Internet, quando perdere tempo è produttivo

Il tecnocontrollo sul posto di lavoro potrebbe risultare oltre che illecito anche dannoso alla produttività stessa: un po' di distrazioni sembrano fare solo bene

Roma – Secondo uno studio condotto dall’Università nazionale di Singapore navigare in rete alla ricerca di gattini, curiosità, meme e amenità varie può aumentare la produttività del lavoratore.

I capiufficio terrorizzati dalla navigazione selvaggia, impegnati in blocchi di indirizzi vari, possono dunque rilassarsi: un po’ di distrazione permette alla mente di meglio concentrarsi sui compiti da realizzare .

Per verificare questa intuizione i ricercatori hanno messo i partecipanti allo studio davanti ad un testo di 3500 parole, con il compito di sottolineare tutte le “e”: poi sono stati divisi in tre gruppi, uno con la proibizione di navigare, uno con l’obbligo di farlo e il terzo lasciato libero di scegliere.
Alla fine coloro che erano andati online a leggere blog e visitare siti erano quelli meno stanchi e più attenti al lavoro.

Don J.Q. Chen, co-autore dello studio insieme a Vivien K.G. Lim, ha detto che “gli impiegati che navigano la rete di più, finiscono per essere maggiormente concentrati sul lavoro. Quindi perché un datore di lavoro dovrebbe combattere un comportamento che rientra nella moderazione?”.

Claudio Tamburrino

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  • Elio Culot scrive:
    Testo su carta o testo su video?
    Personalmente preferisco i testi su carta per imparare. Forse perché non sono giovane? A dir la verità quando leggo un testo su un libro, varie volte mi riesce di ricordare se era nella pagina destra o sinistra e se era in alto o in basso. Quando leggo un testo sullo schermo queste informazioni addizionali scompaiono.Secondo me, per l'apprendimento, il testo su video funzionerà sempre meno del testo su carta. Il testo su video va bene quando si conosce già tutto e si cerca la referenza che si ricorda; anzi in questo caso la ricerca su video è incredibilmente più vantaggiosa della ricerca su carta.Esempio? Ho letto la Bibbia più volte su carta, e, sempre secondo me, è l'unico modo di leggere la Bibbia. Ma se cerco un passaggio di cui ricordo solo alcune parole, la versione elettronica in Internet è imbattibile.
  • Christian scrive:
    Siamo noi che dobbiamo farci coinvolgere
    Forse non siamo coinvolti dal documento digitale perché non l'abbiamo ancora "fatto nostro". Io credo che il il digitale che "sparisce" stimoli le nostre pigre memorie a fissare subito ed acquisire, dopo una prima attenta lettura, i concetti chiave. E' un allenamento che ovviamente richiede tempo, soprattutto per noi che siamo ancora così aggrappati al cartaceo. La carta comunque ci da persistenza e sicurezza, ma ha un costo, quindi è meglio non sprecarla!
  • dubbio scrive:
    domanda
    a quando un test sul ricordo e la comprensione di un libro e di un ebook per verificare se dipenda dal mezzo o solo dalla strutturazione dei contenuti?
    • ciccio pasticcio quello vero scrive:
      Re: domanda
      - Scritto da: dubbio
      a quando un test sul ricordo e la comprensione di
      un libro e di un ebook per verificare se dipenda
      dal mezzo o solo dalla strutturazione dei
      contenuti?i libri cartacei (e i giornali) dalla loro hanno la dimensione spaziale, che in quelli digitali manca: il lettore si rende ben conto se è arrivato verso la fine del libro, o se sta leggendo le righe in alto alla pagina sinistra piuttosto che in basso a destra.E sono tutte informazioni che per ora sugli ebook non è possibile aggiungere.Immagino che la comprensione sia in parte facilitata da questi aspetti, ma dubito siano fondamentali quanto per il ricordo.
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