IP filtrati, arrivano i bookmaker

Partono i ricorsi proprio in queste ore, prima alla Commissione Europea e poi al TAR del Lazio. Le società delle scommesse sono decise ad attaccare la posizione protezionista assunta dal Governo italiano
Partono i ricorsi proprio in queste ore, prima alla Commissione Europea e poi al TAR del Lazio. Le società delle scommesse sono decise ad attaccare la posizione protezionista assunta dal Governo italiano


Roma – Lo avevano detto ed ora si preparano a farlo: la grande battaglia delle società di scommesse che operano su Internet contro il sequestro del traffico Internet degli utenti italiani da parte del Governo e dei Monopoli di Stato sta per iniziare, e lo scenario è quello europeo.

Proprio in queste ore arriverà alla Commissione Europea un reclamo formale di quella Remote Gambling Association (RGA) che fin dal primo momento si è opposta alla scelta del Governo di Roma di bloccare l’accesso degli italiani a determinati IP, corrispondenti a centinaia di siti dedicati al gioco d’azzardo. Tutti siti “colpevoli”, secondo l’amministrazione finanziaria italiana, di non aver chiesto ed ottenuto le costose licenze necessarie per gestire un pubblico italiano.

Alla vigilia del blocco, avvenuta a fine febbraio, RGA aveva preannunciato una possibile azione legale e proprio oggi, stando alle indiscrezioni pervenute dall’agenzia Il Velino , il reclamo verrà formalizzato a Bruxelles.

Proprio l’agenzia di stampa italiana segnala un precedente forse decisivo, quello di un caso del 2003 nel quale la Corte di Giustizia europea aveva dato il via libera alle operazioni italiane di una società di scommesse straniera dopoché questa aveva dimostrato come l’esclusione voluta dall’Italia non rappresentava una tutela dei consumatori, ai quali i Monopoli propongono un coacervo di possibilità di giochi d’azzardo, ma appunto una forma protezionistica ai danni della concorrenza.

Ma la questione non finirà soltanto in Europa. Come accennato la RGA ha ora intenzione di ricorrere anche al TAR del Lazio. Quel che è certo è che la cosa andrà per le lunghe e non sorprenderebbe se alcune società di scommesse, pur di assicurarsi la possibilità di operare legittimamente in Italia, decidessero di accettare la procedura imposta dai Monopoli.

Nei giorni scorsi contro il sequestro del traffico si è espressa anche ISOC – Società Internet , una ulteriore voce autorevole che ha dimostrato quanto il provvedimento voluto da Roma sia controproducente. Al momento però né i Monopoli né il Governo hanno ritenuto di dover rispondere alle sempre più numerose critiche che circondano il controverso procedimento di filtering.

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

20 03 2006
Link copiato negli appunti