Internet, candidatura a Milano

Lo spazio aperto agli interventi di tutti i candidati alle imminenti elezioni regionali oggi viene utilizzato da Vincenzo Viscuso (Verdi)


Milano – Mi chiamo Vincenzo Viscuso, 49 anni, e sono candidato nei Verdi per le elezioni regionali della Lombardia nella lista di Milano e Provincia. Di professione faccio l’informatico e il provider Internet, occupandomi soprattutto di utenza non-profit.

Sono tra coloro che si stanno battendo in prima linea per le libertà digitali su Internet, contro gli eccessi della legge Urbani e per la libertà di Internet e di informazione in generale.

Faccio parte dell’associazione Newglobal.it – di cui sono Consigliere e Responsabile per la Lombardia. Sono socio fondatore e Consigliere di Società Internet, Sezione italiana di ISOC – Internet Society .

Da molti anni vivo in prima persona battaglie su Internet, sia a livello nazionale che internazionale, quasi sempre accompagnate da azioni nel contesto sociale: oltre che nel campo dell’informatica e del digitale, anche nello sport, per il risparmio, per la pace, per l’ambiente, a favore dei disabili.

In particolare, ultimamente, sto seguendo Sportello Internet , un portale che si occupa della difesa dei consumatori “digitali” – e non solo.

Il mio desiderio è quello di aiutare l’affermazione dell’e-democracy, a tutti i livelli, e non solo nel campo del politico, che già nelle sue prime forme sta dando dei promettenti risultati.

Ulteriori informazioni sul sito www.vincenzoviscuso.it

Vincenzo Viscuso
Milano

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  • Anonimo scrive:
    :@ SONO UN LAUREANDO IN QUELLA FACOLTA'!
    Sono uno studente di informatica all'università perugia (esatto proprio quella che vogliono chiudere!) ho pensato di postare qui un thread per tutti quelli che come me(studiano in quella facoltà) e non sanno cosa fare!io avevo in mente di mandare una lettera di protesta al ministro dell'instruzione (pubblicandola su un giornale) per chiedere di ridare i fondi alla nostra facoltà! Ho letto molti thread qui di gente che parla parla ma non fa niente o almeno non gli interessa niente in quanto sono estranei alla mia facoltà!...Se mi volete aiutare, se anke voi siete nella mia situazione, contattatemi...Grazieoxory@libero.it
  • kermit scrive:
    cito...
    "La ricerca è fondamentalmente progresso della conoscenza. Risponde a un bisogno primario dell'uomo, quello di esplorare, di allargare gli orizzonti della conoscenza. Non è volgare prostituta delle tecnologie. Non può e non deve essere giustificata economicamente."BRAAAVOOOOOO!!!!Grazie a Dio c'è ancora qualcuno che si laurea per amor della cultura e non di un posto da dirigente in una multinazionale!Ti ammiro e ti rispetto!I miei migliori auguri. =)Paolo
  • Anonimo scrive:
    La ricerca e l'università
    E' importante, a parer mio, notare che la ricerca e l'università convivono, ma non sono la stessa cosa.L'università italiana oggi è da rifondare. Crea ottimi ricercatori? può darsi, ma che cosa fanno poi questi ottimi ricercatori? nella maggior parte dei casi vanno a fare gli operai nelle aziende, alcuni aprono atività di consulenza in proprio, pochi fanno ricerca.Che c'è di male? niente, se non fosse che molti partono con l'idea di fare ricerca, vengono preparati per fare ricerca e scoprono solo alla fine che per vivere dovranno fare dell'altro, dell'altro per cui:1) non sono preparati2) non sono motivati (è un ripiego)Per questo l'università deve fare dei ripensamenti perchè:1) tutti quelli che studiano per fare i ricercatori vengono assunti come ricercatori2) in università si comincia ad insegnare agli studenti anche come funziona e cos'è il mondo del lavoro e delle aziende.Poichè la prima strada è decisamente impraticabile, la seconda diventa obbligata.Purtroppo le università italiane sono autoreferenzianti: non accettano e non contemplano l'esistenza di un mondo al loro esterno e questo le penalizza non poco.Oggi le aziende assumono laureati non riconoscendoli la laurea (al primo impiego la differenza tra un laureato ed un diplomato è di 100 Euro mensili) anche perchè spesso gli associa un lavoro per cui la stessa laurea non è richiesta.Personalmente ad un giovane io oggi non consiglio la carriera universitaria!!! Il titolo di studio universitario è riconosciuto solamente per i concorsi pubblici, dove comunque si sa che la raccomandazione vale molto di più della preparazione (dottorati di ricerca e posti da ricercatore compresi)
  • Anonimo scrive:
    Ho i miei dubbi
    Il caro collega parla di università italiane quasi all'avanguardia, migliori di quelle americane ed europee.....beh a dire il vero ho i miei forti dubbi.Anzi secondo me siamo parecchio indietro, ma alla fine è giusto avere diverse opinioni.Su una cosa però ci si sbaglia.Non si tratta di vedere le università come aziende ma di far rispettare le leggi alle università; cosa che non avviene da anni.Se i miei fondi ammontano a 100 è giusto che spenda al massimo 100, ma non che ne spenda 140 e dica "tanto nessuno me lo vieta".
  • Anonimo scrive:
    INGEGNERIA INFORMATICA
    ...non si sente il bisogno di tante laurette & affini in tante sottomaterie... corsi di laurea in prevenzioni, disastri, sfighe varie... master in blablabla... etcetc...E poi scusatemi, un corso di laurea che debba insegnare c++, java, e così via?? ma allora non avete capito proprio nulla dell'università...l'università non è un diplomificio, non si insegnano materie "utili sul lavoro"... questo è un falso storico, un falso da profondo nord... un lavoro subito? non fare l'università... fatti un bel corsetto java o c++ ne esistono tanti!!l'università serve a formare le persone... quelle che poi guarda un po' decidono di dare 900 eur ad un javista...buono studio
    • Anonimo scrive:
      Re: INGEGNERIA INFORMATICA
      In realta' per come stanno le cose adesso, chi e' esce dall'universita' non e' colui che dara' 900 euro al mese ad un Javista, semmai e' colui che questi 900 euro al mese li prende.
    • Anonimo scrive:
      Re: INGEGNERIA INFORMATICA
      ma in che mondo vivi???L'università certo non ti prepara a decidere a chi, come e dove dare i soldi dell'azienda per cui lavori.A questo compito è vero è probabile (non necessario) che ci arrivi un laureato ma... dopo quanti anni di gavetta? 15, 20, forse mai in tutta la vita.L'università non deve insegnare a programmare in un determinato linguaggio ma la teoria universale della programmazione? e' un punto di vista, opinabile ma rispettabile.A me personalmente va benissimo se l'università è poi in grado di assorbire i suoi laureati ed occuparli in ricerca. Altrimenti, già oggi la laurea non vale che 100 euro in più al mese, renderla ancora più teorica significherebbe ridurre il suo valore a 0. Investiresti 5 (o 4 o 3) anni della tua vita per il puro gusto di autemntare il tuo bagaglio di conoscenze, ben sapendo che poi sul lavoro ti troverai svantaggiato poichè al tuo pari saranno collocate persone di 5 (o 4 o 3) anni più giovani di te? Non credi che la frustrazione che ne ricavi è tale da svantagiarti più di quanto le tue conoscenze teoriche ti avvantaggino nei confronti di questi tuoi giovani colleghi, tutti alla caccia dell'unico posto da project manager che forse sarà disponibile tra 10 anni?Personalmente credo che se l'università insiste nel tenersi alla lontana dallo "sporco mondo del lavoro" perchè loro sono "la pura e pulita conoscenza" allora la sua inutilità diventerà tale da farla collassare su se stessa.
      • Anonimo scrive:
        Re: INGEGNERIA INFORMATICA
        P.S.: dalle mie parti ad un laureato al primo impiego gli danno 800 euro al mese, meno dunque del tuo javista!!Vedi, il tuo stipendio non lo fanno le tue conoscenze, ma la fame che il mercato ha di gente con le tue competenze o simili in quel momento ed oggi il mercato è sazio ed un informatico (laureato o meno, esperto, pratico o solo teorico) è poco richiesto: molte persone per pochi posti significa poter offrire stipendi più bassi, uno che si accontenta lo si trova sempre.
    • Anonimo scrive:
      Re: INGEGNERIA INFORMATICA
      Io frequento il corso di laurea in informatica presso l'università di pisa e ti assicuro che non ti insegnano solo java o c++. E' ora di finirla di associare la laurea in informatica ad un corso di java...i laboratori sono solo una piccola parte degli insegnamenti del corso di laurea, per esempio ci sono materie come Ricerca Operativa, Calcolo Numerico, Basi di dati, Reti di calcolatori, Sistemi Operativi, Ingegneria del software, Calcolo della probabilità e statistica...ecc. che ti danno una base teorica notevole. Studiare informatica non vuol dire solo sapere programmare in Java o in C++ ma anche avere delle conoscenze teoriche notevoli per quanto riguarda varie problematiche. Piuttosto conosco molta gente che frequenta ing. informatica e sa molto le cose in teoria ma alla fine non sa neanche cos'è un indirizzo IP....
    • Anonimo scrive:
      Re: INGEGNERIA INFORMATICA
      - Scritto da: Anonimo
      ...non si sente il bisogno di tante laurette &
      affini in tante sottomaterie... corsi di laurea
      in prevenzioni, disastri, sfighe varie... master
      in blablabla... etcetc...

      E poi scusatemi, un corso di laurea che debba
      insegnare c++, java, e così via?? ma allora non
      avete capito proprio nulla dell'università...

      l'università non è un diplomificio, non si
      insegnano materie "utili sul lavoro"... questo è
      un falso storico, un falso da profondo nord... un
      lavoro subito? non fare l'università... fatti un
      bel corsetto java o c++ ne esistono tanti!!tu veramente non hai idea di cosa si insegna a igegneria informatica: è tutto tranne che un corso di programmazione;eccoti le materie che si studiano a INGEGNERIA INFORMATICA e vedi un po' te se si programma:- Analisi Matematica 1- Analisi Matematica 2- Geometria e Algebra- Fisica 1- Fisica tecnica- Chimica- Meccanica razionale- Informatica 1 - Informatica 2 - Elettrotecnica- Elettronica Applicata 1- Elettronica Applicata 2- Misure elettriche- Reti logiche- Comunicazioni elettriche- Teoria dei sistemi- Controlli automatici- Calcolatori elettronici 1- Calcolatori elettronici 2- Reti di calcolatori- Reti di telecomunicazioni- Ricerca Operativa- Sistemi Informativi 1- Linguaggi e traduttori- Intelligenza Artificiale- Ingegneria del softwareetc.Notare che nel corso di ing. informatica c'è anche molta elettronica e in tutti gli esami da superare c'è moltissima teoria (anche troppa)! Gli esami dove ti insegnano il c++ java o l'assembler e unix, non si limitano ad elencarti le istruzioni ma ti forniscono spiegazioni su come realmente funzionano le cose, come funziona la macchina virtuale java, cosa fa un compilatore, come vengono memorizzate le cose all'interndo del calcolatore, etc. etc.Un po' di rispetto per chi si è fatto il c... ad ing. informatica.
      • Anonimo scrive:
        Re: INGEGNERIA INFORMATICA

        - Fisica 1dimenticavo che c'è anche Fisica 2
      • Anonimo scrive:
        Re: INGEGNERIA INFORMATICA
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        ...non si sente il bisogno di tante laurette &

        affini in tante sottomaterie... corsi di laurea

        in prevenzioni, disastri, sfighe varie... master

        in blablabla... etcetc...



        E poi scusatemi, un corso di laurea che debba

        insegnare c++, java, e così via?? ma allora non

        avete capito proprio nulla dell'università...



        l'università non è un diplomificio, non si

        insegnano materie "utili sul lavoro"... questo è

        un falso storico, un falso da profondo nord...
        un

        lavoro subito? non fare l'università... fatti un

        bel corsetto java o c++ ne esistono tanti!!


        tu veramente non hai idea di cosa si insegna a
        igegneria informatica: è tutto tranne che un
        corso di programmazione;
        eccoti le materie che si studiano a INGEGNERIA
        INFORMATICA e vedi un po' te se si programma:
        - Analisi Matematica 1
        - Analisi Matematica 2
        - Geometria e Algebra
        - Fisica 1
        - Fisica tecnica
        - Chimica
        - Meccanica razionale
        - Informatica 1
        - Informatica 2
        - Elettrotecnica
        - Elettronica Applicata 1
        - Elettronica Applicata 2
        - Misure elettriche
        - Reti logiche
        - Comunicazioni elettriche
        - Teoria dei sistemi
        - Controlli automatici
        - Calcolatori elettronici 1
        - Calcolatori elettronici 2
        - Reti di calcolatori
        - Reti di telecomunicazioni
        - Ricerca Operativa
        - Sistemi Informativi 1
        - Linguaggi e traduttori
        - Intelligenza Artificiale
        - Ingegneria del software
        etc.

        Notare che nel corso di ing. informatica c'è
        anche molta elettronica e in tutti gli esami da
        superare c'è moltissima teoria (anche troppa)!
        Gli esami dove ti insegnano il c++ java o
        l'assembler e unix, non si limitano ad elencarti
        le istruzioni ma ti forniscono spiegazioni su
        come realmente funzionano le cose, come funziona
        la macchina virtuale java, cosa fa un
        compilatore, come vengono memorizzate le cose
        all'interndo del calcolatore, etc. etc.
        Un po' di rispetto per chi si è fatto il c... ad
        ing. informatica.Io studio informatica e sottoscrivo quello che hai detto, ad informatica non si studia elettronica ma anche da noi ti danno delle solide basi teoriche (forse anche troppe). A me fa veramente inc***are la gente che pensa che ad informatica ed ingegneria informatica si studi solo per diventare programmatori, ma lo vogliamo capire che informatico non è uguale necessariamente a programmatore? A me sinceramente fanno ridere quelli che dopo aver fatto un corso di 6 mesi da pseudo-programmatore si definiscono informatici! Io non dico che chi ha preso la laurea in informatica o ing. informatica sia migliore ma almeno un pò di riconoscimento per chi si è fatto il culo per 3+2 anni :P
  • Anonimo scrive:
    Manca un piccolo particolare
    Tutto bello ma..... i conti non tornano.Giusto che la ricerca pura vada avanti anche a discapito della tecnica e del "vile" denaro, ma la ricerca *non è* e non può essere per tutti.Venite a fare i test di ammissione alla Normale od al S.Anna di Pisa, alcuni anni non si riescono a riempire neanche i posti disponibili. Un mio caro amico ora insegna a Princeton.Facoltà "ordinarie" è giusto che abbiano l'occhio più rivolto al mondo del lavoro (o almeno.... dovrebbero averlo).Altri paesi, qui citati, utilizzano criteri molto più semplici: meno facoltà, test di ammissione e numero chiuso (es: in Germania esistono 3 facoltà di veterinaria a numero chiuso. In Italia ci sono quasi più veterinari che cani.... tant'è che molti studenti stranieri vengono a studiare in Italia per farsi poi riconoscere il titolo all'estero).Pane e laurea per tutti è un mito che in Italia non può funzionare.... od almeno, funziona né più e né meno come ci si può aspettare.... invece di assumere un ragioniere si assumerà un dottore in E.C., invece di assumere un programmatore si assumerà un ing.I ............ scontato
    • Anonimo scrive:
      Re: Manca un piccolo particolare
      Dura, cruda e pura verità.E' da anni che lo grido ai 4 venti, l'italia non ha bisogno di più laureati, l'italia non ha bisogno di più diplomati, ha bisogno che i laureati ed i diplomati siano gente che vale per laureato e diplomato.Ora invece di un ragioniere prendono un laureato in E.C., se va avanti così al posto del ragioniere avranno a disposizione persino E.C. + master o phd.E se fossi un'azienda piuttosto punterei sul selezionare bene un rag.: lo pago quel qualcosina (non tanto al primo impiego) meno ed ha più stimoli e più voglia di fare (perchè si sente più adeguato al laoro che ha da svolgere e perchè, più giovane, ha più entusiasmo)
      • Anonimo scrive:
        Re: Manca un piccolo particolare
        Dura verità ed aggiungo una triste parentesi sui Master - forse l'ambito dove il declino è stato più fulminante -.Purtroppo, specie negli ultimi due anni, sembrano diventati la panacea di tutti i mali (dell'istruzione) da vendersi " 'ntantarchilo ".La verità è che con la nuova autonomia (e la divisione in livelli) sono diventati il modo più rapido e con minori costi (per l'ateneo) per fare cassa: mentre prima i master dell'ateneo erano quelli "storici" magari testati da anni, ora spuntano master come funghi su tutte le cose più impensabili - anche con docenti da designare (non ci sono!!) - con un livello di istruzione spesso alla soglia del ridicolo.Ho avuto riprova con vari c.d. master in informatica & internet - organizzati da atenei anche prestigiosi - dove venivano ammessi anche laureati in discipline non tecniche (purché paganti....) - con risultante infarinatura e "nullismo" pauroso su tutte le materie.... ...Non manca mai il prestigioso partner aziendale di turno (il nome grosso ...) che al momento buono di prendere qualcuno per lo stage, o ne prende un paio, o si defila agilmente (con la sua parte in saccoccia!!).
    • The_GEZ scrive:
      Re: Manca un piccolo particolare
      Ciao Anonimo !
      Altri paesi, qui citati, utilizzano criteri molto
      più semplici: meno facoltà, test di ammissione e
      numero chiuso (es: in Germania esistono 3 facoltà
      di veterinaria a numero chiuso. In Italia ci sono
      quasi più veterinari che cani.... tant'è che
      molti studenti stranieri vengono a studiare in
      Italia per farsi poi riconoscere il titolo
      all'estero).Mah !Secondo me il numero chiuso è una stronzata colossale, figlio di una mentalità lobbistica.Se mi dici esami più selettivi è un conto ma numero chiuso ...Sul fatto di assumere un ingeniere per fare il lavoro di un diplomato ... aumentiamo i minimi salariali, così gli ingenieri sareanno più contenti ed ognuno sarà al suo posto ...;)
      • Anonimo scrive:
        Re: Manca un piccolo particolare
        Il numero chiuso è l'unica via di salvezza per l'università italiana..... ovviamente fatto con "criterio", ovvero:1) In base alla effettiva domanda del mondo del lavoro (1 veterinario x 1 cane = 1 disoccupato)2) In base alle effettive capacità del soggetto (i più capaci, non i più mafiosi, ricchi, etc.)3) In base alla effettiva ricettività ed organizzazione della struttura universitaria (1 corso con 300 studenti = 1 corso per corrispondenza con esame segante..... no rapporto con professore, no laboratorio, no niente).Purtroppo la nostra direzione è quella opposta (ovvero, i contributi agli atenei sono dati in base agli iscritti ed ai laureati), con l'ovvia conseguenza dell'abbassamento delle competenze.Per quanto riguarda il discorso sui salari, ne evinco che non lavori ancora (beato te!). Quello che proponi si tradurrebbe in una semplice cosa: disoccupazione vera del laureato (che non farebbe più nemmeno il lavoro del ragioniere) e/o delocalizzazione (ovvero il lavoro lo fa un indiano, un cinese, etc,).PS: Buono anche il modello misto degli USA dove i più meritevoli se li litigano i migliori atenei (MIT, Harvard, Yale).... nessuno ti impedisce di laurearti ad un College di provincia - anzi ci sono mooolti più laureati che in Italia/Europa - che però non pretendono di dirigere il CNR una volta con il foglio in mano.D'altra parte "dottore" è usato come titolo del mero laureato solo in Italia.... all'estero generalmente Dr.X vuol dire che è un medico......... ciò dovrebbe far meditare!
      • Anonimo scrive:
        Re: Manca un piccolo particolare
        - Scritto da: The_GEZ
        Sul fatto di assumere un ingeniere per fare il
        lavoro di un diplomato ... aumentiamo i minimi
        salariali, così gli ingenieri sareanno più
        contenti ed ognuno sarà al suo posto ...
        ;)Mah, la cosa si ridurrebbe come ai tempi dell'equo canone per gli affitti. In un libero mercato il "prezzo" è fatto dall'incontro di domanda e offerta, anche il prezzo di un dipendente.Già ora gli informatici sono bistrattati anche perché non hanno un loro albo, e spesso l'ingegniere con esperienza non viene assunto perché costa più del diplomato con esperienza ("tanto devo fare un programmino... a che mi serve un ingegniere?").Se si ponessero ancora ulteriori paletti all'appetibilità di un laureato sai quale sarebbe il risultato? Aziende piene di diplomati o autodidatti (parlo di informatici), con consulenti laureati e certificati. Ma quanti consulenti può "sopportare" e supportare il sistema?Marco
  • DarkDirtyDwarf scrive:
    La ricerca e l'economia
    Nell'articolo ci sono bei pensieri sugli scopi della ricerca ma e' un utopia sperare che l'italiano medio ne recepisca il contenuto.L'unica speranza per risollevare la ricerca e' proprio inserirla nel contesto economico, sotto padrone, al servizio dell'industria. Perche' se aspettiamo che la ricerca proceda nelle universita', senza soldi, senza una vera organizzazione e contrastata da tutte le lotte instestine di potere che si vedono in tutti gli atenei allora abbiamo fallito in partenza.Ad ogni modo il processo di collegamento tra ricerca e industria e' troppo lungo per sperare che i nostri politici, per nulla lungimiranti, si adoperino in tal senso.Personalmente mi sto adoperando per andarmene all'estero il prima possibile, dove avro' i mezzi per lavorare e uno stipendio degno di tale nome.
    • Anonimo scrive:
      Re: La ricerca e l'economia
      - Scritto da: DarkDirtyDwarf
      Nell'articolo ci sono bei pensieri sugli scopi
      della ricerca ma e' un utopia sperare che
      l'italiano medio ne recepisca il contenuto.Dici? Io voglio continuare a sperare che invece sia possibile. Gli svizzeri (mi scuso se c'è qualche lettore svizzero) su tante cose sono anche più chiusi e gretti, ma anche all'ultimo di loro sembrerebbe un sacrilegio se si adottassero politiche come le nostre.Mah, speriamo bene...M.R.
  • Anonimo scrive:
    Qualcuno mi aiuta per la Svizzera
    Sono un Ing. Informatico,Quelli che lavorano in Svizzera mi darebbero dei consigli per trovare lavoro? (dove guardare, cosa conviene, ecc.)Voglio andare via anche io da questo paese di esperti di calcio, operai e ladri legalizzati
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualcuno mi aiuta per la Svizzera

      Voglio andare via anche io da questo paese di
      esperti di calcio, operai e ladri legalizzatiCiao.Un Operaio.
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualcuno mi aiuta per la Svizzera
        Alludevo al fatto che ci vogliono rendere tutti operai.. tipo stipendio basso e nessuna sicurezza.
    • Anonimo scrive:
      Re: Qualcuno mi aiuta per la Svizzera
      Capisco gli esperti di calcio e i ladri legalizzati, ma gli operai che ti hanno fatto di male?
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualcuno mi aiuta per la Svizzera
        - Scritto da: Anonimo
        Capisco gli esperti di calcio e i ladri
        legalizzati, ma gli operai che ti hanno fatto di
        male?Forse alludeva ad un singolo Operaio.......
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualcuno mi aiuta per la Svizzera
        Alludevo al fatto che ci vogliono rendere tutti operai.. tipo stipendio basso e nessuna sicurezza
    • Anonimo scrive:
      Re: Ti aiuto io...
      Ciao,mi sono trasferito a Lugano 4 anni fa, se vuoi ti posso dare una mano, nei limiti del possibile.quello che serve è :1) fedina penale immacolata.2) un po' di fortuna.due società in Ticino che spesso hanno posti vacanti, e che, cosa rara, si sbattono per farti il permesso sono le :http://www.bosslab.com/company/jobs.phphttp://www.tc-systems.com/http://www.macsol.ch/Dovesiamo.htmil terzo link che ti ho dato, macsol.ch, sta per Mac Solution, questi qua, nonostante l'orrendo sito internet, è l'ideale portale d'accesso per la Svizzera.Assume tecnici dall'italia e li manda come consulenti presso compagnie informatiche in Svizzera, dando l'opportunita di entrare in contatto con diverse realtà in svizzera.Per fare questo la Mac Solution si fà rilasciare dal Cantone un permesso di lavoro... una volta ottenuto quello è relativamente facile muoversi nel mercato del lavoro svizzero.Saluti,Mario.
  • MissMarple scrive:
    Peccato: un laureato
    ... con le carte in regola! Se Perugia ha deciso di cancellare il corso di laurea da cui è uscito Matteo, il disappunto riveste molti aspetti. Sono passati oltre 30 anni da quando anch'io frequentavo l'Università, ragion per cui vedo le cose da un'ottica particolare. Ho letto tutti gli interventi registrati sin'ora e, sapete? Matteo (laurea breve) nel suo articolato commento, ha imbroccato tutti i congiuntivi ed i condizionali! Incredibile! Un mio amico (laurea lunga), architetto, quanto all'italiano, beh... lasciamo perdere. Ho letto da qualche parte che vogliono togliere l'obbligatorietà del greco al liceo classico: se la notizia fosse attendibile, anche questa sarebbe roba da matti! Per quanto concerne l'altro aspetto (gestire l'università e/o l'istruzione in generale come un'azienda) non sono completamente d'accordo con Matteo. Nel senso che ritengo doveroso "investire" nell'istruzione così come si fa per le aziende, ed è logico ricavarne un utile: che questo poi non sia necessariamente arricchimento "economico", ma di preparazione, e propedeutico alla circolazione delle idee innovative e di cultura, non mi sembra scandaloso. Né mi sembra scandalosa la sponsorizzazione di determinate aree culturali e/o di ricerca: non siamo forse tutti sponsor della Istituto per la Ricerca sul cancro (per dirne una) quando acquistiamo in piazza l'uovo di Pasqua sponsorizzato? E se un'azienda sponsorizzasse un Istituto di ricerca, che male ci sarebbe? Credo che i danari di cui uno Stato possa disporre non siano poi in un pozzo senza fondo. Ergo, intervenga pure il privato. C'è da dire, invero, che la normativa che regola la spesa pubblica andrebbe assolutamente rivista se davvero, per investire in rami "produttivi" quali l'Università, si rendessero necessari tagli. Ma le leggi sono vetuste ed assurde, e cito un caso per tutti.Il Ministero in cui svolge attività un mio amico doveva dismettere un macchinario (perfettamente funzionante ed appetibile per molte aziende del settore), acquistato pochi anni prima per 800 milioni delle vecchie lire. Pensate forse che lo abbia messo all'asta e venduto al migliore offerente? Macché! Lo ha smontato, tagliato, noleggiato due Tir per trasportare tutta la ferraglia e portato via! Se si vogliono trovare i soldi per sostenere l'Università, che è il domani di noi tutti, così come altri settori "produttivi" - latu sensu - vanno modificate le norme che regolano la spesa pubblica.
    • Anonimo scrive:
      Re: Peccato: un laureato
      Innanzitutto grazie per il commento interessante, e che contiene considerazioni interessanti e ragionate (tanto che infatti nessuno ha ancora risposto, mi pare molto più facile rispondere ai post di "rumore di fondo" ;) )Giusto una considerazione:
      ritengo doveroso "investire"
      nell'istruzione così come si fa per le aziende,
      ed è logico ricavarne un utile: che questo poi
      non sia necessariamente arricchimento
      "economico", ma di preparazione, e propedeutico
      alla circolazione delle idee innovative e di
      cultura, non mi sembra scandaloso. Ma mi trovi d'accordo; non è sull'investire che sono polemico. Sarei perfettamente contento se fosse vero che l'utile fosse valutato come preparazione e cultura.Ciò che mi preoccupa però è che mi sembra che al contrario sia proprio l'arricchimento economico ciò che si prende in considerazione per valutare il risultato di un'università. Sento sempre più spingere collaborazioni con aziende, master fatti da aziende, stage in aziende, certificazioni di aziende... e dove lo mettiamo il ruolo di ricerca di un'università? Perché informatica a Perugia si bulla tanto dei seminari della Microsoft, ma poi io per poter fare il mio stage all'INFN e poi al CERN ho dovuto cercarmi questa opportunità col lanternino (e se non fosse stato per il prof. Servoli non l'avrei mai trovata)? Mi vanno bene le collaborazioni; in fondo, non tutti vogliono far ricerca, c'è chi vuole prendere la strada della professione, magari iscrivendosi all'albo degli ingegneri, ed è giusto dare opportunità di contatto. Ma che non sia tutto lì, questo rivendico, e che gli italiani abbiano possibilità di scegliere come accade altrove.Riguardo alle sponsorizzazioni poi, le trovo pericolose. Il parallelo con le uova per il cancro non è esatto: lì non si tratta di una sponsorizzazione, ma di una raccolta fondi: non si promuove il marchio dell'uovo, ma quello dell'istituto di ricerca. Invece, quando vedo che un big del settore IT "regala" agli studenti qualcosa, rabbrividisco. Sì, forse gli studenti avranno dei computer nuovi. Ma cosa c'è dietro? Quali sono le condizioni richieste? Un privato non fa nulla per nulla. A PG la Microsoft ha fatto seminari e regalato licenze. Poco tempo dopo, gli studenti si sono trovati nell'imbarazzante situazione in cui nei laboratori le macchine con Linux installato stavano sparendo. Solo Windows. A informatica. Non aggiungo commenti...Capisci il mio punto di vista? È vero, senza soldi i corsi non si fanno... ma i soldi hanno un odore, e quando vengono da fonti non limpide rischiano di provocare più danni di quanti non ne aggiustino (vedi laureati che sanno tutto di Frontpage, ma non hanno idea di cosa sia un servlet). Se si evitasse di sprecare con cose tipo mandare i soldati in guerra, abolire i reati fiscali, condonare questo e quello, magari qualche piiiiccolo margine in più lo si avrebbe. A monte.Un salutoM.R.
      • Anonimo scrive:
        Re: Peccato: un laureato
        Sono d'accordo, gli sponsor non fanno beneficienza.In informatica il problema microsoft è abbastanza evidente (ci sono università che insegnano C# invece di Java, perchè legate a Microsoft), ma senza ricadute eccessivamente dannose.In altre facoltà le conseguenze sono più drammatiche: in facoltà come farmacologia uno sponsor privato per la ricerca può voler dire (ed è successo) che la pubblicazione di articoli che valutano negativamente farmaci dell'azienda sponsor sia bloccata. E la salute di tutti risulta danneggiata...In altri casi i risultati della ricerca, invece di poter essere diffusi e condivisi, rimangono all'azienda sponsor che ne detiene la proprietà intellettuale (vedere il sito della microsoft e la sponsorizzazione di PhD in informatica)Paolo
        • shevathas scrive:
          Re: Peccato: un laureato

          In altri casi i risultati della ricerca, invece
          di poter essere diffusi e condivisi, rimangono
          all'azienda sponsor che ne detiene la proprietà
          intellettuale (vedere il sito della microsoft e
          la sponsorizzazione di PhD in informatica)
          mah spaccherei il problema in due pezzi: le scoperte scientifiche non dovrebbero essere brevettabili in nessun caso . E gli algoritmi, e le idee, ricadono pienamente in questo campo.Le applicazioni invece sono, e devono essere brevettabilissime, e se un privato finanzia determinate ricerche è giusto che possa avere un ritorno economico da eventuali brevetti di prodotti che si basano su quelle scoperte.
          • Anonimo scrive:
            Re: Peccato: un laureato
            In linea teorica hai ragione, però spesso il problema che spesso non viene permessa la pubblicazione dei metodi utilizzati per ottenere i risultati. Nell'ambito della ricerca scientifica la ripetibilità dell'esperimento è fondamentale, e senza informazioni sufficienti risulta invece impossibile "riprodurre l'esperimento" per verificare i dati.Paolo
          • shevathas scrive:
            Re: Peccato: un laureato
            - Scritto da: Anonimo
            In linea teorica hai ragione, però spesso il
            problema che spesso non viene permessa la
            pubblicazione dei metodi utilizzati per ottenere
            i risultati. Nell'ambito della ricerca
            scientifica la ripetibilità dell'esperimento è
            fondamentale, e senza informazioni sufficienti
            risulta invece impossibile "riprodurre
            l'esperimento" per verificare i dati.
            Paolo potresti fare qualche esempio, non riesco a seguirti ?
  • swamiji65 scrive:
    Logica conseguenza...
    Il problema dell'universita' e' solo la punta dell'iceberg. Tutto questo e' il risultato del basso livello culturale di chi ci governa. Purtroppo non e' sufficiente avere i soldi per essere in grado di governare. Questo e' il risultato di chi pensa che uno stato possa essere equiparato ad una azienda. Vi ricordate "L'azienda Italia"?Purtroppo nessuno ha spiegato all'uomo che ha affermato cio', dai grossi conti in banca (di dubbia provenienza) ma da un cervello piccolo piccolo, che c'e' una grande differenza tra uno stato ed un'azienda, innanzitutto negli scopi:Il benessere, la democrazia, la salvaguardia dei diritti di tutti i cittadini ecc. per il primo, il profitto per la seconda.Ed in un'azienda se un settore non produce viene tagliato, ma cosi' non puo' essere per uno stato che deve difendere i diritti e garantire una qualita' di vita decente anche a quei cittadini che per disgrazia o altro vivono in situazioni di minoranza (vedi disabili o diversamente abili). Oramai tutto viene misurato in base al bilancio. Le stazioni vengono chiuse, non si potevano servire i pochi cittadini che usufruivano del servizio.I corsi di laurea vengono chiusi, credo che presto il problema sara' maggiormente sentito nelle facolta' umanistiche (ricordate la pantera?).Allo stesso modo accade per i servizi sanitari, per l'istruzione di ogni ordine e grado, per l'informazione dove il pubblico chiude e subentra il privato. (e' anche questo un modo di chiudere)Ma sanita', istruzione, energia ed oggi comunicazione ed informazione non possono essere private, sono un bene di tutti e quindi dello stato (e lo stato siamo noi).Oramai l'Italia e' solo un appendice dell'america posta in una comoda posizione nel mediterraneo, niente di piu'.ed il dramma in tutto questo e' che non ci sono all'orizzonte alternative che promettono nulla di buono.Infine la devoluzione e' la ciliegina sulla torta: ai problemi nazionali si aggiungono le incapacita' e soprattutto le mafie locali.Ma ci sara' un motivo perche' FI ha avuto un pebliscito in Sicilia, o no?cordialmente, ma con preoccupazioneswamiji65
  • Anonimo scrive:
    ma che dice questo?
    ma secondo me questo e' fuori di testa,non si rende conto che il 90% dei ragazzi deve lavorare e non andare al CERN a fare i fichetti perche' fanno 'ricerca', ed in questo l'universita' italiana e' molto carente, in questo deve molto migliorare.Se poi c'è il talento, il merito, la capacita' di fare ricerca quella comunque verra' fuori, fuori o dentro l'italia.Non solo, anche il genio finisse a lavorare io non ci vedo niente di male, per cercare di ritirare su' le sorti del mondo imprenditoriale italiano e assolutamente neccessaria un po' di intelligenza e magari di genialita'
    • Anonimo scrive:
      Re: ma che dice questo?
      Credo tu sia fuori tema, di brutto. Rileggi con calma la lettera finchè non trovi la chiave di lettura.
      • Anonimo scrive:
        Re: ma che dice questo?
        - Scritto da: Anonimo
        Credo tu sia fuori tema, di brutto. Rileggi con
        calma la lettera finchè non trovi la chiave di
        lettura.Fallo prima tu.
  • Anonimo scrive:
    Qualche opinione
    Primo, mi fa un po' ridere e un po' pena che questo tizio si definisca "cervello in fuga". Intendiamoci, potra' anche essere un genio, ma non e' certo una facolta' di informatica triennale che da' le "solide basi teoriche" che noi italiani ci vantavamo di avere quando sudavamo i cinque anni del corso di ingegneria. E ve lo dice uno che sta finendo proprio la triennale di informatica, _dopo_ essersi sudato qualche esame a ingegneria informatica : e posso assicurare che la differenza e' grande (non che informatica non sia una buona facolta', anche ben caratterizzata rispetto a ing. inf. nelle materie di studio).Secondo, sara' stata un po' di fretta, ma non ho capito che vuol dire. Forse che dovrebbero lasciare aperte facolta' che non hanno studenti? Questo sarebbe solo un modo per impoverire ulteriormente quelle che restano, non sarebbe un vantaggio per nessuno. Che non dovrebbero essere tanto collegate al mondo aziendale? Io la trovo una benedizione: e' uno stimolo a far uscire laureati (almeno triennali) giovani, e aiuta parecchio a trovare lavoro appena usciti (vedi il tirocinio del terzo anno).Terzo, alla fine il nostro cervello in fuga trova anche modo di lamentarsi del rischio chiusura facolta' umanistiche, ree di non essere collegate al mondo dell'impresa. Ma magari! Ben venga! Se la meta' di quelli che vanno a fare lettere o scienze della comunicazione studiasse ingegneria, informatica o matematica, l'Italia diventerebbe certamente un paese piu' ricco, e probabilmente anche piu' serio.Ciao.
    • swamiji65 scrive:
      Re: Qualche opinione
      Pero' guarda caso l'Italia e' conosciuta nel mondo per la produzione culturale dell'umanesimo e del rinascimento...Io sono un ing. informatico (5 anni 1994), ma farei di tutto perche' le facolta' umanistiche possano produrre nuovi pensieri. Un tempo le rivoluzioni partivano proprio dalle universita'...ma da quello che hai scritto credo proprio che ti sia molto difficile comprendere la cosa.
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualche opinione
        - Scritto da: swamiji65
        Pero' guarda caso l'Italia e' conosciuta nel
        mondo per la produzione culturale dell'umanesimo
        e del rinascimento...Che data a circa cinque- sei secoli fa. Chissa' che cosa c'entra con le facolta' umanistiche di oggi.
        Io sono un ing. informatico (5 anni 1994), ma
        farei di tutto perche' le facolta' umanistiche
        possano produrre nuovi pensieri. Anch'io, certo. Il problema e' che in Italia questo non succede. Perdonami, ma se le facolta' umanistiche in Italia sono le piu' frequentate, e sono cosi' valide, allora dov'e' la produzione culturale che ne dovrebbe scaturire? La nostra letteratura non da' segni di vita, i nostri filosofi cianciano a vuoto, non abbiamo un cinema degno di questo nome. Non so. Dove stanno i frutti della nostra grandi facolta' umanistiche? Te lo dico io, stanno nei call center delle telecom o, se gli va bene, a fare i selezionatori del personale per qualche agenzia di lavoro interinale.Tu hai citato il rinascimento. Vorrei farti notare che si tratta di un'epoca in cui l'Italia viveva un momento di grande benessere, dovuto ai commerci, alle arti (cioe' alla tecnica), all'introduzione di tecniche capitalistiche (credito, azionariato, banche, ecc.). Cio' che oggi ci resta di quel periodo, sono i prodotti migliori di una ricchezza che non traeva la sua origine da un vago concetto di "cultura", ma che trovava nella cultura il suo sbocco ultimo, producendo palazzi, chiese, pittura, letteratura. Questo secondo me e' quello che non vogliamo capire. La cultura si fara' anche con le facolta' umanistiche, ma devono essere l'ultimo ingranaggio di un sistema che parte dalla tecnica, non il primo. Altrimenti ti trovi con un sistema che macina a vuoto- e questa e' esattamente la nostra situazione: centinaia di migliaia di "letterati" e "filosofi" che non hanno nulla da scrivere e nulla a cui pensare, perche' sotto di loro non c'e' niente.Ciao.
        • swamiji65 scrive:
          Re: Qualche opinione
          Interessante.Ed io concordo in molto di quello che dici. In particolare e' vero, i periodi che cito sono datati e forse anche dimenticati e le facolta' umanistiche di oggi hanno poco a che vedere con il rinascimento. Forse siamo allora davanti ad un nuovo medio-evo, e non e' certo con la chiusura delle facolta' umanistiche che ne usciremo fuori (da questo auspicio partivano le mie considerazioni).Tuttavia credo il benessere legato al rinascimento di cui parli sia discendente dal nuovo atteggiamento che si profilo' nel 1400 e non viceversa. Prima ci fu la rivoluzione di pensiero (umanesimo) che porto' a tutto quello che sappiamo (letteratura, pittura, architettura, scienza e tecnologia (Leonardo da Vinci)) e non viceversa. E' ovvio che poi il benessere economico a sua volta ha contribuito alla cultura.Evidentemente e' opportuno riproporre al centro dell'universo l'uomo; il profitto è uno strumento e non un fine.Inoltre non sono convinto che oggi ci sia un equivalenza tra tecnologia e benessere (vedi qualita' della vita).Non voglio chiaramente demonizzare nulla. Non ho assolutamente certezze, anzi direi che ho solo dubbi perche' piccole ed insignificanti esperienze, mi lasciano perplesso.
    • The_GEZ scrive:
      Re: Qualche opinione
      Ciao Anonimo !
      Primo, mi fa un po' ridere e un po' pena che
      questo tizio si definisca "cervello in fuga".Ridi e il mondo riderà con te ...
      Secondo, sara' stata un po' di fretta, ma non ho
      capito che vuol dire. Ecco.Qui avresti dovuto smettere di scrivere.
      vantaggio per nessuno. Che non dovrebbero essere
      tanto collegate al mondo aziendale? Io la trovo
      una benedizione: e' uno stimolo a far uscireHmmm ... la fai moooolto semplice ed un pelino miope.L' università deve creare "inventori" e non "operai altamente specializzati".
      Terzo, alla fine il nostro cervello in fuga trova
      anche modo di lamentarsi del rischio chiusura
      facolta' umanistiche, ree di non essere collegate
      al mondo dell'impresa. Ma magari! Ben venga! Se
      la meta' di quelli che vanno a fare lettere o
      scienze della comunicazione studiasse ingegneria,
      informatica o matematica, l'Italia diventerebbe
      certamente un paese piu' ricco, e probabilmente
      anche piu' serio.Caspita peggiori col tempo !Queste tue ultime righe fanno venire i brividi ....
      • Anonimo scrive:
        Re: Qualche opinione
        - Scritto da: The_GEZ
        Ciao Anonimo !

        Secondo, sara' stata un po' di fretta, ma non ho

        capito che vuol dire.

        Ecco.
        Qui avresti dovuto smettere di scrivere.Naturalmente, intendo dire che non vedo un ragionamento chiaro nella lettera in questione. Mi spiego meglio: la lettera inizia vantando il livello dell'universita' italiana (che pero', dicono i piu', e' di molto scaduto con la riforma: e l'autore della lettera parla proprio dell'universita' post riforma, anzi, neppure del corso completo, ma solo della sua versione ridotta triennale, che _sicuramente_ non fornisce quelle grandi basi teoriche di cui la lettera parla); poi, sempre da triennale, l'autore si scaglia contro il collegamento con l'industria (non capisco: se fosse interessato alla ricerca pura avrebbe fatto una specializzazione, un dottorato...); poi si getta in un lungo paragrafo retorico sul fatto che la ricerca deve essere pura, non finalizzata ad un bel nulla (non deve essere "volgare prostituta della tecnologia") ecc. ecc. Ripeto, tutto questo detto da uno che ha fatto 3, dico 3, anni d'universita'. Ragionamenti che comunque, a prescindere da chi li fa, non condivido, li trovo retorici e ideologici.Prosegue dicendo: "i laureati fin qui sono anche buoni, e l'Italia sta campando di rendita". Rendita? Cioe', i laureati che fuggono all'estero mandano delle rimesse in Italia? Scherzo, ovvio. Quale sarebbe la rendita nell'avere poca gente iperqualificata che passava sei, sette, otto anni a studiare per poi fare in un ufficio il lavoro che dovrebbe fare un perito? Boh? Dico passava ovviamente, perche' i laureati della triennale non sono certo iperqualificati.Che dire? A me sembrano elucubrazioni di uno che ha le idee molto poco chiare, e per di piu' l'esposizione e' viziata da una retorica che a me da' parecchio sui nervi.

        vantaggio per nessuno. Che non dovrebbero essere

        tanto collegate al mondo aziendale? Io la trovo

        una benedizione: e' uno stimolo a far uscire

        Hmmm ... la fai moooolto semplice ed un pelino
        miope.
        L' università deve creare "inventori" e non
        "operai altamente specializzati".Spiegami, perche' secondo te un'universita' _deve_ produrre A invece che B? Se produco una cosa che sta in mezzo fra A e B, l'ordine del mondo ne esce sconvolto? Se prendo quelle migliaia di giovani che non hanno la voglia (o forse anche i mezzi economici, chissa') di fare cinque anni, e gli do l'istruzione corrispondente a tre anni, non e' comunque meglio di niente?

        Terzo, alla fine il nostro cervello in fuga
        trova

        anche modo di lamentarsi del rischio chiusura

        facolta' umanistiche, ree di non essere
        collegate

        al mondo dell'impresa. Ma magari! Ben venga! Se

        la meta' di quelli che vanno a fare lettere o

        scienze della comunicazione studiasse
        ingegneria,

        informatica o matematica, l'Italia diventerebbe

        certamente un paese piu' ricco, e probabilmente

        anche piu' serio.

        Caspita peggiori col tempo !
        Queste tue ultime righe fanno venire i brividiGuarda che queste cose le ha dette (perfino!) Prodi non piu' tardi di due settimane fa, e non mi sembra facciano venire i brividi (ne' mi pare che Prodi sia un estremista - indipendentemente dalla sua parte politica). Per quanto riguarda la capacita' di creare ricchezza credo che il maggior valore dei laureati in materie scientifiche non sia in discussione; ammetto che quella sulla maggiore serieta' e' un'idea mia, ho l'impressione che - entro certi limiti, ovviamente- le facolta' scientifiche siano piu' "formative" di quelle umanistiche (per il fatto di essere piu' difficili, piu' "sudate", e perche' abituano al confronto con l'oggettivita' dei dati empirici). Non credo sia un'idea ne' peregrina ne' tanto disdicevole.Ciao.
  • Anonimo scrive:
    Cervello in fuga?
    Be' l'autore e' un triennalista, ergo definirlo 'cervello in fuga' e' quantomeno azzardato.In caso contrario, se bastassero tre anni a fare un 'cervello' il problema non sarebbe poi cosi' grave, giusto?
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      e quanti anni ci sono voluti per fare un c****one persistente come te?
      • Anonimo scrive:
        Re: Cervello in fuga?
        - Scritto da: Anonimo
        e quanti anni ci sono voluti per fare un c****one
        persistente come te?La verita' brucia, eh?
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      Premesso che sono laureato in economia ed ho fatto un MBA ma secondo te il cervello è come la frutta ? 3 anni sono pochi mentre magari 10 (comprensivi di fuori corso,che avrai fatto...) sono giusti?Io preferisco una persona intelligente con laurea triennale che uno con laurea tradizionale che "ragiona" come te.Ma ti sei laureato in agronomia?
      • Anonimo scrive:
        Re: Cervello in fuga?
        - Scritto da: Anonimo
        Premesso che sono laureato in economia ed ho
        fatto un MBA ma secondo te il cervello è come la
        frutta ? 3 anni sono pochi mentre magari 10
        (comprensivi di fuori corso,che avrai fatto...)
        sono giusti?LOL!Eppure mi pareva di aver fatto un commento ovvio: se parli di _cervelli_, parli di lavoro intellettuale specializzato. Ergo di gente che, oltre la laurea, ha fatto anche un po' di anni come ricercatore.Declassarlo a 'persona con 3 anni di studi universitari' mi pareva un pochino esagerato.Ma, evidentemente, ho toccato un punto dolente... :p
        Io preferisco una persona intelligente con
        laurea triennale che uno con laurea
        tradizionale che "ragiona" come te.Uno che mastica economia queste distinzioni dovrebbe saperle fare: vista la "tua" capacita' di ragionamento, ti sei implicitamente messo nella seconda classe. :D
        • Bruco scrive:
          Re: Cervello in fuga?

          Eppure mi pareva di aver fatto un commento ovvio:
          se parli di _cervelli_, parli di lavoro
          intellettuale specializzato. Ergo di gente che,
          oltre la laurea, ha fatto anche un po' di anni
          come ricercatore.
          Declassarlo a 'persona con 3 anni di studi
          universitari' mi pareva un pochino esagerato.
          Ma, evidentemente, ho toccato un punto dolente...Concordo. Anche se il cervello non si misura con gli anni di studio, non sono certo 3 anni di università a formare un futuro ricercatore. D'altronde confesso di essere un dottore di ricerca, titolo che qui in Italia vale quanto i tre anni di studio moltiplicati per zero.
          • Anonimo scrive:
            Re: Cervello in fuga?
            - Scritto da: Bruco
            Concordo. Anche se il cervello non si misura con
            gli anni di studio, non sono certo 3 anni di
            università a formare un futuro ricercatore.
            D'altronde confesso di essere un dottore di
            ricerca, titolo che qui in Italia vale quanto i
            tre anni di studio moltiplicati per zero.Tu presumi troppo: presumi che chi ti legge sappia il risultato di tre per zero. Credimi, non è affatto una conoscenza diffusa qui nel paese delle banane, credo che parecchi quadri aziendali e la quasi totalità dei dipendenti pubblici, ad esempio, non ne uscirebbe col risultato.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      - Scritto da: Anonimo
      Be' l'autore e' un triennalista, ergo definirlo
      'cervello in fuga' e' quantomeno azzardato.
      In caso contrario, se bastassero tre anni a fare
      un 'cervello' il problema non sarebbe poi cosi'
      grave, giusto?bhè al CERN non prendono cani e porci :) .. infatti tu nn ci lavori ;P
      • golan77 scrive:
        Re: Cervello in fuga? forse non sapete..
        premetto che non sono l'autore dell'articolo,ma uno che lo conosce.In generale, un laureato triennale vale sicuramente meno di uno quinquennale.In ogni caso, però, bisogna sempre valutare chi è, come si è formato, che cervello si ritrova.Io ho conosciuto personalmente, e bene, Matteo Risoldi, e ho pure assistito alla sua discussione di tesi.Una data che ancora molti professori ricordano... ed è cosa rara.Poi il sopracitato Risoldi, SOLO con la laurea triennale, ha vinto un dottorato al CERN... segno che qualcosa di buono, nascosto tra i capelli, dovrebbe pur averlo no?E cmq criticare qualcuno solo perchè ha una triennale mi sembra un punto di partenza arido.Saluti
        • Anonimo scrive:
          Re: Cervello in fuga? infatti...
          - Scritto da: golan77... non sappiamo.
          In generale, un laureato triennale vale
          sicuramente meno di uno quinquennale.Be' dovrebbe essere cosi', in effetti.Altrimenti, per induzione, potresti perfino sostenere che la laurea non serve... :p
          In ogni caso, però, bisogna sempre valutare chi
          è, come si è formato, che cervello si ritrova.Chi non conosce personalmente l'autore non e' in grado di fare altre valutazioni.
          E cmq criticare qualcuno solo perchè ha una
          triennale mi sembra un punto di partenza
          arido.Mi sono limitato a far notare che un triennalista non dovrebbe essere considerato un 'cervello'.Tu (sulla base di informazioni non fornite nell'articolo) mi stai dicendo che, per le sue qualita' personali, invece lo e'.Ok, ma questo non cambia di una virgola il discorso generale, tanto piu' che la tua stessa descrizione ('rara') evidenzia che e' un caso eccezionale.
          • The_GEZ scrive:
            Re: Cervello in fuga? infatti...
            Ciao Anonimo ! (anonimo)
            Mi sono limitato a far notare che un triennalista
            non dovrebbe essere considerato un 'cervello'.Ma sei sempre lo stesso ? (non si capisce ... sei ANONIMO)Ma c'è qualche cosa che ti rode ?Se devi dire qualcosa dilla !
          • Anonimo scrive:
            Re: Cervello in fuga? infatti...
            - Scritto da: The_GEZ
            Ciao Anonimo ! (anonimo)


            Mi sono limitato a far notare che un
            triennalista

            non dovrebbe essere considerato un 'cervello'.

            Ma sei sempre lo stesso ? (non si capisce ... sei
            ANONIMO)
            Ma c'è qualche cosa che ti rode ?
            Se devi dire qualcosa dilla !Il suo discorso si traduce in una sola parolaINVIDIAanzi ti faccio pure l'automa _____epsilon / |(INVIDIA)-/
          • The_GEZ scrive:
            Re: Cervello in fuga? infatti...
            Ciao Anonimo !

            Se devi dire qualcosa dilla !
            Il suo discorso si traduce in una sola parola
            INVIDIANe ho avuto un VAGO SENTORE ...
      • Anonimo scrive:
        Re: Cervello in fuga?
        - Scritto da: Anonimo
        bhè al CERN non prendono cani e porci :) Chissa'... :)
        .. infatti tu nn ci lavori ;PClassico attacco "ad personam", chiara evidenza della mancanza di argomenti migliori... :pSeriamente, non erano in discussione le capacita' personali, quanto la definizione di 'cervello' assegnata a una persona con un livello di istruzione universitaria sostanzialmente di base (e [in apparenza] privo di altre esperienze).Poi magari e' un genio autodidatta, ma questo e' un altro discorso...
        • The_GEZ scrive:
          Re: Cervello in fuga?
          Ciao Anonimo !
          Seriamente, non erano in discussione le capacita'
          personali, quanto la definizione di 'cervello'Ovvero un cretino con 30 anni di esperienza è un "crevello" un brillante neo-laureato ... boh ? Una perdita di tempo ?Ma ti sei mai fermato cinque minuti a riflettere lulla differenza che corre tra "Cultura" ed "Intelligenza" ?In te riconosco il perfetto paradigma della mentalità imprenditoriale italiana, tutto e subito, investimenti ? Soldi buttati !!!Un "cervello" (lo dice la parola stessa) è tale di per sè il fatto che manchi di esperienza è irrilevante, questa verrà con il tempo (si chiama investimento) !!
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      - Scritto da: Anonimo
      Be' l'autore e' un triennalista, ergo definirlo
      'cervello in fuga' e' quantomeno azzardato.
      In caso contrario, se bastassero tre anni a fare
      un 'cervello' il problema non sarebbe poi cosi'
      grave, giusto?Guarda che quello che sta al CERN è lui, non tu....
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      - Scritto da: Anonimo
      Be' l'autore e' un triennalista, ergo definirlo
      'cervello in fuga' e' quantomeno azzardato.
      In caso contrario, se bastassero tre anni a fare
      un 'cervello' il problema non sarebbe poi cosi'
      grave, giusto?Scusa ma dopo aver scritto una st******a del genere ti ritieni una persona intelligente?Secondo te solo le persone che hanno una laurea di 5 anni possono definirsi intelligenti o cervelli in fuga?Ma stai zitto che è meglio!
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      Guarda che dal punto di vista pratico tra i laureati triennali e quelli tradizionali non c'è nessuna differenza.Anzi, le aziende preferiscono assumere persone giovani che trentenni "spompati" da troppi anni di studio.
    • Anonimo scrive:
      Re: Cervello in fuga? Commento autore
      Sono il suddetto "cervello".Ragazzi, non scaldatevi tanto, è un commento ironico e tutto sommato che ha le sue ragioni, perché è poi vero che dopo la triennale non è che si abbiano chissà quali basi.Definendomi cervello in fuga però volevo dire quanto segue: avrei potuto continuare con una specializazzione e poi con un dottorato in Italia. E sarei stato un buon ricercatore che avrebbe lavorato nella nostra patria.Invece mi sono guardato intorno, ho visto che le specializzazioni traballavano, e che i dottorandi venivano sfruttati e a volte neanche pagati quel poco a cui avrebbero diritto.E me ne sono andato a farmi il mio percorso di dottorato in Svizzera. Un dottore di meno in Italia, uno di più in Svizzera. Matematico.Nessuno nasce imparato, come dicono dalle mie parti, tutti abbiamo molto da lavorare e da sudare per guadagnarci le nostre soddisfazioni; quello di cui ho paura è che molti vorranno andare a farlo altrove, tutto questo lavoro. Ed è un peccato, semplicemente. Tutto qui.M.R.
      • Anonimo scrive:
        Re: Cervello in fuga? Commento autore
        Non sono laureato.... ma lavoro a stretto contatto con laureati(Italiani ed esteri) in elettronica, informatica, fisica. La mia visione dall'esterno, e non offendetevi e` solo cio che appare.. spero, e' che in Italia ci sono gravi, gravissimi, problemi a livello universitario.1) Non tutti dovrebbero poter laurearsi2) I corsi di laurea sono troppo lunghi3) nella maggior parte dei casi si ha l'impressione di essere davanti a delle persone con gravi problemi.E' vero che ci sono persone eccezionali dalle capacita e conoscenze enormi, ma sono casi rari. Se si parla con laureati stranieri si ha l'impressione di parlare con dei ragazzi normali che hanno prolungato gli studi..... con abitudini, attitudini, hobb, una vita sociale..ectSe si parla con molti laureati Italiani si ha l'impressione di parlare con dei ragazzi che ......si sono laureati....stopVita sociale ...zeroHobby.......zeroCordinazione motoree .... prossime allo zeroSi lo so ora sto esagerando ed e` ovvio che scherzo, ma questo e` comunque cio che sembra... le universita` dovrebbero dare nozioni in determinati campi ma soprattutto preparare alla ricercha e allo sviluppo, qui da noi lo facciamo in 5-7 anni, ora con le lauree brevi in tre, nel resto del mondo si e` sempre fatto in meno tempo.Il Miglior ingegnere che io abbia mai conosciuto, con conoscenze tecniche, pratiche e di ragionamento superiori alla media ha una laurea breve.... poi vengono i periti, mediamente superiori alla media, poi tutti gli altri.E` triste ma oggi a distanza di diversi anni dalla scelta "faccio l'universita o no" mi rendo conto che sono soddisfatto e contento cosi`.La soluzione di tuto c'e` e sarebbe nel valutare pochissimo il voto finale, prendendo in considerazione l'intero curriculum del universitario, agiungendo attivita esterne all'universita ect...Ah ancora una cosa, non mi capacito ancora oggi di come si ci possa laureare e non saper usare un computer (windows o linux non fa differenza).
        • Anonimo scrive:
          Re: Cervello in fuga? Commento autore

          mediamente superiori alla media, poi tutti gli altri. ...Mediamente superiori alla media?Mi viene in mente un sondaggio nel quale si chiedeva agli italiani di valutare la propria abilita' di guida.Il 90% degli intervistati ha risposto di essere dei guidatori decisamente superiori alla media.Secondo me chi calcola le medie ha proprio dei problemi.....:)
    • The_GEZ scrive:
      Re: Cervello in fuga?
      Ciao Anonimo ! (anonimo)Avevo scritto altre cose, ma ho preferito mandare questo messaggio, l' altro sarebbe ststo spostato.
      Be' l'autore e' un triennalista, ergo definirlo
      'cervello in fuga' e' quantomeno azzardato.Ohhh !Finalmente uno che dice le cose come stanno !Uno che ha letto l' articolo ed ha capito tutto !Ce ne sono pochi in giro come te !... E MENO MALE !!!!!!!!!!!!
      In caso contrario, se bastassero tre anni a fare
      un 'cervello' il problema non sarebbe poi cosi'
      grave, giusto?Hmmm ... Poche idee ... però CONFUSE !
  • matcion scrive:
    tu non sei in fuga
    Anche se vivi in svizzera, non sei un cervello in fuga, visto che anche l'Italia contribuisce in quel centro.
    • Anonimo scrive:
      Re: tu non sei in fuga
      sì, ma 'ndo page 'e tasse?!?!??!l'itaglia he speso una fortuna per impararlo fin dove è arrivato e mo' lui se ne va....sì perché il ragazzo, qui avrebbe potuto lavorare da 14 anni... e produrre, invece l'itaglia ha investito in lui e l'ha fatto studiare.... per poi produrre di più.vabbuo' ma besos
      • Anonimo scrive:
        Re: tu non sei in fuga
        - Scritto da: Anonimo
        sì, ma 'ndo page 'e tasse?!?!??!

        l'itaglia he speso una fortuna per impararlo fin
        dove è arrivato e mo' lui se ne va....

        sì perché il ragazzo, qui avrebbe potuto lavorare
        da 14 anni... e produrre, invece l'itaglia ha
        investito in lui e l'ha fatto studiare.... per
        poi produrre di più.

        vabbuo' ma
        besosTe lo dico con affetto:IDIOTA
  • Anonimo scrive:
    la ricerca non è per tutti (lungo)
    prima cosa, chi vi scrive è una persona che ha una laurea triennale ottenuta in UK, in quelle che vengono chiamate università di serie B, (ci sono quelle di serie C che sono quelle indiane ma questa è un altra storia)ebbene si non tutte le università sono uguali, dipende da quello che uno vuole/può fare dopo. un 5-10 % degli studenti andrà a fare ricercatori, quindi si iscrivono a cambrideg/oxford etc. (le università di serie A)queste sono a numero chiusco e per andare dentro ed uscirne bisogna avere dei Numeri (anche economici). la maggior parte degli studenti si iscrive ad università di serie B perchè sa che alla fine, vista la situazione economica, non protrà fare il ricercatore, ma farà il semplice analista/programmatore di una qualche sorta di ERP (attività per la quale bastano 3 esami: programmazione, basi di dati, ingeneria del sw, gli altri esami sono poco spendibili). quindi consci del proprio destino e dei prorpri limiti (tutti abbiamo fatti SO, ma quanti di noi sviluppano non dico nuovi kernel, ma almeno driver), fanno qualcosa di più adatto a loro; ovvero gli stessi argomenti fatti dalle università di serie A ,a ma dando più spazio a materie più spendibili dal punto di vista lavorativo; infondo chiedete ad un laureato di ingneria ed a uno che viene da matematica quanto si sono fatti il paiolo per passare analisi, in teoria il programma è lo stesso ma c'è modo e modo di affrontare gli stessi argomenti, non so se rendo l'idea, fanno entrambi gli stessi argomenti ma con un obiettivo diverso. In italia già che spendiamo poco in ricerca, se poi lo spendiamo male, ovvero portiamo tutti gli stessi corsi dappertutto (con la stessa qualità), senza valutare le effettive possibilità di recepire certe figure (e sto parlando di potenziali ricercatori che si rompono giustamente le 8 di guadgnare 800 euro al mese in uni quando fuori a fare SAP ne guadgnano almeno 1100 che è cmq meno dei 4000 idraulico che non ha studiato) siamo vermante fessi. Se in anno vengono buoni fondi per fare ricerca per pagare 100 persone (tra industra e fondi pubblici), l'università deve avere un bacino di 150 ricercatori, non di 1000. mentre adesso ci si prepara tutti a fare i ricercatori (lavoro che è ambizione di chiunque immagino), ma poi alla fine tutti gli altri 850 vanno a fare ERP. non sarebbe stato meglio dire beh i buoni li facciamo uscire dalla normale di pisa ( prendiamo da qui famosi 150), gli altri spendiamo più tempo a fare cose più spendibili sul mercato e li facciamo uscire che ne so perugia e da tutte la latre università?se poi tra quelli di perugia sarà della brava gente che riuscirà far emergere tale università a scapito di pisa, vorrà dire che prenderanno più fondi gli anni successivi, e pisa si metterà a fornare dei programmatori abap. la concorrenza esiste anche tra le univerità.la cosa che mi angoscia maggiromente è che orami noi "cervelli" italiani, che dovremmo essere quelli che portano avanti il Paese ormai appena ci rendiamo conto della situazione (aziende piccole sottocapitalizzate nelle quali si fanno sempre le 3 stesse cose e sottopagati) scappiamo all'estero (alemno la si fanno le stesse 3 cose ma si guadgana di più), ed iniziamo a mandare le rimesse in patria, ovvero teniamo il modello universitario degli stati afracani, uno stato che paga gli studi a tutti, capaci e meno capaci perchè tanto una volta che si sa fare qualcosa si scappa, e si portano dei soldi in patria con le rimesse.sarebbe bello che tutti potessimo avere la migliore istruzione, ma purtroppo bisogna scendere a compromessi con l'economiaaccetto volenteri critiche cotruttive e con tono rispettoso, dimostramo che sappiamo tenere una discussione civile
    • Paperolibero scrive:
      Re: la ricerca non è per tutti (lungo)
      Io non ho nessuna laurea però non sono d'accordo con te in tutto, in effetti non tutti potranno diventare ricercatori sia per la vocazione ad esserlo, sia perchè non si può essere un paese di ricercatori, ci vogliono anche i tecnici che sviluppino la ricerca, però è anche stupido e miope pensare di mettere in competizione gli atenei per avere un maggiore rendimento, rendimento di che non sono team di formula uno !!! Devono formare delle persone non delle macchine ....Purtroppo è lo stesso metodo cieco che stanno mettendo in opera gli ultimi governi (purtroppo anche quelli di sinistra) . Io proporrei di migliorare i corsi di laurea breve per tutti (che so un triennio comune che dia le basi della materia in modo che ia spendibile a livello economico) e così chi non pensa di fare ricerca si può fermare ed entrare nel mondo del lavoro ed invece chi vuole fare ricerca continua e si specializza. Ma tutto ciò con pari oppurtunità e dignità per chi si ferma e per chi continua.Malauguratamente viviamo in un paese in cui oggigiorno sono più importanti le barzelette (che a me comunque piacciono) dei ragionamenti seri, dove è più importante il soldo (i giochi a premi impazzano) della dignità umana e quindi questo semplice ragionamento lo fanno in pochi specialmente nei luoghi dove si prendono le decisioni....
    • Bruco scrive:
      Re: la ricerca non è per tutti (lungo)

      tutti gli altri 850 vanno a fare ERP. non
      sarebbe stato meglio dire beh i buoni li facciamo
      uscire dalla normale di pisa ( prendiamo da qui
      famosi 150), gli altri spendiamo più tempo a fare
      cose più spendibili sul mercato e li facciamo
      uscire che ne so perugia e da tutte la latre
      università?In pratica stai proponendo un apartheid universitario istituzionalizzato... Carina come idea...Ovviamente la stessa cosa dovrebbe valere anche per i professori, giusto? Quindi i pozzi di scienza in serie A, i coglioni nelle serie cadette a insegnare ai bifolchi...Quelli che non hanno i soldi neppure per andare all'università li iscriviamo alla prima elementare degli spazzini?
    • Rex1997 scrive:
      Re: la ricerca non è per tutti (lungo)
      Non condivido il tuo modo di pensare anche in base ad una piccola osservazione:avere Università di serie A e di serie B, dove dalle Uni-A (permettimi l'acronimo) escano ricercatori e dalle Uni-B tecnici, a parte il fatto che copierebbero in peggio il sistema U.S.A., qui in Italia porterebbe comunque a laureati di serie C in quanto Ricerca (si la ricerca con la R maiuscola tanto ambita) se la vuoi fare presuppone investimenti in grande stile e in Italia mi sembra che la Ricerca sia una misconosciuta; mentre se sei un tecnico con le O-O comunque non trovi un lavoro degno delle tue capacità, in quanto non essendoci ricerca degna di tale nome mancano anche le richieste di tecnici che sappiano lavorare in tale ambito...risultato altri cervelli che vanno all'estero!Allora mi sembra che il sistema da te ipotizzato non possa funzionare in Italia.Si potrebbe analizzare il problema da un altro punto di vista: la nostra nazione che vanta ambizioni planetarie invece di spendere montagne di soldi in cose assurde, se cominciasse a finaziare una Scuola degna di cotanto nome oltre a finaziare la ricerca, forse potrebbe invertire il trend attuale e portare lItalia ad essere una delle nazioni che esporta tecnologia, invece di importarla e la qualcosa non guasterebbe di certo.Bisognerebbe forse ricordare che la scuola non può essere un sistema economico in attivo: la Scuola è solo spesa, investimento chiamalo come vuoi, insomma una cosa dove lo stato (ossia noi) mettiamo i nostri soldi per formare al meglio chi dovrà lavorare (verbo inteso in tutte le sue accezioni) domani. Tale investimento è e non potrebbe essere altro che apparantemente a fondo perduto, almeno inizialmente, ma più si investe migliori risorse si hanno a disposizione per insegnare, e migliori sono le risorse maggiori sono le attrattive per lo studente e migliori le sue risposte....Penso che a a nessuno piacerebbe un Medico che ha studiato la malattia che ti deve curare solo sul libro, ma mai ha visto un malato, effettuato una visita, una indagine con strumentazione, una operazione, una autopsia, insomma un Medico teorico....E questo vale per un qualunque tecnico..anche un fisico nucleare teorico deve comunque avere una base pratica sulla materia teorica che studia e così via....Ripeto un grande investimento sulla scuola oggi significa una grande nazione domani; ma sono purtroppo conscio che nella nostra nazione, dove prevale solo l'ottica del Profitto, tali argomentazioni sono e restano (purtroppo) dei sogni nel cassetto. :-(
  • redox scrive:
    idem
    davvero nn occorre aggiungere altro... :(
  • Anonimo scrive:
    "Solide basi teoriche"
    Si, peccato che poi la maggior parte dei laureati non riesce a grimpare due cavi, o a scrivere un solutore appena appena funzionante.Te lo dico perchè anch'io, da laureando in info ma allo stesso tempo professionista del settore, mi imbatto in tanti laureati in inforamtica che seembra debbano sopaccare il mondo con le loro conoscenze teoriche, ma alla fine fanno solo tanti bei diagrammi a bolle e workflow di lavoro (indispensabili, sicuramente, ma poi bisogna anche concretizzare dopo la progettazione!)
    • Anonimo scrive:
      Re: "Solide basi teoriche"
      - Scritto da: Anonimo
      Si, peccato che poi la maggior parte dei laureati
      non riesce a grimpare due caviTe la deve insegnare l'universita' 'sta roba ? A questo punto perche' non chiedi che ti insegnino anche ad alzare la tavoletta del water prima di pisciare?
      • Anonimo scrive:
        Re: "Solide basi teoriche"
        non riaccendiamo l'annoso flame "laureati incompetenti" :D, qui il problema è un altro
    • Anonimo scrive:
      Re: "Solide basi teoriche"
      Io mi sono laureato un anno fa in informatica (a Ferrara) e ora lavoro con mio padre, perche' dopo 1 anno di invio curriculum e colloqui a cui mi viene detto "le faremo sapere", mi sono decisamente rotto di "provarci". Quando frequentavo l'università, mi sentivo privilegiato..e credevo che sarebbe servito a qualcosa..Ora mi rendo conto che, almeno la mia facoltà, non insegna cosi tante cose utili una volta che si esce. Capisco che l'informatica è una materia complicata, vasta e che non si potrà mai insegnare tutto, sia che si parli di linguaggi di programmazione che di sistemi/reti, ma quando si fanno corsi che durano meno di 2 mesi, dove si tratta una via di mezzo tra C, Pascal e pseudo linguaggio, 2-3 corsi di C, 1 su java e un corso di laboratorio di reti (limitato a 10 persone per motivi di spazio) e tuttto il resto e' matematica e opzionali inutili....beh per me non prepara tanto al dopo universita'.Magari è un caso isolato della mia facoltà...ma penso che nel 2005 sarebbe ora di puntare su linguaggi un pò + evoluti...non so...C++, C# magari, dato che le aziende lo richiedono sicuramente + di pascal, e magari cercare di puntare un po' di + sull'applicazione pratica di concetti teorici.Io mi ritrovo dottore in informatica nel campo di sistemi distribuiti e reti di calcolatori...e non ho mai configurato uno switch se non una volta per una lezione.Facendo un confronto, facevo molta piu' pratica all'itis..dove c'erano dei bei laboratori, programmavo molto di piu' e si vedevano le cose che si creavano..all'università questa cosa non esiste.In piu' ho notato che c'e' una svalutazione generale della qualità...studenti che non parlano in italiano e fanno esami in dialetto, prendendo voti altissimi, non si sa per quale motivo (forse perche' venendo da altre regioni, porteranno nuovi iscritti, attratti dalla "facilità" del corso di laurea) e laureati semianalfabeti che non sanno nemmeno usare un client di posta.Infine c'è da considerare il rapporto università/mondo del lavoro: una volta che esci...loro se ne sbattono. Non dico che devono trovare loro il lavoro ai laureati...ma quando sai che arrivano ai tuoi professori lettere di richiesta laureati da parte delle aziende, e questi le cestinano appena le vedono...beh ti fai qualche domanda. Considerando che certe scuole superiori inviano i nominativi dei diplomati alle aziende (alla mia ragazza sono arrivate decine di richieste di lavoro, solo per questo motivo), non vedo perche' l'università non debba farlo (dato che si paga anche qualche soldino).M.T.
      • eaman scrive:
        Re: "Solide basi teoriche"
        - Scritto da: Anonimo
        Infine c'è da considerare il rapporto
        università/mondo del lavoro: una volta che
        esci...loro se ne sbattono. Non dico che devono
        trovare loro il lavoro ai laureati...ma quando
        sai che arrivano ai tuoi professori lettere di
        richiesta laureati da parte delle aziende, e
        questi le cestinano appena le vedono...beh ti fai
        qualche domanda. Considerando che certe scuole
        superiori inviano i nominativi dei diplomati alle
        aziende (alla mia ragazza sono arrivate decine di
        richieste di lavoro, solo per questo motivo), non
        vedo perche' l'università non debba farlo (dato
        che si paga anche qualche soldino).
        Ti consiglio di fare uno dei tanti corsi post-diploma comprensivi di stage sovvenzionati (almeno fino a quest'anno...) dalla reginone/UE: almeno dalle mie parti chi si comporta bene alla stage ha buone possibilita' di assunzione. E comunque i coordinatori di stage sono abituati da anni a rompere le scatole a tutte le aziende, in genere sono disponibili ad aiutarti o a passarti contatti anche a corso concluso.Buona fortuna.
        M.T.
        • Anonimo scrive:
          Re: "Solide basi teoriche"
          - Scritto da: eaman
          Ti consiglio di fare uno dei tanti corsi
          post-diploma comprensivi di stage sovvenzionati
          (almeno fino a quest'anno...) dalla reginone/UE:Lo so che esistono questi corsi...ma perchè non migliorare l'università invece di dover perdere un altro anno a fare un corso post diploma che ti insegna più di 3 anni di università?Studi informatica una vita e quando finisci cosa fai? Un anno di corso post diploma perche' è l'unico modo per farsi assumere dalle aziende legate a questi corsi (e se fai un colloquio nelle stesse aziende, senza fare il corso, son convinto che non ti prendono nemmeno in considerazione).A me sembra assurdo che dopo che si e' passato una vita a studiare, si debba fare un corso con ragazzi che di informatica non sanno niente...e finirlo avendo la stessa conoscenza di questi (agli occhi delle aziende).Non voglio dire che chi fa l'università è migliore, sia chiaro...ma al corso che sono andato a vedere c'erano ragazzi che non avevano mai visto un cavo di rete e altre cose simili...e penso che un minimo di considerazione per quel pezzo di carta che ti sei guadagnato, lo dovrebbero avere.Insomma il discorso è che un dottore, per esercitare, deve essere laureato...un informatico no...si laurea perche' non ha un ca**o da fare e alla fine non lavora nemmeno o lavora per una miseria perche' c'e' pieno di altri ragazzi che non han fatto l'università ma han fatto corsi.Sarebbe bello se i medici fossero tali grazie ad un corso di 6 mesi...
          • eaman scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: eaman


            Ti consiglio di fare uno dei tanti corsi

            post-diploma comprensivi di stage sovvenzionati

            (almeno fino a quest'anno...) dalla reginone/UE:

            Lo so che esistono questi corsi...ma perchè non
            migliorare l'università invece di dover perdere
            un altro anno a fare un corso post diploma che ti
            insegna più di 3 anni di università? - Per entrare nel mondo del lavoro ti devi attivare. - Questi corsi sono prettemante pratici, non teorici o di analisi:le aziende (sopratutto quelle piccole) sono molto sensibili a questo.Sul fatto che un corso da ~600 ore ti insegni piu' di 3 anni di universita' ho alcuni dubbi, ma in certi casi puo' anche essere vero ;-)
            Studi informatica una vita e quando finisci cosa
            fai? Un anno di corso post diploma perche' è
            l'unico modo per farsi assumere dalle aziende
            legate a questi corsi (e se fai un colloquio
            nelle stesse aziende, senza fare il corso, son
            convinto che non ti prendono nemmeno in
            considerazione).Seguendo il corso ti preparano anche a sostenere un colloquio,il che per certi 'informatici' non e' cosa da poco.Avere dietro un coordinatore che si occupa di tutte le questioni burocratiche e ti organizza lo stage e' una comodita' per l'azienda.Se sai gestirti puoi riuscirci anche da solo a fare un buon colloquio, ma ti mancherebbero sempre i contatti...
            A me sembra assurdo che dopo che si e' passato
            una vita a studiare, si debba fare un corso con
            ragazzi che di informatica non sanno niente...e
            finirlo avendo la stessa conoscenza di questi
            (agli occhi delle aziende).Be' non e' vero, se tu hai dietro una laurea le aziende avranno una considerazione diversa di te rispetto agli altri.
            Non voglio dire che chi fa l'università è
            migliore, sia chiaro...ma al corso che sono
            andato a vedere c'erano ragazzi che non avevano
            mai visto un cavo di rete e altre cose simili...e
            penso che un minimo di considerazione per quel
            pezzo di carta che ti sei guadagnato, lo
            dovrebbero avere.Be' io ho visto corsi con ing. informatici che di rete non avevano mai visto niente, e non avevano mai usato niente di diverso da windows!
            Insomma il discorso è che un dottore, per
            esercitare, deve essere laureato...un informatico
            no...si laurea perche' non ha un ca**o da fare e
            alla fine non lavora nemmeno o lavora per una
            miseria perche' c'e' pieno di altri ragazzi che
            non han fatto l'università ma han fatto corsi.
            Sarebbe bello se i medici fossero tali grazie ad
            un corso di 6 mesi...Non vorrei andare off-topic...Per me la laurea e' una 'cosa in piu' che certifica conoscenze di base/matematica/analisi , ma se non hai fatto anche un po' di pratica (cosa che generalmente in facolta' non si riesce a fare) mi sembra comprensibile che le aziende (piccole ) non ti trovino appetibile e preferiscano altri.That's life ;-)
      • Anonimo scrive:
        Re: "Solide basi teoriche"
        - Scritto da: Anonimo
        [CUT]
        Facendo un confronto, facevo molta piu' pratica
        all'itis..dove c'erano dei bei laboratori,
        programmavo molto di piu' e si vedevano le cose
        che si creavano..all'università questa cosa non
        esiste.Beh, sei stato fortunato. Con la riforma non sarà piu' cosi': l'iti diventerà liceo tecnologico, ed in totale si dedicheranno otto ore settimanali alle discipline tecniche! In compenso pero' si studiera' la filosofia (effettivamente per chi lavora nel settore e' importante...) ma non piu' il diritto.
      • Anonimo scrive:
        Re: "Solide basi teoriche"
        - Scritto da: Anonimo
        Io mi sono laureato un anno fa in informatica (a
        Ferrara) e ora lavoro con mio padre, perche' dopo
        1 anno di invio curriculum e colloqui a cui mi
        viene detto "le faremo sapere", mi sono
        decisamente rotto di "provarci".
        Quando frequentavo l'università, mi sentivo
        privilegiato..e credevo che sarebbe servito a
        qualcosa..Ma siete tutti impazziti in questo forum??Ma cosa cazzo credete sia l'universita', l'equivalente delle scuole superiori, solo con argomenti + difficili?Quando studiavi Pascal, C, magari Prolog, non ti e' mai venuta la sana curiosita' dello studioso di andare oltre?L'universita' non e' il fine, e' il mezzo, riuscite a cogliere la differenza?Pensate di laurearvi con il vostro bel bagaglio di materie e concetti attaccati con lo sputo, e di trovare il mondo esterno pronto a glorificarvi? Ma siete ancora fermi ai film di Toto' e Peppino de Filippo e i giovani di belle speranze?Hai presente che vuol dire finire di studiare alle 20, mangiare e poi buttarsi su un linux, un Delphi, un VisualC++, al solo scopo di capire come usarli, e stare li' fino alle 3 di notte? Ti ci vuole il corso all'universita'?? O quella perdita di tempo dei corsi finanziati UE, parcheggio per laureati in crisi?Sentir dire a un laureato in informatica (che diciamo quello che si vuole, ma e' attualmente l'unico settore che ti permette di lavorare praticamente subito) che se ne e' andato col papino mi da' il voltastomaco.Capisco che in altre nazioni sia attualmente + facile (e + remunerativo) trovare lavoro, ma la situazione attuale e' questa e la fuga e' sempre l'ultima soluzionePiero
        • Anonimo scrive:
          Re: "Solide basi teoriche"
          - Scritto da: Anonimo
          Sentir dire a un laureato in informatica (che
          diciamo quello che si vuole, ma e' attualmente
          l'unico settore che ti permette di lavorare
          praticamente subito) che se ne e' andato col
          papino mi da' il voltastomaco.Beh se dopo un anno di colloqui e invio curriculum nessuno mi ha assunto o considerato?? Spiegami cosa devo fare? Ho solo detto che al momento lavoro col "papino" per guadagnare qualcosa al momento. O meglio aspettare in eterno un'azienda che mi farà fare siti web a 400 al mese?Poi non so dove stai te, ma io tutte ste assunzioni in campo informatico non ne vedo sai?
          • Anonimo scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"

            Beh se dopo un anno di colloqui e invio
            curriculum nessuno mi ha assunto o considerato??
            Spiegami cosa devo fare? Ho solo detto che al
            momento lavoro col "papino" per guadagnare
            qualcosa al momento. O meglio aspettare in eterno
            un'azienda che mi farà fare siti web a 400 al
            mese?Nooooooooooo!!!Annusa, gira, spostati dalla citta' in cui vivi, accetta anche un lavoro da 400? al mese che non sia fare i siti, ma un qualcosa di formativo (per es. lavorare con Oracle a qualsiasi livello, fa curriculum che non ti immagini, idem con J2EE, DOT.NET, architetture C/S, amministrazione di sistemi, sicurezza, web dinamico vero), impara da quello che fai e vedi fare, renditi conto di cosa vuole il mercato vero e non quello dei sw per le pizzerie. Lascia perdere per un po' di tempo quanto guadagni e mira ad acquisire conoscenze che ti permettano di rispondere alle richieste di lavoro che vedi in giro. Cerca di avere padronanza in quei 2-3 settori chiave che vanno per la maggiore (tecnologie web, amministrazione, database), l'importante e' entrare in realta' di medio-grande livello, non chiuse (per es. meglio farsi sbattere in giro per l'italia da una societa' di consulenza che lavorare dentro un ufficio a modificare il gestionalino VB)Valuta anche di lavorare in proprio, possibilmente assieme a qualcun altro che completi le tue carenze. Non ti dara' grandi soddisfazioni, ma, al solito, l'importante e' conoscere il mercato e liberarsi delle insicurezze da novizio.
            Poi non so dove stai te, ma io tutte ste
            assunzioni in campo informatico non ne vedo sai?Assunzioni? Ho parlato di lavorare, non di essere assunti.Il posto fisso in informatica non esiste.Lavoro ce n'e', il dove e come lo deve scoprire tu. E non e' detto che ti vada sempre bene. Potresti impiegare anni a trovare un lavoro soddisfacente. Di certo non verra' lui a cercare te.PS.Abito in Sicilia, quindi quello che ho scritto non e' buttato li'.
          • Anonimo scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            Tutto giusto quello che dici, ma di curriculum ne ho mandati...io non sto in città ma in un paese lontano 60km da Ferrara, 30km da Ravenna e 100km da Bologna..e di curriculum ne ho mandati in tutte e 3..ho fatto dei colloqui e non ho avuto nessun risultato positivo (non per quanto riguarda i soldi ma in fatto di assunzione). Quindi non è che non mi sono sbattuto.Poi c'è anche da dire che non sempre si può andare da un capo all'altro del Paese senza problemi...quindi purtroppo a volte, si è costretti bene o male a convivere con situazioni che non promettono tantissime cose
          • Anonimo scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            - Scritto da: Anonimo
            Tutto giusto quello che dici, ma di curriculum ne
            ho mandati...io non sto in città ma in un paese
            lontano 60km da Ferrara, 30km da Ravenna e 100km
            da Bologna..e di curriculum ne ho mandati in
            tutte e 3..ho fatto dei colloqui e non ho avuto
            nessun risultato positivo (non per quanto
            riguarda i soldi ma in fatto di assunzione).Ecco, adesso mi fai sentire in colpa per averti aggredito...Capisco la situazione in cui ti trovi, per un po' ci sono passato anch'io (ho impiegato 6 mesi dalla laurea per trovare lavoro), ma l'unica cosa che puoi fare e' non arrenderti.Ti trovi addirittura in una delle zone piu' dinamiche d'italia, hai Bologna a 100km! E' impossibile che a Bologna non ci sia bisogno di persone preparate.Probabilmente non hai ancora niente di appetibile da mettere nel CV. Prova e rirpova, cerca le offerte di lavoro su Internet, cerca societa' di informatica residenti in quelle citta', invia il CV anche se non lo richiedono.Scrivi bene il tuo CV, guarda gli esempi in rete e chiediti cos'ha il tuo che non va.Se ti mancano le esperienze, e' il gatto che si morde la coda, nessuno ti assume e di conseguenza non riesci a raggiungere la massa critica di esperienze per farti assumere.Allora prova a costruirti una professionalita', crea un gruppo con le persone che conosci, partecipa a un progetto opensource che ti sembri stimolante e spendibile sul CV (ma fallo seriamente), prova a creare un tuo progetto da distribuire gratuitamente, frequenta i newsgroup e cerca di fare parte di una comunita'. Insomma provale tutte...
            Quindi non è che non mi sono sbattuto.
            Poi c'è anche da dire che non sempre si può
            andare da un capo all'altro del Paese senza
            problemi...quindi purtroppo a volte, si è
            costretti bene o male a convivere con situazioni
            che non promettono tantissime coseIo mi sono trovato a fare una scelta con una situazione non facile: in procinto di sposarmi e con la necessita' di assistere mio padre che era invalido. L'ho fatto cmq, sia perche' a casa potevano cavarsela senza di me, e sia perche' i miei genitori e la mia ragazza preferivano avermi lontano che non a casa disoccupato. Ho viaggiato avanti e indietro per un anno e mezzo, anche dopo sposato, per cercare di essere + presente possibile.Sono scelte. non si possono discutere e non si puo' sapere se e' stato meglio o peggio.L'importante e' cmq fare una scelta e difenderla. Il peggio e' non fare scelte, o accettare le scelte imposte. Non sarai mai in pace con te stesso.Piero
        • Anonimo scrive:
          Re: "Solide basi teoriche"
          - Scritto da: Anonimo
          Hai presente che vuol dire finire di studiare
          alle 20, mangiare e poi buttarsi su un linux, un
          Delphi, un VisualC++, al solo scopo di capire
          come usarli, e stare li' fino alle 3 di notte?Si ho presente e l'ho fatto.
    • Ottav(i)o Nano scrive:
      Re: "Solide basi teoriche"
      - Scritto da: Anonimo
      ...grimpare...
      ...info (infoche?)
      ...inforamtica... (ahhh)
      ...seembra...
      ...sopaccare...
      ...workflow di lavoro... (e di che altro?)Sicuramnete non ti insegniano gramatica e ortorografia... ;-)==================================Modificato dall'autore il 31/03/2005 2.10.30
      • Anonimo scrive:
        Re: "Solide basi teoriche"

        Sicuramnete non ti insegniano gramatica e
        ortorografia... ;-)ma purea te a quanto pare ..facevi a botte colla maestra d'italiano?
        • Anonimo scrive:
          Re: "Solide basi teoriche"
          - Scritto da: Anonimo


          Sicuramnete non ti insegniano gramatica e

          ortorografia... ;-)


          ma purea te a quanto pare ..

          facevi a botte colla maestra d'italiano?azz... sei caduto proprio verso la fine ;-)"colla" !?!?! sì, vinilica :-)"con la" sarebbe stato stilisticamente assia meglio ;-)
          • Anonimo scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            - Scritto da: Anonimo

            - Scritto da: Anonimo




            Sicuramnete non ti insegniano gramatica e


            ortorografia... ;-)Non l'ha capita ...

            ma purea te a quanto pare ..



            facevi a botte colla maestra d'italiano?

            azz... sei caduto proprio verso la fine ;-)
            ... altrimenti non ti avrebbe risposto così
            "colla" !?!?! sì, vinilica :-)
            "con la" sarebbe stato stilisticamente assia
            meglio ;-)Quell'infomartico da CEPU no capira neache cuesta, scomettiamo?;)
          • jank scrive:
            OT Re: "Solide basi teoriche"
            Ehm... scusate se mi permetto, Ma cercate almeno di capire le battute che VI state facendo reciprocamente....:-D
    • Anonimo scrive:
      Re: "Solide basi teoriche"
      ahhhhhhhhhhh GRIMPARE CAVI ALL'UNIVERSITA'!!MA TU CREDI CHE IO ABBIA FATTO L'UNIVERSITA' PER IMPARARE A GRIMPARE CAVI!?!?SIAMO IMPAZZITI...- Scritto da: Anonimo
      Si, peccato che poi la maggior parte dei laureati
      non riesce a grimpare due cavi, o a scrivere un
      solutore appena appena funzionante.

      Te lo dico perchè anch'io, da laureando in info
      ma allo stesso tempo professionista del settore,
      mi imbatto in tanti laureati in inforamtica che
      seembra debbano sopaccare il mondo con le loro
      conoscenze teoriche, ma alla fine fanno solo
      tanti bei diagrammi a bolle e workflow di lavoro
      (indispensabili, sicuramente, ma poi bisogna
      anche concretizzare dopo la progettazione!)
      • HotEngine scrive:
        Re: "Solide basi teoriche"
        - Scritto da: Anonimo
        ahhhhhhhhhhh GRIMPARE CAVI ALL'UNIVERSITA'!!

        MA TU CREDI CHE IO ABBIA FATTO L'UNIVERSITA' PER
        IMPARARE A GRIMPARE CAVI!?!?Vale per tutti e due: si dice CRIMPARE.
        • Rex1997 scrive:
          Re: "Solide basi teoriche"
          - Scritto da: HotEngine
          - Scritto da: Anonimo


          ahhhhhhhhhhh GRIMPARE CAVI ALL'UNIVERSITA'!!



          MA TU CREDI CHE IO ABBIA FATTO L'UNIVERSITA' PER

          IMPARARE A GRIMPARE CAVI!?!?

          Vale per tutti e due: si dice CRIMPARE.Vale per tutti e tre: o dite la frase in inglese dato che il verbo è to crimp, oppure usate la forma italiana: intestare cavi. In ogni caso evitate di usare assurde italianizzazioni di parole o verbi anglosassoni che fanno tanto figo...:-(
          • HotEngine scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"

            Vale per tutti e tre: o dite la frase in inglese
            dato che il verbo è to crimp, oppure usate la
            forma italiana: intestare cavi.
            In ogni caso evitate di usare assurde
            italianizzazioni di parole o verbi anglosassoni
            che fanno tanto figo...:-(Crimpare è in uso agli addetti ai lavori da anni ed anni...http://www.google.it/search?hl=it&q=pinza+crimpare&btnG=Cerca&meta=
          • Rex1997 scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            - Scritto da: HotEngine


            Vale per tutti e tre: o dite la frase in inglese

            dato che il verbo è to crimp, oppure usate la

            forma italiana: intestare cavi.

            In ogni caso evitate di usare assurde

            italianizzazioni di parole o verbi anglosassoni

            che fanno tanto figo...:-(

            Crimpare è in uso agli addetti ai lavori da anni
            ed anni...

            http://www.google.it/search?hl=it&q=pinza+crimpareResta il fatto che è e rimane una italianizzazione di un verbo inglese cosa che secondo il manuale di buona scrittura in italiano sarebbe da evitare in tutti i modi...Francamente il fatto che siano anni che si usi così non ne fa una cosa corretta.Usare termini tecnici va bene, ma esistono anche nella nativa lingua italiana, altrimenti per far prima parliamo e scriviamo in inglese così forse eviteremo figuracce con chi l'inglese lo mastica per davvero.Dico questo perché da parte di prestanti tecnici italiani l'uso di tali parole è frequentemente fatto anche quando parlano con colleghi anglosassoni :-( (il ridicolo che ne segue è vergognoso!)==================================Modificato dall'autore il 31/03/2005 13.34.38
          • Anonimo scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            Leggendo questi post mi sono reso conto che non riuscite a capire il discorso che e` stato fatto sul "crimpare" da non ricordo chi...... In realta se non sai intestare un cavo, poco importa, ma quando una persona esce dall'universita dovrebbe essere in grado di fare anche queste piccole sciocchezze.... il fatto di non saperle fare, di non saper usare un PC, di trovarsi in imbarazzo davanti a Linux e non riuscire a fare nulla perche` non trovi il menu con su scritto start, e` sintomatico della qualita` dell'universita in generale qui in Italia.In realta una persona dovrebbe essere in grado di imparare, ragionare, applicarsi, risolvere qualunque problema con difficolta media invece ti trovi davanti a persone che sanno usare piu` che altro un foglio exel e i power point.....Credetemi, non sono laureato, e riesco a stupirmi del livello medio di preparazione di ingegneri con anni di universita.da paura, anche se devo ammettere che alcuni sono veramente eccezionali (dal punto di vista tecnico)
          • DuDe scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"
            - Scritto da: Anonimo
            Leggendo questi post mi sono reso conto che non
            riuscite a capire il discorso che e` stato fatto
            sul "crimpare" da non ricordo chi...... In realta
            se non sai intestare un cavo, poco importa, ma
            quando una persona esce dall'universita dovrebbe
            essere in grado di fare anche queste piccole
            sciocchezze.... il fatto di non saperle fare, di
            non saper usare un PC, di trovarsi in imbarazzo
            davanti a Linux e non riuscire a fare nulla
            perche` non trovi il menu con su scritto start,
            e` sintomatico della qualita` dell'universita in
            generale qui in Italia.
            La situazione da te descritta, credo dipenda piu' che altro dalla persona, e non dal universita' in se, se io sono curioso, nulla mi impedisce di approfondire la mia curiosita', che poi ci siano persone che pensano che basta essere ing per avere automagicamente il posto, be' e' fuori discussione, ma non confondere l'uni con la capacita' delle persone.
            In realta una persona dovrebbe essere in grado di
            imparare, ragionare, applicarsi, risolvere
            qualunque problema con difficolta media invece ti
            trovi davanti a persone che sanno usare piu` che
            altro un foglio exel e i power point.....Basta usare un coso che madre natura ci ha regalato tanti millenni fa', si chiama cervello

            Credetemi, non sono laureato, e riesco a stupirmi
            del livello medio di preparazione di ingegneri
            con anni di universita.Figurati io che ho la terza media e vedo ing che ne sanno meno di me, magari su robe matematiche e teoriche sicuramente mi danno la paga, ma a metterle in pratica? Se fai il ricercatore sono daccordo che serve sapere di tutto e di piu', ma quando poi devi implementare, ecco li subentra il saper fare e non solo il sapere come

            da paura, anche se devo ammettere che alcuni sono
            veramente eccezionali (dal punto di vista
            tecnico)Il mio ex capo e' laureato in matematica, mai conosciuta una persona che di programmazione ne sapesse cosi' tanto
          • Anonimo scrive:
            Re: "Solide basi teoriche"

            La situazione da te descritta, credo dipenda piu'
            che altro dalla persona, e non dal universita' in
            se, se io sono curioso, nulla mi impedisce di
            approfondire la mia curiosita', che poi ci siano
            persone che pensano che basta essere ing per
            avere automagicamente il posto, be' e' fuori
            discussione, ma non confondere l'uni con la
            capacita' delle persone.E' proprio quello che intendevo, come mai persone del genere sono riuscite a laurearsi?Basta imparare tutto a memoria?Basta ripetere gli esami finchè non si raggiunge il voto desiderato?
  • sbittante scrive:
    Sottoscrivo
    Sottoscrivo ogni singola parola di tutta la lettera.Stiamo cadendo veramente in basso, ma sono in pochi a rendersene conto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sottoscrivo
      Quoto i messaggi precedenti. Aggiungo che secondo me la crisi e' in atto da anni ormai. Solo che ce ne si rende conto quando spuntano i Macro problemi.Io ora mi trovo negli USA, non so come sia la qualita' dell'insegnamento dal punto di vista scientifico (io studio economia ed e' secoli piu' avanti), ma le strutture ci sono, le lezioni non saltano e i professori....lavorano! Molti tireranno fuori la solita scusa che negli USA l'universita' costa. Verissimo. Costa e anche tanto. Ma perche' in Gran Bretagna, dove le strutture, i servizi e la qualita' delle universita' e' piu' o meno la stessa, la tassazione massima (in base al reddito) e' di 1200 sterline?In Italia non paghiamo molto di meno....ma a confronto non abbiamo NIENTE, se non aule affollate, laboratori a pezzi etc...
      • Anonimo scrive:
        Re: Sottoscrivo
        - Scritto da: Anonimo
        tanto. Ma perche' in Gran Bretagna, dove le
        strutture, i servizi e la qualita' delle
        universita' e' piu' o meno la stessa, la
        tassazione massima (in base al reddito) e' di
        1200 sterline?Esatto, io mi sono trasferendo lì per quel motivo, e a settembre inizio l'università, bye bye italì, ci vediamo solo per le vacanze nel bel paese, lovely italians.
        In Italia non paghiamo molto di meno....ma a
        confronto non abbiamo NIENTE, se non aule
        affollate, laboratori a pezzi etc...Confermo, e dopo tutta la presa in giro ti trattano a pesci in faccia, e pretendono anche di sentirsi dire grazie che non ti hanno trattato peggio.
        • Anonimo scrive:
          Re: Sottoscrivo
          Attenzione, non per deludervi, ma in Inghilterra hanno introdotto l'anno scorso le top-up fees: un'università può far pagare fino a 4100 sterline (se sei inglese o europeo, altrimenti moltiplica per 3)Le università stanno facendo pagare il massimo, perchè temono che facendo pagare di meno la gente possa pensare che valga di meno...Però esistono le borse di studio, che effettivamente coprono buona parte del costo, ma non sono pagate dell'università, ma da enti esterni.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sottoscrivo
      - Scritto da: Ottav(i)o Nano
      - ballerine...Ti sei dimenticato LE SEGRETARIE E-TAGLIJANE!Poi arriva pure la politica nell'informatica, l'ideologia, quell'americanata dell'open source e il software libero e siamo fritti!
      Perchè dovrebbero lamentarsi, una volta arrivati
      in fondo?
      In fondo in fondo, il circo piace a tutti no?Ragazzi, chi può, emigri, prima che la situazione peggiori, d'altronde, da vecchi è meglio vivere con i rimorsi o con i rimpianti? ricordate: quando la nave affonda, i topi scappano!!!!!!
      • Anonimo scrive:
        Re: Sottoscrivo
        - Scritto da: Anonimo
        Poi arriva pure la politica nell'informatica,
        l'ideologia, quell'americanata dell'open source e
        il software libero e siamo fritti!americanata? che strano... ma se è proprio un americano che ha 'inventato' il software commerciale... prima era normalissimo scambiarsi software, poi è arrivato questo qui che li ha chiamati tutti ladri, ora pure 'comunisti'... (e poi sono gli openari a metterla in politica, vero?)
        • Anonimo scrive:
          Re: Sottoscrivo
          E bello perche` leggendo qui i post, tutti sono concordi nel dire che l'universita italiana e` indietro rispetto alle altre ... pero` nessuno vuole che siano fatte riforme che modifichino qualcosa... ma questo e` un attegiamento sbagliato. e certo non adatto alle universita.Ah per esperienza per ora in italia ci sono ancora posti di lavoro per "sofwareisti", ma attenzione che gli indiani gia oggi e i cinesi tra un po sono capaci, molto capaci e costano un decimo.Attenzione a non perdere tempo.....
        • Anonimo scrive:
          Re: Sottoscrivo
          Il discorso "open o non open" è un pò complesso da fare. In ogni caso l'integralismo dell'una e dell'altra parte non aiuta certo a sviluppare un migliore mercato dell'informatica...Riccardo
      • The_GEZ scrive:
        Re: Sottoscrivo
        Ciao Anonimo ! (anonimo)
        Poi arriva pure la politica nell'informatica,
        l'ideologia, quell'americanata dell'open source e
        il software libero e siamo fritti![...]
        Ragazzi, chi può, emigri, prima che la situazione
        peggiori, d'altronde, da vecchi è meglio vivere
        con i rimorsi o con i rimpianti? ricordate:
        quando la nave affonda, i topi scappano!!!!!!???????????Scusa ma volevi per caso dire qualche cosa ?No, perche qui è come se tu fossi stato zitto ... (troll)
    • Anonimo scrive:
      Re: Concordo
      Su tutto... è da quando ho 15 anni (adesso 31) che mi accorgo che sto paese sta andando (sia per motivi civili, sociali ed economici) allo sfascio. Penso che ci sia proprio un'ignoranza di fondo nelle cose e nel rispetto delle persone.. per non parlare della mentalità con cui si affrontano le cose in tutti i campi (dalla gestione di una città, al sentirsi parte e cittadini di un popolo fino alla politica).LA gente ha il prosciutto sugli occhi...penso che se tutti (dai 6 ai 40 anni) potessero viveri mesi ed anche anni all'estero, nella vera europa che rispetta le persone come principio di base e non solo in base a cio' che uno ha e per come si veste e che "titolo" ha; una Europa che ha una mentalità più elastica, esteroversa e meno da "seghe mentali e paranoiche" dettate de una cultura troppo alle volte "contorta", probabilmente si accorgerebbero che le cose qua sono da cambiare veramente e radicalmente, a partire dalla legalità in qualsiasi ambito quotidiano...ma una legalità che parte dal modo di pensare e di agire da noi stessi e non perchè "bisogna farlo", la cosa è ben diversa.Comunque per me non possiamo considerarci di essere "un paese europeo" perchè "siamo" troppo diversi e " ci sentiamo" sempre di avere ragione" e che le cose sono giuste cosi....infatti basta guardarsi in giro (in Italia), per vederne i risultati di una convinzione anche fin troppo presuntuosa.Saluti.Christian. Emilia-Romagna.
    • Anonimo scrive:
      Re: Sottoscrivo
      Penso che all'università manchi una forte impronta multiculturale: ad esempio andrebbe introdotto un esame di tamburi tribali e danze etniche assortite.Solo in questo modo sarà possibile integrarci all'interno di un'economia e di una cultura sempre più globali e condivise.
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