Ioni come impermeabili

L'innovativa soluzione di un'azienda britannica porta l'impermeabilizzazione alla portata di tutti. Nata per scopi militari, è una tecnologia versatile, per l'abbigliamento tecnico sportivo e il gadget elettronico
L'innovativa soluzione di un'azienda britannica porta l'impermeabilizzazione alla portata di tutti. Nata per scopi militari, è una tecnologia versatile, per l'abbigliamento tecnico sportivo e il gadget elettronico

Rendere gli oggetti realmente impermeabili, anche i più impensati, è un’idea che ha sempre solleticato l’immaginario collettivo. C’è un’azienda che ci sta riuscendo: ha stretto accordi a destra e a manca iniziando col fornire la propria soluzione ai produttori di abbigliamento sportivo.

Le basi dell’innovativa soluzione sono di rilievo: il sistema, ideato da Plasma Product Innovation , questo il nome dell’azienda, nasce per impieghi militari, spiega Wired . Ora si guarda all’uso “civile”, a cominciare da stivali per escursioni e scarpe da running. Ma si tratta di una tecnologia che, già da tempo, fa gola a molti settori industriali, specialmente quello di cellulari e gadget elettronici.

Alle spalle della novità c’è una tecnologia interessante, chiamata Ion Masking (mascheratura ioni). Un processo – già sperimentato in altri campi – che consente di creare una vera e propria membrana idrorepellente su qualsiasi oggetto. È questo un materiale, chiarisce The Register Hardware , che non ha nulla a che vedere con il Gore-Tex: il principio è opposto.

Oltre ai tessuti, il cui trattamento prevede l’applicazione dello Ion Masking fibra per fibra per aumentarne l’efficienza, questo sistema apre la strada a moltissime innovazioni: con il rilascio per l’uso civile, davvero si potrà avere un lettore MP3 resistente all’acqua , un iPhone impermeabile , e non ci sarà da temere per qualsiasi altro cellulare.

I laboratori di assistenza, dunque, possono tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia, pur nella convinzione del perfetto isolamento, meglio tenere gadget e cellulari all’asciutto e lasciare allo Ion Masking il solo compito di…salvare il gadget da un “incidente”.

Marco Valerio Principato

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