Israele punta all'SMS antimissile

Nasce un servizio di emergenza per avvertire la popolazione di attentati terroristici, esplosioni o attacchi missilistici, drammaticamente attuali in questo periodo

Tel Aviv – L’incubo dei missili dal Libano o quello degli attentati terroristici continua a tenere sotto scacco la popolazione israeliana. Nel tentativo di rendere più efficaci le comunicazioni di emergenza alla popolazione e quelle tra le diverse forze dell’ordine, un operatore locale ha deciso di puntare tutto su una tecnologia tanto vecchia quanto popolare: l’SMS.

A lanciare i nuovi servizi è la Cellact , società dedita allo sviluppo di sistemi di messaging, che secondo quanto riportato dall’israeliano Globes Online ha già iniziato a commercializzare un sistema di alert tra le comunità collettive, le città e le fattorie del settentrione israeliano, quell’area del paese presa di mira da una pioggia di missili nelle ultime settimane.

Uno degli effetti del nuovo servizio è la possibilità per gli utenti di tutti i gestori di contattare direttamente e facilmente le forze dell’ordine dai luoghi di un impatto missilistico o di un attentato, sfruttando appunto gli SMS.

Non solo: grazie al nuovo sistema di alert, secondo la società sarà possibile anche fornire una qualche protezione antimissilistica . I lanci segnalati dalle autorità provenienti dal sud del Libano, infatti, verranno immediatamente comunicati alle popolazioni interessate cosicché, questa è la speranza, si possano limitare le conseguenze delle esplosioni.

Secondo Cellact il ricorso all’SMS è doveroso in quanto consente una immediata distribuzione a pioggia di informazioni vitali anche in presenza di problemi infrastrutturali o di un rallentamento o blocco delle connessioni internet. Non solo. “Il sistema – ha spiegato un rappresentante dell’azienda – fornisce informazioni continue anche alle persone che si trovano in casa o all’interno di rifugi, e può essere utilizzato per comunicare orari di apertura di specifiche agenzie bancarie (oggi spesso chiuse a causa del conflitto, ndr.) nonché per fornire qualsiasi annuncio rilevante che le popolazioni confinate nelle proprie abitazioni non possono vedere sui display pubblici posizionati nelle strade”.

Difficile dire se il nuovo sistema servirà davvero a salvare delle vite. Intanto gli occhi del mondo sono puntati su Israele e sul Libano: ieri in un vertice internazionale a Roma i maggiori paesi hanno esaminato varie possibilità di intervento. Ma un’intesa sembra ancora lontana.

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