno pericolosa per il
    titolo in borsa
    ;)se non tiravano giù google a questo punto altro che down di 4 ore! i tiggi di mezzo mondo parlerebbero di migliaia di account violati su googlemail, e google si starebbe manciando le bolle
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