Internet2 verso il nuovo cyberspazio

Chi lavora alla rete che Gore definì più importante dell'invenzione della scrittura in questi giorni tira le somme. Internet2 è il futuro?
Chi lavora alla rete che Gore definì più importante dell'invenzione della scrittura in questi giorni tira le somme. Internet2 è il futuro?


Roma – Che il futuro della rete possa chiamarsi, almeno negli Stati Uniti, “Internet2” è da anni per molti una speranza e per qualcuno una certezza. Un passo avanti lo hanno fatto in questi mesi i sempre più numerosi gruppi di lavoro che con le sponsorizzazioni pubbliche e private stanno realizzando applicazioni di nuova concezione, capaci di sfruttare appieno le qualità di una rete che veicola dati a velocità altrove impensabili.

La prossima riunione nazionale dei gruppi di lavoro americani si doveva tenere in Texas ma dopo gli attentati che hanno sconvolto New York e Washington sono molti gli scienziati, i ricercatori e gli sviluppatori che hanno preferito disdire la propria partecipazione. Per questo, i promotori di Internet2 hanno deciso di ricorrere proprio alle nuove applicazioni della super-rete per ottenere un meeting ampio, partecipativo e capace di “rivaleggiare” con la sua versione “tradizionale”.

“Per assicurare la più ampia partecipazione – ha spiegato Greg Wood, portavoce di Internet2 – abbiamo deciso di sfruttare proprio quella tecnologia sulla quale tutti noi stiamo lavorando. Ci aspettiamo ora di avere lo stesso numero di partecipanti, e forse ancora di più”.

Erano tra i 500 e i 600 gli attesi in Texas e saranno questi numeri ad animare quello che si propone come il più colossale incontro in multicasting e videoconferencing fin qui realizzato. Grazie alle velocità delle reti Abilene e vBNS, i membri dei diversi gruppi di studio potranno parlarsi, dialogare e scambiarsi documentazione ed esperienze.

Wood ha tenuto a sottolineare che l’incontro che si terrà nei prossimi giorni non sostituisce del tutto un meeting “tradizionale” ma di certo costituisce un evento dal cui successo molto potrà dipendere in termini di organizzazione.

“Internet2 – si legge sul sito del progetto che coinvolge università e imprese dell’hi-tech in tutti gli Stati Uniti – tra il due e il cinque ottobre ospiterà il primo Virtual Member Meeting “. Secondo gli organizzatori si tratta di una opportunità senza precedenti per capitalizzare il lavoro svolto sulle applicazioni di collaborazione in rete e di gestione video e per testarle, per capire anche quali progressi sono stati fatti fino a questo momento e quanto ancora c’è da fare per realizzare quella che viene definita la prima vera “autostrada digitale”.

Le applicazioni in via di sviluppo per sfruttare le capacità di rete sono numerose e spaziano dalla ricerca pura, in rari casi, all’educazione e alla formazione nonché alla collaborazione e alla comunicazione di nuova generazione. In questo senso una delle più promettenti tecnologie, non ancora sufficientemente sviluppata per poter essere adoperata con successo, punta alla creazione di un ambiente virtuale popolato da rappresentazioni tridimensionali dei suoi “abitanti” messi in condizione di dialogare tra loro come fossero fisicamente vicini. Ma non tutti sono ottimisti sulle possibilità che questo genere di sistemi vengano ottimizzati in tempi brevi…


Le cose per Internet2 e i suoi sempre più numerosi sostenitori, a livello di ricerca e di finanziamento, non sono mai state semplici. Lo sviluppo di Internet2 ha subito, fin dal suo primo lancio, infatti, una serie di accelerazioni e rallentamenti , dovuti alle aspettative altalenanti degli ambienti produttivi rispetto all’effettivo rilievo che avrebbe avuto la super-rete nello scenario della comunicazione.

Quando l’allora vicepresidente Al Gore, nel febbraio del 1998, parlò per la prima volta di Internet2, le speranze che suscitò con le sue parole sono state più volte “schiacciate” dall’evidenza dei problemi, soprattutto economici, con cui si sono scontrati i gruppi di lavoro.

All’epoca, Gore parlò di Internet2 come di uno strumento la cui importanza sarebbe potuto essere comparata “o addirittura essere considerata superiore” all’invenzione della stampa o a quella della scrittura. Parlò di un network capace di trasmettere l’intero contenuto di 30 volumi dell’Enciclopedia Britannica in un solo secondo. Qualcosa di cui in quei giorni parlarono tutti i giornali del mondo.

Da allora le molte delusioni, però, non sono riuscite a fermare la grande corsa all’ultranetwork, anzi. Nata come progetto di connessione tra gli istituti di ricerca scientifica americani, oggi Internet2 ambisce infatti ad essere qualcosa di più e di diverso, superando in alcuni rari casi persino i confini statunitensi, coinvolgendo anche istituzioni estere, tra cui alcune università giapponesi, e mettendo in campo la sperimentazione di “ultratecnologie” che costituiranno insieme sempre più il mezzo e lo scopo del supernetwork.

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02 10 2001
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