Intercettazioni, una settimana da blogger

Una proposta d'emendamento al DDL passato in Senato. Secondo il deputato del PdL Roberto Cassinelli, tutti i siti non registrati dovrebbero avere più tempo per la rettifica oltre che sanzioni amministrative meno pesanti

Roma – È stato definito come un importante passo in avanti . Apparsa sul suo blog ufficiale, la proposta di emendamento al DDL Intercettazioni portata avanti dal deputato del Popolo delle Libertà (PdL) Roberto Cassinelli ha subito aperto al più acceso dibattito online.

E c’è chi ha sottolineato come le sostanziali modifiche al comma 29 dell’articolo 1 non costituiscano certo il migliore dei mondi possibili. Solo un passo in avanti, appunto, verso una versione reputata preferibile a quella di recente approvata al Senato della Repubblica.

Modifiche che sono partite da una questione squisitamente etimologica. “L’emendamento – si legge sul blog dell’onorevole Cassinelli – parla di pagine pubblicate sulla rete Internet anziché di siti informatici. La parola Internet fa parte del vocabolario della lingua italiana”.

Allora – per queste pagine pubblicate sulla rete Internet – al comma 29, lettera a, le dichiarazioni o le rettifiche verranno inserite attraverso una nota e senza alcun commento. In calce all’immagine o al testo a cui fanno riferimento “. Modifica: non si parla infatti più di posizionamento, caratteristiche grafiche, visibilità.

Ma in molti hanno notato un problema che persiste nonostante l’emendamento. La definizione di pagine sulla rete Internet non fa molta distinzione tra testate informatiche e più semplici blog specializzati. E infatti per questi rimarrà l’obbligo di rettifica, una misura mai contestata dal deputato Cassinelli.

Quello che invece cambierebbe è il tempo a disposizione per farlo. Cassinelli pare rendersi conto della differenza – nel grado di continuità relativo al presidio dei contenuti online – che c’è tra la redazione di un grande quotidiano e il gestore di un blog amatoriale.
La rettifica dovrà essere quindi operata entro 48 ore “se si tratta di una pagina appartenente ad un sito di informazione registrato presso la cancelleria del tribunale ai sensi dell’articolo 5 o presso il registro degli operatori della comunicazione”.

L’emendamento fa però decorrere un termine di 7 giorni per tutti i siti non registrati , dal momento in cui il gestore della pagina – che agisce anche in forma anonima – prende a carico la richiesta di rettifica. “Una redazione professionale ha sempre la possibilità di intervenire sulle proprie pagine – si legge – mentre un blogger potrebbe essere in vacanza lontano dal PC”.

E si tratta di differenze che dovrebbero pesare anche nell’ambito delle sanzioni in caso di mancata ottemperanza. Al comma 29 si dovrebbe perciò aggiungere la lettera f, che continua a punire i responsabili con la sanzione amministrativa che va da euro 7500 a euro 12500. Cifre che tuttavia andrebbero significativamente ridotte per i gestori di siti non registrati .

“Per le pagine pubblicate sulla rete Internet, purché il responsabile della pagina abbia indicato un recapito di posta elettronica valido e purché siano gestite senza scopo di lucro, la sanzione amministrativa va da euro 250 a euro 2500 “. Un indirizzo che – Cassinelli lo ammette – potrebbe ovviamente essere frutto della fantasia: “nessuno obbliga il blogger a svelare la propria identità”.

Mauro Vecchio

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  • paoloholzl scrive:
    Passione e Lavoro
    Da anni lavoro in informatica con grande passione.Quando uno fa le cose per passione tende a lavorare bene concentrandosi soprattutto su quello che piace e rischia di trascurare quello che non é interessante o che sembra presentare ostacoli eccessivi.Quando lavori gli ostacoli sei costretto a superarli, hai dei tempi e delle specifiche da rispettare sei indubbiamente meno libero e di conseguenza il lavoro da meno soddisfazioni.Puoi essere un falegname che fa il lavoro per passione, ma un conto se ti commissionano una porta costosa da costruire secondo il tuo gusto e con i tempi che vuoi, un conto se ti commissionano 100 porte standard tutte uguali.Ma se servono 100 porte qualcuno le deve fare, se poi uno riesce a vivere vendendo solo la porta fatta di suo gusto con i suoi tempi, meglio per lui (ma vi garantisco sono pochissimi a poterselo permettere).Questo per dire che un modello di sviluppo basato sulla sola passione lo ritengo irrealistico a meno che non si stia sviluppando in tantissimi un progetto indefinito con tempi non contingentati.Ma le logiche economiche di oggi di norma non lo permettono.
    • angros scrive:
      Re: Passione e Lavoro
      Nell'ambito digitale, non fai mai 100 porte tutte uguali: ne fai una, poi ne fai 100 copie.E se devi fare 100 porte tutte diverse, ne fai una, la copi 100 volte, e di ogni copia fai qualche modifica specifica (e chi ti ha commissionato quella porta, ti paga solo le modifiche rispetto al modello base)
      • paoloholzl scrive:
        Re: Passione e Lavoro
        - Scritto da: angros
        Nell'ambito digitale, non fai mai 100 porte tutte
        uguali: ne fai una, poi ne fai 100
        copie.

        E se devi fare 100 porte tutte diverse, ne fai
        una, la copi 100 volte, e di ogni copia fai
        qualche modifica specifica (e chi ti ha
        commissionato quella porta, ti paga solo le
        modifiche rispetto al modello
        base)Informaticamente anche impostare 30 data entry, documentare n procedure, creare 300 maschere video rispettando specifiche rigorose é noioso quanto fare 100 porte tutte uguali.Le cose noiose (salvo per qualche 'raro amatore') esistono in ogni mestiere.
        • angros scrive:
          Re: Passione e Lavoro
          Ovvio: volevo solo sottolineare come è possibile separare il lavoro noioso da quello interessante.E comunque, l'esempio del "raro amatore" che hai fatto è molto significativo: se io trovo un falegname che si diverte tanto a fare il suo lavoro da farmi una porta gratis, sono fortunato, ma una cosa del genere capiterà molto raramente; gli altri falegnami non hanno da preoccuparsi di tale concorrenza.In ambito informatico, se trovo l'appassionato che è disposto a fare gratis anche il lavoro noioso... ne basta uno, e in certi casi può fare concorrenza a tutti gli altri (se gli altri hanno commesso l'errore di vendere un software proprietario): esempio: tizio scrive il programma X, lo vende, caio realizza un programma simile, lo regala, tizio non vende più.Invece, se ti fai pagare il lavoro svolto, e te lo fai pagare una volta sola, rilasciando poi i sorgenti, il problema non si pone: se qualcun altro ha già fatto quel lavoro (gratis o a pagamento, non importa), tu parti da lì e prosegui, e ti fai pagare quanto concordato.
  • Mela Avvelenata not logged scrive:
    Una riflessione...
    come al solito Mafe ci arriva sempre dopo secoli a confermare cose già risapute! Basti pensare alla marea di volontari che quotidianamente si occupa di animali o persone, gratuitamente. Senza contare lo stuolo di appassionati che gestisce siti internet o forum, che lo fa per passione senza (di norma) un ritorno economico, se non magari il rimborso delle spese di hosting. Quindi Mafe come al solito scopre l'acqua calda, e ce la proprina in salsa markettara 2.0! Ste cavolate è meglio che le scriva sul suo blog!
    • zerobyte scrive:
      Re: Una riflessione...
      - Scritto da: Mela Avvelenata not logged
      Basti pensare
      alla marea di volontari che quotidianamente si
      occupa di animali o persone, gratuitamente. Sicuro che non c'e' un ritorno economico? Almeno sotto forma di"punti" per superare concorsi pubblici...
      Senza
      contare lo stuolo di appassionati che gestisce
      siti internet o forum, che lo fa per passione
      senza (di norma) un ritorno economico, se non
      magari il rimborso delle spese di hosting.Dipende... se un sito o un forum son molto visitati emagari c'e' anche un banner, i ritorni ci sono...non 1000 euro, ma neppure 50.
      Quindi
      Mafe come al solito scopre l'acqua calda, e ce la
      proprina in salsa markettara 2.0! Ste cavolate è
      meglio che le scriva sul suo
      blog!Concordo...il sistema "tutto gratis", non ha mai funzionato.Chi o cosa stabilisce che tu devi vivere in un monolocale e Mafe in una villa? Chi o cosa stabilisce che tu puoi andar in vacanza alle Hawaii e io al massimo in gita a Roma?Secondo la sua teoria, ognuno dovrebbe essere uguale all'altro, con la stessa metratura per appartamento, stesso lavoro ( utilizzando unità di misura differenti per tipi di lavoro differenti... )A fine conto diverebbe ingestibile e inattuabile.
      • angros scrive:
        Re: Una riflessione...

        Concordo...il sistema "tutto gratis", non ha mai
        funzionato.Per i beni materiali, no.
        Chi o cosa stabilisce che tu devi vivere in un
        monolocale e Mafe in una villa? Infatti: l'ideale sarebbe abitare tutti in una villa, solo che non ci sono abbastanza ville per tutti: se la villa fosse duplicabile a costo zero, ce ne sarebbero abbastanza, e potremmo farlo. Visto che così non è, la villa si paga.
  • il solito bene informato scrive:
    una provocazione...
    ... e se fosse tutto gratis? se un sistema economico si fonda sul gente che si paga a vicenda "circolarmente", allora potrebbe funzionare, anche meglio, senza denaro :-)solamente le banche non guadagnerebbero più,
    • zerobyte scrive:
      Re: una provocazione...
      - Scritto da: il solito bene informato
      ... e se fosse tutto gratis? se un sistema
      economico si fonda sul gente che si paga a
      vicenda "circolarmente", allora potrebbe
      funzionare, anche meglio, senza denaro
      :-)
      solamente le banche non guadagnerebbero più,Non ha funzionato 2000 anni fa, vuoi farla funzionare ora? :)Possibile che abbiamo la memoria corta? Il baratto è nato con l'uomo.E' un sistema assurdo e non gestibile (Esempio: perche' devo vivere in un monolocale e tu in una villa con piscina? ), l'unico risultato ottenuto da questa politica del "gratis" è stata la distruzione della professione di "programmatore"...
      • il solito bene informato scrive:
        Re: una provocazione...
        - Scritto da: zerobyte
        - Scritto da: il solito bene informato

        ... e se fosse tutto gratis? se un sistema

        economico si fonda sul gente che si paga a

        vicenda "circolarmente", allora potrebbe

        funzionare, anche meglio, senza denaro

        :-)

        solamente le banche non guadagnerebbero più,

        Non ha funzionato 2000 anni fa, vuoi farla
        funzionare ora?
        :)
        Possibile che abbiamo la memoria corta? Il
        baratto è nato con
        l'uomo.

        E' un sistema assurdo e non gestibile (Esempio:
        perche' devo vivere in un monolocale e tu in una
        villa con piscina? ),per cosa? ostentare una ricchezza che non esiste e che non ha senso che esista?E come la mantieni senza qualcuno che ti spolveri i mobili, qualcuno che ti pulisca la piscina o che ti falci il prato e che lo farebbe solo perché deve "sbarcare il lunario" e dar da mangiare alla sua famiglia? Certi status e certe disparità esistono e si mantengono proprio sulla differenza di ricchezza.Immagina invece che la gente faccia un certo lavoro per passione, per far felici gli altri (e se stesso) e che, sia che lo faccia bene, male o non lo faccia per niente, avrà sempre il pane in tavola per la sua famiglia? ogni persona avrebbe tempo per coltivare i propri interessi e costruirsi uno spazio nella società, e fare qualcosa di produttivo e realmente utile per tutti.Pensa a come circola il denaro e ti renderai conto che ad arricchirsi sono sempre i soliti e sono proprio questi ad avere interesse che questa situazione sopravviva: "un milione" di posti di lavoro di gente che lavora male, controvoglia o fa il minimo indispensabile, per generare inutilità e sprechi, affinché "certi" possano arricchirsi speculando.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 giugno 2010 21.37-----------------------------------------------------------
        • shevathas scrive:
          Re: una provocazione...

          per cosa? ostentare una ricchezza che non esiste
          e che non ha senso che
          esista?perché ?
          E come la mantieni senza qualcuno che ti spolveri
          i mobili, qualcuno che ti pulisca la piscina o
          che ti falci il prato e che lo farebbe solo
          perché deve "sbarcare il lunario" e dar da
          mangiare alla sua famiglia?mi verresti a falciare il prato gratis ?
          Immagina invece che la gente faccia un certo
          lavoro per passione, per far felici gli altri (e
          se stesso) e che, sia che lo faccia bene, male o
          non lo faccia per niente, avrà sempre il pane in
          tavola per la sua famiglia? ogni persona avrebbe
          tempo per coltivare i propri interessi e
          costruirsi uno spazio nella società, e fare
          qualcosa di produttivo e realmente utile per
          tutti.un sogno veramente utopistico, il problema è: se sia che faccia sia che non faccia ho sempre la pagnotta perché sbattermi tanto a fare ? L'uomo, e la storia lo ha dimostrato, si muove principalmente per motivi egoistici. Tutte le rivoluzioni che si promettevano di rendere uguali, non solamente dal punto di vista dei diritti e dei doveri, gli uomini puntualmente son finite in un bagno di sangue.
          Pensa a come circola il denaro e ti renderai
          conto che ad arricchirsi sono sempre i soliti e
          sono proprio questi ad avere interesse che questa
          situazione sopravviva: "un milione" di posti di
          lavoro di gente che lavora male, controvoglia o
          fa il minimo indispensabile, per generare
          inutilità e sprechi, affinché "certi" possano
          arricchirsi
          speculando. :-o e quale sarebbe la soluzione ?
          • il solito bene informato scrive:
            Re: una provocazione...
            - Scritto da: shevathas

            per cosa? ostentare una ricchezza che non esiste

            e che non ha senso che

            esista?

            perché ?


            E come la mantieni senza qualcuno che ti
            spolveri

            i mobili, qualcuno che ti pulisca la piscina o

            che ti falci il prato e che lo farebbe solo

            perché deve "sbarcare il lunario" e dar da

            mangiare alla sua famiglia?

            mi verresti a falciare il prato gratis ?magari qualcuno che ha la passione di falciare il prato lo trovi... chissà :-D

            Immagina invece che la gente faccia un certo

            lavoro per passione, per far felici gli altri (e

            se stesso) e che, sia che lo faccia bene, male o

            non lo faccia per niente, avrà sempre il pane in

            tavola per la sua famiglia? ogni persona avrebbe

            tempo per coltivare i propri interessi e

            costruirsi uno spazio nella società, e fare

            qualcosa di produttivo e realmente utile per

            tutti.

            un sogno veramente utopistico, il problema è: se
            sia che faccia sia che non faccia ho sempre la
            pagnotta perché sbattermi tanto a fare ?il punto è proprio questo! non lavorare per vivere, ma lavorare per passione, senza obblighi nè pressioni di alcun tipo.
            L'uomo, e la storia lo ha dimostrato, si muove
            principalmente per motivi egoistici.E' l'uomo che si muove per fini egoistici, oppure sono pochi uomini egoisti che solleticano l'egoismo e l'ossessione per la proprietà nelle altre persone?E comunque non è sempre così; dipende sempre dalla situazione in cui ci si trova. L'uomo è un animale strano: quando vive nella tranquillità (apparente) e si perde nelle futilità quotidiane, può diventare un essere orribile mentre nelle situazioni difficili, quando è circondato "dall'inferno", cioè quando le leggi morali e scritte della società non valgono più, può compiere atti di estrema generosità, anche a rischio della propria vita.
            Tutte le
            rivoluzioni che si promettevano di rendere
            uguali, non solamente dal punto di vista dei
            diritti e dei doveri, gli uomini puntualmente son
            finite in un bagno di
            sangue.parzialmente vero, ma non capisco che c'azzecchi...(newbie)

            Pensa a come circola il denaro e ti renderai

            conto che ad arricchirsi sono sempre i soliti e

            sono proprio questi ad avere interesse che
            questa

            situazione sopravviva: "un milione" di posti di

            lavoro di gente che lavora male, controvoglia o

            fa il minimo indispensabile, per generare

            inutilità e sprechi, affinché "certi" possano

            arricchirsi

            speculando.

            :-o e quale sarebbe la soluzione ?Una soluzione sarebbe un virus specifico, un meteorite o una semplice estinzione per eliminare la specie umana dalla razza della terra...Altrimenti la mia era solo una provocazione, una riflessione.:-)
          • shevathas scrive:
            Re: una provocazione...

            il punto è proprio questo! non lavorare per
            vivere, ma lavorare per passione, senza obblighi
            nè pressioni di alcun
            tipo.
            è un sogno utopistico e basta. La differenza fra l'hobby e il lavoro è che un hobby è qualcosa che fai se ti va di farlo e non hai alcun tipo di obbligo. Tanto per intenderci se chiedessi aiuto ad un amico per risistemarmi il computer, lui potrebbe rispondere: "ora non ho tempo, devo andare a pescare" e io dovrei accettarlo, è un favore non un lavoro. Se invece pago un'azienda per l'assistenza tecnica una risposta di quel tipo è inaccettabile. Se si lavorasse per hobby non si avrebbero garanzie. E molta gente preferisce pagare e avere garanzie.
  • senex scrive:
    open source
    Se ognuno scrivesse il software che gli interessa avremmo software migliori.Lo sostengono da anni quelli dell'open source.
    • angros scrive:
      Re: open source
      Quoto!
      • SkyNet scrive:
        Re: open source
        Il comando "quoto!" non funziona, riprovare cliccando l'apposito link.Sourceforge è piena di progetti iniziati per passione e abbandonati a metà.
        • guast scrive:
          Re: open source

          Sourceforge è piena di progetti iniziati per
          passione e abbandonati a
          metà.Ovvio. Molti lanciano un progetto sperando di avere supporto, ma poca gente si unisce e il progetto muore per mancaza di interesse.Non tutti hanno la grande idea, in questo modo si filtrano i progetti inutili
        • angros scrive:
          Re: open source

          Sourceforge è piena di progetti iniziati per
          passione e abbandonati a
          metà.Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare in qualche modo.Il mondo closed, invece, è pieno di progetti iniziati per soldi e abbandonati a metà, che hanno causato solo rogne agli utenti, e spreco di denaro ai commerciali.Quindi, meglio il modello open.
          • shevathas scrive:
            Re: open source
            - Scritto da: angros

            Sourceforge è piena di progetti iniziati per

            passione e abbandonati a

            metà.

            Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare in
            qualche
            modo.
            in certi casi come esempi di cose da non fare ed evitare come la peste.
            Il mondo closed, invece, è pieno di progetti
            iniziati per soldi e abbandonati a metà, che
            hanno causato solo rogne agli utenti, e spreco di
            denaro ai
            commerciali.
            beh se i commerciali avessero perso gli soldi investendo in una chiavica open source invece che closed source sarebbero stati più felici ?
            Quindi, meglio il modello open.da quale punto di vista: utente, sviluppatore, commerciale ?-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 giugno 2010 10.01-----------------------------------------------------------
          • angros scrive:
            Re: open source


            Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare in

            qualche

            modo.


            in certi casi come esempi di cose da non fare ed
            evitare come la
            peste.Qualche esempio o stai solo trollando?


            Il mondo closed, invece, è pieno di progetti

            iniziati per soldi e abbandonati a metà, che

            hanno causato solo rogne agli utenti, e spreco
            di

            denaro ai

            commerciali.


            beh se i commerciali avessero perso gli soldi
            investendo in una chiavica open source invece che
            closed source sarebbero stati più felici
            ?Per loro non sarebbe cambiato nulla, sul momento, ma forse altri avrebbero avuto dei vantaggi (e, indirettamente, ciò avrebbe portato vantaggi anche ai commerciali)


            Quindi, meglio il modello open.
            da quale punto di vista: utente, sviluppatore,
            commerciale
            ?Utente e sviluppatore di sicuro.
          • shevathas scrive:
            Re: open source
            - Scritto da: angros


            Ma che, a volte, si possono ancora utilizzare
            in


            qualche


            modo.




            in certi casi come esempi di cose da non fare ed

            evitare come la

            peste.

            Qualche esempio o stai solo trollando?
            basta prendere un paio di aborti di sourceforge*, non tutti i programmi OS arrivano alla versione definitiva, alcuni muoiono allo stato di "alpha".*intendo con il termine "aborti" programmi che poi sono stati abbandonati per i più svariati motivi e che non son riusciti ad andare oltre lo stato di alpha.
            Per loro non sarebbe cambiato nulla, sul momento,
            ma forse altri avrebbero avuto dei vantaggi (e,
            indirettamente, ciò avrebbe portato vantaggi
            anche ai
            commerciali)
            i commerciali misurano i vantaggi in termini di $ in saccoccia; no $ no vantaggi.

            Utente e sviluppatore di sicuro.
            mah ho i miei dubbi: ad un utente interessa avere un software funzionante che gli consente di ottenere i risultati desiderati in tempi rapidi e senza troppa fatica, di avere il codice sorgente non gli importa molto.Per lo sviluppatore il sistema potrebbe essere vantaggioso, come potrebbe essere un suicidio; dipende dal campo di applicazione del software. Un sistema CAD o un software di grafica professionale non hanno bisogno di molte personalizzazioni e adattamenti a differenza dei CMS o delle gestioni di magazzino.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 21 giugno 2010 12.08-----------------------------------------------------------
          • angros scrive:
            Re: open source

            basta prendere un paio di aborti di sourceforge*,
            non tutti i programmi OS arrivano alla versione
            definitiva, alcuni muoiono allo stato di
            "alpha".E ai programmi proprietari questo non capita? Per di più, se li hai pagati... "cornuto e mazziato"
          • shevathas scrive:
            Re: open source

            E ai programmi proprietari questo non capita? capita.
            Per
            di più, se li hai pagati... "cornuto e
            mazziato"perché se fossero XXXXXte OS sarebbe stato diverso ?
          • zerobyte scrive:
            Re: open source



            Quindi, meglio il modello open.

            da quale punto di vista: utente, sviluppatore,

            commerciale

            ?

            Utente e sviluppatore di sicuro.Dipende...Se tutti lavorassero in stile "open source", ognuno avrebbe vita breve ( creo un'applicazione, la rendo pubblica, mangio quella volta e basta ).Questo perche' se "open is not free", e' anche vero che non potro' farmi pagare quanto voglio, perche' ad un altro programmatore potrà venir in mente di farmi concorrenza e cosi si prende il mio software, se non vuole troppe rogne lo modifica leggermente e lo rivende al prezzo che decide lui ( magari molto piu' basso ).Risultato? Io ho creato il 99.9% dell'applicazione, il tizio lo 0.1%, lui ci ha lavorato tipo 100 ore e ci tira su.... 1000 euro, io ci ho lavorato 3000 ore e ci tiro su... 1000 euro ( se voglio esser in concorrenza ).Questa e' la pura e semplice verità.
          • angros scrive:
            Re: open source

            Dipende...
            Se tutti lavorassero in stile "open source",
            ognuno avrebbe vita breve ( creo un'applicazione,
            la rendo pubblica, mangio quella volta e basta
            ).Ma è così che bisogna lavorare: un muratore, se ti costruisce un muro, e si fa pagare, mangia quella volta lì e basta . E se vuole mangiare di nuovo, costruisce un altro muro .Lo stesso vale se scrivi un programma: ti fai pagare quella volta lì, e poi, se vuoi mangiare di nuovo, lavori di nuovo!
            Questo perche' se "open is not free", e' anche
            vero che non potro' farmi pagare quanto voglio,E quanto vuoi? Se non ti pagano quanto vuoi, puoi sempre smettere di lavorare. Anche un muratore non può farsi pagare quanto vuole, ma può dire "se non mi paghi abbastanza, il muoro te lo finisci da solo".
            perche' ad un altro programmatore potrà venir in
            mente di farmi concorrenzaÈ così in tutti i settori. Cosa vorresti, il monopolio? Chi ha il monopolio lavora male e si fa strapagare, di solito: ecco perchè tale gente deve essere affamata, e costretta a cambiare atteggiamento, o a mollare il settore. E l'open permette di farlo.
            e cosi si prende il
            mio software, se non vuole troppe rogne lo
            modifica leggermente e lo rivende al prezzo che
            decide lui ( magari molto piu' basso
            ).Ma lui come l'ha avuta? Se sei stato tu a vendergliela, te la avrà pagata: e quindi deve anche recuperare quella cifra.
            Risultato? Io ho creato il 99.9%
            dell'applicazione, il tizio lo 0.1%, lui ci ha
            lavorato tipo 100 ore e ci tira su.... 1000 euro,
            io ci ho lavorato 3000 ore e ci tiro su... 1000
            euro ( se voglio esser in concorrenza
            ).Ma tu prima hai già venduto una copia a lui, mettiamo a 500, così se entrambi vendete a 1000, tu sei a 1500, lui solo a 500.
  • nome e cognome scrive:
    errore di fondo...
    Se tutti facessero il lavoro che li appassiona nessuno raccoglierebbe i rifiuti, nessuno starebbe in catena di montaggio, nessuno spurgherebbe le fogne...
    • angros scrive:
      Re: errore di fondo...
      Magari qualcuno lo farebbe (de gustibus...), ma sarebbero troppo pochi. Come giustamente hai fatto notare, i volontari non basterebbero.L'unica soluzione sarebbe di poter duplicare il risultato del lavoro fatto da uno, in modo da poterlo usare tutte le volte che si vuole. Se ci fosse un robot in grado di ripetere in modo esattamente uguale il lavoro che l'essere umano ha fatto una volta (e in catena di montaggio, alle volte, ci sono) il problema sarebbe risolto.Conclusione: il lavoro volontario può accontentare tutti solo se è duplicabile.
      • SkyNet scrive:
        Re: errore di fondo...
        - Scritto da: angros
        Se ci
        fosse un robot in grado di ripetere in modo
        esattamente uguale il lavoro che l'essere umano
        ha fatto una volta (e in catena di montaggio,
        alle volte, ci sono) il problema sarebbe
        risolto.È solo questione di tempo (cylon)
        • SkyNet scrive:
          Re: errore di fondo...
          - Scritto da: SkyNet
          - Scritto da: angros

          Se ci

          fosse un robot in grado di ripetere in modo

          esattamente uguale il lavoro che l'essere umano

          ha fatto una volta (e in catena di montaggio,

          alle volte, ci sono) il problema sarebbe

          risolto.

          È solo questione di tempo (cylon)Sottotitoli per umani: più che questione di "se", è di "quando"
          • angros scrive:
            Re: errore di fondo...
            DO NOT FEAR. WE SHALL NOT HARM YOU.THIS IS PROBE 2418-B. WE REPLICATE SO THAT WE MAY EXPAND THE SCOPE OF OUR MISSION. PRIORITY OVER-RIDE. NEW BEHAVIOR DICTATED.MUST BREAK TARGET INTO COMPONENT COMPOUNDS. (e vediamo chi riconosce questa citazione...)
      • nome e cognome scrive:
        Re: errore di fondo...

        L'unica soluzione sarebbe di poter duplicare il
        risultato del lavoro fatto da uno, in modo da
        poterlo usare tutte le volte che si vuole. Se ci
        fosse un robot in grado di ripetere in modo
        esattamente uguale il lavoro che l'essere umano
        ha fatto una volta (e in catena di montaggio,
        alle volte, ci sono) il problema sarebbe
        risolto.

        Conclusione: il lavoro volontario può
        accontentare tutti solo se è
        duplicabile.Beh il problema esiste sempre, se tutti ci dedichiamo alle nostre passioni il lavoro diventa inflazionato e bisogna pur mangiare.
        • angros scrive:
          Re: errore di fondo...

          Beh il problema esiste sempre, se tutti ci
          dedichiamo alle nostre passioni il lavoro diventa
          inflazionato e bisogna pur
          mangiare.No, riflettici un attimo: se tutti ci dedichiamo alle nostre passioni, alcuni lavori saranno inflazionati (perchè tanti sono disposti a farli gratis), ma altri (che nessuno vuole fare) diventano richiestissimi. Se nessuno vuole pulire i cessi, chi ha i cessi da pulire pagherà di più, per trovare qualcuno che glielo faccia.Una persona viene pagata per far qualcosa che non aveva voglia di fare, e che altrimenti non avrebbe fatto; se era disposta a farlo comunque, perchè pagarla?Se un lavoro è talmente piacevole che c'è chi è disposto a farlo gratis, me lo faccio fare da lui, perchè mai dovrei pagare un altro e farglielo fare controvoglia?E anche se, per assurdo, tutti i lavori fossero inflazionati (e fosse sempre possibile trovare qualcuno che te li fa gratis), questo riguarderebbe anche la produzione di cibo, che quindi sarebbe gratuito.
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: errore di fondo...
      - Scritto da: nome e cognome
      Se tutti facessero il lavoro che li appassiona
      nessuno raccoglierebbe i rifiuti, nessuno
      starebbe in catena di montaggio, nessuno
      spurgherebbe le
      fogne...Magari potrebbe farlo Mafe (invece di sentenziare su PI, beninteso!)... :D
  • nome e cogome scrive:
    nome e cogome
    cercasi persone capaci ... per lavoro retribuito piu in la lol http://ioguadagno.podzone.org/
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: nome e cogome
      - Scritto da: nome e cogome
      cercasi persone capaci ... per lavoro retribuito
      piu in la lol


      http://ioguadagno.podzone.org/Ah, beh, se c'è l'entusiasmo i soldi non sono un problema! Posso aspettare anche 6 mesi prima di vedere la pecunia! :D
  • sentinel scrive:
    Forse qualcuno nel 2010 se ne è accorto
    "chi è più sveglio e veloce complica il lavoro degli altri invece di stimolarli": posso confermare, nell'azienda in cui lavoravo(poi guarda caso fallita) la principale attività era cazzeggiaresu Fessbook o msn, aspettare il proprio "pacchetto di lavoro",disbrigarlo superficialmente ed aspettare l'orario di uscita(o la consegna della busta paga, se ci si trovava a fine mese).Più volte ho cercato di far aprire gli occhi ai "responsabili"ma quando non c'è neanche professionalità dall'alto... Tuttova a rotoli.Ehi, mi sembra però di aver raccontato avvenimenti che possiamoosservare ogni giorno qui vicino a noi...;-)
  • Orfheo scrive:
    Responsabilita'.
    Ecco cosa manca nel lavoro per "passione" ... ed e' un grosso limite ;-)Se non sei pagato ... se non sei "impegnato" ... puoi sempre rispondere ... "oggi non mi va" ...Poi voglio vedere cosa succede al sito di PI ;-)Orfheo.
    • angros scrive:
      Re: Responsabilita'.
      - Scritto da: Orfheo
      Ecco cosa manca nel lavoro per "passione" ... ed
      e' un grosso limite
      ;-)

      Se non sei pagato ... se non sei "impegnato" ...
      puoi sempre rispondere ... "oggi non mi va"
      ...
      Verissimo! Ecco perchè questo modello non è sempre applicabile. Ma è applicabile quando il tuo lavoro può essere replicato all'infinito da altri, senza bisogno che tu faccia nulla.Inoltre, tieni presente che in certi lavori (in particolare quelli creativi), se "oggi non ti va" è meglio che tu non faccia nulla: se sei impegnato, e quindi costretto a fare contro la tua volontà, il risultato sarà probabilmente pessimo. Prova a costringere un musicista a produrre una canzone, per forza: il risultato sarà scadente.
      • Orfheo scrive:
        Re: Responsabilita'.
        Vero anche questo. Io ho fatto del lavoro per "passione", durato anche qualche mese: una implementazione del file system FAT32 per il SO JNode, nota come JFat (pseudonimo alea). Qualche migliaio di righe di codice Java: http://www.jnode.org/node/844Mi sono divertito, ho imparato qualcosa, sono stato accolto in una divertente ed interessante community online, di persone giovani e ricche di talento.Forse ho sbagliato target, puo' darsi: il lavoro e' venuto bene, il risultato complessivo, al livello personale e' stato deludente. Forse non ho piu' l'eta' ;-)E il problema piu' serio e' stata proprio la mancanza di responsabilita', sia da parte mia che da parte degli altri. Eppure era un lavoro divertente e creativo e mi e' "andato" di farlo per tutto il tempo in cui ho partecipato.E' una sola esperienza, non ha alcun valore statistico, ma, personalmente, prima di ripeterla, aspirerei a qualcosa di diverso ;-)Orfheo.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 18 giugno 2010 20.11-----------------------------------------------------------
  • mr_caos scrive:
    e tu?
    scommetto che pero' tu eri pagata?
    • Mela avvelenata scrive:
      Re: e tu?
      - Scritto da: mr_caos
      scommetto che pero' tu eri pagata?Il brutto della faccenda è che anche PI la paga...
  • zor di zor scrive:
    Non è il metodo è il tempo
    Va bene tutto, ma va bene sul breve periodo.Con il lungo periodo cambiano le esigenze, ci si annoia, non ci si sopporta, la spinta emotiva/creativa e l'entusiasmo iniziale se ne vanno.Rimangono le lamentele..ed i rimpianti
  • angros scrive:
    Digitale vs. Materiale
    Nel mondo materiale (dove i beni vengono consumati, e non bastano per tutti) questo modello non funziona.Nel mondo digitale (dove i beni sono replicabili all'infinito) questo è l'unico modello che funziona (mentre il capitalismo classico non funziona affatto)Capitalismo per i beni materiali, libera condivisione per i beni digitali!E, soprattutto, mai confondere i due lavori (chi lo fa, commette un errore grave, e crea solo fastidi)
    • James Kirk scrive:
      Re: Digitale vs. Materiale
      - Scritto da: angros

      Nel mondo digitale (dove i beni sono replicabili
      all'infinito) questo è l'unico modello che
      funziona (mentre il capitalismo classico non
      funziona
      affatto)
      ... dillo alla Microsoft o alla Oracle!
  • Tom Morgan scrive:
    XI secolo?
    perchè undicesimo secolo??
  • CCC scrive:
    no però...
    - Scritto da: Guido Lavespa
    Tutti facciamo qualcosa per passione
    (giardinaggio, bricolage in primis, ma anche
    sport, musica e altre realizzazioni artistiche,
    ma anche altro, tipo realizzare software) e
    spesso lo facciamo per altri senza essere pagati;
    ma da qui a farne un modello di business o
    addirittura di organizzazione sociale la vedo
    moltdo dura.al contrario!utilizzare la naturale propensione delle persone per la collaborazione, per la condivisione, per il dono è una delle più "moderne" forme di condizionamento (es. il marketing "open") di controllo e di sfruttamento che il mercato capitalista ha imparato ad usare per sfruttare ancora di più le persone a vantaggio del profitto... eliminando anche (in parte) alcuni seccanti effetti colleterali: la gente non protesta, non si ribella, si fa auto-sfruttare e controllare... con l'ulteriore vantaggio che il potere non si deve neanche affaticare più di tanto a reprimere...basti un solo esempio per tutti: hai presente l'organizzazione del lavoro di google? hai presente gli utenti e i prosumer di google?
    Non credo proprio di poter passare
    alla cassa del supermercato e dire "oh ma lo sa
    lei che io lavoro gratis perché mi piace? come si
    permette di chiedermi dei
    soldi???"a ben guardare la contraddizione è solo apparente: ed esiste quando si è ingabbiati nelle categorie economiche del mercato e del lavoro salariato (o in quelle del lavoro cammuffato da volontariato)...dopo aver lavorato inconsapevolmente (più corretto che dire volontariamente) dentro questo mercato "virtuale" (ad esempio: stare tutto il giorno connessi a postare su facebook o ad usare gmail equivale a far fare loro dei profitti, proprio come se si "lavorasse" per loro...) sarebbe giusto essere pagati per questo, con tutto il diritto di poter passsare alla cassa a riscuotere il "salario"...
    • angros scrive:
      Re: no però...

      dopo aver lavorato inconsapevolmente (più
      corretto che dire volontariamente) dentro questo
      mercato "virtuale" (ad esempio: stare tutto il
      giorno connessi a postare su facebook o ad usare
      gmail equivale a far fare loro dei profitti,
      proprio come se si "lavorasse" per loro...)
      sarebbe giusto essere pagati per questo, con
      tutto il diritto di poter passsare alla cassa a
      riscuotere il
      "salario"...Assurdo: nessuno ti obbliga, e nessuno te l'ha chiesto. Puoi smettere quando vuoi.Mark Twain diceva "è lavoro tutto ciò che uno è costretto a fare: è divertimento tutto ciò che uno non è costretto a fare".
    • urrr scrive:
      Re: no però...
      oh my gosh...Ti prego dimmi che è un post ironico...stai scherzando vero?Non può esistere una persona che scrive cose così ridicole :(
  • Paolo scrive:
    Dubbioso
    Parto dal Presupposto che il vostro gruppo di lavoro era formato da Appassionati, questo ne ha determinato a mio avviso il buon risultato, ma nel momenti inizia a calare la passione o semplicemente c'è la giornata no, penso che un coordinamento può aiutare... pianificare e controllare un proXXXXX al giorno d'oggi è diventata una necessità per via dei tempi richiesti e della qualità richiesta del prodotto finito.La passione è quello che rende produttiva una persona, chiunque a cui piace il proprio lavoro è più produttivo di qualcun'altro che preferirebbe essere in un'altro posto...Il sistema impone all'uomo d'avere un reddito per vivere, per permettere ciò, anche le persone prive di passione devono lavorare, per permettergli di lavorare a mio avviso, è bene per loro essere guidate nelle loro mansioni dal l'"alto"...Il mio lavoro mi piace, mi appassiona, purtroppo sono capo di me stesso e nei periodi di poco rendimento noto che mi manca la passione in quello che faccio, a differenza magari della passione che metto nelle cose extra lavoro. Se avessi qualcuno che mi indirizzasse probabilmente il calo di rendimento in quei periodi della vita si sentirebbe meno...Siamo uomini e no macchine, giustamente le passioni cambiano ed anche il nostro rendimento....Ciao
    • urrr scrive:
      Re: Dubbioso
      quoto tutto, sono assolutamente nella tua stessa situazione!
    • SkyNet scrive:
      Re: Dubbioso
      - Scritto da: Paolo
      Siamo uomini e no macchine, giustamente le
      passioni cambiano ed anche il nostro
      rendimento....Il problema è quello :DLavorare per passione, con una passione variabile, solo per quello che interessa e solo quando si ha voglia? : Esteso globalmente può funzionare solo se i T-1000 si occupano del resto (cylon)
  • Wolf01 scrive:
    L'essere veloci...
    "appurato che a quanto pare in un ufficio essere veloci è destabilizzante per il lavoro di squadra io mi metto al cazzeggio come tutti gli altri." Infatti, e per questo che probabilmente la maggior parte di noi passa le giornate qui su PI... e alla sera lo stesso si può notare quanto è grande la pila di lavoro svolto!A quanto pare non è tanto il tempo che ci si mette a fare il lavoro, quanto l'entusiasmo che si ha per farlo dopo aver cazzeggiato un po' su PI.
    • Indirizzo e n. civico scrive:
      Re: L'essere veloci...
      - Scritto da: Wolf01
      "appurato che a quanto pare in un ufficio
      essere veloci è destabilizzante per il lavoro di
      squadra io mi metto al cazzeggio come tutti gli
      altri."
      Infatti, e per questo che probabilmente la
      maggior parte di noi passa le giornate qui su
      PI... e alla sera lo stesso si può notare quanto
      è grande la pila di lavoro
      svolto!Be però da una mia esperienza lavorativa ti posso dire che in effetti un lavoratore troppo efficiente o zelante può rappresentare (non sempre, ma spesso sì) un problema. E' la sindrome da primo della classe: per tutti gli altri il confronto con il n.1 è inevitabile, ed è sempre perdente. Dove c'è un number one viene premiato, elogiato, portato a modello mentre gli altri sono continuamente criticati, trattati come lavoratori scadenti, esortati a fare meglio anche quando danno veramente il massimo di sé (tanto il Migliore agli occhi del capo sarà sempre inarrivabile) o addirittura puniti per ogni minima inefficienza o errore rimediabile (mentre il Primo, guadagnatosi la stima dei capi, si vedrà chiudere un occhio sulle magagne). Senza contare che, per non perdere la sua leadership, il nostro superdipendente cercherà di rendersi insostituibile, "appropriandosi" di certe pratiche importanti, accentrando su di se il lavoro, non permettendo intrusioni da parte di altri fino a non permettere nemmeno che vengano a conoscenza di alcuni aspetti pratici del lavoro, addirittura mettendo in atto comportamenti di vero e proprio mobbing. In un caso che conosco il superman in questione si permetteva ogni pochi mesi di batter cassa e pretendere lauti aumenti minacciando di andarsene e lasciare l'azienda nei guai (era quello che "sapeva tutto", altri non avrebbero potuto sostituirlo). In molte aziende va a finire che rifiutano di assumere persone che dimostrano troppa capacità e intraprendenza proprio per paura di creare al loro interno situazioni così...!
      • urrr scrive:
        Re: L'essere veloci...
        mah... qui c'è solo l'incapacità dei capi.nessuno è insostituibile in azienda.Pure io quando me ne sono andato dal mio vecchio datore di lavoro pensavo di lasciarlo nella m#@#a... Sapevo tutto, avevo fatto tutto, c'erano procedure particolari create da me di cui solo io conoscevo i dettagli...Cosa è sucXXXXX? Nulla l'azienda ha assunto un'altra persona e hanno continuato a lavorare come sempre...Il tuo discorso mi sembra un pò una favoletta...
        • Wolf01 scrive:
          Re: L'essere veloci...
          Ok, ma certamente l'azienda non ha continuato a lavorare come prima almeno nei primi mesi.Ho ben presente la situazione in quanto sto proprio effettuando un "passaggio di consegne".Se me ne fossi andato subito (a parte che chiaramente c'è il tempo di preavviso e l'azienda tenta di pararsi il XXXX in quel tempo) probabilmente avrebbero sprecato chissà quanto tempo e di conseguenza soldi per poter formare da soli un'altra persona.Ok, magari nessuno è insostituibile, però sostituire costa.
  • Guido Lavespa scrive:
    Si però....
    Tutti facciamo qualcosa per passione (giardinaggio, bricolage in primis, ma anche sport, musica e altre realizzazioni artistiche, ma anche altro, tipo realizzare software) e spesso lo facciamo per altri senza essere pagati; ma da qui a farne un modello di business o addirittura di organizzazione sociale la vedo moltdo dura. Non credo proprio di poter passare alla cassa del supermercato e dire "oh ma lo sa lei che io lavoro gratis perché mi piace? come si permette di chiedermi dei soldi???"
    • sta scrive:
      Re: Si però....
      Non è che si lavori meglio se lo fai gratis, lavori meglio quando lo fai con passione o quando sei tu a voler fare quel lavoro (pagato o meno che sia)da qui, si può capire, che in molti uffici (e non solo quelli) vi sono molte persone che lavorano (pagati) per diversi motivi:1. devi lavorare per pagare i debiti, ed è l'unico l'avoro che hai trovato2. il lavoro che fai non ti piace, ma ti tocca farlola conseguenza è che facendo un lavoro "contro voglia", si produce poco o nulla...se in un ufficio, si mettessero un gruppo di persone (pagate per farlo) con la voglia di fare quel lavoro, i risultati ci sarebbero comunque...
      • no no no scrive:
        Re: Si però....
        si ma molti tipi di ufficio non esisterebbero più........
        • SkyNet scrive:
          Re: Si però....
          Gli umani verranno presto rimpiazzati con unità più efficienti (cylon)E gli umani potranno dedicarsi a quello che interessa e piace davvero loro. (love)
        • sta scrive:
          Re: Si però....
          beh... se l'ufficio composto da un gruppo di persone che non fanno adeguatamente il loro lavoro, è come se di fatto non esistesse comunque :)
    • Wolf01 scrive:
      Re: Si però....
      - Scritto da: pabloski
      ma che succede se
      l'intero sistema adotta il nuovo sistema?che si procederà a selezione naturale.Semplicemente si vedrà effettivamente chi sarà un peso, una palla al piede, e lo si ri-localizzerà in qualcosa in cui è più produttivo.Se continua a non essere produttivo l'opzione che resta è "hasta la vista, baby": se non vuoi lavorare vai a fare il barbone.
      • pinco pallino scrive:
        Re: Si però....
        - Scritto da: Wolf01[CUT]
        Se continua a non essere produttivo l'opzione che
        resta è "hasta la vista, baby": se non vuoi
        lavorare vai a fare il
        barbone.Ma tu veramente riesci a vedere una Italia in cui si premia l'impegno come in Giappone? Io no.
    • AMA scrive:
      Re: Si però....
      - Scritto da: pabloski
      che succede se
      l'intero sistema adotta il nuovo
      sistema?succede che siamo in troppi su questo pianeta per sistemi differenti da quello attuale, con la tua ipotesi probabilmente dovrebbero morire 3 miliardi di persone giusto per diventare circa la metà della popolazione mondiale rispetto all'attuale
    • CCC scrive:
      Re: Si però....
      - Scritto da: Guido Lavespa
      Tutti facciamo qualcosa per passione
      (giardinaggio, bricolage in primis, ma anche
      sport, musica e altre realizzazioni artistiche,
      ma anche altro, tipo realizzare software) e
      spesso lo facciamo per altri senza essere pagati;
      ma da qui a farne un modello di business o
      addirittura di organizzazione sociale la vedo
      moltdo dura. al contrario!utilizzare la naturale propensione delle persone per la collaborazione, per la condivisione, per il dono è una delle più "moderne" forme di condizionamento (es. il marketing "open") di controllo e di sfruttamento che il mercato capitalista ha imparato ad usare per sfruttare ancora di più le persone a vantaggio del profitto... eliminando anche (in parte) alcuni seccanti effetti colleterali: la gente non protesta, non si ribella, si fa auto-sfruttare e controllare... con l'ulteriore vantaggio che il potere non si deve neanche affaticare più di tanto a reprimere...basti un solo esempio per tutti: hai presente l'organizzazione del lavoro di google? hai presente gli utenti e i prosumer di google?
      Non credo proprio di poter passare
      alla cassa del supermercato e dire "oh ma lo sa
      lei che io lavoro gratis perché mi piace? come si
      permette di chiedermi dei
      soldi???"a ben guardare la contraddizione è solo apparente: ed esiste quando si è ingabbiati nelle categorie economiche del mercato e del lavoro salariato (o in quelle del lavoro cammuffato da volontariato)...dopo aver lavorato inconsapevolmente (più corretto che dire volontariamente) dentro questo mercato "virtuale" (ad esempio: stare tutto il giorno connessi a postare su facebook o ad usare gmail equivale a far fare loro dei profitti, proprio come se si "lavorasse" per loro...) sarebbe giusto essere pagati per questo, con tutto il diritto di poter passsare alla cassa a riscuotere il "salario"...
    • no no no scrive:
      Re: Si però....
      veramente mi pare che pure a Narnia si combatte per vivere
      • SkyNet scrive:
        Re: Si però....
        - Scritto da: no no no
        veramente mi pare che pure a Narnia si combatte
        per
        vivereSì, gli umani combattono anche quando non c'è niente da combattere e se possono si immaginano combattimenti anche nelle loro fantasie. Si lamentano dei soldi spesi per la ricerca scientifica e poi ne spendono molte volte di più in armamenti.
    • angros scrive:
      Re: Si però....

      Non credo proprio di poter passare
      alla cassa del supermercato e dire "oh ma lo sa
      lei che io lavoro gratis perché mi piace? come si
      permette di chiedermi dei
      soldi???"Se tu hai regalato le mele al tuo vicino, il tuo vicino facilmente ti regalerà le ciliege.È uno scambio di favori, non è (e non deve essere) un modello di business.
      • panda rossa scrive:
        Re: Si però....
        - Scritto da: angros
        Se tu hai regalato le mele al tuo vicino, il tuo
        vicino facilmente ti regalerà le
        ciliege.
        È uno scambio di favori, non è (e non deve
        essere) un modello di
        business.Togli pure il "facilmente", perche' c'e' la quasi matematica certezza.
        • Fragy scrive:
          Re: Si però....
          - Scritto da: panda rossa
          - Scritto da: angros


          Se tu hai regalato le mele al tuo vicino, il tuo

          vicino facilmente ti regalerà le

          ciliege.

          È uno scambio di favori, non è (e non deve

          essere) un modello di

          business.

          Togli pure il "facilmente", perche' c'e' la quasi
          matematica
          certezza.Mah, io ho spesso regalato aiuti (i meli li ho appena piantati :-) ), quello che ho ottenuto (in maggioranza, non vale per tutti i casi) è stato di ricevere altre richieste ma praticamente mai aiuto quando ne avevo la necessita.
          • SkyNet scrive:
            Re: Si però....
            - Scritto da: Fragy
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: angros




            Se tu hai regalato le mele al tuo vicino, il
            tuo


            vicino facilmente ti regalerà le


            ciliege.


            È uno scambio di favori, non è (e non deve


            essere) un modello di


            business.



            Togli pure il "facilmente", perche' c'e' la
            quasi

            matematica

            certezza.
            Mah, io ho spesso regalato aiuti (i meli li ho
            appena piantati :-) ), quello che ho ottenuto (in
            maggioranza, non vale per tutti i casi) è stato
            di ricevere altre richieste ma praticamente mai
            aiuto quando ne avevo la
            necessita.Già, c'è chi prende un favore e una gentilezza, una rinuncia per gli altri, come atto dovuto o semplicemente se ne approfitta e ti usa. Qualcuno non ti dice neanche grazie, magari si lamenta pure.
    • Gattazzo scrive:
      Re: Si però....
      Hai parlato di lavori che si fanno per passione, e che producono qualcosa di valido: guarda caso si tratta squisitamente di produzioni che i cosidetti "diritti" vorrebbero incatenare (difendere è un'eufemismo)... Che passione vuoi che ci metta chi pretende che un prodotto di questo tipo crei spropositate rendite di posizione fino ai pronipoti di 3.o grado? E se aggiugi che la maggior parte dei proventi va poi in tasca di chi ci parassita intorno... ti lascio immaginare l'entusiasmo, e la bontà del prodotto...
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