Intel, il futuro verso i 5 nm

Santa Clara si porta avanti con il lavoro e lo sviluppo dei suoi futuri microprocessori (x86) con cuore di silicio: slide carpite alla corporation evidenziano la pianificazione sino al 2015 e oltre

Roma – Mantenere il vantaggio tecnologico sulla concorrenza costa miliardi in ricerca e sviluppo, e in tal senso Intel non è seconda a nessuno: Chipzilla guarda molto in avanti nel futuro, e un paio di slide apparse online mettono in luce le aspettative della società per i prossimi anni.

Non contenta di essere stata la prima produttrice di microprocessori al mondo ad aver commercializzato unità elaborative x86-64 basate di transistor “tri-gate” con configurazione tridimensionale e processo produttivo a 22 nanometri, Intel prevede ora il debutto del nuovo processo a 14 nm entro il 2013.

Il nuovo “nodo” tecnologico è ancora in sviluppo, dicono le slide di Intel, nondimeno già sono in fase di aggiornamento tre delle fab produttive di Santa Clara per far sì che siano pronte al debutto della nuova microarchitettura.

Per quanto riguarda la fase di ricerca, Intel è attivamente impegnata sui nodi a 10, 7 e 5 nanometri, con i 10 nm previsti al debutto nel 2015. In attesa di impattare sul muro del limite fisico della miniaturizzazione dei transistor, Santa Clara già prevede di poter costruire gate metallici di larghezza comparabile a quella di un filamento di DNA (5 nm).

E per il mobile? Il mondo hi-tech più chiacchierato degli ultimi anni accoglierà presto i nuovi chip a 22 nm “6331” e Merrifield: nel primo caso si tratta di un processore a singolo core economico, mentre il secondo sarà un sistema SoC (dual-core) completo dotato di GPU e adatto a equipaggiare i gadget più costosi e avanzati.

Alfonso Maruccia

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  • Pino scrive:
    Ah sì, quello marrone!
    Già, ricordo una volta di averlo visto in foto e subito ho avuto un conato. Un player con un case MARRONE di default. Subito ho pensato... che m....![img]http://geekswithblogs.net/images/geekswithblogs_net/evjen/WindowsLiveWriter/REVIEWZune2.0thebestplayeronthemarket_124F1/image_4.png[/img]
  • bertuccia scrive:
    Forbes: Ballmer peggior CEO
    http://www.forbes.com/sites/adamhartung/2012/05/12/oops-5-ceos-that-should-have-already-been-fired-cisco-ge-walmart-sears-microsoft/3/#1 Steve Ballmer, Microsoft. Without a doubt, Mr. Ballmer is the worst CEO of a large publicly traded American company today.
    • quota scrive:
      Re: Forbes: Ballmer peggior CEO
      E' incoraggiante che qualcuno se ne sia accorto... - Scritto da: bertuccia
      http://www.forbes.com/sites/adamhartung/2012/05/12

      #1 Steve Ballmer, Microsoft. Without a doubt,
      Mr. Ballmer is the worst CEO of a large publicly
      traded American company
      today.
    • bubba scrive:
      Re: Forbes: Ballmer peggior CEO
      - Scritto da: bertuccia
      http://www.forbes.com/sites/adamhartung/2012/05/12

      #1 Steve Ballmer, Microsoft. Without a doubt,
      Mr. Ballmer is the worst CEO of a large publicly
      traded American company
      today.mhh solo perche forbes ha una visione mericanocentrica. Il peggiore degli ultimi anni e', indubitabilmente il CEO Nokia (ceo e/o staff dirigenziale).
    • iRoby scrive:
      Re: Forbes: Ballmer peggior CEO
      Sia ben chiaro che lo psicologo Daniel Kahneman, vincitore di un premio Nobel, ha scoperto che in qualsiasi dirigente o persona di sucXXXXX non c'è nessuna genialità o particolari abilità.Come dice l'economista post-keynesiano William Black, dietro ad una grande fortuna c'è sempre un grande furto.Ciò significa solo due cose, che il denaro non si crea dal nulla, ma c'è sempre un'abilità di fondo od una spregiudicatezza nel riuscire a rubarlo agli altri o con le buone (con il convincimento di marketing) o con le cattive (speculazioni commerciali o truffe reali).E che secondo lo studio di Kahneman questi dirigenti non hanno avuto niente più che la fortuna di nascere nel posto giusto al momento giusto e avere avuto intrecci fortunati di amicizie e carriera.E che il loro lavoro alla fine non è niente più che tirare dei dadi e vedere che succede. Chi azzarda e vince ha i benefit più alti, chi perde finisce in azienducole più o meno sfigate.Motivo per cui è ormai risaputo che in determinati settori di business come il trading vengono selezionati appositamente degli PSICOPATICI, perché hanno maggiore propensione al rischio e nessun rimorso nelle speculazioni con conseguenze umane disastrose!Da uno studio dell'Università svizzera del San Gallo:http://www.corriere.it/economia/11_settembre_26/operatori_borsa_spietati_psicopatici_burchia_d1475624-e833-11e0-9000-0da152a6f157.shtml
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