Internet per il domani dell'umanità

World Community Grid, questo il nome del più ambizioso progetto Internet di IBM: fare della rete una connessione nuova e intelligente tra centri di ricerca nel Mondo e risorse non utilizzate dei PC. La scintilla fu il Seti@Home


Armonk (USA) – Internet è quella, i PC sono quelli, i laboratori sono quelli. Ciò che cambia è il modo in cui tutto questo potrà interagire, per dare alla ricerca su Cancro, Aids, Alzheimer o malaria una possibilità del tutto nuova.

C’è questo e niente di meno nel progettone World Community Grid che IBM sta annunciando in queste ore, una piattaforma collaborativa di nuova concezione che ambisce a portare il computing distribuito ad un nuovo stadio. Ad arrivare più in là di quanto si siano spinti i molti progetti distribuiti precursori della nuova ricerca, dal celeberrimo Seti@Home a quelli adottati da giganti come Intel e da moltissimi utenti, a quelli sulla ricerca pura e via dicendo.

L’importanza del progetto è evidente: connettere tra loro in modo intelligente i centri di ricerca, mettendo a loro disposizione le risorse di calcolo non altrimenti utilizzate di milioni di computer sparsi per il pianeta. Una visione che potrebbe portare a risolvere alcuni dei maggiori enigmi scientifici di questi decenni . Tanta è l’importanza del progetto che a sostenerlo ci sono le Nazioni Unite , l’ Organizzazione mondiale della Sanità , il National Institutes of Health (NIH) americano e molte altre organizzazioni.

Chiave del successo dell’impresa sarà, evidentemente, l’adesione di milioni di utenti internet che in tutto il mondo dovranno accettare di mettere a disposizione della Grid mondiale della ricerca le capacità di calcolo dei propri computer nei momenti in cui non le utilizzano loro stessi.

“Questo progetto – ha dichiarato al New York Times uno scienziato del calibro di Eric Jakobsson, vale a dire il capo della divisione biomedica del NIH – costituisce sia un impegno razionale di risorse informatiche sia un progresso incoraggiante verso un modello di comunità per il computing biomedico”.

Altri elementi portanti del progetto sono gli applicativi per il Grid che IBM e i suoi partner hanno fin qui sviluppato, che in questa occasione verranno prestati alla soluzione di problemi medici e biologici. Quali progetti verranno perseguiti lo decideranno gli esperti riuniti in una commissione di 17 membri che con ogni probabilità si troverà a gestire un insieme di risorse di calcolo senza precedenti.

Ma qualcosa già si sa. L’Istituto americano per la Biologia dei sistemi, infatti, ha chiesto e ottenuto che il primo progetto sia quello denominato Human Proteome Folding Project , il cui scopo è dare un volto a tutte le proteine che si trovano nel corpo umano e scovarne le funzioni. “Questo – ha spiegato il direttore dell’Istituto – è un problema perfetto per questo genere di computing e potrebbe avere un enorme impatto sulla biologia”.

Un elemento fondante dell’iniziativa che certo aggiunge sapore a tutto questo e invoglierà gli utenti a partecipare è il fatto che tutto ciò che verrà scoperto sarà reso pubblico : gli scienziati che vorranno sottoporre al Grid i propri progetti dovranno preventivamente accettare che ogni eventuale scoperta appartenga all’umanità tutta e non sia blindata e brevettata.

Da segnalare inoltre che il costo dell’operazione sarà sostenuto da IBM che, per bocca del suo dirigente scientifico, ha sottolineato: “La nostra speranza è che i problemi che verranno affrontati siano scelti dalla comunità mondiale dei ricercatori”.

Per saperne di più è ora attivo il sito ufficiale della World Community Grid

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  • Anonimo scrive:
    io ci sono stato.....
    penso che si potrebbero utilizzare meglio questi soldi, spesso e volentieri sembra più coinvolto il personale organizzatore che i partecipanti. paolo
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