Intel incrocia il Celeron col Pentium M

Intel incrocia il Celeron col Pentium M

Il chipmaker lancia senza clamori un nuovo modello di Mobile Celeron dedicato ai Tablet PC basato sulla stessa tecnologia del Pentium M. Il rappresentante dei nuovi chip mobili a basso costo
Il chipmaker lancia senza clamori un nuovo modello di Mobile Celeron dedicato ai Tablet PC basato sulla stessa tecnologia del Pentium M. Il rappresentante dei nuovi chip mobili a basso costo


Santa Clara (USA) – Fornendo ai produttori di Tablet PC un assaggio tecnologico della sua prossima generazione di chip a basso consumo, Intel ha introdotto sul mercato un nuovo modello di Celeron Ultra Low Voltage (ULV) a 800 MHz basato, primo della sua famiglia, sulla tecnologia Banias del Pentium M.

Il nuovo chip è destinato ad essere prodotto in quantità limitate, tuttavia desta interesse il fatto che esso rappresenti l’inizio di quella transizione che, a partire dal prossimo anno, farà sì che i Celeron a basso consumo condividano la stessa architettura e lo stesso processo produttivo dei Pentium M. Una mossa, questa, attraverso cui Intel potrà, da un lato, tagliare i costi di produzione, e dall’altro mandare definitivamente in pensione la tecnologia Pentium III adottata dai PIII-M e da diversi modelli di Mobile Celeron.

Il nuovo Mobile Celeron ULV verrà adottato da alcuni produttori di Tablet PC, fra cui Motion Computing, come alternativa più efficiente del PIII-M e più economica del Pentium M; un processore, quest’ultimo, con cui la nuova versione del Mobile Celeron condivide la velocità del bus di sistema, pari a 400 MHz, e i chipset di supporto.

Rispetto ad un Pentium M, che ha una frequenza di clock compresa fra 1,3 e 1,7 GHz ed è dotato di 1 MB di cache, il Celeron di ultima generazione gira a frequenze sensibilmente inferiori e adotta 512 KB di cache.

Ufficialmente i Celeron basati sul core dei Pentium M dovrebbero essere lanciati durante il primo trimestre del prossimo anno, probabilmente poco dopo il debutto dei nuovi Pentium M ” Dothan “.

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Pubblicato il
5 dic 2003
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