Intervista/ Caccia all'accessibilità web

La Pubblica Amministrazione ci si sta avvicinando, i siti delle grandi aziende si adattano... Ma siamo davvero di fronte ad un nuovo approccio culturale al web? Lo abbiamo chiesto ad un esperto: Marco Trevisan dei Bazzmann Labs


Roma – Perché un sito dev’essere accessibile? E cosa significa creare pagine web accessibili? Chi lo fa? Sulla questione, che oggi è al centro anche delle strategie di pubblicazione dei siti istituzionali, Punto Informatico ha intervistato Marco Trevisan, fondatore e titolare dei Bazzmann Labs che, tra le altre cose, si occupano specificamente di questo problema.

Punto Informatico: Accessibilità è una parola difficile, Marco, e navigando sui siti istituzionali spesso si ha l’impressione che sia anche una parola sconosciuta. Tuttavia qualche progresso si è visto… Che ne pensi dell’impegno delle istituzioni nella direzione dell’accessibilità? Bastano le nuove regole?

Marco Trevisan: La situazione italiana verso questo argomento, così come l’usabilità, è notevolmente migliorata, ma non la sua conoscenza. Le nuove regole non bastano di certo, quello che ci vuole, come tutto, è gente che abbia la conoscenza ma anche la *volontà* a far diventare il web più accessibile.
Sento spesso parlare di questi argomenti e ancora più spesso ascolto un resoconto o un dibattito molto “freddo”, dove più o meno viene detto che basta seguire le indicazioni scritte da questo o quello. Fosse così semplice…:)
Ho a che fare con una realtà molto importante della pubblica amministrazione, per una parte direttamente, per l’altra in modo più indiretto, ma in entrambi i casi, spesso c’è da armarsi di santa pazienza e cercare di sfondare una barriera ancora alta. Sicchè, sebbene fare un quadro sia piuttosto complesso per la situazione di P.A. attuale, sono del parere che non siamo realmente maturi per discutere di queste problematiche. E gli esempi più che concreti sono sotto gli occhi di tutti, basta approdare a qualsiasi sito ministeriale.
Credo manchi la corretta “immersione” nel mondo di internet e il lasciarsi coinvolgere da esso; forse, in quel momento si riuscirà a comprendere cosa è realmente necessario fare. In quel momento, poi, si riuscirà finalmente a dare ascolto alle voci di molti professionisti competenti che, grazie a Dio, ho scoperto esistono anche in Italia e a cui va il mio massimo rispetto!:)

PI: L’accessibilità di un sito web sembra venir vissuta spesso come una concessione o, nel migliore dei casi, come un doveroso servizio agli utenti disabili. Che ne pensi? Ti vengono in mente due casi emblematici di sito estremamente accessibile e di sito non accessibile?

MT: Esatto. E’ ciò che affermavo prima. L’accessibilità viene innanzitutto vissuta come un qualcosa che deve essere fatto, ma si capisce forse a grandi linee il perchè (ecco che viene quindi inteso come servizio “accessorio” del sito) e poi viene intesa come elemento prettamente “tecnico”.
L’accessibilità, invece, è molto di più, riguarda l’intera personalità e il carattere di un sito. Guardiamolo come una persona e applichiamogli dei limiti fisici relativi alla vista, alla parola, all’intuito, all’età e così via… inizieremo a capire molto di più.
A questo proposito, tempo fa ho trasposto in digitale (una parola carina per dire che l’ho riscritto parola per parola!) un racconto che per me è la “bibbia” per ciò che faccio tutti i giorni, per i miei progetti e quelli dei miei clienti, si chiama Il sogno WWW di Abigail . E’ un racconto breve, ma molto interessante.

Per quel che riguarda alcuni siti emblematici, sicuramente uno dei premi negativi va al sito delle Ferrovie dello Stato ( www.fs-on-line.it ). Oggi lo stanno forse sistemando, ma è uno dei peggiori siti mai realizzati da un ente che può disporre di mezzi economici adeguati. Oh, c’è da dire che non stiamo parlando di accessibilità in senso stretto, ma proprio di sito nella sua interezza. E’ concettualmente confuso, con uno stile che non esiste più da anni, per non parlare poi del codice HTML utilizzato. Capisco e comprendo sicuramente il notevole sforzo per gestire e sviluppare un grosso sito, ma ormai siamo nel 2002, non nel 1998, si possono fare cose migliori.

Un aneddoto simpatico (per non piangere ovviamente) è stato l’annuncio del Ministero della Pubblica Istruzione verso l’accessibilità. Mi ricordo che quando ne è stato dato annuncio, in molti si sono recati sul sito per esaminarlo e, quasi senza nessun motivo di sorpresa, ci si è accorti che sembrava più una presa in giro che una ferma convinzione di essere diventati accessibili.
Codice nullo o errato, grammatica assurda e altri numerosi errori che hanno fatto ridere l’internet italiana, senza troppi scherzi. Sai qual è il problema? Che spesso vengono affidati i lavori a grossi nomi (come nel caso sopracitato) che probabilmente continuano a pensare al pubblico come ad una massa ancora classificata come: “Dove trovo questo? Uhm… cerca, click, non c’è… vabbè, sarà per la prossima volta”.
No, oggi il pubblico è molto più in gamba e sveglio di quanto non si potesse sperare. Per me è un piacere esserci in contatto e ricevere anche critiche, perchè sono sempre intelligenti e mai scontate.

Il sito per eccellenza più rispettoso ed innovativo sotto questo e molti altri aspetti è sicuramente webstandards.org per il quale sono notevolmente dispiaciuto del loro ultimo annuncio non molto positivo. Lo consiglio a tutti, senza distinzione.

Poi vorrei consigliare la visione di un altro tipo di “accessibilità” non principalmente orientata al lato tecnico puro, ma verso una buona architettura dell’informazione e dell’usabilità del sito stesso. Il progetto si chiama visitbritain.com ed è l’esempio di come una pubblica istituzione dovrebbe imparare a curare i propri visitatori. E’ stato curato tutto nei minimi particolari.


PI: Accessibilità come elemento che completa la realizzazione di un sito web… A cosa va incontro qualcuno che realizza un sito web senza curarsi minimamente della questione? Perché “io webmaster” mi devo preoccupare dell’accessibilità?

MT: Perchè “io webmaster” domani avrò sicuramente bisogno di qualcuno che la pensi come me, altrimenti troverò barriere naturali che mi potranno creare qualche difficoltà. E non pensiamo di esserne immuni.:) Se proprio non ci si crede, pensiamo a questo come ad una sorta di polizza per il futuro, oggi non serve, ma domani… chissà.
Scherzi a parte, spostando un attimo il nostro obiettivo da quello umano a quello “concreto” di business o di vantaggi dovuti ad uno studio e produzione accessibile ed usabile del sito, capiremo subito che commercialmente parlando avremo un “fronte di fuoco” maggiore verso l’esterno, questo si traduce in potenziali contatti e clienti che prima nemmeno vedevamo, una fedeltà migliore e più solida di chi già ci conosce, meno costi di assistenza alle domande dei clienti e così via verso un quadro sempre più ampio.
Come vedi, parlare ed investire in questo genere di lavoro, non fa solo bene al cuore, ma anche al portafoglio.

PI: Se dico WAI tu che mi dici?

MT: “Worrei Accedere ad Internet”. E WAI oggi risponde: “puoi farlo dove vuoi, come vuoi, chiunque tu sia e con qualunque mezzo tu disponga”.
Mica noccioline, no?;)

PI: L’impressione, su alcuni siti istituzionali ma non solo, è che spesso l’idea di un sito accessibile si traduca nella creazione di una “doppia copia” del sito stesso, una realizzata secondo l’estro di un webmaster poco accorto e un’altra secondo i canoni, più o meno rispettati, delle specifiche sull’accessibilità. La strada giusta è davvero quella di un doppio sito?

MT: Mah, ne parlavamo proprio qualche tempo fa in lista. Innanzitutto dipende da cosa si intende per doppio sito e quali saranno gli obiettivi futuri dopo lo sdoppiamento del sito. Se il “doppio sito” è una strada momentanea in vista della futura versione del nostro lavoro, allora apprezzo la buona volontà (nonostante le possibili apparenze, gestendo dei miei progetti propri, comprendo molto bene le notevoli difficoltà che si possono incontrare per “rigenerare” un intero sito web), altrimenti preferisco che queste persone si affidino a chi di competenza.
A mio avviso la reale strada che tutti dobbiamo prendere è quella di miscelare l’arte con la scienza, ovvero il buon gusto con l’attenzione nel rendere accessibili i contenuti verso chi ne vuole fruire, con le tecniche e con l’esperienza sull’argomento.
La strada porta ad un uso sensato di fogli di stile (CSS), linguaggi dinamici (come le ASP, il PHP, le JSP e così via), database e quanto più la tecnologia può permetterci di usufruire.
Questo comporta anche capire che il web, così come l’intera Internet, ha bisogno di una maturazione e una presa di coscienza maggiore ed in proporzione a quanto si è spinto commercialmente. Si può davvero fare un buon sito web, sia visivamente (anche l’occhio vuole la sua parte) che tecnicamente. Saranno premiati più gli sforzi a far meglio che il reale risultato, di questo ne puoi star certo.
Senza contare che oggi come oggi, anche la grafica deve seguire certi canoni per essere convincente, efficace e produttiva… altrimenti non si avrà un buon prodotto… allora, perchè non prendere la palla al balzo e ragionarci sopra?:)

Per completezza d’informazione, devo comunque dire che lo sforzo dev’essere congiunto per arrivare ad un buon risultato efficace e concreto, ovvero ci devono essere più “barricate” concordi sul modo e l’obiettivo da raggiungere: sviluppatori web, designer, produttori di software web e non solo, architetti dell’informazione, content manager e così via.
D’altra parte, se gli sviluppatori seguono con diligenza gli standard web e poi i produttori software (che fanno parte del W3C) non lo fanno o lo fanno solo in parte, ci troviamo di fronte ad un ostacolo ancora prima di partire.

PI: Accessibilità e ricorso massiccio alla grafica fanno a pugni? E se parliamo di Flash o dell’html più evoluto? Ci sono degli accorgimenti che possono rendere “intensamente grafico” anche un sito accessibile?

MT: Guarda, sembra fatto apposta, ma proprio in questi giorni l’argomento del sondaggio su Bazzmann.Com riguarda proprio Flash. Come accennavo prima, la grafica esiste, è un mezzo comunicativo senza eguali e se usata correttamente, vale più di mille parole. Ma se non pensiamo alla possibile distorsione che quell’oggetto grafico può subire nel web, allora ci precludiamo delle strade molto importanti e contribuiamo a precludere il nostro sito a persone che probabilmente trovano il nostro lavoro molto interessante, ma con esso anche una buona frustrazione a trovare ciò che gli interessa.

Per rispondere alla tua domanda, quindi, pensiamo a questo: “perché è nata internet, dopo gli scopi militari?”
La risposta sta nei contenuti. Internet è un’immensa biblioteca, un immenso canale comunicativo, un immenso cervello collettivo che ogni giorno sforna nuove idee, pensieri, documenti, sensazioni, emozioni.
Un’immagine è un oggetto grafico che, tecnicamente, fa parte del contenuto del sito, ma di certo non è l’essenza del sito, quella che poi la persona che ci viene a trovare va a cercare. Le informazioni testuali sono invece il cuore che alimenta il nostro lavoro, sono oltretutto veloci da aggiornare, da scaricare, flessibili nei moderni browser (puoi ingrandire e rimpicciolire il testo) e molto altro ancora. Quindi, nessun problema agli elementi grafici di un sito, ma, nel caso questi contengano importanti informazioni, ricordiamoci di offrire a chi non può vedere le immagini (navigazione testuale o lettori vocali, braille e comunque alternativi) un supporto informativo adeguato alle loro esigenze. Molto spesso un semplice testo alternativo della stessa immagine, nei casi più “profondi” l’uso dell’attributo LONGDESC, porta ad una pagina descrittiva più completa.

Lo stesso principio si può applicare anche a Flash. Macromedia, fortunatamente, sta dedicando ampio respiro ed interesse al supporto di accessibilità da parte della tecnologia Flash e quindi, già oggi possiamo contare su un notevole appoggio.
Il principio di base, comunque, rimane sempre lo stesso: se usiamo le tecnologie (grafica, flash, pagine dinamiche, ecc.) con parsimonia, le applichiamo con equilibrio e competenza, e le collochiamo nel posto giusto, allora non avremo altro che un situazione di forza, perchè ogni elemento sosterrà e rinforzerà l’altro. Nel caso contrario, vale un detto nostrano molto efficace: “il troppo stroppia”.
Lo sforzo è lì, capire dove e come posso mettere una cosa, e cosa fare nel caso qualcuno non possa accedere in qualche modo a questa cosa, cercando una soluzione per dargli un’alternativa efficace.


PI: E’ notizia di qualche giorno fa che il ministro all’Innovazione Lucio Stanca parlerà di e-government in Albania, Tunisia, Giordania e Mozambico. L’Italia esporta le proprie capacità progettuali in tema di presenza in rete della Pubblica Amministrazione. La tua reazione a questa notizia?

MT: Devo essere sincero, mi sembra un po’ presuntuoso da parte nostra. Sicuramente non può che farmi piacere esportare modelli di lavoro e sapere che l’Italia ha dei fiori all’occhiello, siamo molto considerati all’estero proprio per la qualità che riusciamo a dare.
Ma insegnare l’e-government quando ancora è l’Italia stessa a non capire l’importanza di una flat telefonica, quando i processi istituzionali continuano ad essere marchiati in burocratese (quindi i contenuti e i processi di fruizione dei siti o dei servizi), quando la comprensione della rete stessa non è ancora così profonda (d’altra parte sento parlare di internet più o meno seriamente nella pubblica amministrazione solo da un anno) e quando la mentalità è così radicata nei vecchi schemi di gestione del lavoro… beh, lo trovo prematuro.
Lungi da me dare dell’incompetente a qualsiasi incaricato, ho la fortuna di avere in lista delle persone davvero competenti e brillanti, persone che amano il proprio lavoro e donano ogni giorno notevoli quantità di neuroni al fine di migliorare le cose ancora da migliorare… ma, davvero, abbiamo ancora molta strada da fare e molte cose ancora da imparare. La Rete corre veloce e noi abbiamo ancora almeno 3 o 4 anni da recuperare, per comprendere e capire davvero le potenzialità offerte dalla rete.
Come dico spesso, un conto è conoscere la Rete, un’altro è viverci.
Sinceramente spero solo in una cosa: che non si cavalchi la politica ma la realtà, perchè è quella che serve alle persone.

Marco, tu hai avviato una importante mailing list sull’accessibilità, la BAML . E’ uno strumento utile? Quanti sono gli iscritti? Sono tutti webmaster? Cosa ti aspetti dalla mailing list?

MT: La Bazzmann Accessibility Mailing List è davvero una delle cose più importanti che sia oggi riuscito a mettere in piedi. Trovo eccezionale poter discutere con persone sveglie, interessate e capaci di problemi reali e trovare insieme soluzioni efficaci. Non amo particolarmente le questioni troppo teoriche ed oggi la lista sta rispondendo come mai avrei pensato quando l’ho creata. E’ da li che è stato sviluppato e “sfornato” il progetto di traduzione del sito Usability.Gov. Si parla di usabilità, di accessibilità, ma anche di design e comunicazione, di contenuti e altro ancora… perchè, come dicevo l’accessibilità non è solo tecnica.
E’ un grande privilegio per me avere ogni persona oggi presente nella lista, sto imparando molte cose da tutti loro, ogni giorno.
E’ utile? Certo!:)
Scherzi a parte, spero davvero che ogni persona possa trovare utile anche una sola riga di tutto quanto viene discusso in lista, per me è così. Oh capperi, mi hai messo in imbarazzo!
Ad oggi le persone iscritte sono un centinaio, la cosa più bella per me (ed era uno dei miei obiettivi principali) è il poter constatare che le persone iscritte coprono una varietà entusiasmante, non sono solo webmaster, ma anche professionisti dei contenuti, del design, dell’usabilità, persone semplicemente curiose di capirne di più.
A volte capita che qualcuno chieda timidamente una cosa, premettendo 10 o 20 volte che non sa davvero un acca della questione e si scusa se la domanda è banale… beh, vuoi saperlo? E’ così efficace che ogni volta dobbiamo dare delle risposte convincenti e dettagliate! Credo sia la cosa più importante veder convivere realtà differenti dentro ad uno stesso luogo, se poi da questo nascono discussioni intelligenti e, perchè no, anche taglienti… non si può chiedere di più!:)
Cosa mi aspetto dalla lista?
Che continui su questa strada. In pochissimi mesi (considerando una lunga pausa matrimoniale del sottoscritto!) è nato più di quanto immaginassi e di quanto sperassi.
Mi sono accorto che ancora oggi qualcuno ha timore a parlare di questi argomenti, perchè pensa di non essere in grado di affrontarli, non essendo del “mestiere”… ecco, forse per il futuro mi aspetto che siano più “irriverenti” e sparisca il timore… ragazzi, fate più domande sveglie voi di molti miei colleghi!!!
Ach… ora mi aspetteranno fuori dalla porta!:D

PI: In un sito nulla è più importante dell’avere pagine accessibili. Vero o falso?

MT: Vero. Sono il primo a comprendere che gestire tutto ciò richiede un buon lavoro, quindi di fatto dovrà crescere anche la cultura per permettere alle persone competenti di lavorare in tranquillità (tieni conto che molte persone e società, investono in prima persona sull’argomento pur di promuovere e sensibilizzare la questione) e serenità senza doversi preoccupare di non avere fondi sufficienti per far fronte alle varie esigenze, ma questo non può precludere un processo di maturazione maggiore. Da parte di nessuno.
Spero quindi in maggiori fondi, agevolazioni ed incentivi su chi tratta seriamente questo argomento (ricercatori, professionisti e via dicendo), ma soprattutto una maggiore sensibilità.
Da parte mia, spero di contribuire sempre in modo utile.

Intervista a cura di Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    Prima si sparava a zero sulla televisione....
    Prima si sparava a zero sulla televisione,poi sul computer ed ora sulla rete:ma andate a cagare!Non sono certo questi i motivi di isolamento delle persone!
  • Anonimo scrive:
    Prima si sparava a zero sulla televisione....
    Prima si sparava a zero sulla televisione,poi sul computer ed ora sulla rete:ma andate a cagare!Non sono certo questi i motivi di isolamento delle persone!
  • Anonimo scrive:
    ???????????
    Professore di Scienze Politiche??????Che c'azzecca??? :-)
  • Anonimo scrive:
    Per non parlare del sesso...
    ...infatti il marito informatizzato del nuovo millennio invece di pensare a "sistemare" la propria coniuge la sera, si masturba davanti ai siti porno dimenticandosidella partner insoddisfatta lasciando così libero campo al cafone disinformatizzato che presto la monterà mentre il nostro eroe ha il modem collegato.Può sembrare un cazzeggio, ma è vero: se sentite delle protuberanze sulla testa sappiate che è buona norma non passare tutte le sere davanti al pc :)
  • Anonimo scrive:
    E telecom italia ci salva tutti
    ...con le sue tariffe , lo fa per noi. Loro vorrebbero mettere una bella flat economica ma temono per la nostra salute.
    • Anonimo scrive:
      Re: E telecom italia ci salva tutti
      MI HAI ILLUMINATO ! Ora capisco perchè quando avevo la loro Bleah Bleah Bleah (BBB) per mezza giornata ogni giorno non funzionava ! Perchè così potevo socializzare con le tipe del servizio clienti ! Mica scemi ! :)))))))
  • Anonimo scrive:
    Depresso ma non solo
    Uso internet, picchio i bambini e mi drogo
  • Anonimo scrive:
    ma la rete non vi ha insegnato niente ?
    Nasce la vera rivoluzione della comunicazione e subito nascono una miriade di giornalisti e intellettualoidi frustati e assatanati dalla voglia di scrivere una marea di cazzate su internet e i derivati rapporti con la società ! allo scopo di vendere i loro libri infarciti di paure e dubbie identità.Per favore .....BASTA , Già c'é la tv che é stracolma di pancioni da salotto demenziale ,adesso si sono messi anche in rete?Mamma mia ragazzi ,allora la rete non vi ha insegnato niente?Disturbi mentali ,rapporto tossico ...ect Ma non diciamo cazzate.La rete é li' con tutti i suoi servizi , prendi e vedi quello che ti serve ,interagisci, leggi l'informazione ,oppure produci l'informazione che é meglio e te ne vai .Smettiamola di leggere libri che ci vogliono incollare al passato .BASTA ! non fermiamo l'evoluzione della rete con intelletuali da quattro soldi che sparano ipotesi e cure per la società .
  • Anonimo scrive:
    Ma dove vive sto sociologo
    Mi sa che sto specie di sociologo avrebbe bisogno di navigare un po'...magari conoscerebbe meglio la società...
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma dove vive sto sociologo
      ESATTO BRAVOMA DO VIVE?I SOCIOLOGI , gli intellettuali,alcuni giornalisti e i filosofi ,sono la rovina della società ,specialmente se sono famosi perché lavorano per editori sicuri e scrivono delle cazzate immonde proprio sulla vita sociale del presente e sempre rivolte all'utente finale che secondo loro é il deficiente finale o meglio il dettaglio ,quindi il potenziale consumatore delle loro super cazzate,mentre loro si considerano degli dei. La rete ci salva da tutto questo bestiario! dove ognuno di noi puo' essere un potenziale comunicatore !ciao
  • Anonimo scrive:
    Internet come catalizzatore
    o come una cartina torna-sole, se si preferisce. Chi ha già dei problemi questi ne risulteranno amplificati dal mezzo. Le persone equilibrate non ne risentono minimamente, anzi.Stefanops. l'8 giugno mi sposo con la donna della mia vita, conosciuta proprio in rete...!
    • Anonimo scrive:
      Re: Internet come catalizzatore
      - Scritto da: Stefano Mecchia
      o come una cartina torna-sole, se si
      preferisce. Chi ha già dei problemi questi
      ne risulteranno amplificati dal mezzo. Le
      persone equilibrate non ne risentono
      minimamente, anzi.
      Concordo ;)
      Stefano

      ps. l'8 giugno mi sposo con la donna della
      mia vita, conosciuta proprio in rete...!Augurissimi ;))
    • Anonimo scrive:
      Re:Internet come catalizzatore/incolla su notepad!
      - Scritto da: Stefano Mecchia
      o come una cartina torna-sole, se si
      preferisce. Chi ha già dei problemi questi
      ne risulteranno amplificati dal mezzo. Le
      persone equilibrate non ne risentono
      minimamente, anzi.
      Stefano
      ps. l'8 giugno mi sposo con la donna della
      mia vita, conosciuta proprio in rete...! _____ .__ / _ \ __ __ ____ __ _________|__| / /_\ \| | \/ ___\| | \_ __ \ |/ | \ | / /_/
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      __| (____ /___| /\____/__ \/ \/ \/ \/ \/(incolla sul notepad...)Pino Silvestrepinosilvestreatdespammeddotcom
    • Anonimo scrive:
      Re: Internet come catalizzatore

      o come una cartina torna-sole, se si
      preferisce. Chi ha già dei problemi questi
      ne risulteranno amplificati dal mezzoPer me non e' stato così, ho avuto dei problemi, non era internet a rendermi depressa lo ero di mio, volevo isolarmi farla finita, mi collegavo e e piangevo, non sono mai stata sola c'era sempre qualcuno che mi ascoltava non lo vedevo non lo sentivo ma ero con me, ora esco, ho amici e interessi nella societa' "normale" e ho sempre i miei amici che non dimentico su internetciao a tutti :)sabri
  • Anonimo scrive:
    Magari....
    ...alcune persone si rifugiano in Internet proprio per il motivo contrario, mio caro Scienziato dei miei stivali. Forse è la realta vera, non quella virtuale, a offrire pochi spunti di accrescimento culturale e sociale...Io sulla Rete ho moltissimi amici, e non mi pare proprio di stare per isolarmi...ci ho trovato anche una tipa :) Vabbè, ma loro, gli scienziati che non sono capaci di fare ricerche serie e quindi devono fare ricerche assurde (mi riferisco ai sociologhi, l'unica vera piaga del nostro e degli altri secoli) che vuoi che capiscano di Internet. Meglio andare al Bar Sport con gli amici e vedere una bella partita di calcio, che isolarsi leggendo un libro o navigando !
    • Anonimo scrive:
      Re: Magari....
      - Scritto da: Hakkar
      ...alcune persone si rifugiano in Internet
      proprio per il motivo contrario, mio caro
      Scienziato dei miei stivali. Forse è la
      realta vera, non quella virtuale, a offrire
      pochi spunti di accrescimento culturale e
      sociale...
      Io sulla Rete ho moltissimi amici, e non mi
      pare proprio di stare per isolarmi...ci ho
      trovato anche una tipa :) Vabbè, ma loro,
      gli scienziati che non sono capaci di fare
      ricerche serie e quindi devono fare ricerche
      assurde (mi riferisco ai sociologhi, l'unica
      vera piaga del nostro e degli altri secoli)
      che vuoi che capiscano di Internet. Meglio
      andare al Bar Sport con gli amici e vedere
      una bella partita di calcio, che isolarsi
      leggendo un libro o navigando !Perfettamente d'accordo. E aggiungo...la realtà è su Internet.
    • Anonimo scrive:
      Re: Magari....
      Meglio andare al Bar Sport con gli amici e vedere una bella partita di calcio, che isolarsi navigando.
      • Anonimo scrive:
        Re: Magari....
        Certo, tu continua ad andare pure
        al Bar Sport a bere birra e ruttare coi tuoi
        amici.BURP! dimentichi trombare
      • Anonimo scrive:
        Re: Magari....
        - Scritto da: sfigatun
        Meglio andare al Bar Sport con gli amici e
        vedere una bella partita di calcio, che
        isolarsi navigando.Caro amico, il concetto di tutto l'ambaradan di questo forum è questo:Se tu ti isoli navigando è perchè vuoi isolarti tu, di tua sponte.Ed il fatto che usi internet per isolarti, oppure ti chiudi in bagno con i giornalini porno, oppure stai tutto il giorno davanti alla tele è solo un elemento casuale.Chi si isola navigando, si isolerebbe anche al Bar Sport guardando da solo la partita mentre gli amici si divertono a guardarla insieme (ammesso che l'isolazionista avesse deegli amici).
    • Anonimo scrive:
      Re: Magari....

      ricerche serie e quindi devono fare ricerche
      assurde (mi riferisco ai sociologhi, l'unica
      vera piaga del nostro e degli altri secoli)e Che dire degli psicologi?? ASSai peggiO!
  • Anonimo scrive:
    Indagine del piffero...
    E` come valutare lo stato di benesseredi uno stato ragionando sullo stipendio medio;ci sono masse di utonti per i quali internet e` un danno per se e per gli altri,i destinatari dei banner, dei worm,delle catene di sant'antonio da far rigirare,mute vittime dello spam, intasatori di bandacon email in html, ragazzini che nellechat scrivono "ci sono ragazze qui?" o"come si fanno le nuke?", che scende dal cielo quandi gli si nominano i newsgroup,la netiquette...non e` questa la gente che ha costruitointernet, e che lavora per migliorarla;c'e` gente che si fa un mazzo cosi` perlavorare a formati aperti, a costruire leblack list per filtrare lo spam, aspiegare cosa sia la netiquette, mentreuna massa di beoti scarica i pornoin formato asf, manda agli amicile cazzate in formato wmv, e si ostinanocome asini ad usare il formato DOC pretendendo che tutti usino Microsoft Word 2000...Pino Silvestrepinosilvestreatdespammeddotcom
  • Anonimo scrive:
    ancora?
    possibile? sempre le stesse cose: Internet deprome, internet droga, internet isola dal mondo,intenet è un covo di pedofili, intenet è pieno di bin Laden i videogiochi istigano alla violenza, provocano l'epilessia, uccidonoi programmatori sono sfigati, i programmatori non beccanopassi nel 95, 96 ma ora non se ne può più(Ps: quali luoghi comuni ho dimenticato?)
    • Anonimo scrive:
      Re: ancora?
      - Scritto da: ishitawa
      (Ps: quali luoghi comuni ho dimenticato?)
      Un tempo qui era tutta campagna :)
    • Anonimo scrive:
      Re: ancora?

      i programmatori sono sfigati, i
      programmatori non beccanoperché, non è vero? ...azz...
      • Anonimo scrive:
        Re: ancora?
        No non è vero. Linus Torvalds si è sposato (prima di diventare famoso) con una figa finlandese e pure karateka. Ed è lei che ha chiesto di uscire con lui !
  • Anonimo scrive:
    Ma dove vive ?
    Mi ricorda tutte le puttanate che storicamentesono sempre uscite in occasione di ogninuova invenzione.Peccato, tra l' altro, che internet non sia poipiu' cosi' nuova.
    • Anonimo scrive:
      te lo dico io
      dove vive? vive in un posto dove storicamente si da la colpa della mancanza di valori a terze cause, e non alla famigli di nascita e crescita dell'individuo.è successo coi fumetti, con la tv, ora con interner.di chi è la colpa se un figlio cretino va a scuola con la pistola e spara? del padre imbecille che lascia la pistola in giro per casa (ma poi, perché è armato?)? no, di internet.di chi è la colpa se l'imbecille invece violenta la compagna di banco? della famiglia che gli ha messo in capo la segatura? no, dei siti porno.Da sempre negli USA si vive (male) nellamancanza di qualsivoglia collante sociale, a livelli culturali bassissimi, ancorati a formule vuote.Ecco dove vive, ma non è colpa sua, ha guardato troppa internet.
  • Anonimo scrive:
    Uguale in biblioteca
    Se ci fosse al mio paese una biblioteca aperta 24 ore al giorno con tutta la roba stampata a questo mondo e fosse consultabile con la stessa semplicità di internet, allora mi ci ritroverete là, invece di ravanare in giro per la rete.Piuttosto gi generalizzare alla cazzona, come fa questo qui (che me lo immagino è uno strizzacervelli come mille ce ne sono negli USA) domandiamoci cosa fa uno in rete. Allora scopriremo che:qualcuno giocaqualcuno chattaqualcuno si informaqualcuno studiaqualcuno crakkaqualcuno legge P.I.insomma, ognuno che sta attaccato al modem fa un qualcosa di suo proprio, non omologabile a nessun altro se non per grandi aree tematiche.E allora, per favore, piantatela di insegnarci chi siamo.Se siamo degli imbecilli lo siamo dentro e fuori da internet.Se siamo persone intelligenti lo siamo dewntro e fuori da internet.Se siamo timidi ed introversi lo siamo dentro e fuori.Però, in fondo in fondo, il mondo è bello perchè è vario. Se non ci fossero quelli che la pensno in maniera differente da noi, come faremmo ad arrabbiarci?Quindi, caro il mio scienziato, vai avanti tranquillo a raccontare cazzate.Io continuerò ad arrabbiarmi con te.
    • Anonimo scrive:
      Re: Uguale in biblioteca
      - Scritto da: Smarronato cronico[snip]
      Quindi, caro il mio scienziato, vai avanti
      tranquillo a raccontare cazzate.
      Io continuerò ad arrabbiarmi con te.La vera cosa triste che e' che sicuramentec'e' chi gli paga uno stipendio o delleparcelle.
    • Anonimo scrive:
      Re: Uguale in biblioteca
      Uè Smarro,l'hai proprio ragion!Cià a tutt
  • Anonimo scrive:
    Calma, calma...
    Navigatori come drogati, internet-dipendenti e via di questo passo: diamoci una regolata. qui nessuno e' malato (tranne casi rari e particolari).La verita' e' un'altra: internet e' terra di conquista soprattutto per le persone che hanno una caratterisrica oggi sempre piu' rara: la curiosita'.Ora, poiche' la maggior parte degli individui oggi la curiosita' neanche sa cosa sia, eccetto quella di sapere chi ha vinto la domenica allo stadio, ne consegue che il navigatore intelligente e curioso, resosi conto di cio', d'istinto e per naturale inclinazione tende a passare piu' tempo con la rete, cosa che appaga di piu' questa sua infinita' curiosita', appunto, piuttosto che impiegarlo assieme alle solite noiose persone che magari vanno in escandescenze al solo sentire parlare di web.Tutto qui. Il luminare dell'articolo appartiene alla seconda categoria: alle lampade a petrolio, appunto.
    • Anonimo scrive:
      Re: Calma, calma...
      - Scritto da: Applauso
      La verita' e' un'altra: internet e' terra di
      conquista soprattutto per le persone che
      hanno una caratterisrica oggi sempre piu'
      rara: la curiosita'.Concordo.
      Ora, poiche' la maggior parte degli
      individui oggi la curiosita' neanche sa cosa
      sia, eccetto quella di sapere chi ha vinto
      la domenica allo stadio, ne consegue che il
      navigatore intelligente e curioso, resosi
      conto di cio', d'istinto e per naturale
      inclinazione tende a passare piu' tempo con
      la rete, cosa che appaga di piu' questa sua
      infinita' curiosita', appunto, piuttosto che
      impiegarlo assieme alle solite noiose
      persone che magari vanno in escandescenze al
      solo sentire parlare di web.Ottima analisi :-)
      Tutto qui. Il luminare dell'articolo
      appartiene alla seconda categoria: alle
      lampade a petrolio, appunto.ROTFL
  • Anonimo scrive:
    E' VERO...
    ""È vero: ci sono persone che quando si piazzano davanti al computer, specie se è connesso ad internet, hanno una vera intrinseca difficoltà a staccarsene""E' verissimo: come è verissimo che ci sono anche i drogati, ed i "malati di sesso".Li conosciamo tutti, e sono tanti... ma non tanti da giustificare una tale massiccia generalizzazione.Voglio dire che i "deboli", i perdenti, i privi di colonna, sono molti e facilmente influenzabili, perchè questo mondo che ci siamo costruito si basa essenzialmente sulla possibilità ed il potere di influenzare gli altri, la maggioranza degli altri, tutti se possibile, e forzarne i comportamenti in maniera da assecondare i propri fini, di norma non eccessivamente puliti.E dubito fortemente anche della sincerità e libertà di coloro che lanciano allarmi, e talvolta anatemi, per stigmatizzare questo stato di fatto, voluto ed accuratamente costruito.E' vero, ed è facilmente constatabile, che "la madre degli imbecilli è sempre incinta".Però è anche vero che il pascolo che ci è stato tanto accuratamente predisposto ha notevolmente rotto le scatole, con il suo appiattimento dei valori - che tende a soppiantare con "ideali" più comodi, e consoni ad un mondo ideale dove tutto si vende, perchè tutti comprano tutto a qualsiasi prezzo, purchè opportunamente pubblicizzato e prepotentemente proposto -, con la sua melensa filosofia di vita, secondo la quale vali quanto puoi spendere (e se non spendi di tuo è meglio), con il suo tran-tran sempre eguale, e guai a sollevare lo sguardo oltre l'orizzonte assegnato......e così "capita" di rifugirsi nella rete, PERCHE' si è depressi ed avviliti dalla vita che ci costringono a vivere, PERCHE' si è profondamente affascinati da questa straordinaria possibilità di allargare i propri orizzonti ed aumentare le proprie conoscenze.Da un punto di vista del tutto opposto, si constata che quelle funeste conseguenze che si addebitano ad Internet ed al suo fascino, sono in effetti le CAUSE per cui ci si immerge nella Rete, nel tentativo di sfuggire ad una vita che ci deprime e ci cattura con le sue trappole perverse, sin dai primi anni, sin dalle prime classi di scuola, non per migliorarci o farci crescere, quanto piuttosto per plagiarci e piegarci a convincimenti e comportamenti indotti con l'artificio ed il raggiro più spudorati.Questo gran figlio di quella madre, questo Nie, non sa quello che dice......o forse lo sa anche troppo bene, ma gli conviene raccontarla tutt'all'incontrario!
  • Anonimo scrive:
    A me succede con la figa
    • Anonimo scrive:
      Re: A me succede con la figa

      A me succede con la figaPero' sei qui alle due di notte a postare su questo forum...
      • Anonimo scrive:
        Re: A me succede con la figa
        bfuaaaaaaahhhhhhhahahahahahahhaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!!!!!!!!grande.magari ci da sotto di giorno.mah!
        • Anonimo scrive:
          Re: A me succede con la figa
          ma un'individuo quando sta in coppia con un'altro è isolato? io credo di no a meno che quella figa di cui si parla non sia di gomma oppure appartenga ad una tipa morta (certi lo chiamano sesso sicuro).Se ti fai una seg@ ti isoli, se ti accoppi no..... anche perchè se lo si fa per molto tempo poi alla fine prima o poi ci si ritova in piu di 2... ergo non esiste isolamento.... aspetto smentite.
  • Anonimo scrive:
    E' verissimo
    ..concordo in pieno con il professorone. I più ritrovano un equilibrio, altri no.
  • Anonimo scrive:
    storia vecchia...
    E' già da un bel po' che girano vaccate del genere...Il fenomeno della "dipendenza" colpirebbe comunque le persone che si 'isolano' nel cybermondo.La colpa non è di internet, è piuttosto di quelle persone incapaci di raggiungere un equilibrio tra gli affetti e i propri interessi.I libri di questi professoroni servono solo per riempire le tasche dell'autore sfruttando la grande popolarità di questo tema.Bisognerebbe denunciare questi 'luminari' per circonvenzione di incapace.Creare inutili allarmismi intorno a qualcosa che bene o male sarà il nostro futuro (informatica, internet, comunicazione globale) rischia solo di far spaventare le 'mamme' che piuttosto di vedere il proprio figlio attaccato a quell'orrendo mostro che è internet, sono disposte ad accettare che giochi 14ore alla playstation, guardi 16 ore al giorno la tv e passi metà della sua vita in bagno a...Quando vedremo articoli/libri che mettono in guardia dalla lettura di troppi libri, dall'uso 'spropositato' di uno strumento musicale o dalle troppe pugnette?
    • Anonimo scrive:
      Re: storia vecchia...
      ma non si diventa ciechi? :P- Scritto da: adolf
      E' già da un bel po' che girano vaccate del
      genere...
      Il fenomeno della "dipendenza" colpirebbe
      comunque le persone che si 'isolano' nel
      cybermondo.
      La colpa non è di internet, è piuttosto di
      quelle persone incapaci di raggiungere un
      equilibrio tra gli affetti e i propri
      interessi.
      I libri di questi professoroni servono solo
      per riempire le tasche dell'autore
      sfruttando la grande popolarità di questo
      tema.
      Bisognerebbe denunciare questi 'luminari'
      per circonvenzione di incapace.
      Creare inutili allarmismi intorno a qualcosa
      che bene o male sarà il nostro futuro
      (informatica, internet, comunicazione
      globale) rischia solo di far spaventare le
      'mamme' che piuttosto di vedere il proprio
      figlio attaccato a quell'orrendo mostro che
      è internet, sono disposte ad accettare che
      giochi 14ore alla playstation, guardi 16 ore
      al giorno la tv e passi metà della sua vita
      in bagno a...
      Quando vedremo articoli/libri che mettono in
      guardia dalla lettura di troppi libri,
      dall'uso 'spropositato' di uno strumento
      musicale o dalle troppe pugnette?
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