Intel sfodera Centrino 3 e Viiv

Al CES Intel ha presentato le sue due nuove piattaforme di punta per il mercato consumer e mobile: Viiv, con cui si prepara a lanciare l'assalto ai salotti digitali, e la nuova versione di Centrino


Las Vegas (USA) – Intel si è avvalsa dei riflettori dell’appena conclusosi Consumer Electronics Show (CES) 2006 di Las Vegas per presentare ufficialmente al mondo due nuove piattaforme di computing: Centrino Duo, progettata per i laptop di nuova generazione, e Viiv, dedicata ai PC da salotto.

Al cuore della piattaforma Centrino di terza generazione c’è Core Duo , il primo Pentium M ad adottare una tecnologia di processo a 65 nanometri e un’architettura a doppio core. Il nuovo chip mobile, prima noto con il nome in codice di Yonah , promette di migliorare ulteriormente il rapporto fra performance e consumi, spingendo eventualmente l’autonomia delle batterie oltre le 4-5 ore. Il colosso californiano sostiene che la sua nuova tecnologia wireless è in grado di incrementare le performance di oltre il 70% e ridurre i consumi di quasi il 30%.

Core Duo rivestirà un ruolo molto importante nel processo di convergenza fra tecnologie mobili, desktop e server di Intel: oltre che sui notebook e i Tablet PC, il chipmaker conta infatti di spingere il nuovo processore su una varietà di altri dispositivi, tra cui i mini PC, i media center, le set-top box e i server blade.

I modelli di Core Duo appena lanciati sul mercato sono il T2300, il T2400, il T2500 e il T2600 , rispettivamente venduti al prezzo di 241, 294, 423 e 637 dollari per lotti di 1.000 unità. La loro frequenza di clock è compresa fra 1,66 e 2,16 GHz.

Tutti i modelli di Yonah integrano 2 MB di cache L2 e un front-side bus a 667 MHz, inoltre supportano le nuove istruzioni multimediali estese SSE3, la Virtualization Technology, l’Active Management Technology (AMT) e la tecnologia di power management Enhanced SpeedStep, capace di gestire il consumo energetico in modo indipendente per ciascun core. Il nuovo chip integra anche una più avanzata unità per il calcolo in virgola mobile e un decoder in grado di gestire più istruzioni SSE in parallelo: Intel ha battezzato tali migliorie con il nome di Digital Media Boost .

Centrino Duo, il cui nome in codice era Napa , comprende anche il nuovo chipset 945 Express e l’adattatore 802.11a/b/g Intel PRO/Wireless 3945ABG : entrambi sono stati progettati per ottimizzare le performance di rete e ridurre i consumi energetici. La nuova piattaforma mobile fornisce anche un più potente motore grafico 3D , il supporto al video e alla TV ad alta definizione e quello all’audio multicanale 7.1. Come si può vedere, Intel sta cercando di rispondere ad esigenze spesso non facilmente conciliabili: leggerezza e bassi consumi da un lato, potenza e multimedialità avanzata dall’altro. Del resto i laptop rappresentano ormai il segmento più importante del mercato dei PC, ed in molti casi hanno preso il posto del classico personal computer da scrivania.

La piattaforma Viiv , annunciata per la prima volta da Intel la scorsa estate , viene descritta dal colosso come una tecnologia in grado di semplificare, in ambito domestico, il download, l’archiviazione, la gestione, la riproduzione e la condivisione di tutti i tipi di intrattenimento e informazioni digitali su un’ampia gamma di televisioni, PC, laptop e altri dispositivi portatili.

Dal lato software, Viiv poggia su Windows XP Media Center Edition 2005 , mentre dal lato hardware sui processori Pentium D, Pentium Extreme Edition e Core Duo , sulla famiglia di chipset 945/955/975 Express e sugli adattatori wireless Intel PRO/1000 PM e Intel PRO/100 VE/VM . Intel afferma che i PC basati su Viiv saranno disponibili con un’ampia gamma di funzionalità, prezzi e design, e supporteranno il suono surround 5.1 o superiore e il video ad alta definizione. Tali sistemi si potranno accendere e spegnere semplicemente sfiorando un pulsante (quando è abilitato, dopo l’avvio iniziale) e potranno essere utilizzati con un telecomando (in dotazione o venduto separatamente).

Nel corso dell’anno Intel ha promesso alcuni aggiornamenti alla tecnologia che semplificheranno l’installazione e la configurazione della rete domestica e il trasferimento di contenuti digitali dal PC verso altri dispositivi.

In USA Intel ha già stipulato una serie di alleanze per portare sui PC Viiv nuovi servizi e contenuti: tra i partner figurano AOL, DirectTV e NBC Universal.

La presentazione di Viiv è stata accompagnata dal lancio sul mercato di quattro nuovi modelli di Pentium D basati sullo stesso core Presler a 65 nanometri che meno di due settimane fa ha debuttato a bordo del Pentium Extreme Edition 955 . I nuovi chip, con numero di modello 920, 930, 940 e 950, hanno una frequenza di clock compresa tra i 2,8 e i 3,4 GHz e un prezzo, rispettivamente, di 241, 316, 423 e 637. Da notare come i prezzi siano identici, tranne in un caso, a quelli dei nuovi Core Duo: ciò è anche conseguenza delle affinità tecnologiche (architettura dual-core, circuiteria a 65 nm) che caratterizzano le due famiglie di processori.

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  • vito scrive:
    computer
    dice computer,e cosi e basta
  • Puccini scrive:
    Galimberti, ma chi è?
    Sono letteralmente sconcertato da quanto emerge sia dall'articolo, sia da alcuni interventi veramente incompetenti e fuori luogo.Sono un insegnante di Scuola Media Statale e, senza farmi pubblicità, posso dire di aver allestito nella mia scuola, con enormi difficoltà, uno dei primi laboratori di informatica della mia provincia (vi ricordate del Commodore 64?). Da quel giorno sono passati 29 anni e, sempre con enormi difficoltà, il laboratorio in oggetto è andato via via migliorando sia nell'hardware, sia nel softvare.Ma non è questo il punto!I miei ragazzi (e non ho tralasciato i portatori di handucap) hanno avuto la possibilità di "dialogare" con lo strumento attraverso codificazioni (dal Basic in poi) riguardanti le logiche proprie della risoluzione di problemi matematici, fisici etc; hanno usato i software più indicati per testi, grafica. ect.; hanno usato Internet, selezionando "la spazzatura"esistente; hanno sostituito hardware difettoso; hanno, tutto sommato, imparato dallo strumento un modo moderno per maturare le loro logiche di comportamento e, non ultimo hanno trovato un più sano aspetto ludico, lasciando da parte i vari demenziali Game Boy e PlayStation.C'è da dire che la scuola italiana, purtroppo, non è considerata a pieno la fonte del sapere delle nuove generazioni, tanto che i soldi investiti per ciò sono veramente pochi: i laboratori di vario genere molte volte esistono perchè un insegnante, oltre che organizzarlo lo vive sulla sua pelle, anche in ore ,non retribuite, extracurriculari.Concludendo: preparare le nuove leve di insegnanti competenti (io vado in pensione con il prossimo anno) e consapevoli dell'utilità dei laboratori di qualsiasi genere (specialmente quelli per le tecnologie avanzate) e fornire la scuola dei mezzi finanziari per attuarli.
  • Anonimo scrive:
    I computer sono perfettamente inutili
    ... quando manca tutto il resto. Questo è ciò che mi sembra di capire dalla citazione di Galimberti.Se non c'è il diapason nel laboratorio di fisica (forse perché nemmeno c'è un laboratorio di fisica), cosa se ne fanno gli studenti del "laboratorio internet"??? Vanno a guardare su Wikipedia cos'è un diapason?Il diapason è un esempio stupido forse. Pensate ai laboratori di chimica, le cappe di aspirazione, i banconi, i prodotti chimici, gli strumenti di misurazione... avendo a disposizione tot. soldi, non è meglio occuparsi prima di queste cose?Leggo molti criticare gli assunti dai quali galimberti parte, discorsi filosofici su medium media mezzi e 'sti cazzi. Ma la conclusione cui si giunge, è quella che ci interessa: ed è sensata. E' meglio toccare con mano un pendolo, e poter eseguire di persona delle misure su di esso, piuttosto che avere la fantasmagorica possibilità di "espandere le tue capacità con il nuovo uindous icspi" leggendo di cose astratte e guardando una modernissima ed avanzatissima animazione al piccì. Ovvio, se le scuole avessero fondi da buttare, e non sapessero più cosa farsene, ben venga l'acquisto di un intero plotone di computer usa-e-getta, da ricambiarsi ogni 5 anni e riformattare ogni 15 giorni. Ma la realtà è: se i disabili non ci arrivano neanche all'aula computer, ha senso fare un investimento del genere? Se non ci sono laboratori, è una priorità?In questo contesto, l'acquisto di computer è un "male".
    • Santos-Dumont scrive:
      Re: I computer sono perfettamente inutil
      - Scritto da: Anonimo
      ... quando manca tutto il resto. Questo è ciò che
      mi sembra di capire dalla citazione di
      Galimberti.
      Se non c'è il diapason nel laboratorio di fisica
      (forse perché nemmeno c'è un laboratorio di
      fisica), cosa se ne fanno gli studenti del
      "laboratorio internet"??? Vanno a guardare su
      Wikipedia cos'è un diapason?
      Il diapason è un esempio stupido forse. Pensate
      ai laboratori di chimica, le cappe di
      aspirazione, i banconi, i prodotti chimici, gli
      strumenti di misurazione... avendo a disposizione
      tot. soldi, non è meglio occuparsi prima di
      queste cose?

      Leggo molti criticare gli assunti dai quali
      galimberti parte, discorsi filosofici su medium
      media mezzi e 'sti cazzi. Ma la conclusione cui
      si giunge, è quella che ci interessa: ed è
      sensata. E' meglio toccare con mano un pendolo, e
      poter eseguire di persona delle misure su di
      esso, piuttosto che avere la fantasmagorica
      possibilità di "espandere le tue capacità con il
      nuovo uindous icspi" leggendo di cose astratte e
      guardando una modernissima ed avanzatissima
      animazione al piccì.

      Ovvio, se le scuole avessero fondi da buttare, e
      non sapessero più cosa farsene, ben venga
      l'acquisto di un intero plotone di computer
      usa-e-getta, da ricambiarsi ogni 5 anni e
      riformattare ogni 15 giorni.
      Ma la realtà è: se i disabili non ci arrivano
      neanche all'aula computer, ha senso fare un
      investimento del genere? Se non ci sono
      laboratori, è una priorità?
      In questo contesto, l'acquisto di computer è un
      "male".
      Posso farti notare che con i computer di oggi esiste una pletora di programmi di simulazione, che sopravanzano di gran lunga le possibilità di qualsiasi laboratorio di fisica convenzionale?Certo, anche il contatto con la "bruta materia" ha la sua importanza. A dirla tutta, trovo vergognosa questa guerra tra poveri in cui bisogna scegliere tra laboratorio di fisica e di chimica o laboratorio multimediale: l'Italia é così povera da dover centellinare fino a tal punto gli stanziamenti?!Mi viene da piangere di rabbia per i poveri studenti e gli insegnanti presi in giro in questo modo.
      • Anonimo scrive:
        Re: I computer sono perfettamente inutil
        Dispiace anche a me, ma in moltissimi casi è proprio così. I soldi sono limitati, e per le scuole sono limitatissimi. Non è una presa in giro.Sinceramente credo che ad un ragazzo in età da liceo non gliene freghi un accidente di vedere la "simulazione" di due molecole che reagiscono, o meglio, magari gliene frega, ma sicuramente gli rimane qualcosa di più in testa se quelle due molecole le fa reagire con le sue mani e guarda con i suoi occhi cosa succede realmente. Idem dicasi per gli esperimenti di fisica. Non c'è mica bisogno di un computer! Basta una tv, se uno vuole guardare le simulazioni, o i documentari! Però ammetterai che non c'è paragone con il provare certi esperimenti "a mano". Infine, che cosa gli fai simulare? Il moto di due oggetti? L'accelerazione di gravità? L'attrazione di due calamite, o di due cariche elettriche? Perché è questo ciò che studiano i ragazzi di cui parliamo. Credi che guardare il disegno a computer del campo magnetico di una calamita sia anche solo lontanamente efficace come prendere in mano la calamita, sentire la sua forza "con le braccia", e guardare il campo disegnarsi nella limatura? (altro esempio stupido, al livello del diapason).I programmi di simulazione li puoi proporre all'università, e solo in certe università. Per i ragazzi delle scuole superiori servono esperienze concrete, fatte con le mani, toccate e viste con i propri occhi, se si vuole dare un minimo di ripresa alla cultura scientifica.L'informatica non fa parte della cultura scientifica? Certo, ma per una ragazzo di 15 anni medio (non sto parlando del nerd che passa la vita sul computer) un vecchissimo computer da 40 euro su cui compilare C, C++, Java, Python, e/o pochi altri è più che più sufficiente - e non in tutte le scuole la programmazione ha una parte rilevante nel programma. Ovvio poi che ci sono eccezioni: in quei casi mi auguro che computer avanzati siano a disposizione, anche perché magari non ci sono spese relative ad altri laboratori.
  • Anonimo scrive:
    Come sarebbe il mondo senza diapason?
    ""Fra dieci anni quando quei computer saranno da tempo nella spazzatura, i diapason potranno ancora insegnare la risonanza..."Giusto, infatti è evidente che nella vita tutti abbiamo bisogno prima o poi di usare un diapason molto di più che usare un pc.
  • Anonimo scrive:
    IMHO
    I pirati informatici che rubano i numeri di carte di credito non sono degli hacker e non hanno nulla a che fare con gli hacker al limite potrebbero essere dei cracker o dei virus writer.
    • Anonimo scrive:
      Re: IMHO
      - Scritto da: Gabryel
      I pirati informatici che rubano i numeri di carte
      di credito non sono degli hacker e non hanno
      nulla a che fare con gli hacker al limite
      potrebbero essere dei cracker o dei virus writer.Sì, va bene, abbiamo capito. Anche un hacker puo' commettere illegalita' comunque, come un pompiere o un panettiere, quindi basta con queste correzzioni sterili e anglofone.Lamer (capisci ?)
  • Anonimo scrive:
    errore lessicale
    ...non coerente. Internet andrebbe scritto con la I maiuscola, non un po' di volte con la "I" e un po' con la "i".
  • Anonimo scrive:
    Ecco come confutare Galimberti
    http://www.provincia.venezia.it/querini/biblioteca/corsi/stefanini/internet/1.03_Internet_per_didattica.htmlAnalisi concrete, seria, definitiva, sul ruolo centrale che deve avere sempre di piu' l'insegnante. Internet non insegna da sola, ma aiuta in tante cose, basta usarla bene.E cmq Galimberti sono 10 anni che dice sempre le solite sciocchezze, stupisce che qualcuno ancora gli pubblichi qualcosa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Ecco come confutare Galimberti
      - Scritto da: Anonimo

      http://www.provincia.venezia.it/querini/biblioteca

      Analisi concrete, seria, definitiva, sul ruolo
      centrale che deve avere sempre di piu'
      l'insegnante. Internet non insegna da sola, ma
      aiuta in tante cose, basta usarla bene.

      E cmq Galimberti sono 10 anni che dice sempre le
      solite sciocchezze, stupisce che qualcuno ancora
      gli pubblichi qualcosa.Non solo non si capisce di chi stai parlando ma quello che hai lincato dimostra che non hai letto l'articolo. Secondo me 6un troll
      • mda scrive:
        Re: Ecco come confutare Galimberti
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo




        http://www.provincia.venezia.it/querini/biblioteca



        Analisi concrete, seria, definitiva, sul ruolo

        centrale che deve avere sempre di piu'

        l'insegnante. Internet non insegna da sola, ma

        aiuta in tante cose, basta usarla bene.



        E cmq Galimberti sono 10 anni che dice sempre le

        solite sciocchezze, stupisce che qualcuno ancora

        gli pubblichi qualcosa.

        Non solo non si capisce di chi stai parlando ma
        quello che hai lincato dimostra che non hai letto
        l'articolo. Secondo me 6un trollForse intende che la seguente biblioteca, trasferisce la sua immensa biblioteca, dal supporto cartaceo (per ora solo i cataloghi) al supporto web e cdhttp://www.querinistampalia.it/biblioteca/cataloghi.html O)
  • Anonimo scrive:
    Galimberti non e' nuovo a queste cose...
    Di figuracce sulla sua profonda ignoranza in materia Internet e tecnologia (anche da un punto di vista filosofico) ne e' piena la rete. Leggete alcune sue passate frescacce sull'argomento:http://www.privacy.it/galimberti20021104.htmlQui una sua intervista quasi grottesca:http://www.capital.it/capital/capital_tribune.jsp?idContent=933316Ecco invece come vengono smontate in concreto tutte le sue teorie che vedono il marcio nella rete sempre e comunque:http://www.provincia.venezia.it/querini/biblioteca/corsi/stefanini/internet/1.03_Internet_per_didattica.html
    • The_GEZ scrive:
      Re: Galimberti non e' nuovo a queste cos
      Ciao Anonimo !
      http://www.privacy.it/galimberti20021104.htmlARGH !Il primo paragrafo sembra venire da una di quelle mail che girano del tipo "Sei maniaco di internet se ...", "sei figlio degli anni 70 se .." ecc ...Al di là di questo, in fondo siamo alle solite, internet è una mania e chi la usa è un nerd con il sesso virtuale.Ho letto anche l' intervista del secondo link, mi sembra un pò all' insegna del "si stava meglio quando si stava peggio" ... il tutto condito da un sacco di banalità ...==================================Modificato dall'autore il 09/01/2006 16.38.26
      • soulista scrive:
        Re: Galimberti non e' nuovo a queste cos
        - Scritto da: The_GEZ
        Ciao Anonimo !


        http://www.privacy.it/galimberti20021104.html

        ARGH !
        Il primo paragrafo sembra venire da una di quelle
        mail che girano del tipo "Sei maniaco di internet
        se ...", "sei figlio degli anni 70 se .." ecc ...

        Al di là di questo, in fondo siamo alle solite,
        internet è una mania e chi la usa è un nerd con
        il sesso virtuale.
        Ho letto anche l' intervista del secondo link, mi
        sembra un pò all' insegna del "si stava meglio
        quando si stava peggio" ... il tutto condito da
        un sacco di banalità ...Ad essere sincero sono d'accordo con molto di quello che dice.Non entro nel dettaglio perchè non voglio iniziare fiammate.(firmato: un maniaco di internet, nerd che pratica il sesso virtuale ma che ha anche vissuto l'infanzia giocando a pallone con gli amici)
  • Anonimo scrive:
    Solo un appunto
    La locomotiva esiste da mooolto piú di cent'anni! Cent'anni fa (103 per l'esattezza) hanno inventato l'aereo!CM
  • Santos-Dumont scrive:
    Come al solito...
    ... Mantellini confonde il medium con il messaggio. La solita solfa sulla neutralità dei medium. Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti sociali indotti dalla rete e c'é ancora chi ragiona con i paraocchi illudendosi che l'effetto del mezzo dipenda dall'uso che se ne fa. Se dopo quasi quarant'anni McLuhan sembra che non sia mai esistito, siamo veramente nella m....a.==================================Modificato dall'autore il 09/01/2006 2.13.34
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito...
      - Scritto da: Santos-Dumont
      ... Mantellini confonde il medium con il
      messaggio. La solita solfa sulla neutralità dei
      medium. Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti
      sociali indotti dalla rete e c'é ancora chi
      ragiona con i paraocchi illudendosi che l'effetto
      del mezzo dipenda dall'uso che se ne fa. Anche se riconosciamo questo, Galimberti ha fatto ben di peggio: non si e' infatti *neppure accorto* che i computer sono un medium.Inoltre, vale forse la pena di disringuere fra due tipi di neutralita' del medium:- una neutralita' in senso socio-culturale, per la quale sarebbe indifferente comunicare con la penna d'oca o con la rete (e qui ci soccorre McLuhan)- una neutralita' in senso etico: possiamo dire che esistono mezzi di comunicazione *intrinsecamente* immorali? E qui Mantellini, che risponde di no, ha ragione.
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: Come al solito...
        - Scritto da: Anonimo
        - Scritto da: Santos-Dumont

        ... Mantellini confonde il medium con il

        messaggio. La solita solfa sulla neutralità dei

        medium. Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti

        sociali indotti dalla rete e c'é ancora chi

        ragiona con i paraocchi illudendosi che
        l'effetto

        del mezzo dipenda dall'uso che se ne fa.

        Anche se riconosciamo questo, Galimberti ha fatto
        ben di peggio: non si e' infatti *neppure
        accorto* che i computer sono un medium.Non ne sono certo. Potrebbe avere una propria rappresentazione incompleta delle possibilità di un computer.
        Inoltre, vale forse la pena di disringuere fra
        due tipi di neutralita' del medium:

        - una neutralita' in senso socio-culturale, per
        la quale sarebbe indifferente comunicare con la
        penna d'oca o con la rete (e qui ci soccorre
        McLuhan)Non capisco cosa tu intenda dire.
        - una neutralita' in senso etico: possiamo dire
        che esistono mezzi di comunicazione
        *intrinsecamente* immorali? E qui Mantellini, che
        risponde di no, ha ragione.I medium non sono intrinsecamente immorali, sono intrinsecamente amorali. Producono modifiche che di per sé non hanno nulla a che vedere con la morale, ma hanno un effetto ricombinante sui rapporti di forza tra i cinque sensi che per i "ciechi" a qualunque tecnologia (i critici di formazione letteraria classica sono un tipico esempio) generalmente suona come un'imbarbarimento nella comunicazione. Gli esempi si sprecano, mi limito a far notare come fosse del tutto prevedibile, in base alla natura intrinsecamente partecipativa del mezzo, che le reti di computer conducessero inevitabilmente a un sempre maggior coinvolgimento di tutti alla creazione di conoscenza, in contrapposizione al vecchio modello "libresco" della parola stampata, unidirezionale, basato sulla comunicazione uno a molti e sui "punti di vista".Non ho mai letto considerazioni di questo tenore da parte di Mantellini, lui batte e ribatte inesorabilmente sul vetusto concetto che confonde medium e messaggio.Tipico di chi sostiene a spada tratta e per partito preso una nuova tecnologia di cui si sia reso dipendente, senza saperne o poterne analizzare le implicazioni.Non che me ne meravigli, d'altronde: se hai letto qualcosa di McLuhan saprai che lui intravedeva negli artisti, e non nei tecnici o negli scienziati, la categoria più aperta all'accoglimento dell'innovazione e indicata a valutare l'impatto culturale delle nuove tecnologie. E infatti le avanguardie artistiche sono sempre per definizione in anticipo sui tempi nell'indagare sulle nuove modalità espressive e percettive introdotte da un nuovo medium.
        • Anonimo scrive:
          Re: Come al solito...
          Santos-Dumont Mi piace ciò che hai scritto.Christian74
          • Santos-Dumont scrive:
            Re: Come al solito...
            - Scritto da: Anonimo
            Santos-Dumont
            Mi piace ciò che hai scritto.

            Christian74Grazie.A me é piaciuto il thread nel suo complesso, siamo riusciti a farne uno spunto di discussione proficuo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Come al solito...

          I medium non sono intrinsecamente immorali, sono
          intrinsecamente amorali. Producono modifiche che
          di per sé non hanno nulla a che vedere con la
          morale, ma hanno un effetto ricombinante sui
          rapporti di forza tra i cinque sensiCi sarebbe da disquisire sul fatto che un media è un prodotto formato da più "mattoni" e che alcuni di questi mattoni possono essere intrinsecamente immorali
          che per i
          "ciechi" a qualunque tecnologia (i critici di
          formazione letteraria classica sono un tipico
          esempio) generalmente suona come
          un'imbarbarimento nella comunicazione.Infatti Mantellini, secondo me, voleva proprio arrivare a questo: evidenziare come per parlare propriamente di tecnologia occorre esserne profondo conoscitore e che con la filosofia sola non si arriva dappertutto. Anzi, purtroppo, c'è una generazione di filosofi che ormai ha fatto il suo tempo proprio perchè non si è resa conto che è arrivata la tecnologia.Gli esempi
          si sprecano, mi limito a far notare come fosse
          del tutto prevedibile, in base alla natura
          intrinsecamente partecipativa del mezzo, che le
          reti di computer conducessero inevitabilmente a
          un sempre maggior coinvolgimento di tutti alla
          creazione di conoscenza, in contrapposizione al
          vecchio modello "libresco" della parola stampata,
          unidirezionale, basato sulla comunicazione uno a
          molti e sui "punti di vista".
          Non ho mai letto considerazioni di questo tenore
          da parte di Mantellini, lui batte e ribatte
          inesorabilmente sul vetusto concetto che confonde
          medium e messaggio.Non è poi tanto vetusto, infatti molti non hanno ancora capito
          Tipico di chi sostiene a spada tratta e per
          partito preso una nuova tecnologia di cui si sia
          reso dipendente, senza saperne o poterne
          analizzare le implicazioni.
          Non che me ne meravigli, d'altronde: se hai letto
          qualcosa di McLuhan saprai che lui intravedeva
          negli artisti, e non nei tecnici o negli
          scienziati, la categoria più aperta
          all'accoglimento dell'innovazione e indicata a
          valutare l'impatto culturale delle nuove
          tecnologie. E infatti le avanguardie artistiche
          sono sempre per definizione in anticipo sui tempi
          nell'indagare sulle nuove modalità espressive e
          percettive introdotte da un nuovo medium.Anche Rifkin (per parlare di qualcuno più da "supermercato") ha detto molto chiaramente tutto questo e io sono d'accordo con te. Questo non toglie che la tecnologia sia una "cosa" complessa e difficile da comprendere e che molti filosofi, incartapecoriti nelle loro sterili involuzioni mentali, la stanno prendendo sottogamba. Ti pare?Marcello
          • Santos-Dumont scrive:
            Re: Come al solito...
            - Scritto da: Anonimo


            I medium non sono intrinsecamente immorali, sono

            intrinsecamente amorali. Producono modifiche che

            di per sé non hanno nulla a che vedere con la

            morale, ma hanno un effetto ricombinante sui

            rapporti di forza tra i cinque sensi

            Ci sarebbe da disquisire sul fatto che un media è
            un prodotto formato da più "mattoni" e che alcuni
            di questi mattoni possono essere intrinsecamente
            immorali


            che per i

            "ciechi" a qualunque tecnologia (i critici di

            formazione letteraria classica sono un tipico

            esempio) generalmente suona come

            un'imbarbarimento nella comunicazione.

            Infatti Mantellini, secondo me, voleva proprio
            arrivare a questo: evidenziare come per parlare
            propriamente di tecnologia occorre esserne
            profondo conoscitore e che con la filosofia sola
            non si arriva dappertutto. Anzi, purtroppo, c'è
            una generazione di filosofi che ormai ha fatto il
            suo tempo proprio perchè non si è resa conto che
            è arrivata la tecnologia.

            Gli esempi

            si sprecano, mi limito a far notare come fosse

            del tutto prevedibile, in base alla natura

            intrinsecamente partecipativa del mezzo, che le

            reti di computer conducessero inevitabilmente a

            un sempre maggior coinvolgimento di tutti alla

            creazione di conoscenza, in contrapposizione al

            vecchio modello "libresco" della parola
            stampata,

            unidirezionale, basato sulla comunicazione uno a

            molti e sui "punti di vista".

            Non ho mai letto considerazioni di questo tenore

            da parte di Mantellini, lui batte e ribatte

            inesorabilmente sul vetusto concetto che
            confonde

            medium e messaggio.

            Non è poi tanto vetusto, infatti molti non hanno
            ancora capito


            Tipico di chi sostiene a spada tratta e per

            partito preso una nuova tecnologia di cui si sia

            reso dipendente, senza saperne o poterne

            analizzare le implicazioni.


            Non che me ne meravigli, d'altronde: se hai
            letto

            qualcosa di McLuhan saprai che lui intravedeva

            negli artisti, e non nei tecnici o negli

            scienziati, la categoria più aperta

            all'accoglimento dell'innovazione e indicata a

            valutare l'impatto culturale delle nuove

            tecnologie. E infatti le avanguardie artistiche

            sono sempre per definizione in anticipo sui
            tempi

            nell'indagare sulle nuove modalità espressive e

            percettive introdotte da un nuovo medium.

            Anche Rifkin (per parlare di qualcuno più da
            "supermercato") ha detto molto chiaramente tutto
            questo e io sono d'accordo con te. Questo non
            toglie che la tecnologia sia una "cosa" complessa
            e difficile da comprendere e che molti filosofi,
            incartapecoriti nelle loro sterili involuzioni
            mentali, la stanno prendendo sottogamba. Ti pare?
            MarcelloNon a caso McLuhan individuava negli artisti la categoria di "beta-tester" più indicati per il primo impatto con una tecnologia. Solo persone con propensione individuale e addestramento appropriati ad "ascoltarsi", individuando i cambiamenti nella percezione, sono capaci di anticipare gli effetti su vasta scala di un nuovo medium.
        • g.dotta scrive:
          Arringa difensiva
          Se Mantellini ha sbagliato, ho sbagliato anche io (non sto a linkare perchè partirei con il piede sbagliato). Ma mi permetto di tentare una arringa difensiva.Il riferimento che si fa di McLuhan e in generale ciò che si contesta a questo editoriale non sono cose prive di fondamento. Ma mi sembrano minate dello stesso errore che si va a contestare, ovvero una confusione sui termini. Lo strumento non è puramente neutrale? Non è vero che sia né buono né cattivo per natura? Probabile, ma considerare questa una definizione è un errore molto più marcato che non piuttosto il rilevare il contrario.McLuhan sosteneva che lo strumento porta di per sé un messaggio che è tanto importante da prevaricare addirittura il contenuto. Di conseguenza, il messaggio vero trasmesso è quello prevalente, ovvero quello offerto dalla presenza stessa del medium. Facile, a questo punto, pensare che allora se qualcosa di male venga fatto con un computer la colpa sia almeno in parte del computer stesso, ma ciò è sbagliato. E' sbagliato perchè l'uso che vien fatto del computer è a-prescindere dalla natura del computer stesso.Io ho usato l'esempio della pedofilia. Internet incoraggia la trasmissione delle informazioni, l'accelerazione delle comunicazioni, ma se le informazioni trasmesse sono file compromettenti la colpa non è certo del mezzo e delle opportunità che concede. Se il mezzo è il messaggio, e dunque se il computer stesso è il messaggio, ciò non significa che il computer abbia colpe sui contenuti veicolati: si tratta di due livelli differenti di messaggio, due sistemi paralleli ma non comunicanti. E metterli in corrispondenza è un errore. Un errore frutto dell'intelligenza e dell'analisi, ma pur sempre un errore.E se è vero che Mantellini confonde il mezzo con il messaggio, può consolarsi. E' infatti un certo Ugo Volli (ben conosciuto nel mondo della semiotica) ad ammettere che "non è chiaro che cosa significa esattamente 'mezzo di comunicazione'": ogni medium infatti è sia un "supporto fisico" che una "forma di organizzazione", sia un "modo di produzione" che un modo di "distribuzione" (tutto citato da Volli, "Il libro della comunicazione). Chiudo ancora con Volli: "se i mezzi sono i messaggi, che cosa siano i mezzi è il frutto di una stratificazione di pratiche d'uso e in definitiva di messaggi [...] c'è ancora uno strato che si interpone tra i mezzi in sé e ciò che essi appaiono al pubblico: la loro gestione, il modo in cui essi sono usati da chi li controlla".Mantellini, se hai sbagliato ho sbagliato anche io. Ma se sbagliamo, mal che vada, potremo dare la colpa allo strumento ;-)
          • Anonimo scrive:
            Re:
            La questione secondo me è molto molto molto più semplice. Se la critica di galimberti al "mezzo" può essere sbagliata in sè, bisogna pur sempre osservare il contesto in cui l'ha formulata. E cioè: il computer a scuola è sbagliato non "in assoluto", ma finché non c'è un laboratorio di fisica con le palle cubiche, un laboratorio di chimica attrezzato, una biblioteca ben fornita, etc, etc... Perché? Il computer diventa inutile dopo 4-5 anni, perché viene sorpassato dal progresso. I laboratori, o anche solo delle strutture a norma di legge (come i passaggi per disabili), impiegano moolto più tempo a diventare obsoleti, anzi, non lo diventano mai: al massimo richiedono un po' di manutenzione. Avendo soldi a disposizione, dice Galimberti, la priorità deve andare a beni "che durano". Poi, se ne rimangono, ci si può occupare di beni evanescenti come l'aula computer e l'aula internet. Partendo da una situazione in cui laboratori e strutture sono penosi un po' in tutta italia, è l'acquisto di computer è palesemente "un male", perché va a sottrarre risorse a questioni più fondamentali.(qui naturalmente si esclude l'utilizzo dei computer per programmare, in scuole specifiche)
          • Santos-Dumont scrive:
            Re: Arringa difensiva
            - Scritto da: g.dotta
            Se Mantellini ha sbagliato, ho sbagliato anche io
            (non sto a linkare perchè partirei con il piede
            sbagliato). Ma mi permetto di tentare una arringa
            difensiva.

            Il riferimento che si fa di McLuhan e in generale
            ciò che si contesta a questo editoriale non sono
            cose prive di fondamento. Ma mi sembrano minate
            dello stesso errore che si va a contestare,
            ovvero una confusione sui termini.

            Lo strumento non è puramente neutrale? Non è vero
            che sia né buono né cattivo per natura?
            Probabile, ma considerare questa una definizione
            è un errore molto più marcato che non piuttosto
            il rilevare il contrario.

            McLuhan sosteneva che lo strumento porta di per
            sé un messaggio che è tanto importante da
            prevaricare addirittura il contenuto. Di
            conseguenza, il messaggio vero trasmesso è quello
            prevalente, ovvero quello offerto dalla presenza
            stessa del medium. Facile, a questo punto,
            pensare che allora se qualcosa di male venga
            fatto con un computer la colpa sia almeno in
            parte del computer stesso, ma ciò è sbagliato. E'
            sbagliato perchè l'uso che vien fatto del
            computer è a-prescindere dalla natura del
            computer stesso.No. E' proprio questo il problema, ritenere che l'uso del mezzo, ossia il contenuto che in realtà é un altro medium innestato nel primo, determini la moralità del primo mezzo.La comunicazione in rete é un'estensione del nostro sistema nervoso e se proprio vogliamo stabilirne l'utilità per la nostra società o meno dobbiamo svincolarci dalle valutazioni sugli altri mezzi che ingloba, i quali vanno separati innanzitutto in separata sede e successivamente considerando l'ibrido che ne deriva.
            Io ho usato l'esempio della pedofilia. Internet
            incoraggia la trasmissione delle informazioni,
            l'accelerazione delle comunicazioni, ma se le
            informazioni trasmesse sono file compromettenti
            la colpa non è certo del mezzo e delle
            opportunità che concede. Se il mezzo è il
            messaggio, e dunque se il computer stesso è il
            messaggio, ciò non significa che il computer
            abbia colpe sui contenuti veicolati: si tratta di
            due livelli differenti di messaggio, due sistemi
            paralleli ma non comunicanti. E metterli in
            corrispondenza è un errore. Un errore frutto
            dell'intelligenza e dell'analisi, ma pur sempre
            un errore.Ma vedi che arrivi alla stessa conclusione? Già stai separando i medium! McLuhan affermava che i nuovi media conferiscono a quelli antichi una nuova intensità, ed infatti indipendentemente da valutazioni morali sulla pedofilia o qualsiasi altra "filia", la comunicazione istantanea attraverso internet si limita ad accelerare e intensificare un fenomeno preesistente. I pedofili non sono nati con internet, nemmeno la pornografia in generale... Ma una diffusione capillare ed istantanea come l'abbiamo oggi é un fenomeno sconosciuto nella nostra storia.
            E se è vero che Mantellini confonde il mezzo con
            il messaggio, può consolarsi. E' infatti un certo
            Ugo Volli (ben conosciuto nel mondo della
            semiotica) ad ammettere che "non è chiaro che
            cosa significa esattamente 'mezzo di
            comunicazione'": ogni medium infatti è sia un
            "supporto fisico" che una "forma di
            organizzazione", sia un "modo di produzione" che
            un modo di "distribuzione" (tutto citato da
            Volli, "Il libro della comunicazione). E' un argomento complicato senz'ombra di dubbio.Ma IMHO la definizione di McLuhan é sufficientemente chiara: medium é ogni strumento che estende il nostro corpo (inteso in senso lato). Pensa a qualsiasi tecnologia e vedrai che determinarne la "mediaticità" é semplice.
            Chiudo ancora con Volli: "se i mezzi sono i
            messaggi, che cosa siano i mezzi è il frutto di
            una stratificazione di pratiche d'uso e in
            definitiva di messaggi [...] c'è ancora uno
            strato che si interpone tra i mezzi in sé e ciò
            che essi appaiono al pubblico: la loro gestione,
            il modo in cui essi sono usati da chi li
            controlla".E vedi che si torna sempre alla cecità. La scelta dei contenuti, ossia dei mezzi stratificati dotati di nuova intensità, viene definito "uso che se ne fa". In pratica si chiude gli occhi sia sul medium nuovo, con le proprie nuove peculiarità, che su quelli antichi di cui a tutt'oggi si preferisce ignorare l'effetto (e per darti un'idea della portata, l'analisi di McLuhan sui media inizia dalla ruota come estensione delle nostre gambe, mi spiego?) e maggior ragione si ignora la nuova intensità conferita dall'ibridazione col nuovo medium.
            Mantellini, se hai sbagliato ho sbagliato anche
            io. Ma se sbagliamo, mal che vada, potremo dare
            la colpa allo strumento ;-)Potremo smettere di pensare in termini di "colpa" e imparare una buona volta che il termine "progresso", esso stesso figlio di una forma mentis di origine tecnologica, dev'essere profondamente riveduto e corretto. Dobbiamo imparare a fare dei test su popolazione campione delle nostre nuove tecnologie prima di permettere che abbiano diffusione su vasta scala e si rendano incontrollabili.Molto improbabile, lo so. :(Saremo succubi delle nostre estensioni (tecnologie) ancora per un bel pezzo. Oltre a una questione di ignoranza ci sono interessi ben precisi.
        • Kikko64 scrive:
          Re: Come al solito...
          - Scritto da: Santos-Dumont
          ... cut

          I medium non sono intrinsecamente immorali, ...non entro nel merito della discussione, ma se proprio volete usare i termini in lingua originale (latino in questo caso) almeno declinateli correttamente :I media (plurale) non sono intrinsecamente immorali, ...Kikko
          • Santos-Dumont scrive:
            Re: Come al solito...
            (ghost)-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 14 settembre 2006 05.21-----------------------------------------------------------
        • Anonimo scrive:
          Re: Come al solito...
          - Scritto da: Santos-Dumont
          Mi pare di capire che a tuo giudizio noi si sia
          in grado di manipolare il mezzo in base ai fini
          che ci si propone. E' qui che entri in conflitto
          con McLuhan, per il quale gli effetti
          dell'amplificazione del mezzo non hanno nulla a
          che fare con la morale: succedono e basta.Nessun fenomeno descrittivo ha nulla a che vedere con la morale. La morale non descrive cio' che e', ma cio' che deve essere. Nel momento in cui demonizziamo un medium stiamo dicendo che *non si deve usare* perche' puo' essere usato *solo* per fini cattivi. Non si ci si sta occupando di sociologia della comunicazione, ma di etica. Non ci si sta chiedendo:- che conseguenze sociali produce?bensi':- il suo uso e' giusto o sbagliato? (*)
          Se non vado errato (l'ho letto un bel po' di
          tempo fa) il primo esempio di medium presente in
          Undertanding Media é la ruota, considerato
          come estensione delle nostre gambe. Il suo
          effetto come medium é quello di produrre un
          accelerazione, indipendentemente dal fatto che la
          mettiamo su un carretto destinato al trasporto o
          sulla biga di un guerriero. Il fatto che la ruota produca accelerazione nella societa' che la usa mi impedisce di chiedermi se e' giusto o no che io investa, con un mezzo dotato di ruote, il mio rivale in amore?Ovviamente no. Si tratta di due questioni diverse.


          Usare la rete, o la televisione, e' male?

          Dipende (Mantellini).complete il dipende: dipende dai fini per i quali i media vengono usati.
          Non dipende dalla televisione, dipende dai medium
          che incorpora e ai quali ha dato nuova intensità.
          I quali a loro volta hanno caratteristiche
          inevitabili e svincolati dalla morale: Tutte le descrizioni sono svincolate dalla morale. Tutte le volte che uso uno strumento, devo sottopormi ai suoi vincoli descrittivi. Se uso la ruspa produco accelerazione. Ma non posso usarla per volare. Posso chiedermi pero' se e' giusto usarla per calpestare il mio rivale in amore?Chiedendomi questo non sto "manipolando il mezzo". L'uso della ruspa per schiacciare il rivale in amore e' compiuto nei limiti del suo dispositivo. La ruspa usa un meccanismo rotatorio e produce accelerazione - nel demolire le case, nel fare le strade, nello schiacciare i rivali in amore... Non vedo quale sociologia della comunicazione possa legittimamente impedirmi di chiedermi se i fini per i quali uso uno strumento, nei limiti del suo dispositivo, sono giusti o no.

          L'uso della rete ristruttura la nostra cultura?

          Certamente (McLuhan).

          E ristruttura la percezione.


          Queste due tesi possono essere sostenute
          insieme,

          senza contraddizione.

          Non sono d'accordo e spero di aver ampiamente
          spiegato il perché.Non e' una questione di opinione. E' una questione di logica.
          Comunque ci tengo a chiarire: io sono fautore dei
          computer nelle scuole, a patto che il processo
          educativo sia ristrutturato in funzione del nuovo
          mezzo. Fare lezione alla vecchia maniera usando
          il PC ha effetti disastrosi sull'alunno (e di
          riflesso anche sull'insegnante che perde in
          motivazione).Vedi? Tu stesso ti stai ponendo un problema etico-pedagogico, qui, in relazione all'uso di un mezzo. Stai dicendo che la rete e' un mezzo efficace per ottenere un fine (l'apprendimento) che ritieni giusto, e stai suggerendo di usarla.Ma se la sociologia della comunicazione sostituisse deterministicamente la morale, non potresti coerentemente fare questo discorso. Non si puo' scegliere o no il computer. Il computer e' e basta. Il digitale terrestre e' e basta.Dire che il governo ha *scelto* di usare i nostri soldi per il digitale terrestre e non per la copertuna adsl (forse perche' teme piu' i possibili usi della rete che i possibili usi della televisione) e' solo una espressione ingannevole. Il digitale terrestre e', e basta :-)
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito...
      bellissimo thread come pochi se ne vedono su PI, ultimamente!aggiungo il mio contributo inutile e ridicolo :$ ... ogni volta che mi si cita McLuhan mi viene in mente "Io e Annie" di Woody Allen! :D
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: Come al solito...
        - Scritto da: Anonimo
        bellissimo thread come pochi se ne vedono su PI,
        ultimamente!
        aggiungo il mio contributo inutile e ridicolo :$
        ... ogni volta che mi si cita McLuhan mi viene in
        mente "Io e Annie" di Woody Allen! :D Lui partecipa al film o qualcosa del genere, giusto? :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Come al solito...

      Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti
      sociali indotti dalla reteQuali sono secondo te?
      • Anonimo scrive:
        Re: Come al solito...
        - Scritto da: Anonimo

        Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti

        sociali indotti dalla rete
        Quali sono secondo te?Io ho un esempio; una cosa successa a me che mi ha dato la sensazione del cambiamento portato dalla rete... Ho un amico che ha chattato per anni con un africano x interessi comuni, niente di sessuale infatti non gli e' mai venuto in mente di scambiarsi foto; ad un certo punto questa persona ha avuto occasione di venire in italia x lavoro... Mentre stavamo andando a prenderlo io e il mio amico ho ipotizzato che il tipo fosse di colore... Bhe, lui e' caduto dalle nuvole dicendomi che non ci aveva mai pensato...Questa secondo me e' una delle rivoluzioni portate dalla rete, poter conoscere una persona e comunicare con essa prima di vederla spero portera' pian piano la specie a giudicare meno dalle apparenze e lasciarsi guidare meno dai razzismi.
        • Santos-Dumont scrive:
          Re: Come al solito...
          - Scritto da: Anonimo
          - Scritto da: Anonimo


          Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti


          sociali indotti dalla rete


          Quali sono secondo te?

          Io ho un esempio; una cosa successa a me che mi
          ha dato la sensazione del cambiamento portato
          dalla rete...

          Ho un amico che ha chattato per anni con un
          africano x interessi comuni, niente di sessuale
          infatti non gli e' mai venuto in mente di
          scambiarsi foto; ad un certo punto questa persona
          ha avuto occasione di venire in italia x
          lavoro... Mentre stavamo andando a prenderlo io e
          il mio amico ho ipotizzato che il tipo fosse di
          colore... Bhe, lui e' caduto dalle nuvole
          dicendomi che non ci aveva mai pensato...

          Questa secondo me e' una delle rivoluzioni
          portate dalla rete, poter conoscere una persona e
          comunicare con essa prima di vederla spero
          portera' pian piano la specie a giudicare meno
          dalle apparenze e lasciarsi guidare meno dai
          razzismi.La rete ha tra gli altri effetti la retribalizzazione, ma non in senso etnico. Ci ritroviamo a condividere istantaneamente con persone che in passato sarebbero state al di fuori della nostra portata. Io reputo questo fatto un evento "cosmico", il cambiamento in assoluto più significativo nella nostra storia. Penso che solo in futuro saremo in grado di apprezzarne la portata e i dettagli, ma intuitivamente sento che tutti noi possiamo trarne immensi vantaggi, vantaggi che superano di gran lunga le eventuali perdite...
      • Santos-Dumont scrive:
        Re: Come al solito...
        - Scritto da: Anonimo

        Abbiamo davanti agli occhi i cambiamenti

        sociali indotti dalla rete

        Quali sono secondo te?Estrapolando quel che scrisse all'epoca McLuhan sul tema della comunicazione elettronica istantanea, quest'ultima era destinata a costituire una sorta di "sistema nervoso globale" della società, annullando le distanze e rendendoci tutti partecipi.Lascio alla tua arguzia l'individuazione degli effetti sulla nostra società odierna... Come pure delle fobie di chi vive questo processo di integrazione come un'annullamento della personalità. Siamo passati dalla frammentazione dell'uomo alfabetico-letterario, tutta fondata sui "punti di vista" e la comunicazione scritta uno a molti, alla riunificazione in villaggio globale dove anziché individui isolati siamo membri di un contesto più grande e partecipativo.
        • Anonimo scrive:
          Re: Come al solito...
          - Scritto da: Santos-Dumont

          Estrapolando o espungendo ?
          quel che scrisse all'epoca McLuhan
          sul tema della comunicazione elettronica
          istantanea, quest'ultima era destinata a
          costituire una sorta di "sistema nervoso globale"
          della società, annullando le distanze e
          rendendoci tutti partecipi.
          Lascio alla tua arguzia l'individuazione degli
          effetti sulla nostra società odierna... Come pure
          delle fobie di chi vive questo processo di
          integrazione come un'annullamento della
          personalità. Siamo passati dalla frammentazione
          dell'uomo alfabetico-letterario, tutta fondata
          sui "punti di vista" e la comunicazione scritta
          uno a molti, alla riunificazione in villaggio
          globale dove anziché individui isolati siamo
          membri di un contesto più grande e partecipativo.Sei un critico cinematografico, dillo.Ciao!
          • Santos-Dumont scrive:
            Re: Come al solito...
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Santos-Dumont



            Estrapolando

            o espungendo ?Scegli tu, estrapolare come "estrarre, separare una parte da un tutto".

            quel che scrisse all'epoca McLuhan

            sul tema della comunicazione elettronica

            istantanea, quest'ultima era destinata a

            costituire una sorta di "sistema nervoso
            globale"

            della società, annullando le distanze e

            rendendoci tutti partecipi.

            Lascio alla tua arguzia l'individuazione degli

            effetti sulla nostra società odierna... Come
            pure

            delle fobie di chi vive questo processo di

            integrazione come un'annullamento della

            personalità. Siamo passati dalla frammentazione

            dell'uomo alfabetico-letterario, tutta fondata

            sui "punti di vista" e la comunicazione scritta

            uno a molti, alla riunificazione in villaggio

            globale dove anziché individui isolati siamo

            membri di un contesto più grande e
            partecipativo.

            Sei un critico cinematografico, dillo.

            Ciao!Tutt'altro, in altri tempi mi avrebbero definito "l'impiegato della mutua".
  • Anonimo scrive:
    Lettura consigliata
    Vi consiglio questo libro:http://snipurl.com/l73zapparentemente una sciocchezza e denigrato con snobismo da molti, mentre viene scambiato dai più distratti (che lo comprano!) per un libro che *veramente* contiene quel che dice il titolo (e non leggono il sottotitolo) ma, invece, vi assicuro che se vi regalerete il tempo di leggerlo, se non avete già perfettamente chiara la visione di come venga trattata la verità da quasi tutti, ne ricaverete qualcosa di utile.Quello che stupisce è che Galimberti faccia affermazioni senza approfondire e che dunque, in ultima analisi, non abbia interesse per la verità, nelle sue affermazioni.Che cosa mai potranno contenere allora, le sue parole? ;-)Leggete il libercolo, su su...
  • Anonimo scrive:
    tutta colpa dei Mass media
    L'informazione legata alla pedofilia è spesso viziata da una 'sassaiola dell'ingiuria' rivolta ad internet piuttosto che ai criminali della pedopornografia. Tutta colpa della spettacolarizzazione della cronaca. :@http://webnews.html.it/focus/544.htm
    • mda scrive:
      Re: tutta colpa dei Mass media
      - Scritto da: Anonimo
      L'informazione legata alla pedofilia è spesso
      viziata da una 'sassaiola dell'ingiuria' rivolta
      ad internet piuttosto che ai criminali della
      pedopornografia. Tutta colpa della
      spettacolarizzazione della cronaca. :@

      http://webnews.html.it/focus/544.htmSecondo me, perché la maggioranza dei giornalisti è ignorante in materia, oltre che di filosofia e sociologia(geek)
    • Anonimo scrive:
      Re: tutta colpa dei Mass media
      pedofilia ma non solo:L' Internet è citato ( SPESSO e VOLENTIERI!)dai media anche per: satanismo, scorribande contro i diritti di autore, giri di organi rubati, istigazione al suicidio...o di una Hilton a caso che mostra tetteculo-scandalo....
  • Anonimo scrive:
    L'analfabetismo informatico fa male...
    ...anche ai filosofi. Internet e' un mezzo straordinario per distribuire e condividere informazioni, che potrebbe addirittura facilitare la ricerca filosofica, se certi scrittori trattassero i testi come documenti e non come pulpiti da cui predicare ad una massa comodamente passiva.Ecco un esempio di ricerca filosoficahttp://bfp.sp.unipi.it/~pievatolo/lm/scandalo.htmlche si e' basata esplicitamente sull'uso della retehttp://bfp.sp.unipi.it/~pievatolo/lm/scandalo.html#id2450580Evidentemente il Nostro i computer li usa per farci i giochini...
  • Anonimo scrive:
    Mantellini Ministro della Cultura
    Certi editoriali andrebbero marchiati a fuoco nell'oro !Cmq l'idea del laboratorio di fisica vs il computer destinato in ogni caso al obsolescenza non è malvagia certo però che il laboratorio di fisica senza il professore di fisica capace di spiegare i vari fenomeni misurabili è alquanto inutile mentre un computer grazie alla rete e dei software educativi/scientifici fatti con un po' di testa no perchè aiuta a rendersi indipendenti
    • mda scrive:
      Re: Mantellini Ministro della Cultura
      - Scritto da: Anonimo
      Certi editoriali andrebbero marchiati a fuoco
      nell'oro !
      Cmq l'idea del laboratorio di fisica vs il
      computer destinato in ogni caso al obsolescenza
      non è malvagia certo però che il laboratorio di
      fisica senza il professore di fisica capace di
      spiegare i vari fenomeni misurabili è alquanto
      inutile mentre un computer grazie alla rete e dei
      software educativi/scientifici fatti con un po'
      di testa no perchè aiuta a rendersi indipendentiSoprattutto perché con il Pc puoi rappresentare le simulazioni impossibili in un piccolo laboratorio. oppure dimostrare situazioni della fisica moderna. reperire altri punti di vista sul caso fisico, ecc. ecc. ;)==================================Modificato dall'autore il 09/01/2006 11.54.17
  • Anonimo scrive:
    La tecnologia...
    ... o la controlli o la subisci.Invece di cercare di tenerla fuori bisogna imparare (ed insegnare) a controllarla.
  • midori scrive:
    Sono d'accordo
    Quell'articolo su "D" è una delle cose piu' cretine che abbia mai letto...
    • mda scrive:
      Re: Sono d'accordo
      - Scritto da: midori
      Quell'articolo su "D" è una delle cose piu'
      cretine che abbia mai letto...
      Non capisco ?In che senso ? (anonimo)
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