Iran, cancellati i provider illegali

Con la consueta efficienza la polizia di Teheran provvede alla chiusura dei servizi che offrivano connettività non protetta. Arrestati i gestori che si sono opposti al sequestro. Curiosa la tempistica del blitz censorio

Teheran (Iran) – Le difficoltà non sono una novità, ma la vita per i fornitori di accesso ad internet iraniani non è mai stata così dura: in un periodo di grandi tensioni internazionali il regime di Teheran ha stabilito di non poter tollerare oltre un uso di internet divenuto troppo “liberale” per le esigenze della parte più conservatrice del paese.

Ed è per questo che nelle scorse ore un blitz in tutto il paese delle forze dell’ordine ha portato alla chiusura definitiva di duecento società e decine di provider , un numero enorme di operatori che secondo le indagini delle autorità iraniane non avrebbe rispettato i regolamenti severissimi che nel paese si applicano a chiunque intenda fornire ai cittadini l’opportunità di connettersi alla grande rete.

In particolare, secondo quanto riferito dal quotidiano arabo Vaqaieh Ettefaqieh , tra le ragioni della chiusura il fatto che molti operatori non avevano connesso i propri server ai proxy di stato . Come noto, infatti, in Iran come in altri paesi, ad es. la Cina, la connettività legale è quella che passa attraverso server centrali che consentono al regime di rendere inaccessibili una grande quantità di siti stranieri, oltre ad intercettare con facilità email ed altre comunicazioni elettroniche.

Altri operatori sono finiti nei guai perché fornivano connettività satellitare , vietata in assenza di specifiche licenze pubbliche, o servizi di telefonia non autorizzata . Stando al quotidiano, il blitz ha portato all’arresto di quei dirigenti che si sono opposti al sequestro.

Khamenei È curioso notare come questa operazione sia coincidente nei tempi con l’annuncio al mondo, ben enfatizzato da Teheran, secondo cui il supremo ayatollah Ali Khamenei (vedi foto), punto di riferimento dei conservatori e fiero oppositore di talune aperture filo-occidentali del governo, ha lanciato il proprio sito web .

Va detto che da lungo tempo l’Iran oscilla tra pulsioni censorie e tentazioni di modernizzazione. All’oscuramento di siti web, pratica frequente per le autorità del paese, ai raid dei fondamentalisti contro le parabole o agli arresti per giovani focosi netizen , il regime alterna scelte come l’accettazione dell’ADSL o il vagheggiare un distretto tecnologico iraniano .

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Anonimo scrive:
    Stanca mi hai stancato!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    x Stanca: PPPPPPPppppppppppppprrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: Mechano vai a lavorare
    - Scritto da: Mechano


    Azz. Ti sei scordato 2 categorie!

    1) I programmatori Visual Basic che
    producono programmi come "Condominio2000" e
    "Il mio Giardinaggio" i quali perderebbero...ci hai rotto le pal*e con le tue stron*ate da fanatico... è ora che prendi una bella vacanza...intanto leggiti questo commento che fa bene al tuo fondamentalismo...http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=626941e quando torni dalla vacanza, VAI A LAVORARE !
  • Anonimo scrive:
    Finalmente una donna con le Pa..e
    Ma vogliamo fare un applauso ed anche una standing ovation a questo DIRIGENTE PUBBLICO che invece di scaldare la sedia si e' preso UNA RESPONSABILITA' che neanche suoi colleghi uomini prenderebbero. La scelta di OPENSOURCE viene vista nei piani alti delle aziende come un alto rischio che nessuno si vuole prendere e scelgono tutti M$ per pararsi il didietro. Evidentemente alla Regione Toscana non fa' schifo risparmiare....bravi.PS: Ho avuto modo di colloquiare per lavoro con il TIX ( Tuscany Internet eXchange) ed e' da sottolineare il loro comportamento da applauso. Stanca vai a vedere come lavorano i tuoi helpdesk ministeriali che ci facciamo due risate ( insieme a loro )
  • Terra2 scrive:
    SOLUZIONE :)
    E' Gratis ed ammazza la concorrenza "violando così la normativa in materia di concorrenza a danno di soluzioni di altro genere, quali quelle dei sistemi proprietari acquisibili mediante licenze" ?Non c'è problema!La licenza c'è già! Si chiama GPL e non impedisce la vendita di un prodotto! Formiamo un consorzio che masterizza su CD le copie dei programmi distrimbuii sotto GPL che servono alla regione toscana ed entriamo nella gara d'appalto offrendo i prodotti ad 1 euro in meno della "concorrenza"!Se proprio quel a gran cervello di Stanca il risparmio gli fa così schifo...
  • shevathas scrive:
    Re: Esempio banale di problema tipico

    Esempio attuale: Windows 98 è un[cut]
    Accade che fra un anno Win 98 non
    verrà più supportato dalla
    Microsoft.
    [cut]
    Se Win 98 fosse open source non ci sarebbero
    problemi, dato che sicuramente qualcuno
    rilascerebbe patch di sicurezza ogni
    qualvolta venissero fuori nuove
    vulnerabilità.
    Questo non è detto, ci sono anche un sacco di progetti OS abandonati perchè non più di interesse, progetti parzialmente sviluppati e poi abortiti.Il vantaggio di avere il codice sorgente è che se la correzione dell'errore è fondamentale al più si può pagare qualche programmatore per risistemarlo.
    Io ho sempre usato Windows però
    adesso ho proprio questa situazione.[cut]
    necessita di costanti aggiornamenti, il
    quale dopo x anni scade, come fosse un
    prosciutto.
    diciamo che il software non scade, ma si evolve e si aggiorna continuamente.Nuove funzionalità, sulla cui utilità si può rimanere a disquire per ore, nuovi hardware da supportare (tanto per dire USB, USB2.0, FireWire, WiFi)Non per fare l'avvocato del diavolo ma considera che ormai per molte schede esistono solamente i driver per 2000, XP e il supporto alla famiglia 9x è già stato accantonato dai produttori di hardware.L'hardware invecchia e si deve cambiareIdem il software, quello che deve durare, per un tempo molto lungo, sono i dati.Ecco perchè la neccessità di formati aperti, come già spiegato bene da Alessandrox, con i formati aperti non sono schiavo della tecnologia di uno specifico produttore per poter accedere ai miei dati.
  • Anonimo scrive:
    Re: io + che software o.s. o commerciale
    - Scritto da: Anonimo
    direi che il vero problema è da porre
    in altri termini.
    Che sia software commerciale o open source
    le P.A. dovrebbero trovare degli standard di
    comunicazione.

    Una interpolarità tra i software
    è anche alla base della
    flessibilità del lavoro e del
    risparmio.

    Una volta che un prodotto mi costa troppo o
    non mi soddisfa come funzioni posso passare
    ad un'altro mantenendo inalterati i dati che
    ho prodotto e non perdo tempo a rifare tutto
    da capo.Infatti è così. Tutto il resto è una battaglia di retroguardia. Dopo anni e anni di MS Word e MS Excel mi sembra chiaro che qualunque alternativa parte pesantemente svantaggiata. L'unico e ripeto, l'unico sistema per impostare una potenziale libera concorrenza è *imporre* l'utilizzo di formati aperti, indipendentemente dal tipo di software, open source e closed. Intendo che deve essere resa condizione necessaria per poter fornire software alle PA il fatto che le specifiche dei formati dei file siano pubblici e aperti. Ugalmente le PA devono essere *obbligate* ad archiviare ed utulizzare nei rapporti con l'esterno formati aperti.Tutto il resto è fumo.SalutiProspero
  • Anonimo scrive:
    Free software, no "imposed" software
    Io sono dell'idea che richiedere che la PA utilizzi del software free è contro i principi del software free stesso!Io uso linux perchè mi piace, perchè è gratuito, perchè non si pianta ogni "four and four-heigth" ma, soprattutto, perchè nessuno mi obbliga ad usarlo.Se qualcuno mi obbligasse ad usare linux probabilmente non sarei cosi' contento.Dobbiamo spingere non su software libero, ma sugli standard non proprietari di dati.Se usiamo standard dati aperti, poi diventa una scelta personale usare WinWeird oppure OpenOffice(withfreecoffee)
  • Anonimo scrive:
    Re: Le regioni e un'Italia che non esist
    non credo la gente ma i potenti e come saprai i potenti sono sempre ignoranti in siclilia come in piamonte come nel resto di tutto il mondo....
  • Alessandrox scrive:
    Re: Esempio banale di problema tipico
    - Scritto da: Anonimo
    Molti non capiscono bene cosa significhi
    avere software non libero in un sistema
    produttivo.
    Mettiamo XY sia un ufficio comunale,
    un'azienda o un privato.
    Esempio attuale: Windows 98 è un
    sistema operativo facile da usare e
    conosciuto da praticamente tutti. XY ha
    questo S.O. e il software e l'hardware
    comprato sono adatti a questo S.O..
    Accade che fra un anno Win 98 non
    verrà più supportato dalla
    Microsoft. Questo significa due cose: o si
    sceglie di rimanere con un Win98 vulnerabile
    (nuove falle non patchate), con il rischio
    di perdita dati, oppure si rinnovano tutte
    le licenze passando ad XP, aggiornando
    l'hardware e col rischio che qualche
    software smetta di funzionare (qui le spese
    possono andare alle stelle visto che spesso
    vengono usati software programmati su
    misura).
    Se Win 98 fosse open source non ci sarebbero
    problemi, dato che sicuramente qualcuno
    rilascerebbe patch di sicurezza ogni
    qualvolta venissero fuori nuove
    vulnerabilità.
    Io ho sempre usato Windows però
    adesso ho proprio questa situazione.
    Ultimamente ho iniziato ad usare anche Linux
    perché costretto da questa
    situazione.
    Un comune può permettersi di cambiare
    tutto ogni tot anni solo perché il
    produttore del software vuole continuare a
    vendere roba nuova? in questo caso il comune
    è in balia del fornitore, che produce
    un software di qualità dubbia che
    necessita di costanti aggiornamenti, il
    quale dopo x anni scade, come fosse un
    prosciutto.
    vi sembra logico? voi che fareste?NO, non e' affatto logico, infatti il sospetto che M$ rilasci nuovi SW rendendoli via via gradualmente incompatibili con i precedenti anche per obbligare via via al rinnovo del parco SW (c'e' da dire che ci sono anche validi motivazioni tecniche...) e' molto forte e certamente e' cosa plausibile.Pero' vorrei osservare una cosa,riprendiamo l' esempio tuo di Win98:Se io in quel S.O. uso applicazioni che importano ed esportano correttamente e completamente dati, documenti in formati aperti e se i protocolli di comunicazione sono anch'essi aperti e standard il passaggio ad un'altra piattaforma concorrente (sempre che faccia uso degli stessi protocolli e nella quale possa usare gli stessi formati) e' molto facilitato, se poi in entrambe le piattaforme posso anche usare le stesse (o quasi) applicazioni (esempio OO) direi che se non e' una passeggiata e' una "corsettina" direi ben sostenibile.Vedi che alora se la questione del codice OPEN ha la sua importanza, quella dei formati/protocolli ne ha secondo me una ancora maggiore.Ma ti porto anche un' esempio di SW comemrciale: un gestionale diuna certa ditta (che non nominero') e' proposto sia nella versione AS400, sia WIN, sia Linux... ci sono aziende che hanno questa politica ed evidentemente sta pagando. In questi casi il passaggio da un sistema ad unaltro si risolve nel semplice passaggio (senza alcuna conversione tranne nei casi di release differente) degli archivi dati. Poco piu' di una copia... Ma in questo caso si tratta di una facilitazione che viene dalla portabilita' dell' applicazione pur in S.O. notevolmente differenti tra loro sia in tipo di licenza che architettura.
  • Anonimo scrive:
    Re: Finalmente l'ha capito
    - Scritto da: Anonimo
    che hosì facendo oh si diventa tutti
    hannaioli ui...Guarda che la C non si elide sempre! anzi la C toscana è spesso una K. nella frase che hai scritto la C sarebbe sempre pronunciata, più o meno duramente.es. "ma va' akkaare" (ma va a cacare)Ci sono regole fonetiche ben precise. Quello che hai scritto è un toscano finto, da Gigi Proietti, da Vanzina, che non esiste.Inoltre: la C non viene elisa in tutte le province toscane. Non esiste un "toscano" ma piuttosto un fiorentino, livornese, pisano, aretino ecc. in toscana ogni 50 chilometri cambia la pronuncia.
  • Anonimo scrive:
    Esempio banale di problema tipico
    Molti non capiscono bene cosa significhi avere software non libero in un sistema produttivo.Mettiamo XY sia un ufficio comunale, un'azienda o un privato.Esempio attuale: Windows 98 è un sistema operativo facile da usare e conosciuto da praticamente tutti. XY ha questo S.O. e il software e l'hardware comprato sono adatti a questo S.O..Accade che fra un anno Win 98 non verrà più supportato dalla Microsoft. Questo significa due cose: o si sceglie di rimanere con un Win98 vulnerabile (nuove falle non patchate), con il rischio di perdita dati, oppure si rinnovano tutte le licenze passando ad XP, aggiornando l'hardware e col rischio che qualche software smetta di funzionare (qui le spese possono andare alle stelle visto che spesso vengono usati software programmati su misura).Se Win 98 fosse open source non ci sarebbero problemi, dato che sicuramente qualcuno rilascerebbe patch di sicurezza ogni qualvolta venissero fuori nuove vulnerabilità.Io ho sempre usato Windows però adesso ho proprio questa situazione. Ultimamente ho iniziato ad usare anche Linux perché costretto da questa situazione.Un comune può permettersi di cambiare tutto ogni tot anni solo perché il produttore del software vuole continuare a vendere roba nuova? in questo caso il comune è in balia del fornitore, che produce un software di qualità dubbia che necessita di costanti aggiornamenti, il quale dopo x anni scade, come fosse un prosciutto.vi sembra logico? voi che fareste?Artillero
  • Anonimo scrive:
    Re: Le regioni e un'Italia che non esist
    - Scritto da: Mechano
    La Sicilia e' forse la piu' italiana delle
    regioni, e la cultura delle sue grandi
    citta' e' di enorme vastita' grazie alla
    posizione strategica nel Mediterraneo che la
    poneva al centro dei commerci e dell'area
    culturale piu' importante dal IV secolo a.c.
    fino al XVII secolo.
    Basti pensare alla cucina e alla quantita'
    di piatti e sapori frutto dell'apporto delle
    diverse culture con cui si e' venuti in
    contatto.Sì tutto vero. Siete avanti e siete tutti geni. Ma allora come me lo spieghi che non avete ancora l'acqua corrente in casa?Ah, parlo di Palermo, non di paesini in cima ai monti.
    E tutto cio' quando nella pianura padana
    fino alla fine dell '800 si moriva di
    malaria e si viveva su palafitte.nell'800. Oggi (guarda che io non sono "padano") mi sembra che sulle palafitte ci viviate in Sicilia.Palermo aveva dei quartieri molto belli, avete pensato bene di buttare giù tutto e farci mega palazzoni che nemmeno si reggono in piedi. Guardate le vostre coste, la natura vi ha dato un paradiso, l'avete massacrato. E per voi va bene, perché "la terra è vostra" e volete farvi la casa estiva su quei posti bellissimi. come l'assurdità che per valorizzare la Sicilia ci sia bisogno di un orribile megaponte di cemento.Sarete anche bravi tecnicamente, però socialmente parlando siete poco svegli.
  • Anonimo scrive:
    beh cerrto la Toscana guarda a Sinistra!
    e loro la vedono come fumo negli occhi!!!sì ma al prossimo turno, tutti a casa questi b@bbei di ministri eh!!!!
  • Anonimo scrive:
    Ministro Stanca ...
    ... PERCHE' NON SI MERAVIGLIA DEL TROPPO SOFTWARE MICROSOFT CHE C'E' NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ??????
  • Anonimo scrive:
    Re: Finalmente l'ha capito
  • Anonimo scrive:
    un'altro esempio del buon governo
    e ogni volta che qualcuno dice con chiarezzache questo governo e' uno schifo e che chil'ha votato forse faceva meglio a buttarsi in maresorgono i soliti commenti : ma che c'entra... mae' sempre la solita critica.... ma e' sempre la solitapolemica e i soliti comunisti etc etcMI RACCOMANDO RIVOTATELI EHspero con tutto me stesso che il peggio fatocolpisca chi ha votato sti farabutti....ma andatevene in america che li state belli contenti e lasciateci in pace!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: da quando ti droghi ?
  • Anonimo scrive:
    Re: L'OS uccide il mercato e la qualità
  • Anonimo scrive:
    Re: La regione può fare quello che vuole...!
    - Scritto da: Anonimo
    Quindi Stanca può dire quello che
    vuole, ma le regioni sono liberissime di
    fare di testa loro.quoto!!hanno rotto tanto i c.... con questo federalismo, e poi si lamentano se una regione osa fare qualcosa di non conforme al governo centrale... avrebbero dovuto pensarci i furbacchioni
  • Anonimo scrive:
    Re: Finalmente l'ha capito
  • Anonimo scrive:
    Le regioni e un'Italia che non esiste
    Si parla tanto di ITALIA "come si vive in Italia" "gli ospedali italiani"... ma ci rendiamo conto che fra una regione e l'altra c'è un abisso? per voi uno che vive in Toscana ha qualcosa in comune con uno che vive in Sicilia? oppure paragonare l'Emilia-Romagna al Lazio... boh. L'Umbria alla Calabria.Quando parlano di ITALIA in generale per me falsano tutti i dati. le statistiche ecc andrebbero fatte solo a livello regionale, così si vedrebbe veramente la qualità della vita.Ma ve lo immaginate l'open-source in Sicilia? "apetto?" cugn'è? niente saccio. "chiuso deve stare, come a tua bocca, chiuso!"onoriamo sua eccellenza... baciamo le mani...ah ah poveracci.
    • Mechano scrive:
      Re: Le regioni e un'Italia che non esist
      - Scritto da: Anonimo
      Ma ve lo immaginate l'open-source in
      Sicilia? "apetto?" cugn'è? niente
      saccio. "chiuso deve stare, come a tua
      bocca, chiuso!"
      onoriamo sua eccellenza... baciamo le mani...

      ah ah poveracci.Ma che cacchio di post e' questo?Indipendentemente dalla qualita' della Pubblica Amministrazione dove in Sicilia piu' che in ogni altra regione e' composta da raccomandati, nullafacenti e clientelisti ma sta tranquillo che e' lo stesso anche a Lodi e a Bergamo, per il resto da questa terra provengono i migliori programmatori d'Italia.Non per nulla l'inventore del primo microchip Intel il 4004 capostipite delle CPU che avete oggi nei vostri computer, era un emigrato palermitano.Per non parlare della difficolta' della facolta' di Ingegneria delle citta' siciliane, essendo sovraffollate obbligano i docenti ad un forte lavoro di scrematura che porta a lasciarvi dentro solo chi e' veramente motivato. Persone che una volta uscite vengono subito contese dalle piu' grandi aziende e centri di ricerca europei (vedi il CERN, tutti italiani e tutti terroni).L'opensource nelle istituzioni scientifiche e accademiche siciliane e' molto usato. L'universita' di Palermo fa un largo uso di FreeBSD e Linux per i suoi server di ogni genere fin dai tempi delle prime BBS di inizio anni '90.Lo stesso un mio cugino al Policlinico di Palermo, nel centro ricerche sui tumori ha server Linux e su quelli vengono scritti programmi di simulazione dello sviluppo di un cancro o come coadiuvante nella teorizzazione degli esperimenti fatti sulle cellule estratte dai cordoni ombelicali.La Sicilia e' forse la piu' italiana delle regioni, e la cultura delle sue grandi citta' e' di enorme vastita' grazie alla posizione strategica nel Mediterraneo che la poneva al centro dei commerci e dell'area culturale piu' importante dal IV secolo a.c. fino al XVII secolo.Basti pensare alla cucina e alla quantita' di piatti e sapori frutto dell'apporto delle diverse culture con cui si e' venuti in contatto.E tutto cio' quando nella pianura padana fino alla fine dell '800 si moriva di malaria e si viveva su palafitte.--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Anonimo scrive:
    Re: Ipocrita
    - Scritto da: Mechano
    Tempo addietro questo Ministro s'e' riempito
    la bocca di opensource, formati aperti e
    altre cose che sappiamo non possono che fare
    bene alla pubblica amministrazione e a tutti
    gli utenti e contribuenti.

    Salvo poi fare dietro front in un decreto
    corretto appositamente per accontentare
    lobby del software closed che trovavano la
    prima versione di quelle proposte troppo
    penalizzante per loro.ha imparato ed applicato alla lettera la lezione dal nano :|
    Ciao.
    Mr. Mechano
    mechano@punto-informatico.itCiao e... siete dei grandi!
  • Anonimo scrive:
    Re: La regione può fare quello che vuole
    il federalismo, a volerla vedere in positivo (ma è moolto difficile),è l'unica cosa (per certi aspetti) che questo governo ha fatto di "buono". Vediamo quanto tempo passa prima che venga postaqualche deroga e "standardizzato" il tutto come sanno ben fare :|
  • Anonimo scrive:
    Re: Riassumendo le posizioni Del Ministro
    eh mica tanto gli standard w3c, visto che il sito del ministero dei beni culturali è il primo che non gli rispetta ne lo standar Html 4.01o xhtml, ne tantomeno le WAI...
  • Anonimo scrive:
    Re: da quando ti droghi ?
    - Scritto da: Mechano

    Azz. Ti sei scordato 2 categorie!
    Vero, però sono fortemente propenso a credere all'ipotesi de robot.Mi pare impossibile che un essere umano possa avere una fantasia così scarsa.
  • Anonimo scrive:
    io + che software o.s. o commerciale..
    direi che il vero problema è da porre in altri termini.Che sia software commerciale o open source le P.A. dovrebbero trovare degli standard di comunicazione.Una interpolarità tra i software è anche alla base della flessibilità del lavoro e del risparmio.Una volta che un prodotto mi costa troppo o non mi soddisfa come funzioni posso passare ad un'altro mantenendo inalterati i dati che ho prodotto e non perdo tempo a rifare tutto da capo.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ipocrita
    -

    Ecco il nocciolo della questione. Nella P.A.
    il software si paga, e qualcuno non vuole
    rinunciare a quei guadagni.
    Chi ha visto un Mac in un ufficio statale? O
    qualche macchina Sun? Perchè sono
    tutte macchine win?
    Attenzione a fare affermazioni categoriche... un bellissimo istituto pubblico traboccante (davvero traboccante: in tutti gli uffici e finanche diverse tenute imballate per mesi nei corridoi) di Mac lo ho visto; se poi provi a guardare in qualche centro di calcolo in università le macchine Sun non mancano di certo, e ti giuro che ce ne sono di pubbliche anche di quelle.
    Per di più, per quanto ne ho potuto
    vedere io, negli uffici pubblici il software
    gratuito è ritenuto alla stregua di
    software pirata o comunque software che
    funziona male.

    Viva l'eperimento della regione Toscana,
    senza tirare in ballo la politica.

    gio.
  • Anonimo scrive:
    Re: da quando ti droghi ?
    - Scritto da: Anonimo
    Possiamo aiutarti a smettere dai devi solo
    avere fiducia !
    Da quanto hai una idea distorta della
    qualità ?
    Ti pagano ?Non essere duro con lui. O è solo un dipendente MS Italia costretto a trollare per un paio d'ore di straordinario pagate al mese, oppure addirittura è solo un robot programmato per postare i soliti slogan automaticamente quando rileva in una notizia alcune parole chiave, come "open source" o "Linux".Se aspetti un po', ne arriverà un altro postando qualcosa tipo "Linux è comunista", o robe del genere.
  • Anonimo scrive:
    Re: Ipocrita
    - Scritto da: Mechano
    Evidentemente a questo Ministro stanno piu'
    a cuore le bustarelle o la minacce (fate un
    po' voi) ricevute dalle lobby, che i
    benefici per la pubblica amministrazione che
    paghiamo tutti noi con le nostre tasse.Ecco il nocciolo della questione. Nella P.A. il software si paga, e qualcuno non vuole rinunciare a quei guadagni. Chi ha visto un Mac in un ufficio statale? O qualche macchina Sun? Perchè sono tutte macchine win?Per di più, per quanto ne ho potuto vedere io, negli uffici pubblici il software gratuito è ritenuto alla stregua di software pirata o comunque software che funziona male.Viva l'eperimento della regione Toscana, senza tirare in ballo la politica.gio.
  • Anonimo scrive:
    Re: tutela per tutti
    - Scritto da: Anonimo
    esistono centianaia di sw,
    talvolta sviluppati dalla stessa PA (in
    Lombardia ad esempio Lombardia Informatica)
    o da piccole società esterne, che
    rappresentano una via di mezzo alla
    situazione estrema del monopolio Microsoft
    Vs. Open Source, ed è comprensibile
    che certe aziende vogliano tutelare
    l'originalità del proprio prodotto.
    Bye, F.col formato aperto si tutela ANCHE l'utente che non è costretto a comprare la linea di una sola casa per incompatibilità coi prodotti della concorrenza
  • Anonimo scrive:
    Re: da quando ti droghi ?
    Possiamo aiutarti a smettere dai devi solo avere fiducia !Da quanto hai una idea distorta della qualità ?Ti pagano ?Ma fai gli stessi ragionamenti anche con la tua donna ?Ti ha mollato e non lo vuoi dire...Confessa sei pieno di Sw copiato... dai dillo.... e dillo non essere vergognoso....Su dai fai uno sforzo ed ammetti che non usi OS perchè fondamentalmente sei troppo limitato per usarlo.
  • Anonimo scrive:
    Re: L'OS uccide il mercato e la qualità
    - Scritto da: Anonimo
    ...come da oggettoPace all'anima loro.
  • Anonimo scrive:
    Re: MINISTRO DELLE LOBBY
    moltissimo, qui tutti si stanno giocanto il tutto per tutto.
  • Anonimo scrive:
    MINISTRO DELLE LOBBY
    Quanto gli danno ?
  • Anonimo scrive:
    La regione può fare quello che vuole...!
    A quanto ne so, la direttiva Stanca vale solo per l'amministrazione centrale, non per le amministrazioni locali e regionali, in quanto c'è il federalismo. Le amministrazioni locali si dovranno dare a loro volta delle direttive sul caso (da concordarsi tra regioni e enti locali), ma possono tranquillamente essere in contrasto con quelle per l'amministrazione centrale. Quindi Stanca può dire quello che vuole, ma le regioni sono liberissime di fare di testa loro.
  • Anonimo scrive:
    L'OS uccide il mercato e la qualità
    ...come da oggetto
  • Mechano scrive:
    Ipocrita
    Tempo addietro questo Ministro s'e' riempito la bocca di opensource, formati aperti e altre cose che sappiamo non possono che fare bene alla pubblica amministrazione e a tutti gli utenti e contribuenti.Salvo poi fare dietro front in un decreto corretto appositamente per accontentare lobby del software closed che trovavano la prima versione di quelle proposte troppo penalizzante per loro.Evidentemente a questo Ministro stanno piu' a cuore le bustarelle o la minacce (fate un po' voi) ricevute dalle lobby, che i benefici per la pubblica amministrazione che paghiamo tutti noi con le nostre tasse.Ed io dico, se la Toscana ha deciso cosi', e se il suo progetto dovesse funzionare, non se ne avrebbero solo benefici?E se funzionasse potrebbe essere di esempio per le altre regioni .Forse e' di questo che sio ha paura? Forse la cosa sta facendo molto rumore e magari sta funzionando anche, e quindi e' stato necessario un richiamo formale?Ma che cacchio di Ministro dell'innovazione e' questo? Per quale motivo ha ritenuto necessario richiamare una regione che sta facendo un esperimento di innovazione e che questo esperimento sta funzionando?Ma non era lui stesso che diceva che l'opensource e i formati aperti sono cosa buona e giusta?--Ciao. Mr. Mechanomechano@punto-informatico.it
  • Alessandrox scrive:
    Re: Riassumendo le posizioni Del Ministr
    - Scritto da: Anonimo

    Hai perfettamente ragione, più
    che i

    software open o close la P.A. dovrebbe

    spingere per l'adozione di formati
    aperti.

    formati che devono essere
    standardizzati e

    liberamente implementabili e la cui
    gestione

    dovrebbe essere assegnata ad enti terzi
    o

    magari sovrannazionali, come il w3c.
    A dire il vero il Ministero ha pubblicato
    una direttiva per la diffusione di formati
    aperti nei documenti pubblici. Questa,
    benchè non sia stata ancora adottata
    massicciamente nelle migliaia di siti della
    PA, tiene anche conto degli standard del W3C
    per l'accessibilità dei siti webA me pareva che la direttiva del ministro piu' che sui formati si soffermi sulle "interfacce" (API) dei S.O. ... almeno nei suoi interventi pubblici che ho ascoltato di questo parlava ma non ho mai sentito nulla sui formati; inoltre una cosa che tengo a precisare: anche i protocolli sono importanti perche' sono parte essenziale di un sistema per scambiare dati, informazioni.Se M$ continua con i suoi brevetti presto SAMBA diverra' fuorilegge (e gia' ora e' in odore di illegalita') e di questo passo con tutte le sue BELLE direttive, se stampate su carta non patinata e non troppo massiccia, potremmo solo pulirci il didietro .==================================Modificato dall'autore il 12/05/2004 11.03.22
  • Anonimo scrive:
    Re: proprietari, ma compatibili
    - Scritto da: shevathas

    Hai perfettamente ragione, più che i
    software open o close la P.A. dovrebbe
    spingere per l'adozione di formati aperti. l'utente comprerebbe i pacchetti secondo i SUOI interessi professionali ed economici e le ditte non potrebbero più speculare obbligando a comprare tutta la linea dei LORO prodotti...ma succederà SOLO se i piccoli produttori si consorzieranno, altrimenti le multinazionali continueranno ad influenzare le decisioni politiche UE
  • Anonimo scrive:
    che motivazioni sono???
    La normativa della regione toscana e' fumosa? Non Sono Affari Suoi. Pensi prima ai DL che fa uscire il suo Governo, poi potra' parlare di quello che fanno le regioni.Per quanto riguarda la par condicio tra software libero e commerciale, e' un concetto che sembra ripreso dai farneticanti discorsi di Gates e compagnia e che non ha alcuna giustificazione SPECIE DA PARTE DI GENTE CHE PER FARSI ELEGGERE SI PROCLAMA L-I-B-E-R-I-S-T-A. :@O altrimenti, comunico sin d'ora al Ministro che ho intenzione di rilasciare a breve un word processor commerciale che intendo proporre all'amministrazione pubblica al prezzo di 100000 euro a licenza e che intendo fare causa a Microsoft word perche' il suo prezzo inferiore "incide sulla par condicio dei mercati".
  • Anonimo scrive:
    Re: Riassumendo le posizioni Del Ministro

    Hai perfettamente ragione, più che i
    software open o close la P.A. dovrebbe
    spingere per l'adozione di formati aperti.
    formati che devono essere standardizzati e
    liberamente implementabili e la cui gestione
    dovrebbe essere assegnata ad enti terzi o
    magari sovrannazionali, come il w3c.A dire il vero il Ministero ha pubblicato una direttiva per la diffusione di formati aperti nei documenti pubblici. Questa, benchè non sia stata ancora adottata massicciamente nelle migliaia di siti della PA, tiene anche conto degli standard del W3C per l'accessibilità dei siti web
    Mi sembra assurdo che la UE non si sia mossa
    per definire gli standard europei sui
    formati di file per la condivisione di
    informazioni all'interno delle PA
    dell'europa.L'iniziativa italiana adotta una direttiva europea che esattamente indica questo.Bye, F.
  • Anonimo scrive:
    Re: Stanca troppe pigne nella testa
  • Alessandrox scrive:
    Re: Riassumendo le posizioni Del Ministr
    - Scritto da: shevathas

    Dunque a me sta bene anche l' adozione
    di

    sistemi non OPen, basta che tutti siano

    valutati su un piano di equita' . Pero'
    c'e'

    un particolare che contrasta con i
    principi

    dichiarati dal ministro e sui quali si
    basa

    la sua direttiva: I FORMATI (e insieme
    anche

    i protocolli).
    [cut]

    Se questa struttura e' un' ente o un'

    insieme di enti pubblici la questione
    assume

    una rilevanza particolarmente GRAVE.
    Hai perfettamente ragione, più che i
    software open o close la P.A. dovrebbe
    spingere per l'adozione di formati aperti.
    formati che devono essere standardizzati e
    liberamente implementabili e la cui gestione
    dovrebbe essere assegnata ad enti terzi o
    magari sovrannazionali, come il w3c.
    Mi sembra assurdo che la UE non si sia mossa
    per definire gli standard europei sui
    formati di file per la condivisione di
    informazioni all'interno delle PA
    dell'europa.La UE.... ha da correr dietro al WMA di M$ (dimenticandosi ipocritamente di molte altre cose), ha da pensare ai brevetti all' americana... alle ZUCCHINE di lunghezza e diametro giusto,BAh... dalla commissione UE non mi aspetto nulla di buon. IL parlamento non conta una mazza....Tira un po' le somme. :(==================================Modificato dall'autore il 12/05/2004 1.12.30
  • Alessandrox scrive:
    Riassumendo le posizioni Del Ministro
    Elenco alcune parole e concetti chiave: liberta' e possibilita' di scelta, pluralismo del software nella pubblica amministrazione, libertà del mercato e della concorrenza, scelte non prescrittive e non ideologiche,economicità, equilibrio, pluralismo e aperta competizione, migliore scelta di tipo tecnico ed economico, massima efficienza.Dunque a me sta bene anche l' adozione di sistemi non OPen, basta che tutti siano valutati su un piano di equita' . Pero' c'e' un particolare che contrasta con i principi dichiarati dal ministro e sui quali si basa la sua direttiva: I FORMATI (e insieme anche i protocolli).Se io adotto un formato e/o un protocollo chiuso e incompatibile con altri prodotti ottengo un unico risultato: sono costretto a propagare il programma che adotta quel formato e il sistema in cui gira in tutta la mia struttura ma non solo: obbligo anche entita' esterne ad adottare quel formato, quel' applicazione e quel sistema (ed eventualmente quel protocollo) se vogliono accedere ai miei servizi e ai miei dati.Se questa struttura e' un' ente o un' insieme di enti pubblici la questione assume una rilevanza particolarmente GRAVE.
    • shevathas scrive:
      Re: Riassumendo le posizioni Del Ministro
      - Scritto da: Alessandrox
      Elenco alcune parole e concetti chiave:
      liberta' e possibilita' di scelta,
      pluralismo del software nella pubblica
      amministrazione, libertà del mercato
      e della concorrenza, scelte non prescrittive
      e non ideologiche,
      economicità, equilibrio, pluralismo e
      aperta competizione, migliore scelta di tipo
      tecnico ed economico, massima efficienza.
      Obiettivi pienamente condivisibili.
      Dunque a me sta bene anche l' adozione di
      sistemi non OPen, basta che tutti siano
      valutati su un piano di equita' . Pero' c'e'
      un particolare che contrasta con i principi
      dichiarati dal ministro e sui quali si basa
      la sua direttiva: I FORMATI (e insieme anche
      i protocolli).[cut]
      Se questa struttura e' un' ente o un'
      insieme di enti pubblici la questione assume
      una rilevanza particolarmente GRAVE.Hai perfettamente ragione, più che i software open o close la P.A. dovrebbe spingere per l'adozione di formati aperti. formati che devono essere standardizzati e liberamente implementabili e la cui gestione dovrebbe essere assegnata ad enti terzi o magari sovrannazionali, come il w3c.Mi sembra assurdo che la UE non si sia mossa per definire gli standard europei sui formati di file per la condivisione di informazioni all'interno delle PA dell'europa.
    • Anonimo scrive:
      Re: Riassumendo le posizioni Del Ministro
      Penso che questo che dici debba essere in sostanza il costo maggiore da sostenere, sia in termini di sviluppo possibile per un sw che di interoperabilità. Tuttavia considera che esistono centianaia di sw, talvolta sviluppati dalla stessa PA (in Lombardia ad esempio Lombardia Informatica) o da piccole società esterne, che rappresentano una via di mezzo alla situazione estrema del monopolio Microsoft Vs. Open Source, ed è comprensibile che certe aziende vogliano tutelare l'originalità del proprio prodotto. Bye, F.
      Pero' c'e'
      un particolare che contrasta con i principi
      dichiarati dal ministro e sui quali si basa
      la sua direttiva: I FORMATI (e insieme anche
      i protocolli).
      Se io adotto un formato e/o un protocollo
      chiuso e incompatibile con altri prodotti
      ottengo un unico risultato: sono costretto a
      propagare il programma che adotta quel
      formato e il sistema in cui gira in tutta la
      mia struttura ma non solo: obbligo anche
      entita' esterne ad adottare quel formato,
      quel' applicazione e quel sistema (ed
      eventualmente quel protocollo) se vogliono
      accedere ai miei servizi e ai miei dati.
      Se questa struttura e' un' ente o un'
      insieme di enti pubblici la questione assume
      una rilevanza particolarmente GRAVE.
    • Anonimo scrive:
      Re: Riassumendo le posizioni Del Ministr
      la "pressione" per l'impiego di protocolli e Api "standard" sembra correlarsi perfettamente con lo scenario che siprospetta post troiaio dei brevetti in UE tanto voluto da... chi? :|
    • Anonimo scrive:
      Re: Riassumendo le posizioni Del Ministr
      - Scritto da: Alessandrox
      Elenco alcune parole e concetti chiave:
      liberta' e possibilita' di scelta,
      pluralismo del software nella pubblica
      amministrazione, libertà del mercato
      e della concorrenza, scelte non prescrittive
      e non ideologiche,
      economicità, equilibrio, pluralismo e
      aperta competizione, migliore scelta di tipo
      tecnico ed economico, massima efficienza.

      Dunque a me sta bene anche l' adozione di
      sistemi non Open, basta che tutti siano
      valutati su un piano di equita' . Pero' c'e'
      un particolare che contrasta con i principi
      dichiarati dal ministro e sui quali si basa
      la sua direttiva: I FORMATI (e insieme anche
      i protocolli).
      Se io adotto un formato e/o un protocollo
      chiuso e incompatibile con altri prodotti
      ottengo un unico risultato: sono costretto a
      propagare il programma che adotta quel
      formato e il sistema in cui gira in tutta la
      mia struttura ma non solo: obbligo anche
      entita' esterne ad adottare quel formato,
      quel' applicazione e quel sistema (ed
      eventualmente quel protocollo) se vogliono
      accedere ai miei servizi e ai miei dati.
      Se questa struttura e' un' ente o un'
      insieme di enti pubblici la questione assume
      una rilevanza particolarmente GRAVE.Sono d'accordo con te.A me pare che qualcosa di tutto cio' gia' ci sia, ma, per essere significativo, la cosa deve essere piu' incisiva.Se non sbaglio la PA ha il dovere di rendere disponibili al pubblico tutti i documenti in almeno un formato aperto.Bisogna che la PA sia OBBLIGATA a memorizzare internamente tutti i documenti in un formato aperto e che sia OBBLIGATA a scambiare con i clienti/fornitori solo documenti in formato aperto e libero da costi per coloro che lo vogliono implementare (anche gli ultimi formati M$ sono aperti, basta pagare per averli).Inoltre questi formati non devono, per funzionare, richiedere componenti non aperte (es. oggetti OLE o inclusi), ed anche le fonti carattere e le clipart da usare nella PA siano disponibili per tutti (non penso che per lo stato sia una spesa impossibile comprarle e/o farsele fare).Naturalemte questi formati/protocolli devono essere liberamente implementabili senza restrizioni (neanche economiche) su qualunque OS e da qualunque PGM, e questo per dare MAGGIORE GARANZIA DI LIBERA CONCORRENZA. Infatti nessuno verrebbe danneggiato: se M$ non volesse aprire liberamente i suoi, usi quelli di OOo!Se si potesse fare qualche petizione/invio di mail al Ministro, ecc. sarebbe sicuramente un passo non contestabile (non viene intaccato il libero mercato) e un vantaggio per tutti, sarebbe molto di piu' di quello che vuol fare la Toscana!Saluti.....................Enrico (linux)
  • neoviruz scrive:
    Stanca troppe pigne nella testa
  • Anonimo scrive:
    Finalmente l'ha capito
    che hosì facendo oh si diventa tutti hannaioli ui...
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