Intel produrrà in Vietnam

Dopo aver deciso di investire nella striscia di Gaza, il re dei chipmaker tenta di sfruttare le condizioni agevolate e i bassi costi del paese asiatico. Via libera dal regime
Dopo aver deciso di investire nella striscia di Gaza, il re dei chipmaker tenta di sfruttare le condizioni agevolate e i bassi costi del paese asiatico. Via libera dal regime


Roma – Sarà il Vietnam, e più precisamente una certa zona a ridosso di Ho Chi Minh City, il luogo in cui Intel realizzerà un impianto di assemblaggio e test di semiconduttori. Un investimento “pesante” sul piano politico e un po’ meno su quello economico: costerà 300 milioni di dollari, una cifra considerata contenuta per questo genere di impianti.

L’annuncio accompagna la visita nel paese di Craig Barrett, il dinamico CEO del chipmaker californiano, il cui compito è anche far digerire quella che qualcuno considera una collaborazione con uno dei regimi più impegnati nel reprimere la libertà di parola e di stampa e nel controllare l’uso delle nuove tecnologie da parte dei cittadini.

“Apprezziamo i progressi realizzati nel Paese per lo sviluppo di un’infrastruttura tecnologica e il supporto dei programmi didattici tesi a migliorare le competenze della forza lavoro locale – ha dichiarato Barrett – Intel è entusiasta di collaborare con il governo e con il settore pubblico in Vietnam per favorire lo sviluppo di capacità tecnologiche e della competitività di questo Paese”.

Va detto che la scelta del Vietnam, una potenziale “miniera” visti i bassissimi costi della manodopera: un operaio mediamente guadagna poco più dell’equivalente di 43 euro al mese. A questo si aggiungono le agevolazioni che potrebbe avere Intel nel raccordare industria e istituti di formazione, nell’ambito di una strategia con cui Intel sta sempre più radicandosi nel sudest asiatico. L’azienda è infatti già impegnata nell’ Intel Digital ASEAN , un progetto di collaborazione con governi di vari paesi per spingere la formazione tecnologica ed informatica sia nelle scuole che nella pubblica amministrazione.

Non solo: il regime vietnamita ormai da diversi anni, almeno dal 2000, ha individuato nello sviluppo del settore tecnologico una via al rilancio economico ed è impegnato nel cercare di “attirare” la grande industria occidentale di settore. Da questo punto di vista, l’accordo con Intel è certamente uno dei più significativi.

I lavori per il nuovo impianto, ha confermato Barrett, inizieranno subito e, quando sarà completato, sarà il settimo di questo tipo, capace di impiegare fino a 1.200 persone. Gli altri impianti sono ubicati a Penang e Kulim (Malaysia), Cavite (Filippine), Chengdu e Shanghai (Cina) e San Jose (Costa Rica).

Da segnalare come Intel si sia recentemente distinta per un altro investimento che ha sollevato grande attenzione: quello per la costruzione di un centro formativo nella striscia di Gaza, una vera e propria “avventura” in un territorio tuttora difficilissimo sia sul piano politico che su quello della sicurezza.

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28 02 2006
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