Israele, Street View attenta alla sicurezza?

Una task force governativa per discutere se dare o meno il consenso a includere la mappatura fotografica di Israele. Tali dati potrebbero agevolare la pianificazione di attentati terroristici
Una task force governativa per discutere se dare o meno il consenso a includere la mappatura fotografica di Israele. Tali dati potrebbero agevolare la pianificazione di attentati terroristici

Il servizio di mappatura di Google è spesso al centro di polemiche . Questa volta però le preoccupazioni e le accuse al noto servizio Street View non arrivano soltanto per via della potenziale violazione della privacy ma soprattutto per problemi di sicurezza : le immagini dettagliate di Street View potrebbero offrire informazioni ad eventuali aspiranti attentatori.

Google vorrebbe raggiungere quota 28 paesi coperti da Street View e includere nelle sue mappe anche Israele. Per tale ragione in settimana una speciale task force governativa si è riunita per discutere sulla questione del dare o meno l’approvazione alle Google Car di immortalare le strade del paese mediorientale.

Molti i membri del gabinetto allarmati del fatto che tali informazioni e dati raccolti da Google possano essere utilizzate da alcuni estremisti per scopi terroristici. La commissione è stata chiamata e riunita per valutare i possibili rischi che tale servizio potrebbe arrecare al paese.

Entro poche settimane la commissione dovrebbe dare il suo responso.
La scelta del governo appare complessa . Da un lato, vi è la questione dell’apertura tecnologica e della promozione delle città israeliane a livello turistico per portare a conoscenza di tutto il mondo le strade lussuose di Tel Aviv, il meraviglioso paesaggio di Haifa e le vie piene di storia di Gerusalemme, dall’altro la questione della pubblica sicurezza.

Il dibattito, dati gli interessi in gioco, è ancora aperto. Probabilmente, nel caso in cui le città israeliane dovessero finire su Street View, si opterà per inserire delle ampie restrizioni relativamente a luoghi di interesse strategico e militare, dunque tentando di offuscare dettagli e immagini di aree pericolose, come ad esempio, le basi dell’esercito, luoghi nei quali si svolgono funzioni di difesa territoriale, o ancora i luoghi di residenza del Presidente, centrali elettriche e ambasciate etc.

Proprio a tal proposito, sono state rilasciate alcune dichiarazioni da parte dei membri del gabinetto israeliano, guidati dal Ministro dell’Intelligence Dan Meridor, nelle quali si è ribadito di voler trovare dei metodi più sicuri una volta introdotto tale servizio nei prossimi mesi. Dunque, sposare l’implementazione del servizio di Google con la necessità di sicurezza nazionale di Israele “il prima possibile”.

Un portavoce di Mountain View, intanto, ha dichiarato che l’obiettivo di Google è semplicemente quello di “offrire i benefici di immagini a livello stradale per gli utenti di tutto il mondo”.

Sulla questione è intervenuto con le sue dichiarazioni ad Associated Press il colonello Mordechai Kedatr, un veterano che ha lavorato per l’intelligence israeliana per 25 anni, che ha ricordato come Israele in passato aveva avuto i medesimi timori legati alla sicurezza e alle preoccupazioni per eventuali attacchi terroristici con Google Earth. “Abbiamo già problemi con Google Earth – ha dichiarato – che visualizza immagini satellitari di case ed edifici”, concludendo che “con Street View si potrebbero solo facilitare gli attacchi terroristici”

Ancora, Andre Oboler, della Zionist Federation of Australia, ha spiegato sul Jerusalem Post che Street View potrebbe incentivare il turismo nei luoghi pubblici di interesse storico, culturale e religioso ma ha messo in guardia rispetto ai rischi per la sicurezza pubblica e per la vita privata dei cittadini. “Comunità chiuse, kibbutz e villaggi per i nuovi immigrati, in particolare, dovrebbero avere il diritto di essere fuori dalla mappatura di Street View almeno fino a quando la comunità locale non darà loro il permesso” ha continuato il direttore. Oboler ha inoltre suggerito ad Israele di “negoziare con il colosso del web su alcuni punti chiave quali ad esempio l’assicurazione che i dati raccolti da Street View rimangano su server in Isreale e non negli Stati Uniti e l’arruolamento di Google nella lotta contro l’antisemitismo”.

Raffaella Gargiulo

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