iPhone 3G, ecce bombo

Keynote all'insegna del melafonino. Con decine di applicazioni pronte, un lancio previsto per luglio e sincronizzazione trasversale. Ma che fine hanno fatto i Mac?

Roma – iPhone è morto, viva iPhone 3G. Steve Jobs tiene tutti col fiato sospeso per oltre 90 minuti, ma l’attesa viene ripagata dall’annuncio che tutti aspettavano: la nuova versione del cellulare made in Cupertino è pronta, finirà sugli scaffali dal prossimo mese come anticipato nella giornata di ieri, e verrà distribuito in 70 paesi in giro per il mondo entro la fine dell’anno con l’Italia in pole position grazie a Vodafone e TIM.

Una maglietta provocatoria L’atmosfera di questo WWDC 2008 è comunque quella di una keynote un po’ sottotono. Jobs si vede poco sul palco , lascia molto spazio ai suoi collaboratori per illustrare le doti del SDK per l’iPhone – peraltro già ampiamente sviscerate a marzo . A quanto pare la beta del programma di sviluppo è andata alla grande: 4mila sviluppatori sono entrati ufficialmente nella fase di test, selezionati tra le oltre 25mila iscrizioni ricevute. Il kit di sviluppo, inoltre, è stato scaricato 250mila volte.

Steve Jobs sul palco

Per oltre 30 minuti sul palco si succedono sviluppatori venuti da ogni dove per raccontare di quanto sia meraviglioso e fantastico programmare per l’iPhone. Le applicazioni presentate sono di buon livello: c’è già pronto un client per la gestione delle aste su eBay , un’applicazione per il blogging sviluppata da Six Apart, ci sono strumenti per il networking, altri per consultare le news di Associated Press e molto altro ancora. Un gran numero di queste è gratuito, e Apple sottolinea che saranno totalmente gratuite senza alcun costo aggiuntivo né per i consumatori né per gli sviluppatori. Le altre avranno costi che si aggirano sui 10 dollari .

Il tutto alla fine risulta un po’ stucchevole: ciascun programmatore mostra il risultato del suo lavoro, Apple probabilmente ci tiene a dimostrare che il supporto per il suo gioiellino c’è ed è di buona qualità, ma dopo l’ennesimo videogame che supporta accelerometro e touch screen anche il più temprato degli spettatori inizia a scalpitare. Per fortuna sul palco alfine torna Jobs, che butta lì che ora iPhone supporta buona parte dei formati di documenti office commerciali in circolazione (iWork e Microsoft Office) e che il telefono sarà in grado di parlare una decine di lingue, comprese quelle basate su ideogrammi come cinese e giapponese.

Mobile Me La convention riprende animo. A Phil Schiller tocca il compito di mandare in pensione.Mac, e fare spazio a Mobile Me . La sua definizione del servizio è “Exchange per tutti”: gli utenti che non fanno parte di una grande azienda, che non possono sfruttare le doti del sistema sviluppato da Microsoft per l’email push e la sincronizzazione dei contatti e dei calendari, per soli 79 euro l’anno potranno usufruire dei servizi offerti da Apple, che mette a disposizione anche delle webapp all’apparenza molto ben riuscite e 20 giga di spazio per i propri archivi. Il tutto è compatibile con iPhone (ovviamente), con Mac e anche con Windows (supportati Outlook e Outlook Express).

E infine, la palla torna a Steve Jobs. Parole di compiacimento per i 6 milioni di iPhone venduti, per l’anniversario del lancio che cade in questi giorni, per tutto quello che il melafonino ha significato per Apple non solo in fatto di vendite ma anche di esperienza sul campo. Ma è già tempo di rivoluzionare di nuovo il settore. È tempo di iPhone 3G .

Il nuovo iPhone 3G Più sottile, la differenza principale con il vecchio modello è una maggiore presenza di plastica nello chassis: nero come la notte nella versione da 8 gigabyte, ma volendo c’è pure bianco come la luna in quella da 16. Steve si spreca a raccontare che è veloce , velocissimo, che è più rapido a scaricare di qualsiasi altro telefono 3G di fascia alta (tirati in ballo Nokia N95 e Palm Treo 750), che la batteria dura 5 ore in conversazione se ci si trova sotto rete 3G, 10 ore se si rimane in seconda generazione. Migliorate anche l’autonomia in standby, 300 ore, quella per la riproduzione della musica, 24 ore, e dei video, 7 ore.

Udite udite: c’è a bordo un modulo GPS dotato di estensioni per l’aggiornamento della situazione del traffico, una caratteristica sognata e richiesta da molti potenziali acquirenti. Ma il meglio deve ancora arrivare: iPhone 3G verrà venduto in 70 paesi in tutto il mondo entro la fine dell’anno, compresi molti paesi asiatici e africani, l’Australia e naturalmente l’Italia. E il prezzo scende a 199 dollari per la versione da 8 giga , a 299 per quella da 16.

L'interfaccia multilingua del firmware 2.0 Troppo bello per essere vero? Beh, si parla naturalmente di prezzi “sovvenzionati”, vale a dire dei prezzi garantiti a chi acquista il cellulare contestualmente alla sottoscrizione di un contratto biennale. Quali saranno le condizioni di questo contratto per i consumatori italiani è ancora un mistero: TIM ha confermato ieri a Punto Informatico che l’Italia sarà tra i primi paesi a lanciare il nuovo iPhone il prossimo 11 luglio, ma che per il momento non verranno rilasciate informazioni su prezzi e tariffe applicate nel Belpaese.

Poi Steve ringrazia, saluta e sparisce. Ma che fine hanno fatto i nuovi MacBook? E il nuovo Mac OS X , quello che lui stesso nemmeno due ore prima su quel palco ha confermato si chiamerà Snow Leopard ? La battuta finale di commiato con cui Jobs si ritira lascia il dubbio che non sia proprio tutto finito: “Ci vediamo la prossima settimana” sentenzia. Forse c’è ancora qualche speranza di vedere un nuovo laptop con Montevina, forse non tutto è perduto per il tanto agognato iTablet. Di certo da questa keynote in molti si sarebbero aspettati di più , e al momento le borse non sembrano premiare il basso profilo degli annunci del WWDC di quest’anno: il titolo Apple ha perso oltre due punti rispetto a ieri, assestandosi poco sotto i 182 dollari.

Luca Annunziata

(fonti immagini: qui , qui e qui )

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  • Stefano di WiMAX Italia scrive:
    WiMAX forte in Asia
    In Asia il WiMAX sta crescendo senza troppi intoppi a quanto pare, al contrario degli USA e Europa dove ancora si devono fare i conti con la risposta del mercato, che a quanto pare tarda ad arrivare.
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