Intel, HP e Apple contro i minerali insanguinati

Nessuna azienda ICT può dire che i propri device siano del tutto privi di materie prime provenienti da paesi in cui regnano conflitti e abusi dei diritti umani. Ma qualcuna si sta impegnando più delle altre
Nessuna azienda ICT può dire che i propri device siano del tutto privi di materie prime provenienti da paesi in cui regnano conflitti e abusi dei diritti umani. Ma qualcuna si sta impegnando più delle altre

Secondo uno studio condotto dall’ organizzazione non profit Enought Project Intel, HP, Apple e Motorola sono le aziende ad essersi impegnate di più sul fronte conflict minerals .

Si tratta di materiali preziosi per la produzione di apparecchi elettronici, in particolare per alcuni tipi di condensatori, come l’oro, la cassiterite, la wolframite e la columbite-tantalite, che vengono estratti in paesi condizionati da conflitti armati e abusi di diritti umani.

L’organizzazione cerca di fare pressione sulla comunità internazionale contro quei paesi in cui si perpetrano genocidi: per quanto riguarda i cosiddetti conflict mineral , si parla dei saccheggi delle risorse naturali della Repubblica Democratica del Congo, dove l’Esercito nazionale congolese, le Forze democratiche di liberazione del Rwanda e altri gruppi armati locali combattono per il controllo del paese arrivando anche ai crimini più efferati.

Lo studio “Taking Conflict Out of Consumer Gadgets” stila una classifica delle aziende in base agli impegni assunti per eliminare tali minerali dalle proprie produzioni e spingere per legislazioni anti- conflict mineral : a fare meglio in questo senso risultano essere Intel, HP, Apple e Motorola, mentre fanalino di coda sono HTC, Sharp, Nikon e Nintendo che sembrano aver fatto poco o nulla negli ultimi anni in questo senso.

Nessuna azienda, in ogni caso, può dirsi completamente priva di tali materie prime nelle proprie produzioni.

Claudio Tamburrino

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