Interviste/ Hotmail contro gli spammer?

Il sistemone webemail di Microsoft ha implementato pochi giorni fa i suoi filtri. Ma le sue policy non sempre sembrano pensate per ridurre lo spam. Per capire ne abbiamo parlato con Stefano Maruzzi, country manager per MSN.it


Roma – Lo spam è una piaga della rete che non accenna a ridursi. L’intervento deciso di provider e fornitori di servizi non sembra riuscire a ridurre la circolazione di email abusive, inviate in pieno contrasto con la netiquette nonché con le leggi di quei pochi paesi che stanno cercando di combattere lo spam. Il ruolo dei servizi di posta elettronica gratuita può risultare essenziale nella lotta anti-spam e Hotmail , il servizio Microsoft, ha di recente annunciato nuovi filtri contro lo spam.

Di questo, e di molto altro, Punto Informatico ha parlato con Stefano Maruzzi, Country Manager di MSN.it.

Punto Informatico: In questi giorni Hotmail ha cambiato veste grafica e ha comunicato di aver configurato nuovi filtri di protezione contro le e-mail non richieste. In cosa consistono questi filtri?
Stefano Maruzzi: Una serie di funzionalità cool e avanzate. Attraverso il menu Opzioni si accede alla sezione Filtri Personalizzati per costruire in modo semplice e veloce una serie di barriere aggiuntive capaci di smistare in modo appropriato i messaggi in arrivo. Per chi usa e conosce Microsoft Outlook si tratta di qualcosa di molto simile alle Rules. Attraverso ben 11 filtri diversi, l’utente è in grado di erigere una sorta di barriera ai messaggi in arrivo, eliminando tutti quelli, per esempio, il cui oggetto contiene la parola mortgage e stabilendo dove “parcheggiare” il tutto (spesso direttamente nel cestino).
Questa nuova serie di servizi completa le misure di protezione dai messaggi indesiderati già esistenti da tempo nel prodotto per garantire ancora maggiore tranquillità all’utente.

PI: Hotmail oggi afferma di avere circa 110 milioni di utenti dei propri servizi di web-email. È molto sentito il problema dello spam? Qual è il feedback degli utenti?
SM: In questo momento sono oltre 114 milioni per la precisione, con 508,839 nuovi account attivati in tutto il mondo nella sola giornata di ieri. Il problema dello spamming è del singolo, indipendentemente dalla dimensione e dalla quantità di utenti che aderiscono a un determinato servizio.
In maniera un po’ egoistica forse, se il mio account è tempestato da mail non desiderate sicuramente mi trovo a operare in un contesto poco piacevole e stimolante. Se il fenomeno riguarda altri, credo che il livello di gravità del fatto crolli verticalmente. Forse, in questi termini, è un pensiero po’ troppo individualista, ma non penso di essere molto lontano dalla realtà.

Più che fornire i feedback degli utenti, provo a dare il mio. Mi capita di ricevere offerte per otturazioni di carie o soluzioni per mutui vantaggiosissimi. Sono messaggi che rigorosamente raggiungono la mia cartella contenente le “schifezze” e che ripulisco con un semplice click. Un problema? Sicuramente sì, ma per quanto mi riguarda molto inferiore al vedere giovani che gettano carta o rifiuti per terra. Riesco comunque a liberarmi abbastanza facilmente della posta indesiderata, mentre sono molto più in difficoltà davanti a un’aiuola piena zeppa di rifiuti. Purtroppo, con gli anni, mi sono abituato a dover accettare piccoli compromessi e qualche messaggio indesiderato ben isolato dal resto delle email utili non rappresenta per me un problema.


PI: Nel recente passato, alcuni hanno criticato Hotmail sostenendo che i suoi filtri anti-spam erano troppo efficienti, al punto da eliminare anche posta legittima. È difficile trovare un equilibrio tra battaglia contro le e-mail non richieste e agibilità/usabilità del servizio?
SM: È sicuramente difficile riuscire a fornire un prodotto che soddisfi in modo accurato le esigenze di oltre cento milioni di persone distribuite in tutto il mondo.
Personalmente ho avuto qualche problema a contattare una mia amica via posta elettronica perché aveva abilitato solo alcuni account, non comprendendo quello che uso abitualmente dal lavoro. Grazie alla protezione, MSN Hotmail riesce a selezionare in modo analitico le persone con cui dialogare, ma un semplice cambio di posta non comunicato per tempo può costituire un problema.

PI: I servizi di Hotmail sono sempre più integrati all’insieme dei servizi che Microsoft fornisce via Internet. Cosa può aspettarsi un utente Hotmail per il futuro?
SM: La comunicazione via posta elettronica o instant messaging è un’attività predominante per chi si collega a Internet. L’evoluzione di MSN Hotmail prevede una sempre maggiore integrazione con gli strumenti di messaggistica e la distribuzione su altri dispositivi rispetto al solo personal computer. Presto lanceremo un servizio per la gestione e l’organizzazione di incontri e party – MSN Inviti – e una nuova versione del calendario, ancora più integrata, sincronizzata e, auspicabilmente, più utile. Tutti questi prodotti si integrano con MSN Hotmail e rappresentano un’offerta completa e articolata per rispondere a esigenze diverse.

PI: È possibile stabilire quanto viene utilizzata la posta elettronica dagli utenti di Hotmail? Quanti messaggi vengono inviati mediamente? A suo parere sono in molti gli utenti che hanno più di una mailbox Hotmail?
SM: Il 18 luglio, per fare un esempio, gli utenti di MSN Hotmail in tutto il mondo hanno spedito esattamente 46.754.569 di messaggi. In pratica, è come se ogni giorno un utente su due si collegasse e inviasse un messaggio, dato che il numero complessivo di account attivi, sempre quel giorno, era pari a 114.536.784.
In realtà le cose non stanno in questi termini perché la frequenza media di apertura della propria inbox è superiore ai dieci giorni.
Un dato interessante riguarda l’uso della posta: su base settimanale vengono inviati mediamente 300M di allegati (294.635.820 per la precisione nella settimana di fine giugno), avendo come tipo di file più diffuso un’immagine.
Non è invece possibile fornire un’indicazione precisa sul numero medio di account di posta per persona fisica perché nel processo di attivazione non vengono richieste informazioni tali da poter risalire in modo analitico a una persona fisica.

PI: Qualche tempo fa Hotmail strinse un accordo con Infospace, azienda che è spesso finita nel mirino dell’antispam per i lunghi elenchi di e-mail che mette a disposizione online. Come vede quell’accordo rispetto agli annunci di questi giorni sui nuovi filtri antispam? Non c’è una contraddizione?
SM: Sono due cose distinte e separate. MSN Hotmail è da sempre impegnato nel fornire gratuitamente strumenti per gestire in modo conveniente la propria casella di posta elettronica. I filtri anti-spam esistono da tempo, così come gli anti-virus. Con la versione introdotta in questi giorni aggiungiamo nuove funzionalità sempre a favore e a vantaggio dell’utente.
Disporre di un equivalente dell’elenco telefonico on-line è cosa sicuramente utile. Questa la logica ispiratrice della collaborazione. Tutto sommato, rintracciare persone per contattarle è un’attività di cui tutti hanno beneficiato in un modo o nell’altro. Da condannare è lo spamming, che è qualcosa di diverso.


PI: In quell’occasione, Hotmail fu criticata anche perché l’iscrizione ad Infospace era attivata di default. Per evitarla, l’utente doveva deselezionare l’opzione (opt-out). Non è un metodo troppo “aggressivo” per ottenere delle iscrizioni a un servizio Internet?
SM: Al termine del semplice processo di registrazione di un nuovo account MSN Hotmail compaiono due check box preselezionate per includere il proprio nominativo nell’elenco degli utenti del servizio di posta elettronica a nelle Pagine Bianche Internet. Entrambe sono ben visibili e corredate da una spiegazione laterale e da un help aggiuntivo. Si tratta di due servizi utili per l’utente da un punto di vista prettamente teorico, considerazione che credo tutti possano condividere.
Il fatto che la comparsa del proprio account su una directory pubblica sia oggetto di “attacchi” da parte di chi fa spamming è spiacevole, ma non direttamente riconducibile all’opzione presentata al consumatore.

Personalmente, al momento della mia registrazione non ho accettato nessuna delle due opzioni perché non interessato.

PI: Di recente, Net@ddress ha annunciato la trasformazione di tutti i propri servizi e-mail Web in servizi a pagamento. Questo sembra rientrare in una tendenza che va consolidandosi online per molte diverse tipologie di offerte. Potrebbe accadere anche a Hotmail? E cosa pensa dei servizi online a pagamento?
SM: MSN Hotmail continuerà a essere un prodotto gratuito. Proprio l’introduzione in questi giorni di una nuova interfaccia grafica molto più curata e ricercata, oltre alle funzionalità anti-spamming ne sono la dimostrazione più concreta e tangibile. Per MSN si tratta di investimenti cospicui (milioni e milioni di dollari), sostenuti unicamente per rendere un servizio gratuito ancora migliore, più curato e funzionale.

Stiamo valutando la possibilità di aggiungere prossimamente alcuni servizi a pagamento indirizzati a un target molto più ristretto di utenti. Una mailbox di dimensioni più ampie o opzioni di encryption dei messaggi sono due esempi possibili e, come evidente, mirati a soddisfare esigenze molto specifiche. Ancora una volta, saranno eventualmente servizi che si affiancano all’offerta globalmente gratuita del prodotto.

Personalmente non ho alcuna difficoltà o preclusione nei confronti di servizi online a pagamento. Per anni ho pagato un canone mensile per accedere ai servizi di un ISP americano (attività che tutt’oggi diverse decine di milioni di americani sostengono ogni mese) e per poter usufruire di contenuto finanziario. Anche oggi pago la bolletta della mia ADSL domestica. In generale, se quanto mi viene proposto ritengo abbia un prezzo adeguato, non ho difficoltà a sottoscrivere l’abbonamento o a sostenere l’acquisto. Ma non sto facendo nulla di speciale se non applicare lo stesso “razionale” di consumatore. Il fatto che il servizio a pagamento sia on-line non è certo una discriminante o un aspetto negativo. L’importante è la qualità, l’affidabilità di chi offre il tutto e l’interesse o l’utilità che suscita.

Intervista a cura di Paolo De Andreis

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  • Anonimo scrive:
    Bimbi e Windows
    E' inoltre scientificamente dimostrato che i bambini che imparano ad usare windows gia' da piccoli riducono il loro QI del 20%, diventando dei mollaccioni clicchettoni, e quindi dei futuri utonti.
    • Anonimo scrive:
      Re: Bimbi e Windows
      - Scritto da: una battutina ;-)
      E' inoltre scientificamente dimostrato che i
      bambini che imparano ad usare windows gia'
      da piccoli riducono il loro QI del 20%,
      diventando dei mollaccioni clicchettoni, e
      quindi dei futuri utonti.ROTFL :)))))))))
    • Anonimo scrive:
      Re: Bimbi e Windows
      Noo, di solito imparano a moccolare motlo prima, ma finice li
      • Anonimo scrive:
        Re: Bimbi e Windows
        - Scritto da: Krecker
        Noo, di solito imparano a moccolare motlo
        prima, ma finice liMa scherzi?E' scientificamente dimostrato che i bambini cresciuti col winzozz, non sanno usare la tastiera... 1 bambino su 2 cresciuti a win, usano il mouse per scrivere... l'altra meta' ha il software di riconoscimento vocale... il 100%, intervistato, non riesce a capire cosa sia qll'affare con tanti tasti...
    • Anonimo scrive:
      Re: Bimbi e Windows
      - Scritto da: una battutina ;-)
      E' inoltre scientificamente dimostrato che i
      bambini che imparano ad usare windows gia'
      da piccoli riducono il loro QI del 20%,
      diventando dei mollaccioni clicchettoni, e
      quindi dei futuri utonti.Solo del 20%? Non ci credo!Direi almeno che si dimezza il loro QI.Poveri figlioli...
  • Anonimo scrive:
    L'ho sempre pensato
    Giocando con gli intellevision, all'epoca, ho sempre pensato che stavo sviluppando nuove capacita'.Adesso, dopo tanti anni, di playstation e PC, sono ormai in attesa di migrare ad una superiore forma di vita: il superbimbo.
  • Anonimo scrive:
    interessante pero`...
    pochi giorni fa`, da uno studio americano, si diceva il contrario! I bambini diventono agressivi, associali ed egoisti! Questo era il risultato della ricerca.A cosa dovremmo credere?Ps: la notizia l` avevo avuta dalle notizie di Yahoo!
    • Anonimo scrive:
      Re: interessante pero`...
      ...ah, ora capisco perchè negli States si sparano a 10 anni...ora capisco perchè nel Texas è consentito sparare a qualcuno che ti ruba la macchina...sarà colpa di Quake o di Unreal......il software videoludico è una forma di di divertimento interattiva, nella quale in minore o maggiore modo è necessario riflettere, pensare, agire in modi differenti a seconda dei casi...sicuramente più edificante di guardare Dawson Creek...
    • Anonimo scrive:
      Re: interessante pero`...
      - Scritto da: francesco
      pochi giorni fa`, da uno studio americano,
      si diceva il contrario! I bambini diventono
      agressivi, associali ed egoisti! Questo era
      il risultato della ricerca.
      A cosa dovremmo credere?non ci rimane che l'aggnosticismo :-)
  • Anonimo scrive:
    Come mai allora...
    ...non ho passato metodi?Ho giocato tanto io con il C64!
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