Internet incoraggia gli abusi sui minori

Lo sostiene il giudice che ha condannato a sei anni di reclusione un uomo che aveva risposto ad un annuncio su un quotidiano newyorkese pubblicato dall'FBI
Lo sostiene il giudice che ha condannato a sei anni di reclusione un uomo che aveva risposto ad un annuncio su un quotidiano newyorkese pubblicato dall'FBI

New York (USA) – Credeva di avere aperto un dialogo con una ragazzina di 14 anni ma Timothy McDarrah, ex giornalista dello US Weekly , stava invece parlando con un agente sotto copertura dell’FBI: proprio la polizia federale aveva pubblicato un annuncio-civetta su un quotidiano di New York al quale McDarrah ha risposto mettendosi nei guai. Ora è stato condannato a 6 anni e la pena sarebbe stata più mite se di mezzo non ci fosse Internet .

Raccontano le cronache che il 43enne ha dapprima risposto all’annuncio e poi, nel corso di due mesi e mezzo, ha scambiato email e telefonate con l’agente FBI, un periodo in cui ha manifestato più volte le proprie intenzioni a sfondo sessuale.

Quando McDarrah si è recato all’appuntamento stabilito per l’incontro con “Julie”, è stato tratto in arresto dall’agente e dai suoi colleghi.

La sentenza non condanna evidentemente un abuso che non c’è stato, quanto invece l’utilizzo di un computer e della connessione Internet nel tentativo di indurre e spingere un minore ad avere rapporti sessuali con lui. Il giudice, che lo ha anche condannato a registrarsi come sex offender nel registro della propria città di residenza quando uscirà dal carcere, ha spiegato che la severità della condanna si deve proprio al fatto che di mezzo vi sia Internet. La rete, ha detto, “incoraggia questo tipo di comportamento”.

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22 04 2007
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