Iraq, esperimenti di biometria da guerra

La stanno adottando le truppe americane che faranno rientrare a Falluja la popolazione evacuata dopo aver prodotto carte di identità, impronte digitali e scansione della retina


Falluja (Iraq) – In una delle zone più martoriate dell’Iraq le forze armate statunitensi hanno deciso di ricorrere alla biometria per rafforzare i propri strumenti di controllo sul territorio.

A Falluja, teatro di scontri sanguinosi e violenti, dove il grosso della popolazione si appresta ora a far ritorno, le truppe americane forniranno agli iraqeni una carta di identità basata su caratteristiche biometriche.

“Saranno prelevate le loro impronte – ha dichiarato un celebre reporter americano, Peter Engel – saranno scansionate le retine e fornita una carta di identità che consentirà loro di spostarsi tra le loro abitazioni o nei vicini centri di assistenza ora in costruzione. Ai Marines sarà permesso usare qualsiasi mezzo per fermare chi violerà queste regole”.

Come sottolinea The Register , quello di Falluja appare come il primo tentativo di sottoporre a tecnologie biometriche una popolazione che è con ogni probabilità tendenzialmente poco collaborativa, probabilmente ostile e in molti casi armata.

Rimane tutto da vedere, quindi, come le procedure attivate potranno funzionare in tempo di guerra. Fino ad oggi, infatti, le più estese applicazioni biometriche, come quelle adottate dagli Stati Uniti per tutti gli stranieri che si recano nel paese, sono state pensate ed adottate per il tempo di pace.

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