iPill, la pillola magica di Philips

Rilascia medicinali nell'organismo come mai prima

Roma – Il concept non è nuovo, anzi, ma prima della fine del mese Philips intende presentare al mondo ufficialmente la sua iPill . Un dispositivo da ingerire capace di dosare e rilasciare i farmaci con una precisione, assicura il colosso olandese dell’elettronica, che non ha precedenti. La novità rispetto ad altre “pill” in circolazione, nate ad esempio per visualizzare le pareti dell’intestino, è che iPill può anche facilitare l’assunzione di medicine.

Sul sito statunitense di Philips non c’è traccia di iPill, ma la società ha confermato che intende presentarn ufficialmente un prototipo al convegno annuale degli scienziati farmaceutici americani di Atlanta.

iPill altro non è che un microbot gestito da una microprocessore e dotato di una batteria di alimentazione sufficiente a garantire l’operatività mentre discende nel corpo. In più dispone di un comunicatore wireless per fornire dati all’esterno: con i suoi sensori è in grado di misurare l’acidità dell’ambiente in cui si trova, un dato essenziale per capire la sua localizzazione all’interno dell’intestino, laddove poi grazie ad una micropompa può rilasciare la riserva di farmaco che contiene.

Questo “bot”, i cui resti vengono espulsi naturalmente dal corpo a fine ciclo, secondo Philips può consentire di ridurre notevolmente l’invasività di certe cure aumentando al contempo efficienza e precisione.

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  • ndr scrive:
    Ma...
    ...che marea di vaccate...con tutti i problemi e le priorità che ci sono...Va bene il progresso, la ricerca, va bene tutto...ma queste mi sembrano sostanzialmente pippe mentali.
    • nome e cognome scrive:
      Re: Ma...
      Ma scusa, altrimenti come ci liberiamo di tanti politici italiani?!? Volo sola andata verso nuovi paesi da civilizzare..!Evvai!!!
      • ndr scrive:
        Re: Ma...
        - Scritto da: nome e cognome
        Ma scusa, altrimenti come ci liberiamo di tanti
        politici italiani?!? Volo sola andata verso nuovi
        paesi da
        civilizzare..!Evvai!!!bah, il tuo commento non è più utile delle succitate pippe mentali......qualunquismo e banalità, per ironici che siano sono sitomatici. Tu fai il politico?
    • painlord2k scrive:
      Re: Ma...
      - Scritto da: ndr
      ...che marea di vaccate...con tutti i problemi e
      le priorità che ci
      sono...

      Va bene il progresso, la ricerca, va bene
      tutto...ma queste mi sembrano sostanzialmente
      pippe
      mentali.Sbagliatissimo.I privati, per poter investire nello sviluppo di una industria spaziale, (turismo o altro che sia) hanno bisogno di certezze legali.Se succede un incidente devono sapere quali sono le loro responsabilità. E devono essere riparati da richieste di danni eccessive. Come lo sono le compagnie aeree.
      • Enrico scrive:
        Re: Ma...
        Diciamo che i voli in aereo sono diventati una routine e le probabilità di incidente sono bassissime.Quando un passegero sale su un aereo di linea oggi si aspetta di avere un livello di rischio paragonabile al treno (e minore dell'automobile...).Per contro i voli spaziali hanno un rischio elevatissimo nemmeno confrontabile. Se prendi lo Space Space Shuttle, su poco più di un centinaio di missioni ne sono saltati due...se ci fosse lo stesso rischio nel trasporto aereo, in relazione al numero di voli che ci sono al giorno, avremo una continua ecatombe sui TG :-DCerto, il volo sub-orbitale è molto meno pericoloso, ma in ogni caso le poche persone dal portafoglio stra-gonfio ed evidentemente annoiate dalla vita sono ben consci dei rischi che corrono e non dovrebbero aspettarsi alti standard di sicurezza.Dunque non mi preoccuperei troppo ti tutelare la loro vita(chi se lo cerca ed è ben conscio...), la tutela "best-effort" di per sé è quella che le stesse aziende cercano di offire altrimenti perderebbero il prossimo cliente (oltre al costoso velivolo).Più interessante invece come dici tu puèo essere tutelare l'azienda da richieste di risarcimento insensate.Personalmente farei firmare una liberatoria ai passeggeri :-D Diciamo che trattandosi di attività sperimentale mi limiterei a considerare colpe gli errori palesi del pilota e difetti del velivolo non conformi a quanto specificato dal progetto (cosa che NON presuppone la bontà del progetto, ripeto traddandosi di roba sperimentale...ma solo che il costruito è uguale a quanto progettato...questo per garantire che su ogni esemplare ove si mette piede gli standard sono equivalenti ai prototipi testati, che almeno per un po di volte non sono esplosi :D
        • painlord2k scrive:
          Re: Ma...
          - Scritto da: Enrico
          Più interessante invece come dici tu puèo essere
          tutelare l'azienda da richieste di risarcimento
          insensate.
          Personalmente farei firmare una liberatoria ai
          passeggeri :-DNon si tratta solo dei passeggeri, anche se sono importanti.Ma anche le vittime di un incidente che sono colpite dai resti del veicolo che cadono a terra.Ci sono convenzioni, leggi, trattati internazionali, che limitano la responsabilità delle compagnie aeree se un aereo cade su una città o su uno snodo ferroviario, etc.Infatti, IMHO, il problema maggiore dello sfruttamento dello spazio da parte dei privati è proprio la mancanza di leggi adeguate che chiariscano diritti e doveri.Ad esempio, non è per nulla chiaro se sia possibile piazzare una miniera sulla Luna e sfruttarla economicamente. O farlo con un asteroide.Ci sono trattati internazionali che rendono molto ambiguo decidere di chi è il materiale prodotto e se un privato ha diritto di mettere quella miniera.
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