Intel, Pentium III e l'abisso

Alcuni produttori di PC affrontano l'allarme bug del PIII bloccando i propri PC "a rischio". Intel minimizza e si prepara a tagliare i prezzi. Ma la guerra più dura sarà quella sui megahertz


Roma – Nonostante Intel continui ad affermare che il bug dei Pentium III Coppermine è stato per ora rilevato solo in condizioni di laboratorio e che affliggerebbe meno del 2% dell’intera produzione di CPU, le due maggiori firme di PC, Dell e Compaq , hanno pensato di cautelarsi sospendendo o ritardando la vendita dei modelli a rischio.

Dell ha temporaneamente sospeso la vendita di alcuni modelli di PC basati su Pentium III come l’Optiplex GX 110. L’azienda ha comunque fatto sapere che ha già sviluppato un piccolo software in grado di riconoscere le CPU col bug: questo le permetterà di riprendere quanto prima la vendita dei modelli basati su Coppermine.

Compaq ha ritardato il rilascio dei suoi nuovi modelli di PC con cuore PIII preferendo testare a fondo il problema nei suoi laboratori. I risultati ottenuti sono stati sufficientemente incoraggianti per far decidere a Compaq di iniziare la vendita. I tecnici di Compaq affermano che il bug si presenterebbe solo dopo un esaustivo ciclo d’utilizzo del PC ed all’incirca dopo ogni 10.000 operazioni.

Intel, dal canto suo, ha deciso di continuare la produzione a pieno regime dei Pentium III a 0,18 micron, sostenendo che il bug verrà corretto con il prossimo step di queste CPU.


Bug o non bug la vita va avanti e per Intel la prossima sfida ravvicinata è quella dei prezzi.

Già a partire dal 12 di questo mese verranno ritoccati i prezzi di alcuni modelli, ma i tagli maggiori sono previsti per la seconda metà del prossimo gennaio, mese in cui verrà introdotto anche il nuovo Pentium III a 750 MHz ed il nuovo Celeron a 533 MHz.

Seguendo la politica di dismissione dei chip con vecchia tecnologia a 0,25 micron, Intel applicherà il ribasso più elevato al Pentium III 500 MHz, portandolo a 199$ per mille unità.
Il Pentium III 600 su socket 370 dal 23 gennaio costerà 310$ per mille unità.

Il Pentium a 750 MHz, invece, dovrebbe raggiungere il mercato ad un prezzo di 750$, sempre in quantitativi di mille unità. Questo processore supporterà frequenze di bus di 100 e 133 MHz e andrà a mettersi in diretta concorrenza con gli ultimi modelli di Athlon.

Non contenta, Intel prevede un’ulteriore ritocco dei prezzi di Celeron e Pentium III per il 27 febbraio, mese in cui AMD dovrebbe avere già rilasciato il suo Athlon ad 1 GHz.


Per Intel i prossimi mesi saranno probabilmente i più roventi e delicati della sua esistenza.

La sfida di inizio secolo corre tutta sul filo dei 1000 MHz: Intel, AMD e Compaq prevedono, entro la metà del 2000, di rilasciare processori che sfoggino velocità pari o superiori al GHz.

Ma mentre per AMD il gioco sembra già quasi fatto – l’azienda si dichiara infatti già pronta per l’Athlon ad 1 GHz – Intel deve risolvere ancora parecchi punti oscuri e non è nemmeno sicuro che riesca ad anticipare Compaq, che con il suo Alpha ad 1 GHz dovrebbe esordire verso la metà del prossimo anno.

L’opportunità per AMD sarà quella di riuscire a guadagnarsi un posto al sole anche nel mercato hi-end, un settore dove lo Xeon di Intel non si è mai guadagnato una gran simpatia per i suoi elevati costi a fronte di differenze prestazionali, rispetto ai normali Pentium III, davvero esigue.

Ciò che Intel riuscirà a fare prima della fine del primo trimestre 2000 è portare il suo Pentium III Coppermine alla frequenza massima di 866 MHz, un valore che con tutta probabilità risulterà un limite invalicabile per l’attuale tecnologia di CPU.

Quanto passerà fra la dimostrazione a febbraio della prima CPU IA-32 ad 1 GHZ e la sua commercializzazione, invece, a nessuno è ancora dato sapere.

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